lunedì 14 marzo 2022

Deputati comunisti russi contro la guerra. Attivisti comunisti e pacifisti ucraini arrestati in Ucraina. Articolo di Luca Bagatin

Nelle scorse settimane, ben tre deputati del Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF), Mikhail Metveyev, Oleg Smolin e Vyacheslav Markhaev, hanno condannato l'attacco militare contro l'Ucraina.

Penso che la guerra dovrebbe essere fermata immediatamente” - ha dichiarato il deputato comunista Matveyev. Aggiungendo che “Votando per il riconoscimento delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk, ho votato per la pace, non per la guerra. Affinché la Russia diventasse uno scudo, affinché nessuno bombardasse più il Donbass e non ci fossero più conflitti con Kiev”.

Il deputato Oleg Smolin ha dichiarato di essere rimasto “scioccato” al momento dell'attacco e rimane convinto che “la forza militare dovrebbe essere usata, in politica, solo come ultima risorsa”.

Anche il deputato comunista Markhaev ha condannato l'attacco militare russo all'Ucraina e ha dichiarato che il governo di Putin ha tenuto nascosti i suoi piani alla Duma, parlamento russo.

Con mio grande sgomento, l'intera campagna per il riconoscimento delle Repubbliche del Donbass è stata motivata da intenzioni e piani completamente diversi, che inizialmente erano tenuti nascosti. Ora, di conseguenza, abbiamo uno scontro militare su vasta scala e una guerra fra due Paesi”.

Il riconoscimento delle Repubbliche del Donbass, infatti, voluta da sempre dall'opposizione di sinistra al governo liberal capitalista di Putin, doveva servire a proteggere i russi in quei territori e a evitare ogni conflitto. Cosa che il governo Putin evidentemente non ha voluto fare, prendendola a pretesto per scatenare un conflitto utile solo alle autocrazie.

I deputati comunisti condannano altresì le strategie dell'Occidente nel voler soffiare sul conflitto, imponendo sanzioni - che danneggiano solamente i popoli - e seguitando ad armare l'Ucraina.

E, proprio in Ucraina, il 7 marzo scorso, secondo quanto denunciato dalla Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (WFDY), organizzazione non governativa di sinistra, riconosciuta dall'ONU, sono stati arrestati gli attivisti dell'Unione della Gioventù Comunista Leninista dell'Ucraina, Mikhail e Aleksander Kononovich.

I due, contrari ad ogni conflitto, sono stati arrestati unicamente per aver partecipato a una manifestazione pacifica davanti all'Ambasciata degli USA a Kiev, chiedendo che gli USA fermassero il loro espansionismo militare in Europa.

Secondo quanto riferito dalla WFDY, i due sono stati picchiati più volte, ma sono ancora vivi.

Gli eurodeputati del Partito Comunista Greco (KKE), hanno presentato un'interrogazione all'alto rappresentante dell'UE per gli Affari Esteri, Josip Borrell, per denunciare la detenzione dei due attivisti comunisti pacifisti e per esprimere la propria posizione sulla questione delle persecuzioni anticomuniste in Ucraina.

Il Partito Comunista, in Ucraina, è infatti stato proibito sin dal 2015.

Richieste per la liberazione dei due attivisti sono giunte da tutti i partiti comunisti del mondo: dall'Europa all'America Latina, sino agli Stati Uniti d'America.

L'Unione della Gioventù Comunista Leninista dell'Ucraina, si era peraltro più volte espressa contro la privatizzazione dei terreni agricoli pubblici da parte del governo del Presidente Volodymyr Zelensky.

Politiche, quelle di Zelensky, peraltro non dissimili da quelle del governo russo di Putin che, in tutti questi anni, ha privatizzato il privatizzabile e ridotto all'osso lo stato sociale.

A rimetterci, in sostanza, dai confilitti e dall'irragionevolezza di certi governi, di matrice tanto capitalista quanto autoritaria, solamente e sempre i popoli. Che dovrebbero essere sempre uniti e fratelli.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

sabato 12 marzo 2022

12 marzo. Nascono Gabriele d'Annunzio e Jack Kerouac, due grandi esponenti della controcultura. Articolo di Luca Bagatin

Entrambi nati il 12 marzo, Gabriele d'Annunzio (nato nel 1863) e Jack Kerouac (nato nel 1922) condividono ben altro e ben oltre rispetto al solo giorno di nascita.

Entrambi spiriti liberi, folli (nel senso più positivo del termine), eretici ed erotici, senza etichette. Entrambi artisti dotati di un profondo senso del Sacro, che hanno creato una controcultura e hanno influenzato lo stesso mondo della controcultura, nei secoli successivi.

Gabriele d'Annunzio, poeta, amante delle donne e della bellezza in tutte le sue forme, dandy e rivoluzionario al contempo, leader politico libertario e contro il potere, il totalitarismo, la casta politica liberal-capitalista.

Aspetti che si mostreranno pienamente, in d'Annunzio, nella sua Impresa di Fiume e con la fondazione della Repubblica o, meglio, Reggenza del Carnaro.

Un'esperienza comunista libertaria (“Io sono per il comunismo senza dittatura. È mia intenzione di fare di questa città un’isola spirituale dalla quale possa irradiare un’azione, eminentemente comunista, verso tutte le nazioni oppresse”, spiegò d'Annunzio in un'intervista ad una rivista anarchica), avanguardista, spiritualista.

Una Repubblica che avrebbe, per la prima volta nella Storia, dato la possibilità all'arte e alla “fantasia” di essere al potere, per divenire, in realtà, una forma di anti-potere e di esaltazione del bello e del Sacro. Che è esaltazione dell'(anti)politica degli spiriti liberi dalle convenzioni e dalle sovrastrutture, contrapposta alla fredda “realpolitik” dei potenti e di coloro i quali vorrebbero schiacciare i popoli, in nome del profitto.

Una Repubblica, quella d'annunziana, che permise e promosse le libertà sessuali (con relativa tolleranza e pratica dell'omosessualità), la libertà di associazione, la libertà di divorziare, la libertà religiosa e la libera ricerca spirituale (l'aviatore Guido Keller e lo scrittore Giovanni Comisso fondarono la rivista “Yoga”, che proponeva una visione esoterica, teosofica e spirituale della realtà), la proibizione dei crocifissi nei luoghi pubblici, l'assistenza ai disoccupati e ai non abbienti, la promozione dei referendum, la promozione e il sostegno alla scuola pubblica, il risarcimento dei danni in caso di errore giudiziario ecc... tutte cose che nemmeno l'attuale Repubblica italiana sembra appieno garantire.

Jack Kerouac, a Fernanda Pivano, in una celebre intervista, dichiara che il poeta italiano che preferisce è proprio Gabriele d'Annunzio. Sarà un caso? Sarà un caso che entrambi abbiano avuto lo stesso identico spirito, libero da ogni convenzione?

Jack Kerouac era, esattamente come d'Annunzio, un libertario senza etichette. Lontano dalla politica partitica. Ma nonostante ciò, come d'Annunzio, dopo la morte, tutti coloro i quali non li hanno mai letti né approfonditi, avrebbero voluto etichettarli (sbagliando in pieno!).

Nel modo di vivere di Kerouac e nei suoi romanzi, c'è la spasmodica ricerca del Sacro, che egli trova e vive nel buddismo zen unito al cattolicesimo. Che vive e pratica, purtuttavia, senza dogmatismo, senza moralismo, così come vive per tutta la sua vita.

Fatta sia di vagabondaggi che di lunghe giornate passate con l'amata madre ed il suo amato gatto Tyke.

Kerouac è disgustato dalle mode, è disgustato dalla politica. Lui ama solo la bellezza e esalta la dolcezza, che ama vedere ed esaltare nella spiritualità orientale, nelle donne, nella poesia.

E', come d'Annunzio, molto depresso, certo. E si lascia andare alle sregolatezze dell'alcol e del fumo, che lo porteranno a una prematura morte, a soli 47 anni.

Lasciando ai suoi amici - Allen Ginsberg (amante della mistica orientale) e William Burroughs (amante della magia crowleyana) in primis, pur molto più politicizzati di lui - l'eredità della Beat Generation, di cui fu capostipite.

Un'eredità che non sarebbe andata sprecata, ma che avrebbe proseguito il cammino dell'arte libera e creativa, del libero pensiero, della controcultura e della libera ricerca spirituale, senza moralismi né dogmatismi.

I media statunitensi amavano burlarsi di Kerouac. Lo chiamavano per intervistarlo in stato di ubriachezza. Ma a lui non importava, non ascoltava nemmeno le domande degli ipocriti giornalisti intervistatori, perché era sempre al 100% sé stesso, come ebbe a dire Bill Burroughs.

Non era decisamente un prodotto della cosiddetta “America Way of Life” Anni '50, ma anzi, avrebbe rifiutato tutti quei valori, per essere semplicemente un artista, uno scrittore, un poeta.

Lui, in realtà, amava dire che si vedeva semplicemente come uno “strano solitario pazzo mistico”.

Non gli importava essere osannato, amato, ammirato.

Come d'Annunzio, che non si sarebbe fatto ingabbiare da nessuna corrente, ma ne avrebbe creata una propria.

E, forse proprio non per caso, sia d'Annunzio che Kerouac, decenni dopo, avrebbero influenzato altre controculture, che anche a loro si sarebbero ispirate.

Stiamo parlando in particolare del movimento degli Indiani Metropolitani, nell'Italia della metà degli Anni '70, di cui Mario Appignani - detto “Cavallo Pazzo” - sarà uno degli esponenti (e che merita rispetto e approfondimento per la sua vicenda personale, dalla denuncia dei brefotrofi lager nei quali visse la sua infanzia, alle sue battaglie successive). Oltre che dei nazionalbolscevichi di Eduard Limonov in Russia, che avranno sia Kerouac che d'Annunzio (oltre che Hunter S. Thompson, David Bowie e altri) come riferimento artistico e culturale.

Limonov stesso, peraltro, negli anni vissuti negli Stati Uniti, conobbe il poeta beat Lawrence Felingetti (che per primo pubblicò i romanzi di Kerouac, Ginsberg e dei beatnik in generale) e la sua stessa vita non fu così diversa da quella di d'Annunzio e di Kerouac.

Dire che cosa ci rimane oggi di d'Annunzio e Kerouac è superfluo.

Ci rimangono due vite – le loro - e molte opere che possono essere un ottimo strumento per andare oltre la banalità e il conformismo che attanagliano la nostra epoca.

Banalità e conformismo che, ad ogni modo, non erano affatto assenti nelle epoche che loro stessi si trovarono a vivere. Ma che superarono e sovvertirono, proprio grazie alla loro arte.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

venerdì 11 marzo 2022

Il potere è l'opposto della democrazia. Articolo di Luca Bagatin

Penso che mai come oggi dovremmo capire che non ci dovrebbero essere MAI PIÙ governi né Stati.

Che i politici (a qualsiasi livello) sono dannosi e sono pericolosi e che non dovremmo MAI PIÙ andare a votare e nessuno dovrebbe MAI PIÙ candidarsi ed essere eletto a cariche pubbliche.

Perché il Potere corrompe le menti ed è pericoloso.

Perché il Potere è l'opposto della democrazia. E la democrazia, nel senso più puro del termine, è autogestione diretta delle persone. Libere da ogni sovrastruttura.

Il Potere (politico, economico e mediatico) è unicamente al servizio dell'egoismo e del capitalismo.

Solo una realtà egualitaria, socialista, basata sul libero scambio, sul baratto, la condivisione, la democrazia diretta, la comunione con la Natura e i suoi esseri e la fratellanza può reggere.

E per costruire una realtà di questo tipo occorre sradicare l'egoismo e la violenza che infetta i nostri cuori. Sin da quando veniamo al mondo e veniamo (mal)educati dalla società. Perché egosimo e violenza sono aspetti che generano divisione, odio, paura. E rafforzano il Potere.

Personalmente lo sostengo da anni, ci ho scritto articoli e libri e mi sono ormai quasi stancato di ripeterlo.

Penso che mai come oggi, il testo della canzone scritta dal filosofo Manlio Sgalambro e da Franco Battiato, con la collaborazione di Nicola Piovani e cantata da Adriano Celentano, intitolata “Facciamo finta che sia vero” (ascoltatela e soprattutto portatela nella vostra coscienza), sia attuale.

E non è retorica e non è buonismo, ma è semmai buonsenso e razionalità.

Un buonsenso e una razionalità che sembrano essere assenti. Come se la Storia (letta o compresa solo a metà o a convenienza), che poi sono le storie di tutti i giorni, che viviamo e che purtroppo viviamo non sempre bene (siamo tutti sfruttati da un comune sistema economico capitalista iniquo; le violenze domestiche sono all'ordine del giorno; lo sballo facile e le baby gang dilagano e così via), non ci insegnassero niente.

Siamo sordi. Assenti. Tutti a pensare al proprio portafoglio. A odiare gli altri perché vengono da un Paese diverso o hanno una cultura diversa o un modo di pensare diverso.

Questa non è retorica, ma sono i fondamenti di una civiltà che è affondata. Ma non oggi.

Una civiltà che sembra nata affondata.

E che cosa ci resta?

Ormai non ci resta nemmeno più l'arte e la cultura, se oggi l'arte e la cultura vengono bandite o criticate (persino dall'alto) perché provengono da un Paese che certi potenti hanno deciso che è diventato “nemico”.

Tutti i popoli, tutte le arti, tutte le culture e le genti devono essere nostre sorelle e fratelli.

Sono i potenti che dovrebbero essere banditi. Perché sono dei banditi.

E nessun Paese dovrebbe essere sanzionato. Perché ogni popolo è nostro fratello. Sempre.

Questo è buonsenso, logica, crescita interiore e esteriore.

E' così difficile da capire?

Sembra di sì.

Prevale la logica del Potere. Politico, economico e mediatico.

E allora non ci rimane niente.

NIENTE.

Saremo pronti, un giorno (chissà se e quando), a sovvertire tutto, iniziando da noi stessi?

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogpot.it

FACCIAMO FINTA CHE SIA VERO

Autori: Sgalambro/Battiato/Piovani

Cantata da Adriano Celentano

Facciamo finta che sia vero quello che vi dico
Ma è giusto essere per forza governati
Siamo nelle mani del peggiore stile di vita
Nelle mani di insensati governanti
Che si danno il turno
Mentre navighiamo senza più comando
In preda alla tempesta
Quando ero giovane ho visto altri mondi
Un'altra razza di esseri umani
Volavano corpi di arcobaleni
Nel cielo, nel cielo
Stavamo bene

Sveglia, svegliamoci
Dormienti in stato di sonno perenne
I servi del potere si vendono per quattro soldi
Pappagalli ammaestrati
Che ripetono ossessivamente
Sempre le stesse irresponsabili bugie
Dobbiamo risvegliare adesso le coscienze
Adesso forse è troppo tardi

Com'era bella negli anni sessanta
Milano sotto una luce dorata
Vedevo corpi di arcobaleni
Nel cielo, nel cielo

Milano sotto una luce
Volavano corpi di arcobaleni nel cielo


giovedì 10 marzo 2022

Roger Waters (Pink Floyd) contro i "gangster capitalisti" che vogliono la guerra. Articolo di Luca Bagatin

Ancora una volta, posizioni di buonsenso, oltre le logiche del potere politico, economico e mediatico, arrivano dal mondo dell’arte e della controcultura.

A parlare è Roger Waters, cantautore britannico, storico cofondatore dei Pink Floyd e da sempre attivista per i diritti civili, contro il capitalismo e noto per le sue posizioni socialiste libertarie.

Roger Waters è intervenuto con un articolo pubblicato alcuni giorni fa sulla testata londinese “Brave New Europe”, che promuove da sempre il pensiero critico, rilanciando la giustizia sociale, alternativa al neoliberalismo.

Le parole di Roger Waters sono dure nei confronti dei governanti, che definisce “gangster capitalisti neoliberali”, di ogni Paese, sia Russia che Stati Uniti d’America, Gran Bretagna e UE.

“La Russia è un paradiso per purosangue gangster capitalisti neoliberali; un paradiso modellato, durante il periodo della sua orribile ristrutturazione sotto Boris Eltsin (1991-1999), sugli Stati Uniti d’America”, scrive Waters e prosegue: “Non deve sorprendere che il suo leader autocratico e forse squilibrato, Vladimir Putin, non abbia più rispetto per la Carta delle Nazioni Unite e per il diritto internazionale di quanto ne abbiano avuto i recenti Presidenti degli Stati Uniti o i Primi Ministri d’Inghilterra (per esempio, ricordate George W. Bush e Tony Blair durante l’invasione dell’Iraq)

Roger Waters afferma poi che: “Vorrei che l’Assemblea Generale avesse un mandato di governo, ma purtroppo con ce l’ha e ciò significa che è ancora più in debito nei confronti di tutti noi attivisti contro la guerra che amiamo la libertà e rispettiamo la legge per stare spalla a spalla con tutti i nostri fratelli e sorelle in tutto il mondo, indipendentemente da razza, religione o nazionalità, nel perseguire la sfuggente pace”. E sottolinea come sia importante stare dalla parte dei popoli e non da quella di chi li governa. In tal senso, infatti, afferma: “Naturalmente questo significa stare con il popolo russo e con il popolo ucraino, con il popolo palestinese, con il popolo siriano, con il popolo libanese, con i curdi, con gli afroamericani, con i messicani, con gli abitanti della foresta pluviale ecuadoriana, con i minatori sudafricani, con gli armeni, con i greci, con gli Inuit, con i Mapuche e con i miei vicini, gli Shinnecock, per citarne solo alcuni”.

Il cautautore britannico ha inoltre trovato “mostruoso sentire giornalisti bianchi occidentali (come Charlie D’Agata di CBS News) lamentarsi della situazione dei rifugiati ucraini sulla base del fatto che “ci assomigliano”, quando si rivolgono a quello che ritengono debba essere un pubblico bianco occidentale; e che il conflitto in Ucraina è eccezionale perché “questo non è l’Afghanistan o l’Iraq””.

E ha invitato tutti a evitare di soffiare sui venti di guerra, scrivendo: “In questi giorni difficili, dovremmo resistere alla tentazione di gettare benzina sul fuoco tra buoni e cattivi; dovremmo chiedere un cessate il fuoco in nome dell’umanità; dovremmo sostenere i nostri fratelli e sorelle che lottano per la pace a livello internazionale, a Mosca e Santiago e Parigi e San Paolo e New York, perché siamo ovunque; e smettere di riversare armi da guerra nell’Europa dell’Est, destabilizzando ulteriormente la regione solo per soddisfare l’insaziabile appetito dell’industria internazionale degli armamenti” aggiungendo: Forse dovremmo far sentire la nostra voce per incoraggiare l’idea di un’Ucraina neutrale, come è stato ripetutamente suggerito da sagge persone in buona fede per molti anni. Prima di tutto, naturalmente, gli ucraini devono chiedere un cessate il fuoco; ma dopo, forse gli ucraini accoglierebbero con favore un tale accordo. Forse qualcuno dovrebbe chiederlo a loro”. E conclude il suo intervento con un monito: “Una cosa è certa: non può essere lasciato spazio ai gangster. Se lasciati ai loro artifici, i gangster ci uccideranno tutti”.

Dello stesso tenore anche la lettera che Roger Waters ha scritto a una sua fan ucraina, di 19 anni, Alina Mitrofanova. Questo il testo della lettera, che merita di essere riportata interamente e che non lesina critiche ai potenti del mondo:

“Cara Alina,

ho letto la tua lettera, sento il tuo dolore, sono disgustato dall’invasione dell’Ucraina da parte di Putin; secondo me è un errore criminale, l’atto di un gangster; ci deve essere un cessate il fuoco immediato.

Mi rammarico che i governi occidentali stiano alimentando il fuoco che distruggerà il vostro bel paese riversando armi in Ucraina, invece di impegnarsi nella diplomazia che sarà necessaria per fermare il massacro. Siate certi che se tutti i nostri leader non rifiutano la retorica e si impegnano in negoziati diplomatici, quando i combattimenti saranno finiti resterà ben poco dell’Ucraina.

Un’insurrezione in Ucraina sarebbe grandiosa per i falchi gangster di Washington; è ciò che sognano, “giocare” come fanno, “con il coraggio di stare fuori tiro”.

Spero disperatamente che il vostro Presidente non sia anche lui un gangster e che farà ciò che è meglio per la sua gente, e chiederà agli americani che si mettano al tavolo. Purtroppo, molti leader mondiali sono gangster e il mio disgusto per i gangster politici non è iniziato la scorsa settimana con Putin.

Ero disgustato dai gangster Bush e Blair quando hanno invaso l’Iraq nel 2003; ero e sono ancora disgustato dal governo gangster dell’invasione israeliana della Palestina nel 1967 e dalla sua successiva occupazione e dall’apartheid di quella terra che dura ormai da oltre 50 anni.

Ero disgustato dai gangster Obama e Clinton che ordinavano i bombardamenti illegali della NATO sia in Libia che in Serbia. Sono disgustato dalla distruzione totale della Siria iniziata, com’è stata, nel 2011 da ingerenze esterne nella vicenda del cambio di regime.

Sono stato disgustato dall’invasione del Libano nel 1982, quando il gangster Shimon Peres si è unito alle milizie cristiane falangiste nell’assassinio di profughi palestinesi nei campi profughi di Sabra e Shatila nel sud del paese.

Ti sono vicino, Alina, e a tua madre e a tuo padre e ai tuoi zii e zie e fratelli e sorelle e cugini; ho perso sia mio padre Eric Fletcher Waters che mio nonno George Henry Waters nelle guerre che combattevano i tedeschi.

Per favore, credimi quando ti dico che credo nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani firmata a Parigi nel 1948. Ho combattuto più forte che ho potuto per promuovere e sostenere i diritti umani per tutti i miei fratelli e sorelle in tutto il mondo e adesso sostengo te e i tuoi, con tutto il mio cuore.

A proposito di gangster, devo discutere con te su una cosa nella tua lettera; la tua convinzione al “200%” che non ci siano neonazisti nel tuo paese è quasi certamente sbagliata. I battaglioni Azov nel tuo esercito, la Milizia Nazionale e il C14 sono ben noti gruppi autoproclamati neonazisti. Anche loro sono gangster.

Inoltre, non ho taciuto sull’Ucraina; ho scritto un pezzo che è stato distribuito sei giorni fa da Globetrotter; lo allego a questo post: https://braveneweurope.com/roger-waters-the-war…

Che altro Alina? Bè, noi persone, tutti noi in ogni paese del mondo, comprese Ucraina e Russia, possiamo combattere i gangster; possiamo dire loro che non faremo parte delle loro guerre oscene e mortali per ottenere potere e ricchezza a spese di altri; possiamo dire loro che le nostre famiglie, in effetti tutte le famiglie in tutto il mondo, valgono per noi più di tutto il potere e il denaro del mondo.

Qui negli Stati Uniti, dove vivo, possiamo unirci a Black Lives Matter o Code Pink o BDS o Veterans For Peace o ad una miriade di altre organizzazioni contro la guerra, a favore della legge, per la libertà e per i diritti umani.

Farò tutto il possibile per contribuire alla fine di questa terribile guerra nel vostro Paese; qualunque cosa sia tranne sventolare una bandiera per incoraggiare il massacro. Questo è ciò che vogliono i gangster, vogliono che sventoliamo bandiere.

È così che ci dividono e ci controllano, incoraggiando lo sventolare delle bandiere, per creare una cortina fumogena di inimicizia per renderci ciechi alla nostra innata capacità di entrare in empatia l’uno con l’altro, mentre saccheggiano e violentano il nostro fragile pianeta.

Farò tutto ciò che è in mio potere per aiutare a riportare la pace a te, alla tua famiglia e al tuo bellissimo paese. La lunga guerra/insurrezione che Hillary Clinton, Condoleezza Rice e il resto dei falchi gangster di Washington stanno incoraggiando non è nel vostro interesse né dell’Ucraina.

Ti auguro ogni bene Alina.

Grazie della lettera e dell’eventuale risposta a questo post.

Stamperò la risposta.

Lo prometto.

Con amore,

R.

Parole toccanti e veritiere, quelle di Roger Waters che, chissà se riusciranno ad aprire i cuori e le menti di coloro i quali ancora non vogliono vedere l’intera vicenda nel suo complesso. Di quanti non vogliono vedere i drammi che, nel mondo, si consumano da sempre in nome del potere, del profitto e del capitalismo, ai danni di tutti i popoli, dei poveri, degli oppressi, dei cittadini comuni. Di quelli che non hanno mai avuto davvero voce nel grande scacchiere della politica e dell’economia globale.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

mercoledì 2 marzo 2022

No alle guerre e alle sanzioni! Sì all'Amore (alla Bellezza, alla Fratellanza) e alla Libertà!

"Le persone, i bambini, i vecchi, hanno ognuno una propria bellezza, ma credo che la mancanza del bello intorno a noi provochi imbruttimento in generale. Inseguo questi temi che per me sono diventati un'unica canzone, che continuo a riproporre"

(Adriano Celentano)

"Non è che danneggiando il popolo russo danneggiate Putin o difendete le ragioni della pace, eh!
Le sanzioni sono un atto antidemocratico e incivile.
Un atto barbarico, contro l'umanità.
Sempre.
La democrazia la fanno i popoli.
Liberi dalle guerre, dalle sanzioni e dai governi"
 
(Luca Bagatin) 

“I Governanti sono generalmente cattivi, perchè d’origine pessima e per lo più ladra. Essi, con poche eccezioni, hanno le radici del loro albero genealogico nel letamaio della violenza e del delitto”
 
(Giuseppe Garibaldi)

"Quando l'ultimo albero sarà abbattuto, l'ultimo fiume avvelenato, l'ultimo pesce pescato, allora vi accorgerete che non potete mangiare denaro"
 
(Adriano Celentano)

Comunisti greci e russi contro le guerre imperialiste. Articolo di Luca Bagatin

 

Gli eurodeputati del Partito Comunsita di Grecia (KKE), hanno votato contro la risoluzione del Parlamento europeo intitolata “Sull'aggressione russa all'Ucraina”, in quanto ritenuta pericolosa per i popoli e volta ad aggravare l'escalation del conflitto.

Il KKE si oppone, dunque, a nuove sanzioni dell'UE contro la Russia, che finiscono per danneggiare unicamente il popolo e i lavoratori. Si oppone, altresì, ad ogni possibile aumento delle spese militari e sostegno militare UE alla NATO, volta a dispiegare forze militari, con conseguenze imprevedibili per la popolazione europea.

Il KKE denuncia, dunque, ogni “guerra imperialista”, volta unicamente a rafforzare gruppi economici, a tutto svantaggio dei popoli, ucraino compreso.

La nostra condanna dell'invasione della Russia capitalista in Ucraina è unita alla condanna dei crimini seriali di guerra degli Stati Uniti, della NATO e dell'UE contro il popolo della Jugoslavia, dell'Afghanistan, dell'Iraq, della Siria e della Libia”, hanno affermato gli eurodeputati comunisti greci. “Le persone non devono scegliere con quale imperialismo stare. La solidarietà al popolo ucraino, messo alla prova dalle guerra degli imperialisti, significa un deciso rafforzamento della lotta indipendente del popolo per impedire ogni coinvolgimento e ogni partecipazione alla guerra”, continua il comunicato dei comunisti greci. “Significa nessun esercito fuori dai confini, smantellamento di tutte le basi straniere, disimpegno dell'UE e della NATO con i governi al potere”.

E anche il leader del Partito Comunista della Federazione Russa, Gennady Zjuganov, maggior partito d'opposizione al governo Putin, è intervenuto su Facebook sulla questione, facendo presente che da 8 anni i nazionalisti ucraini attaccano i cittadini del Donbass, nel silenzio della comunità internazionale.

E ha aggiunto: “Siamo per la pace e lottiamo sempre per la risoluzione pacifica di qualsiasi conflitto. Siamo contro lo spargimento di sangue. Auspichiamo sinceramente un cessate il fuoco immediato e una soluzione politica attraverso i negoziati. E contribuiamo a farlo il più possibile. Esortiamo la comunità internazionale a prevenire i tentativi di interrompere i negoziati”.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

lunedì 28 febbraio 2022

L'attualissimo discorso di Adriano Celentano tratto dal film "Joan Lui" (1985)

 

"Cercherò di esprimermi con parole semplici: il mondo è un un insieme di corporazioni, che formano tutt'intorno alla crosta terrestre come un... uno spessore di merda, stratificato su tutte le nazioni; e questa merda l'avete messa voi! Da principio avete formato i partiti, ognuno sotto un nome altamente ideologico, altrimenti come si potevano imbrogliare i popoli? "Dobbiamo essere tutti uguali" dice qualcuno di questi partiti, "nessuno deve essere inferiore all'altro; solo così non ci saranno più poveri". Ma se nessuno è inferiore vuol dire che non ci sarà mai uno superiore, quindi dobbiamo essere tutti alti uguali, tutti grassi uguali, tutti con gli occhi celesti o con gli occhi castani.

In questo caso cosa dovremmo fare per ottenere la famosa uguaglianza? Tagliare le gambe al gigante e attaccarle al nano? (Rivolto ad un nano) Tu te la sentiresti di andare in giro con le sue gambe? No, non te la sentiresti perché ti deriderebbero e tutti direbbero: "Và quel gigante lì, che nano che è!!"
Perciò è una ipocrisia quella dei partiti quando dicono che vogliono eliminare i poveri; certo, loro vogliono eliminarli, e infatti i russi e gli americani è questo che stanno studiando, stanno vedendo se possono eliminarli in un colpo solo.

Allora voi mi direte: "La colpa è tutta dei partiti"... No amici, la colpa è solo vostra! I partiti all'inizio sono tutti in buona fede, perché nascono sotto la spinta di un purificante momento di chiarezza, che poi svanisce col subentrare di uomini sbagliati chiamati ad amministrare questi partiti. Ma dove sono questi uomini sbagliati? In mezzo a voi sono questi uomini sbagliati, in mezzo a voi del popolo e voi non li riconoscete, anzi vi confondete con loro perché voi per primi siete dei criminali e dei disonesti e non avete voglia di lavorare e volete il divertimento facile e incolpate i vostri capi che vi governano pur sapendo che in loro si rispecchia la vostra criminalità e il vostro modo di essere! Il capo di un popolo è come il titolo di un libro nel quale è racchiuso il significato di tutte le sue pagine. Per cui se io ho un libro fatto di pagine bianche dove su ogni pagina non c'è scritto niente, il titolo giusto sarà "NIENTE", perché solo con un titolo del genere è possibile rappresentare il significato di quelle pagine, perché non c'è scritto niente! Quindi, se i vostri capi che vi governano saranno dei criminali non saranno altro che i rappresentanti di una espressione criminale radicata nel popolo!

Voi adesso siete lì, uno dopo l'altro, e dalle vostre case mi state ascoltando e mi guardate come uno che ha la fortuna di recitare davanti a tanta gente e, lo so, invidiate il posto che occupo, senza badare al senso delle parole che da questo posto vi sto dicendo. Ma sappiate che non me ne frega proprio niente della vostra ammirazione e dell'impalcatura che secondo voi mi avete costruito! Non me ne frega niente di avere dei seguaci i quali reputo disonesti! Voi li avete scelti con meticolosa attenzione i vostri leader, obbligandoli a pensare come voi, e quando non la pensavano come voi li avete uccisi come avete ucciso CRISTO!! E lo uccidereste ancora se lui fosse qui, anche per molto meno di trenta denari...."