venerdì 29 gennaio 2021

I contagi da Covid 19 sembrano sottostimati e persino Macron rileva le criticità economiche della pandemia. Occorre un lockdown e uscire subito dal capitalismo. Articolo di Luca Bagatin

I contagi, in Italia, sarebbero sottostimati del 50%. A rilevarlo, un dossier dell'intelligence, secondo quanto riportato il 29 gennaio dalle agenzie di stampa italiana (https://www.agi.it/cronaca/news/2021-01-29/covid-intelligence-contagi-sottostimati-11197182/).

Nonostante questo dato, da tenere bene in considerazione, i politici italiani, nazionali e locali, rimangono rilassati e pensano che l'Italia “a fasce”, senza un lockdown generale (che permetta di ricominciare a tracciare i contagi e di svuotare in modo massiccio gli ospedali), possa servire a qualche cosa.

La pandemia da Covid 19, che non va sottovalutata e che è ben lungi dall'essere terminata, ci pone difronte la necessità – e allo stesso tempo l'occasione - di rivedere completamente il nostro modello economico e di sviluppo.

Persino un ultra-liberale come Macron ha affermato, durante i lavori del World Economic Forum di Davos, che il capitalismo non può più funzionare e che la pandemia ha messo a nudo tale criticità.

Macron ha persino affermato che “In questo modo abbiamo creato due re del sistema, i produttori e i consumatori, a spese dei lavoratori e ciò ha creato esternalità negativa per l’ambiente e ha alimentato la crisi della democrazia”.

Abbiamo infatti visto come la crisi maggiore, sia in termini sanitari che economici, la stiano pagando proprio i Paesi capitalisti e ultra-liberali, USA in testa.

Occorre dunque abbandonare, totalmente, proposte di macelleria sociale fatte di flessibilità nei contratti di lavoro e ogni misura che favorisca una illusoria quanto dannosa “crescita economica”.

La crescita economica non è e non può essere illimitata. Gli interessi sui debiti, peraltro, non sono nemmeno matematicamente pagabili e generano continui spirali di sfruttamento. Aspetti che i liberal capitalisti si ostinano a non voler comprendere o che, se comprendono, si ostinano a non volerle ritenere delle patologie del sistema.

La sfida che abbiamo davanti, con ondate di contagi che non cesseranno e con un futuro sempre più incerto, sia in ambito sociale che economico, ci imporrà, diversamente, un cambio radicale di mentalità, sistema sociale e economico. Diametralmente opposto rispetto a quello sino ad oggi adottato dall'Unione Europea e dai Paesi liberal capitalisti.

Occorrerà, dunque, imparare a vivere del necessario; sostenere massicciamente la sanità e la ricerca pubbliche; nazionalizzare i servizi pubblici (energia elettrica, gas, acqua e telecomunicazioni) e renderli di diretta pertinenza della comunità; lavorare il necessario e per meno tempo (con conseguente risparmio di risorse, di emissioni inquinanti, consentendo alle persone di avere maggiore tempo libero); garantire a tutti un reddito universale e pensare, via via, ad un progressivo superamento del sistema monetario (che genera spirali inflazionistiche, interessi sui debiti, schiavitù del lavoro stesso); introdurre possibili forme di baratto; puntare all'autoproduzione e all'autogestione del lavoro; superare l'industrializzazione (aspetto che la pandemia stessa potrebbe accelerare, specie con fisiologici e necessari lockdown); utilizzo intelligente delle tecnologie, per permettere e coordinare tutti questi aspetti.

E' chiaro che non esisteranno più ricchi, a questo punto. E nemmeno classe medio-alta. Ma non esisteranno nemmeno più poveri. Nessuno potrà né dovrà essere più ricco di qualcun altro, in quanto le risorse sono limitate e devono essere non già redistribuite, ma condivise e utilizzate dalla comunità nel suo insieme.

Si fonderebbe, così, una economia basata su un forte senso di responsabilità, di comunità e di reciprocità, articolata in tre momenti: dare, ricevere e ricambiare.

Un'economia fondata sul profitto, diversamente, è e sarà invece destinata a implodere, in particolare in situazioni di emergenza ecnomica o sanitaria e stiamo già iniziando a vederlo, specie con l'aumento di una disoccupazione, che da tempo era già endemica.

Ad oggi, un fenomeno molto pericoloso e totalmente sottovalutato, rimane peraltro l'accumulo di grandi capitali nelle mani di pochi e soprattutto di pochi che controllano settori sensibili, quali quello delle telecomunicazioni. Molto pericoloso, anche per la democrazia, infatti, il fatto che esistano monopoli o oligopoli come Google, Microsoft, Facebook, Twitter, Apple, Amazon, per non parlare di grandi società di telecomunicazione. Oligopoli che in questo periodo di emergenza sanitaria hanno accumulato ulteriori profitti.

I settori chiave dell'economia, fra cui questi, in primis, dovrebbero dunque essere nazionalizzati e controllati direttamente dai cittadini/fruitori, anche in quanto raccolgono dati altamente sensibili legati alla privacy e come tali non dovrebbero rimere nelle mani di privati o di società quotate in borsa, che si arricchiscono sulle spalle di moltitudini di utenti e cittadini.

Altri settori chiave che andrebbero nazionalizzati, oltre a quello del credito e dell'energia, anche quello delle case farmaceutiche, che diventerà sempre più un settore sensibile e delicato e che non potrà essere più oggetto di profitto da parte delle multinazionali e di imprese private, come oggi sta invece avvenendo con la questione dei vaccini.

Ad oggi nessun governo ragiona in tali termini (per quanto esistano realtà socialiste che li hanno in parte già attuati) e non vi sono discussioni in tal senso, ma ciò è davvero molto serio e grave.

Occorrerà, in sostanza, sovvertire tutto e molto probabilmente le stesse sfide che ci stanno vedendo protagonisti, ci obbligheranno a farlo.

Luca Bagatin

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mercoledì 27 gennaio 2021

Il capitalismo e la modernità sono un'infezione. Riflessioni di Luca Bagatin

Abbiamo finito per usare il web prevalentemente per scopi commerciali.

Esattamente come abbiamo ridotto, in questo modo, i rapporti umani e sentimentali.

Mero scambio di danaro.

Che schifo.

Il danaro andrebbe abolito.

Idem il lavoro salariato.

Il lavoro salariato è alla base dello sfruttamento e così il danaro.

Sono aspetti molto pericolosi, che sdoganano le peggiori violenze e i più bassi istinti.

Solo il libero scambio, gratuito e disinteressato, fra persone eguali e libere interiormente dall'egoismo, può garantire emancipazione, sanità spirituale e mentale.

Il resto è infezione, malattia, decadenza, violenza, odio, schiavitù.

 (Luca Bagatin)

Il politicamente corretto è una malattia della modernità.

E la modernità si regge sull'ego, l'individualismo, l'accumulo e il benessere materiale.

In realtà tutte malattie e infezioni dell'anima, che hanno completamente reso decadente l'Occidente, ritenuto - a torto - "libero e democratico".

In realtà profondamente schiavo, ipocrita, violento, anti-spirituale e anti-umanitario.

(Luca Bagatin) 

Gloria ai liberatori sovietici !

"Gloria al soldato liberatore!", 1945.
Manifesto della liberazione del campo di concentramento nazista di Auschwitz.

martedì 26 gennaio 2021

"Capitalismo, Magia e Legge di Thelema". Articolo tratto da "Thelemic Union"

L'articolo che segue è tratto dal sito "Thelemic Union", l'associazione che si occupa di diffondere la cosiddetta Legge di Thelema, filosofia elaborata dal mago e occultista Aleister Crowley (1875 - 1947) all'inizio del XX Secolo.

E' un articolo pubblicato pochi giorni fa, il 24 gennaio 2021, particolarmente interessante per l'analisi sociologica, antropologica, esoterica, spirituale e persino economica, su come il capitalismo sia profondamente connesso con quanto di più negativo possa esistere (patriarcato, misoginia, sciovinismo, colonialismo, industrializzazione, corporativismo, genocidio, schiavitù...) e come esso sopprima aspetti benevoli come la Luce Divina, l'Amore e la Libertà. 

Ho pertanto voluto tradurlo e riportarlo integralmente.

L. B.  

CAPITALISMO, MAGIA E LEGGE DI THELEMA

di Tino Navarra

(tratto da: https://thelemicunion.com/capitalism-magick-law-thelema)

Fai quello che vuoi sarà tutta la Legge.

La Legge di Thelema e i valori Thelemici sono diametralmente opposti al capitalismo. Pertanto, si oppongono anche a tutte le forze e gli affluenti che nutrono e sostengono il capitalismo, la cui deliberata fabbricazione, orchestrazione ed esecuzione ha visto il suo inizio e provvede alla sua continuazione, inclusi ma non limitati a: patriarcato, misoginia, militarismo, nazionalismo, sciovinismo, colonialismo, supremazia bianca, omofobia, transfobia, xenofobia, industrializzazione, corporativismo, genocidio e schiavitù.

Quando è pienamente applicata, la Legge di Thelema crea un ambiente - dentro e fuori - in cui queste forze non hanno alcun effetto e idealmente sono a loro volta annientate. Il mago e Thelemite cercano attivamente di distruggere qualsiasi vaso in cui sono contenuti. E' attraverso tutti questi fattori e la loro interazione tra loro e con il tutto, che è resa possibile la soppressione e la restrizione di Luce, Vita, Amore e Libertà.

Il Liber Oz afferma:

  1. L'uomo ha il diritto di vivere secondo la propria legge -
    di vivere nel modo che vuole fare:
    di lavorare come vuole:
    di giocare come vuole:
    di riposare come vuole:
    di morire quando e come vuole.

  2. L'uomo ha il diritto di mangiare quello che vuole
    bere quello che vuole:
    dimorare dove vuole:
    muoversi come vuole sulla faccia della terra.

  3. L'uomo ha il diritto di pensare quello che vuole:
    di dire quello che vuole:
    di scrivere quello che vuole:
    di disegnare, dipingere, scolpire, incidere, modellare, costruire come vuole:
    o vestirsi come vuole.

  4. L'uomo ha il diritto di amare come vuole: -
    "prenditi a sazietà e volontà d'amore come vuoi,
    quando, dove e con chi vuoi". -AL.I. 51

  5. L'uomo ha il diritto di uccidere coloro che vorrebbero contrastare questi diritti.

Il capitalismo, nella sua stessa natura, ostacola questi diritti. Quando lo bilanciamo con i versi del Liber Oz e con le ingiunzioni nei testi di Classe A, i loro commenti e gli altri saggi e scritti di Aleister Crowley - De Lege Libellum, Duty, Message of the Master Therion, et al., è chiaro che questo è il caso.

Silvia Federici, nel suo libro “Caliban and the Witch” mostra che la sottomissione delle donne da parte della Chiesa, dello Stato, dei Comuni e della classe dirigente (uomini) è stata la leva principale nel creare le condizioni dalle quali il capitalismo è sorto dal sistema feudale durante il primo periodo rinascimentale in Europa.

Federici discute e mostra come la filosofia di Descartes, in particolare quella della dualità cartesiana, abbia curato la meccanizzazione del corpo umano. L'idea di una separazione della mente o della coscienza dal corpo, adottata dal proletariato, ha aiutato nella creazione dell'"etica del lavoro protestante", che ha ulteriormente alimentato una forza lavoro limitata dalla schiavitù salariale e dalla paura e ha lasciato poco spazio a cose frivole, non produttive, e attività ritenute “peccaminose”, come giochi, musica, danza, arte, ecc.

Ciò mostra come il capitalismo sia nato attraverso il salario, la privatizzazione delle risorse comuni (pascoli, boschi e fonti d'acqua), attraverso la costruzione e il mantenimento di recinti, regolando e limitando così l'approvvigionamento di cibo e altre forniture necessarie per la sopravvivenza, l'aumento delle tasse, la creazione dell '"etica del lavoro protestante" attraverso la dualità cartesiana di Descartes, l'introduzione di una legislazione che relegasse i corpi delle donne ad essere nient'altro che produttori della forza lavoro e l'applicazione di quanto sopra, attraverso la forza monopolizzata dello Stato, dei Comuni e della Chiesa.

L'interazione, le implicazioni e il culmine delle componenti di questo processo lungo tre secoli furono consumate nei processi alle streghe, durante i quali un numero incalcolabile di donne fu "processato", torturato e giustiziato dalla classe dominante, l'Inquisizione, la Chiesa, lo Stato , comuni e cittadinanza (uomini) con l'accusa di “stregoneria” e “infanticidio”. Silvia Federici afferma che solo tra il XVI e il XVII secolo, almeno 200.000 donne sono state "processate", torturate e giustiziate dalla classe dirigente, dall'Inquisizione, dalla Chiesa, dallo Stato, dai Comuni e dalla cittadinanza (uomini). Accusate di "stregoneria" e "infanticidio". A questo aspetto vanno anche aggiunte le donne che sono morte in prigione o per fame, stupro, abusi domestici.

La paura delle streghe (donne) in Europa e nelle colonie, a quel tempo, iniziò come una paura detenuta dalla classe dominante: la strega (le donne) possedeva il potere sul corpo delle donne e quindi la fornitura della forza lavoro del capitalismo. Le streghe erano guaritrici, dottori e ostetriche - e se una donna avesse avuto bisogno di interrompere una gravidanza, Federici afferma che sarebbe andata da una strega. La strega era, in sostanza, l'ultimo baluardo dell'indipendenza del corpo, la fonte della forza lavoro. Attraverso la circolazione della propaganda sponsorizzata dallo Stato e dalla Chiesa, la paura delle streghe (donne) è stata fomentata. La classe dirigente superstiziosa e basata sulla paura e la cittadinanza di quel tempo, diffusero "notizie false", torturando e uccidendo centinaia di migliaia di donne lungo la strada.

Il capitalismo, i cui elementi primari sono a) l '"etica del lavoro protestante" - determinata attraverso la meccanizzazione del corpo attraverso la dualità cartesiana - b) la violenza nei confronti delle donne, come mezzo per controllare la produzione di lavoro, lascia pochissimo spazio alla magia, le cui trappole, pratiche e metodi superstiziosi non favoriscono la settimana lavorativa di sette giorni dell'Europa del XVI secolo o la produttività in generale. Spetta quindi alla classe dirigente mantenere una forza lavoro che aderisca ai principi dell '"etica del lavoro protestante", e questo è stato fatto in gran parte attraverso la tortura pubblica e prolungata e l'omicidio di streghe (donne) in Europa e nelle colonie.

Per inciso, l'Alta Magia e l'alchimia, afferma Silvia Federici, non erano temute o punite allo stesso modo della stregoneria in gran parte per i motivi a) L'Alta Magia e l'alchimia erano viste come scienze la cui pratica era vista come un valore per lo Stato (si consideri, ad esempio, il rapporto tra John Dee e la regina Elisabetta I) b) le pratiche dell'Alta Magia e dell'alchimia, sebbene generalmente disapprovate, non mettevano in discussione o minacciavano direttamente l'offerta di manodopera.

Il capitalismo è una perversione dell'esistenza. È presupposto e dipendente dal patriarcato e dalla violenza nei confronti delle donne. In questo senso, e in tutti i sensi, è in opposizione alla Legge di Thelema e ai valori Thelemici. È la restrizione della Volontà a un'idea falsa e uno spreco orribile che è produttività e profitto. Lo Stato ospita e attrae la forza del capitalismo, la cui stessa esistenza dipende dalla perversione e dalla limitazione della volontà e dalla violenza nei confronti delle donne, ed è ulteriormente alimentata e perpetuata attraverso il razzismo, il nazionalismo, il colonialismo, la schiavitù e lo sfruttamento di ogni tipo.

 L'amore è la legge, l'amore sotto la volontà.


lunedì 25 gennaio 2021

"Il Cristo contro l'Avere", un libro francese sull'influenza del cristianesimo delle origini sul socialismo. Intervista di Luca Bagatin

Camille Mordelynch è una giovane laureata in filosofia alla Sorbona e docente di cultura religiosa a Parigi.

Ha pubblicato, recentemente, per le Editions des Livres Noirs, legate alla rivista socialista rivoluzionaria francese “Rébellion” (http://rebellion-sre.fr), un libretto dal titolo “La Christ contre l'Avoir” (“Il Cristo contro l'Avere”) (http://rebellion-sre.fr/boutique/le-christ-contre-lavoir), nel quale dimostra l'influenza dell'eredità cristiana delle origini, sui valori del socialismo e del comunismo.

Ho avuto l'amichevole possibilitò di intervistarla, per approfondire meglio il suo punto di vista e i suoi studi in merito.

Prima di tutto, mi farebbe piacere che ci raccontassi come è nata l'idea di scrivere questo libro...

Avendo incontrato la fede cristiana, dopo essere stata influenzata dal marxismo, questi due aspetti non mi sono mai sembrati antagonisti, al contrario. Come comunista, sono stata subito colpita dal messaggio sociale di Cristo e, come cristiana, l'applicazione di questo messaggio, in realtà, mi è sembrato eminentemente vicino al progetto comunista.

Ho quindi scelto di scrivere questo libro per offrire un punto di vista diverso, andando contro l'opposizione quasi dogmatica, emersa tra cristianesimo e comunismo. Dimostrando che entrambi sono un ideale comune di comunità. Tale tentativo di conciliazione, mi è parso tanto più ricco, in quanto ha permesso di ridare visibilità a un cristianesimo poco conosciuto, quello delle origini, che, per molti aspetti, si discosta dalla religione cristiana, così come viene presentata e praticata oggi.

Puoi dirci, più nel dettaglio, di cosa parla il tuo libro ?

Parla essenzialmente delle prime comunità cristiane. I primi cristiani vivevano in una comunità solida, condividendo cibo e pasti, in modo da uniformarsi e uniformare le loro condizioni di vita. Molto presto, quindi, la preoccupazione per l'unità tra i credenti divenne il fulcro della struttura della comunità. Ma da dove proveniva questa preoccupazione ? Quali potrebbero essere state le influenze di una simile organizzazione collettivista ? Il mio libro cerca di rispondere a queste domande, tracciando la genealogia dell'ideale comune del cristianesimo primitivo, risalendo alle sue radici filosofiche nell'antica Grecia e, successivamente, passando per il giudaismo dissidente della setta degli esseni. Il concetto di proprietà privata, combattuto in questi modelli di società, costituisce il punto focale della mia ricerca.

Come è nato il tuo interesse per la religione cristiana ?

La mia fede ha oscillato per tutta la vita. Fin da quando posso ricordare, ho sentito la “scintilla”, ma la mia educazione e il mio percorso di vita mi hanno spesso condotta altrove.

Ho attraversato una fase di ateismo, prima di tornare alla religione nei miei studi di filosofia.

La scoperta di Tommaso d'Aquino e di Léon Bloy, alla fine, mi convinsero. Ero sempre stata una cristiana, anche senza saperlo. Ed è stata l'assolutizzazione dell'amore, propria del Dio dei Vangeli, che mi ha conquistata per sempre.

Come è nato il tuo interesse per il socialismo e il comunismo ?

Il mio impegno politico mi ha coinvolta molto presto nella lotta anticapitalista.

Il mio interesse per i lavoratori e l'emancipazione dalle loro condizioni di sfruttamento, mi hanno portata a considerare la lotta di classe come l'unico processo storico e rivoluzionario valido.

Mi ha sempre conquistata il progetto comunista di una società spogliata dei suoi antagonismi, delle sue nevrosi di appropriazione materiale e in cui il proletariato trionferà, abolendosi da sé stesso.

La vedo più come un'idea guida, che deve condurre instancabilmente la lotta, piuttosto che come una finalità che dovrebbe avverarsi.

Nel tuo libro, in sostanza, oltre a ricercare le origini del cristianesimo e le ispirazioni cristiane nel socialismo, viene denunciato il concetto di “proprietà privata”. Per giungere, scrivi, a una possibile “comunità d'Amore, vittoriosa sulla corruzione dell'Avere”. Questo concetto lo trovo particolarmente interessante e vorrei che lo spiegassi meglio.

Nel dizionario della teologia cattolica, troviamo - alla parola proprietà - questa osservazione: “il diritto di proprietà è una realtà sociale e un'istituzione giuridica che il teologo non deve costruire, ma osservare”. In realtà è proprio il contrario: il riconoscimento di un diritto naturale e umano di proprietà privata nel cristianesimo è una costruzione che ha ampiamente trasgredito quanto originariamente venne formulato. Il diritto di proprietà, ovvero il diritto di disporre delle cose in maniera assoluta, è inizialmente riservato solo a Dio, l'uomo ne ha solo diritto di usufrutto ! Nessuno, tranne Dio, può affermare di essere il proprietario della Creazione. Inoltre, la pretesa dell'uomo di impadronirsi di questo status di detentore sovrano, contiene tutta la metafisica del peccato originale: è infatti in questo momento che l'uomo si separa da Dio, rompe la sua comunione di con l'essere Divino, per cadere nell'interesse privato ed egoistico.

Nella proprietà privata, è l'uomo che cerca di determinarsi come soggetto individuale capace di appropriazione, e questo è precisamente l'intero gesto della colpa adamica.

Luca Bagatin

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venerdì 22 gennaio 2021

Doping-Pong, il gruppo artistico che fa rivivere il patrimonio culturale della Russia futurista. Intervista di Luca Bagatin

"Golden Salute! / Argynnis paphia", Art group Doping Pong, 2020

Doping-Pong è un collettivo artistico nato a San Pietroburgo nel 1997, grazie a Dima Mishenin, Postoronnim V e Anna Maugli (https://www.instagram.com/dopingram).

Sono famosissimi in Russia, in particolare per le loro opere d'arte digitali, per i progetti fotografici, giornalistici e creativi.

Il loro modo di fare arte è assolutamente insolito. I soggetti sono una miscela, di opera d'arte in opera d'arte, di archetipi sovietici, mistici, erotici, psichedelici. Richiami alla musica (come la raffigurazione di un David Bowie ragazzino, versione “Ziggy Stardust”, vestito con un abito stellare e con al collo un fazzoletto da pioniere sovietico), alla fotografia, al cinema, in chiave archetipica.

Attraverso una dei loro componenti, la talentuosa Magdalena (o Doping-Girl), appassionata dei ritratti di Milo Manara (che recentemente l'ha raffigurata in un bellissimo ritratto), ho avuto modo di intervistarne il fondatore, Dima Mishenin.

Da dove deriva il nome Doping-Pong ?

Il nome Doping Pong deriva dalla moderna cultura pop. È una sintesi del titolo più famoso della poesia di Eugen Gomringer “Ping Pong” e del titolo della raccolta breakbeat “Dope on plastic”. Negli anni '90 ascoltavo musica elettronica e leggevo poesie specifiche. È così che è nato Dope Pong, o meglio Doping-Pong.

Come è nato il gruppo artistico ?

Il gruppo si è formato a San Pietroburgo nel 1997. Il nostro è un team creativo composto da tre eremiti. Non ci piace molto comunicare con la società e ci piace creare a distanza e in isolamento. Possiamo dire che per noi tutta questa nuova storia del mondo, con la pandemia e il lockdown, è iniziata molto tempo fa e noi abbiamo sempre voluto vivere così.

Inizialmente, volevamo che il mondo conoscesse solo la nostra arte, i nostri personaggi di fantasia e il mondo disegnato, rispetto a quello reale. Come hanno fatto le band pop come i KISS o i Daft Punk.

Per i primi dieci anni della nostra carriera, ci siamo camuffati così bene che la maggior parte dei nostri fan e rappresentanti dei media pensavano che non ci fosse affatto un gruppo artistico, ma che ci fosse un solo artista che avesse inventato la leggenda dell'unificazione del gruppo sotto il nome di Doping-Pong. Ma, dopo vent'anni anni, abbiamo dovuto “strisciare fuori” dalla nostra tana molte volte, rilasciare molte interviste e siamo stati visti molto spesso insieme a conferenze e mostre.

Sì, siamo un gruppo. Ma preferiamo discutere delle nostre foto e non di chi siamo noi, quanti anni abbiamo e cosa mangiamo a colazione.

Quali tecniche stilistiche utilzzate principalmente ? 

Hanno scritto di noi in questo modo: “Doping Pong: mostri dell'arte digitale”. In effetti, siamo diventati noti come i pionieri dell'arte digitale in Russia.

Ma all'inizio degli anni '10, quando avevamo già raggiunto vette internazionali in questo genere, dopo aver creato dozzine di immagini che sono diventate iconiche, abbiamo fatto una svolta verso la pittura tradizionale. Siamo passati dall'arte digitale alla vera pittura su tela.

Ciò che trovo particolarmente interessante è questa miscela di archetipi sovietici, mistici, psichedelici ed erotici, usati come soggetto nelle vostre opere... Puoi parlarcene meglio ? A che cosa vi siete ispirati, principalmente ?

Ci ispiriamo al bagaglio culturale che siamo riusciti ad acquisire in decenni diversi.

Se parliamo di infanzia, questi sono, ovviamente, ricordi dell'Unione Sovietica durante gli Anni '70 e '80, e se parliamo di giovinezza, allora queste sono avventure psichedeliche degli Anni '90 e 2000. Tutto questo si compenetra e così nascono trame e opere completamente nuove.

Vediamo il misticismo nei rituali sovietici. Vediamo la partecipazione del misticismo alla nascita di un nuovo sistema socialista nell'Impero Russo, e non meno il misticismo nella caduta dell'Impero Sovietico.

Per quanto riguarda i motivi erotici del nostro lavoro, rientrano interamente nel quadro della famigerata censura sovietica, che, come comprendiamo solo oggi, era praticamente l'incarnazione della libertà e della democrazia, rispetto alla dittatura ipocrita e assurda dei social network come Facebook e Instagram.

Vorrei spiegarmi meglio. Immagina che ci fosse Atlantide. Atlantide sovietica. Nel secolo scorso è scomparsa nel profondo della Storia. C'erano aspetti terribili e altri molto belli, come in ogni civiltà antica. Ma la catastrofe globale che ha avuto luogo si è riconciliata con molte delle cose brutte (aver cancellato o appianato ricordi particolarmente dolorosi, ed esagerato il bene che era nella Storia e soprattutto nell'estetica dell'URSS). E miracolosamente è sopravvissuto un gruppo di artisti di questo mondo, che raccontano al resto del mondo la Storia idealizzata della loro Patria e della loro giovinezza, facendola passare attraverso il prisma dei decenni successivi e l'agenda della realtà moderna. Artisti che continuano a creare, come se questo mondo fosse ancora vivo, nella sua migliore incarnazione. La nostra è arte post-sovietica.

Doping-Pong è l'arte dell'URSS, come se non fosse mai crollata, ma avesse cominciato a comunicare in maniera civile con il mondo capitalista. Come se avesse iniziato a costruire un futuro comune con l'Europa e l'America.

Ciò fa rivivere il patrimonio culturale della Russia pre-rivoluzionaria. Pertanto, nelle nostre opere, stiamo collegando Disneyland e il Cremlino. Stiamo riportando la Russia ad essere un Paese in prima linea nella cultura mondiale, com'era all'inizio del XX secolo (grazie ai futuristi e ai suprematisti russi).

Per noi, ciò che disegniamo, è un mondo immaginario, come “Il Mago di Oz” o “Alice nel Paese delle Meraviglie”. Ma è un mondo pieno di personaggi ed eventi in cui molte persone, che hanno un bagaglio simile alle nostre vite, si riconoscono facilmente: giocare su giostre retrò; salutare i piccoli pionieri sovietici; osservare gli aerei in partenza e in arrivo all'aeroporto: tutti questi sono archetipi comprensibili. Stiamo mostrando, attraverso la nostra arte, la memoria collettiva del nostro popolo.

E, naturalmente, non c'è più inimicizia politica in questo mondo, nessuna divisione in parti opposte. Non c'è opposizione tra sinistra e destra. L'erede al trono imperiale può apparire nel nostro dipinto sotto forma di un pattinatore e il ritratto del primo astronauta sulla Terra sembra un'icona secolare.

Quando le persone guardano i nostri dipinti retrò, non capiscono che non stiamo raffigurando il passato, ma raffiguriamo un lontano futuro alternativo.
Disegniamo una possibile versione dello sviluppo dell'arte e del mondo che ci circonda, che ci sembra più ragionevole e umana.

Questo è un universo alternativo della bellissima Russia, e Doping-Pong sono i suoi messaggeri.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

"Pioneer Stardust", Art group Doping Pong, 2016  
"The Eternal Bonfire of Stonehenge", Art group Doping Pong, 2020
"RED FILM", Art group Doping Pong, 2020


"Pink dream of a counselor or Ping Pong from Doping Pong." Art group Doping Pong, 2020

Soviet Atlantis Art group Doping Pong, 2018

"L'Altra Russia di Eduard Limonov", "Comunisti di Russia" e "L'Avanguardia della Gioventù Rossa" rendono omaggio a Lenin

Il 21 gennaio, nell'anniversario della morte di Vladimir Ilyich Lenin, leader della Rivoluzione bolscevica del 1917, attivisti delle organizzazioni patriottiche di sinistra di Velikij Novgorod, hanno posato garofani rossi sul suo monumento in piazza Sofiyskaya e hanno tenuto un flash mob.
Riuniti per onorarne la memoria, rappresentanti de "L'Altra Russia di Eduard Limonov", "Comunisti di Russia" e de "L'Avanguardia della Gioventù Rossa" di Novgorod, hanno ricordato come, durante il periodo sovietico, la Russia abbia ottenuto risultati migliori, rispetto ad oggi, in campo sanitario e dell'istruzione. Settori, in trent'anni, distrutti dai governi capitalisti.