lunedì 26 gennaio 2026

Gli Stati Uniti d'America secondo Hunter S. Thompson

 

"Siamo diventati un mostro nazista agli occhi del mondo intero - bulli e bastardi che preferirebbero uccidere piuttosto che vivere in pace. Non siamo solo puttane per il potere e il petrolio, ma puttane assassine con odio e paura nel cuore"
(Hunter S. Thompson, da "Kingdom of Fear: Loathsome Secrets of a Star-Crossed Child negli ultimi giorni del secolo americano", 2003)

Concluso il 14esimo Congresso del Partito Comunista del Vietnam. Parole d'ordine: sviluppo sostenibile, modernizzazione, efficienza, giustizia sociale, indipendenza. Articolo di Luca Bagatin

 

Si è concluso il 14esimo Congresso nazionale del Partito Comunista del Vietnam (PCV), che ha rieletto, per il quarto mandato, il Segretario Generale To Lam.

To Lam ha dichiarato che, l'obiettivo del Vietnam, è quello di raggiungere una crescita economica superiore al 10% all'anno per i prossimi dieci anni.

Il Vietnam è fra i Paesi che stanno crescendo di più al mondo e, l'obiettivo che si è posta la leadership del PCV, è di proseguire in tal senso, attraverso l'innovazione, lo sviluppo tecnologico, l'espansione delle infrastrutture e la modernizzazione industriale, continuando a ridurre la povertà, a ridistribuire equamente il reddito e a porre attenzione alla sostenibilità ambientale.

Il PIL vietnamita è cresciuto, nel 2025, dell'8% e il PCV ha stabilito che il Paese dovrà raggiungere un alto reddito pro capite entro il 2045, sviluppando, in particolare, tecnologie verdi, intelligenza artificiale e infrastrutture digitali.

La leadership comunista vietnamita vuole, inoltre, puntare ad aumentare l'efficienza, in particolare nel settore commerciale e degli investimenti economici e, conseguentemente, ridurre la burocrazia.

E' previsto che, tale crescita, sia inclusiva, ovvero miri a ridurre la povertà a meno dell'1% della popolazione entro il 2030, promuovendo eguaglianza sociale e una distribuzione equilibrata del reddito, assicurando una copertura sanitaria pubblica a oltre il 95% della popolazione.

La povertà, in Vietnam, è peraltro già scesa, dal 2021 al 2025, dal 4,4% all'1,3%.

Il PCV, come discusso in ambito congressuale, intende, inoltre, puntare a rafforzare il settore delle piccole e medie imprese, quali motori dello sviluppo di nuovi posti di lavoro, potenziando anche gli investimenti pubblici in istruzione e formazione professionale.

Sviluppo sostenibile, modernizzazione, efficienza, giustizia sociale, saranno dunque le chiavi dello sviluppo sulle quali sarà, sempre più, fondata l'economia socialista del Vietnam.

Il Congresso nazionale del PCV ha eletto anche i 200 membri del Comitato Centrale, di cui 180 membri effettivi e 20 supplenti e sarà responsabile della guida del Paese fino al 2031.

Il Segretario Generale To Lam ha sottolineato, altresì, l'importanza dell'integrazione del PCV nella società, attraverso associazioni di base, cooperative, sindacati e promuovendo, in questo modo, la partecipazione dei cittadini alla vita politica del Paese.

Egli ha anche ribadito l'orientamento del Paese nell'ambito della politica estera, fondato su sovranità, indipendenza, multipolarismo e non allineamento, volta alla promozione della cooperazione economica e diplomatica con Cina, USA e UE ed ha altresì ricordato la storica amicizia che lega il Vietnam a Paesi socialisti fraterni quali Cuba e Venezuela.

Luca Bagatin

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domenica 25 gennaio 2026

Venezuela. La Presidente ad interim Delcy Rodriguez invita all'unità del Paese contro l'imperialismo statunitense. Articolo di Luca Bagatin

Lo scorso sabato 24 gennaio, la Presidente ad interim della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha partecipato alla Giornata dell'Assistenza Sociale Integrale nella città di Catia La Mar, fornendo assistenza diretta a oltre 5.500 famiglie del Circuito Comunitario della città.

Il governo socialista del Venezuela, dopo l'aggressione statunitense dello scorso 3 gennaio, ha iniziato a potenziare le politiche sociali e ad attuare opere di risanamento dei danni provocati dall'aggressione stessa, che ha causato oltre cento vittime, fra civili e militari e ha colpito infrastrutture mediche, scientifiche e abitative.

La Presidente ha dichiarato che “non può esserci pace economica senza pace sociale” e ha spiegato come il governo stia lavorando per garantire un'abitazione a quelle famiglie che hanno perso la casa durante l'attacco, aggiungendo che “sappiamo anche che la dignità del popolo venezuelano il primo scudo che abbiamo per preservare la nostra integrità come popolo, integrità territoriale e l'indipendenza nazionale”.

La Presidente Rodriguez ha altresì sottolineato che “c'è un urgente bisogno di unità nazionale per salvaguardare la pace e la tranquillità del nostro popolo. Non possono esserci differenze politiche o di partito quando si tratta della pace del Venezuela. Non possono esserci divisioni. Il Venezuela deve essere unito come un'unica nazione”.

E, riferendosi all'estremista di destra Machado, che ha addirittura consegnato l'immeritato Nobel per la Pace al Trump, ha aggiunto che “È vergognoso vedere una donna venezuelana, che si dichiara venezuelana, andare a ringraziare per i bombardamenti e l'aggressione militare straniera contro il Venezuela. Non credo che sia venezuelana, perché il popolo venezuelano rifiuta qualsiasi tipo di aggressione che causi sofferenza al nostro popolo”.

La Presidente ha poi concluso il suo discorso affermando: “Da qui, rivolgo un appello a tutto il Venezuela. Lo dico dal 5 gennaio, quando ho prestato giuramento a seguito del sequestro del Presidente Nicolás Maduro e della First Lady Cilia Flores. Ho giurato sui bambini del Venezuela, sui giovani; ho giurato di proteggere il popolo e che dobbiamo prenderci cura gli uni degli altri. E un modo per prenderci cura gli uni degli altri è saper preservare e garantire la convivenza democratica nella nostra diversità. Esiste la diversità, esiste la pluralità, esistono le differenze, ma ci sono valori supremi, e uno di questi è la pace, che deve unirci; un valore supremo è l'indipendenza, la dignità del Venezuela, che deve unirci. E ho visto molti settori, divergenti in politica, uniti in questa posizione”.

L'unità nella diversità. Questo dovrebbe contare. Il socialismo cura, l'imperialismo distrugge e uccide. E negli USA lo stiamo vedendo da tempo ed è così anche nelle nostre società europee, sempre più allo sbando, sempre più servili, sempre meno in grado di educare le nuove generazioni e di sviluppare una coscienza sociale e civile.

Luca Bagatin

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giovedì 22 gennaio 2026

La Cina invia aiuti a Cuba e rafforza le relazioni bilaterali, nel segno del socialismo. E anche la Finlandia guarda alla Cina per rafforzare i rapporti commerciali. Articolo di Luca Bagatin

 

L'embargo economico, commerciale e finanziario imposto da decenni dagli USA a Cuba e ulteriormente rafforzato dall'attuale regime, sta causando ulteriori problemi all'Isola caraibica.

E' per questo che la Repubblica Popolare Cinese, a partire dal 19 gennaio scorso, ha iniziato a inviare aiuti sotto forma di derrate alimentari di riso, per un ammontare complessivo di 60.000 tonnellate. Oltre ad aver previsto uno stanziamento di 80 milioni di dollari per l'acquisto di apparecchiature elettriche e per ogni tipo di necessità della popolazione.

Alla cerimonia di consegna hanno partecipato il Vice Primo Ministro cubano Oscar Perez-Oliva Fraga, il Ministro del Commercio interno Betsy Díaz Velázquez, il Vice Ministro del Commercio estero Déborah Rivas Saavedra e l'Ambasciatore cinese a Cuba, Hua Xin.

Il Vicepremier cubano, ringraziando la Cina per la donazione, ha parlato di “un'espressione concreta della cooperazione esemplare, incondizionata e disinteressata della Cina nei confronti di Cuba”.

Ricordando come la Cina cooperi con Cuba anche nel settore energetico e in altri settori chiave dell'economia dell'Isola.

Riconosciamo e apprezziamo profondamente questo aiuto in tempi complessi, in cui i livelli di aggressione aumentano e il blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti contro il popolo cubano si intensifica in modo senza precedenti”, ha sottolineato Oscar Perez-Oliva Fraga.

L'Ambasciatore cinese, Hua Xin, ha spiegato come questo aiuto “incarna i profondi legami di speciale amicizia tra le due nazioni”, ricordando come la Cina stia supportando il popolo cubano inviando, oltre a derrate alimentari, anche pannelli solari, materassi e materiali per l'edilizia.

Sappiamo bene che la vera amicizia si rivela nei momenti di maggiore bisogno”, ha sottolineato Hua Xin, aggiungendo che “ogni chicco di riso consegnato oggi rappresenta l'impegno indissolubile del popolo cinese” nei confronti di Cuba.

L'Ambasciatore cinese ha altresì sottolineato come la cooperazione con Cuba sarà ulteriormente rafforzata e che “nessun blocco potrà spegnere la luce della speranza, né alcuna difficoltà potrà ostacolare il cammino da percorrere”.

Il Ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodriguez, su X, riferendosi al contributo cinese ha affermato che esso “è un segno della stretta fratellanza e dei legami storici di amicizia e solidarietà che uniscono entrambe le nazioni”.

Nazioni unite dal socialismo, dall'antimperialismo, dall'antirazzismo e dalla giustizia sociale.

Il 20 gennaio scorso, il Primo Segretario del Partito Comunista Cubano e Presidente di Cuba, Miguel Diaz-Canel, ha incontrato l'Ambasciatore cinese Hua Xin per ringraziare la Repubblica Popolare Cinese per gli aiuti ricevuti e per rafforzare in rapporti fra i due Paesi nel segno della “costruzione di una comunità dal futuro condiviso”, come spesso ha ricordato il Presidente cinese Xi Jinping.

Cuba, così come il Venezuela, sono da sempre amici e partner fraterni della Repubblica Popolare Cinese. Ed è grazie ad essa se l'imperialismo statunitense viene arginato e contrastato, nonostante l'aggressività del regime a Stelle e Strisce, che ancora oggi detiene, in maniera arbitraria e illegale, il Presidente del Venezuela, Nicolas Maduro e sua moglie, Cilia Flore.

Ed anche la Finlandia, dopo il Canada, attraverso il Primo Ministro Petteri Orpo, liberal conservatore, ha intenzione di intensificare i rapporti commerciali con la Cina.

Il Premier finlandese, infatti, si recherà in Cina dal 25 al 28 gennaio, su invito del Premier cinese Li Qiang.

Il Premer Orpo sarà accompagnato, nella sua visita, da dirigenti di oltre 20 aziende finlandesi del settore dell'energia pulita, dell'alimentazione, della silvicoltura e dell'innovazione.

Scopo della visita proprio quello di intensificare le relazioni economiche e commerciali bilaterali.

Il pragmatismo, l'antimperialismo, il libero commercio e la cooperazione multilaterale, in sostanza, sono l'unico argine alle manie di grandezza e di saccheggio portate avanti dall'imperialismo USA, che con Trump ha semplicemente mostrato e sta mostrando a tutti, anche ai più scettici e ideologizzati, il suo vero volto.

Luca Bagatin

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mercoledì 21 gennaio 2026

Conoscenza, approfondimento e pragmatismo, contro dogmatismo, stupidità, ignoranza e interesse egoistico. Riflessioni di Luca Bagatin

 

I seguaci del dogma religioso o politico, se potessero, ci metterebbero al rogo.

Ieri come oggi e in qualsiasi società siano presenti.

C'è una differenza fondamentale, però, fra chi segue la sua Vera Volontà, ovvero ricerca la sua Stella e chi, invece, vomita dogmi come veleno.

I primi non hanno paura di nulla, perché hanno già esplorato l'Abisso. E hanno scelto l'Amore.

I secondi, invece, usano i loro dogmi perché, nella loro ignoranza, è l'unica cosa che pensano li possa tenere lontani dalla paura.

Ma saranno sconfitti proprio dal loro stesso odio e dalla loro stupidità.

(Luca Bagatin)

Ciò che si regge sull'interesse economico, non è destinato a durare.

Ciò che si regge sulle questioni di principio, invece sì.

Perché?

Perché anche l'essere più ricco del mondo è destinato a invecchiare, soffrire e morire. Potrà lasciare una eredità materiale, ma chi la riceverà, se non sarà in grado di usarla per questioni di principio, farà la stessa fine.

Ma colui il quale costruirà qualcosa sulla base dei suoi principi, è destinato a lasciare un'impronta e a tramandarla, negli anni.

E' per questo che, mentre i popoli occidentali ragionano nel breve periodo e sono destinati al collasso (vedi i vari Imperi), altri popoli, che fondano la loro volontà sulle questioni di principio, sono destinati a evolvere e lasciare un'impronta.

(Luca Bagatin)

La società in cui viviamo è sempre più aggressiva, violenta e deresponsabilizzata.

Ciò è dovuto essenzialmente alla mancanza di rigore in ogni settore, a partire da quello scolastico, per non parlare di quello famigliare.

Oggi si giustificano tutti, ma non li si educano.

Si lasciano i minori allo stato brado, spesso in balia di uno strumento, lo smartphone e il web, che dovrebbe essere permesso, invece, solamente dopo il 18esimo anno di età.

Questo lassismo si riverbera anche in leggi ultra garantiste, che violano i diritti umani delle vittime, ma garantiscono e ampiamente quelli dei carnefici.

Personalmente non credo alle sedicenti democrazie liberali, perché non sono né democratiche, né garantiscono le libertà degli onesti, ma solo quelle dei delinquenti, degli ipocriti e dei disonesti.

Preferirei una società moralizzata, in cui la classe dirigente viene selezionata in base al merito e alle effettive competenze e fondata sul dovere, prima che sul diritto (perché il diritto è conseguente al dovere e non viceversa).

Tutto ciò non è certo utopia in Paesi seri e che funzionano.

Occorre cambiare le menti, perché i regolamenti, da soli, non funzionano.

Lo disse un saggio Mao Tse-Tung.

(Luca Bagatin)

In pochi vogliono osservare questo fenomeno (da me ampiamente descritto in articoli e saggi), ma, a partire dal 1993 in poi, c'è stata, in Italia (e in UE) una convergenza dei postcomunisti, dei postfascisti, dei post democristiani e dei liberali verso un'agenda ultra liberale in ambito economico e ultra atlantista in ambito geopolitico.

Una agenda che si potrebbe tranquillamente chiamare Agenda Draghi (o Agenda Soros).

Chi tentò di fermarli?

Principalmente Bettino Craxi e, per certi versi, persino Silvio Berlusconi.

Non vederlo è da miopi, da stupidi o, peggio, da complici.

(Luca Bagatin)

Sono socialista per logica e non per ideologia.

L'ideologia mi ha sempre interessato molto poco.

Se una cosa funziona, a decretarlo, sono i fatti, non le ideologie.

Ho abbandonato i miei ideali liberali di gioventù non perché io non sostenga la libertà (che è interiore, prima di tutto, cosa molto spesso totalmente ignorata), ma perché i liberali sono ipocriti che hanno ampiamente tradito ogni senso di libertà. E manipolato la Storia a loro uso e consumo.

L'unica "libertà" che conoscono è quella di opprimere chi non la pensa come loro.

Esattamente come i fascisti o chi si dice tale.

Il socialismo, rettamente inteso, è pragmatismo: se le persone sono trattate con giustizia e rispetto, il sistema funziona meglio. Se c'è indipendenza economica e sovranità nazionale, il sistema funziona meglio.

Personalmente divido il mondo fra stupidi ignoranti e intelligenti che approfondiscono le cose, senza pregiudizio.

Il resto conta molto poco.

(Luca Bagatin)

lunedì 19 gennaio 2026

Si apre il 14esimo Congresso Nazionale del Partito Comunista del Vietnam, per costruire un Paese volto allo sviluppo scientifico e sostenibile. Articolo di Luca Bagatin

 

Al via il 14esimo Congresso Nazionale del Partito Comunista del Vietnam (PCV), che si tiene ogni cinque anni, al fine di eleggere i nuovi rappresentanti e delineare le prospettive economiche del Paese per il futuro.

Nell'ambito del Congresso, che si concluderà il 25 gennaio e riunisce circa 1.600 delegati, saranno rinnovati gli organi del Partito e definiti gli obiettivi strategici in ambito economico, consolidando in particolare l'ottimo risultato ottenuto in questi anni, ovvero la drastica riduzione della povertà nel Paese.

Aspetti chiave, posti al centro del Congresso, lo sviluppo della scienza, della tecnologia e dell'innovazione del Paese, in modo da rendere il Vietnam sempre più indipendente dalle esportazioni di risorse naturali.

Il Congresso, dunque, eleggerà circa 200 membri del Comitato Centrale, che nominerà poi i membri del Politburo, che è composto da 19 dirigenti, che, a loro volta, eleggeranno il Segretario Generale del Partito, carica oggi ricoperta dal prof. To Lam.

La guida del Segretario e Presidente del Vietnam, To Lam, in carica dal 2024, in questi anni, ha contribuito a combattere la corruzione, sia nelle istituzioni che all'interno del Partito.

Altro aspetto che l'attuale Amministrazione ha portato avanti è la maggiore efficienza istituzionale e amministrativa (riducendo, a esempio, il numero di province da 63 a 34), sburocratizzando e rafforzando i governi di base, rendendoli più vicini alle esigenze della popolazione.

L'obiettivo del Congresso del PCV è quello di riaffermare l'impegno del Paese a sviluppare una “crescita rapida e sostenibile”, puntando a raggiungere un tasso di crescita attorno al 10% del PIL nei prossimi cinque anni. L'obiettivo del Vietnam è quello di diventare, dunque, una nazione pienamente sviluppata entro il 2045.

Il PIL del Paese ha raggiunto, nel 2025, i 514 miliardi di dollari e il reddito pro-capite ha superato i 5.000 dollari, collocando così, il Vietnam, fra le nazioni a reddito medio-alto.

I comunisti vietnamiti, dunque, puntano tutto su un'economia pragmatica, volta allo sviluppo e alle esigenze della comunità.

Luca Bagatin

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sabato 17 gennaio 2026

Il Canada, per arginare le minacce USA, guarda alla cooperazione pragmatica con la Cina. Articolo di Luca Bagatin

 

E fu così che il Canada, minacciato da tempo dagli USA, decise di avviare una partnership con la molto più affidabile e cooperativa Repubblica Popolare Cinese.

Il Primo Ministro canadese, il liberale Mark Carney, nella sua visita ufficiale in Cina, dal 13 al 17 gennaio, ha deciso di invertire la rotta rispetto al suo predecessore, Justin Trudeau, molto più succube del regime statunitense.

Regime che ha già minacciato il Canada di annessione e di sottoporlo a dazi punitivi.

Il Canada, dunque, dopo anni di mancati rapporti con la Repubblica Popolare Cinese, decide, questa volta, di cambiare rotta.

Carney, liberale progressista, del resto, eletto nell'aprile dello scorso anno, si è posto proprio l'obiettivo di liberare il Canada dalle pressioni statunitensi.

In tal senso, la Repubblica Popolare Cinese, viene visto quale partner più affidabile, non ideologico, pragmatico e volto alla cooperazione economica alla pari. Senza mire egemoniche.

Il Presidente cinese Xi Jinping ha incontrato il Premier Carney il 16 gennaio scorso e questi aveva già avuto modo di apprezzare l'incontro che avevano avuto lo scorso ottobre, nella Repubblica di Corea.

Il Presidente Xi ha sottolineato il fatto che, entrambi i Paesi, dovrebbero rispettarsi a vicenda, pur nell'ambito delle diversità dei contesti politici nazionali e dei diversi sistemi politici.

In tal senso ha promosso la partnership fra i due Paesi, sulla base della ricerca di uno sviluppo condiviso, volto al mutuo vantaggio, attraverso la reciproca cooperazione, l'apertura e lo sviluppo di alta qualità.

Il Presidente Xi ha incoraggiato, in particolare, maggiori scambi e cooperazione in settori quali l'istruzione, la cultura, il turismo e lo sport e ha sottolineato come un mondo diviso non può essere in grado di gestire le sfide che l'umanità si trova ad affrontare.

Il multilateralismo, o, meglio, il “vero multilateralismo”, come lo ha definito, dunque, secondo il Presidente Xi, deve essere volto a “costruire una comunità con un futuro condiviso per l'umanità”.

Il Premier Carney ha osservato come la costruzione di un nuovo partenariato fra Canada e Cina possa garantire comuni opportunità.

Egli ha sottolineato come il Canada sostenga la politica fondata su una sola Cina (ovvero riconosce Taiwan quale parte della Cina) e intenda rafforzare la cooperazione in ambito commerciale, economico, energetico a basse emissioni di carbonio, finanziario, agricolo e della tutela dell'ambiente e come il multilateralismo sia alla base della sicurezza e della stabilità globali.

Il 15 gennaio, peraltro, il Premier canadese aveva incontrato il Premier cinese Li Qiang, il quale a sua volta aveva incoraggiato la cooperazione e l'amicizia fra i due Paesi, in ogni settore, da quello economico sino a quello turistico.

Il Premier Mark Carney ha sottolineato come il Canada sia stato uno dei primi Paesi occidentali a riconoscere la Repubblica Popolare Cinese e a instaurare, con essa, relazioni diplomatiche.

Il Canada, dunque, consentirà l'ingresso, nel suo mercato, di 49.000 veicoli elettrici cinesi con un'aliquota tariffaria del 6,1%. Ciò dovrebbe generare nuovi investimenti in joint venture cinesi in Canada, che genereranno nuovi posti di lavoro per i canadesi e svilupperanno la filiera dei veicoli elettrici in Canada. Ciò, entro cinque anni, dovrebbe peraltro garantire prezzi maggiormente accessibili per l'acquisto di veicoli elettrici per i consumatori canadesi.

Plauso da parte del Premier Carney anche per gli accordi nel settore agroalimentare, che sbloccheranno circa 3 miliardi di dollari in ordini di esportazione per lavoratori e aziende canadesi. In tal modo, il Canada – che si è posto l'obiettivo di aumentare le esportazioni verso la Cina del 50% entro il 2030 – aumenterà considerevolmente le sue esportazioni.

Ulteriori accordi sono stati siglati nell'ambito degli scambi culturali, comprendenti supporto a musei, a contenuti digitali e artistici, incremento dei legami culturali e scambi di viaggio.

Mentre gli USA minacciano, in sostanza, la Cina crea le condizioni per partnership e sviluppo di lunga durata.

Due realtà completamente differenti.

Da una parte l'imperialismo predatore statunitense che, da qualche secolo, vive sulle spalle degli altri (UE compresa, che, umiliata e sfruttata, ancora non ha una classe dirigente di alto livello che abbia il coraggio di sganciarsi dal servilismo nei confronti dei Presidenti USA di turno). E destabilizza da sempre il mondo e realtà sovrane, in modo ipocrita e spesso razzista.

Dall'altra la Repubblica Popolare Cinese, una potenza che, sulla base del socialismo pragmatico e adatto ai tempi, promuove cooperazione, rispetto, mutuo vantaggio, stabilità.

Da dire che è proprio grazie alla Cina se, in Venezuela, non c'è stato un cambio di governo, dopo l'aggressione statunitense. L'intervento serio e pragmatico cinese si è, infatti, fatto sentire, aldilà delle poche cose scritte dalla grande stampa nostrana, anche perché il Venezuela è partner privilegiato e strategico della Cina.

E anche qui, il pragmatismo, l'ha fatta da padrone, rispetto alla sciocca voce grossa di Trump, che, al massimo, può incassare l'immeritato Nobel per la “Pace” della destrorsa Machado, che egli stesso sa bene che non è popolare in Venezuela.

In Venezuela, infatti, rimane saldo il governo socialista, con una Delcy Rodriguez che ha annunciato la creazione di due fondi sovrani per rafforzare la protezione sociale e le infrastrutture nazionali. Spiegando come i proventi derivanti dal commercio degli idrocarburi saranno destinati alle necessità della popolazione.

E la Presidente ha sottolineato anche l'opera di nazionalizzazione del petrolio, portata avanti dal Presidente Hugo Chavez e che, sotto la guida del Presidente Nicolas Maduro (ancora sequestrato illegalmente negli USA, assieme alla moglie, Cilia Flores), il Venezuela ha raggiunto ben diciannove trimestri consecutivi di crescita economica, con una produzione di petrolio, nel 2025, pari a 1.200.000 barili al giorno.

Il socialismo pratico, pragmatico, rettamente inteso, non ideologico, che non piace all'imperialismo predatore, è l'unica strada verso la costruzione di una comunità organizzata, che viene posta al primo posto dell'agenda politica.

In UE lo capiranno? Forse un giorno, chissà. Già sarebbe tanto se capissero, come ha fatto il Canada, che forse sarebbe il caso di iniziare a crescere e a ritrovare un minimo di dignità.

Come sempre, a parlare saranno i dati e i fatti. Le parole, come sempre, serviranno a poco e, ancor meno, le sciocche e opposte tifoserie.

Luca Bagatin

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