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sabato 21 giugno 2025

A Roma si celebra il 55esimo Anniversario delle Relazioni Diplomatiche fra Cina e Italia con un convegno organizzato dal prof. Giancarlo Elia Valori e dall'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese. Articolo di Luca Bagatin

 

Il 20 giugno scorso, presso l'Auditorium del Museo dell'Ara Pacis, a Roma, si è tenuto un interessante seminario, al quale ho avuto l'onore di essere invitato, organizzato dalla Fondazione Studi Internazionali e Geopolitica, presieduta dall'amico prof. Giancarlo Elia Valori e dall'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia.

Seminario relativo alle “Celebrazioni del 55esimo Anniversario delle Relazioni Diplomatiche tra Cina e Italia: Relazioni Sino-italiane e Ordine Internazionale in Prospettiva dell'80esimo Anniversario della Fondazione delle Nazioni Unite”.

Il convegno è stato moderato e presieduto dall'On. Oliviero Diliberto e ha visto protagonisti l'Ambasciatore cinese in Italia, Jia Guide; il prof. Giancarlo Elia Valori; l'Ambasciatore Umberto Vattani, già ex Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e il Sen. Pino Arlacchi, già Sottosegretario Generale delle Nazioni Unite. Hanno peraltro portato i loro saluti e fatto un breve intervento, anche l'ex Presidente del Consiglio Massimo D'Alema e il Dr. Marco Tronchetti Provera, Amministratore delegato di Pirelli.

L'ottimo On. Diliberto, ha esordito salutando gli ospiti e ricordando come, quest'anno, si celebri anche l'80esimo anniversario della vittoria cinese contro il nazifascismo. Gli eroici combattenti dell'Armata Rossa cinese, infatti, hanno dato il loro decisivo contributo pagando un prezzo altissimo, con oltre 35 milioni di morti.

L'On. Diliberto ha altresì ricordato l'eroismo cinese a partire dal 1931 contro la barbarica invasione imperialista giapponese – con i suoi eccidi di massa contro la popolazione, gli esperimenti sugli esseri umani e la schiavitù del popolo cinese - e la Lunga Marcia guidata dal Grande Timoniere, Mao Tse-Tung, nel 1934 e la sua lotta di liberazione, che portò, nel 1949, alla nascita della Repubblica Popolare Cinese.

Egli ha altresì ricordato la nascita, 80 anni fa, dell'ONU, oggi drammaticamente in crisi profonda, come tutte le grandi organizzazioni internazionali, dal WTO alla Corte Penale Internazionale, fino a una UE ove ciascuno Stato nazionale fa il suo particolaristico interesse.

Oggi, ha spiegato l'On. Diliberto, la logica della forza, ha sostituito la logica del diritto. E' come se il periodo della pandemia non ci avesse insegnato nulla, mentre avrebbe dovuto insegnarci che, l'umanità, per sopravvivere e affrontare le sfide, dovrebbe imparare a cooperare.

In tutto ciò, la Cina svolge un ruolo di equilibrio e pace e lo fa anche attraverso i BRICS, mettendo al centro l'armonia e l'ordine internazionale.

L'On. Diliberto ha in particolare sottolineato come, in questo senso, la Cina acquisti circa il 90% del petrolio dall'Iran e, allo stesso tempo, sia il secondo partner commerciale di Israele.

Egli ha altresì sottolineato come occorra essere contro il riarmo dell'UE, perché, se ci si riarma, alla fine le armi si rischia sempre di usarle. In particolare, egli si è detto fortemente preoccupato per il riarmo massiccio di una Germania che rischia - sempre più - una svolta verso la più pericolosa estrema destra neonazista.

Successivamente è intervenuto l'Ambasciatore cinese Jia Guide, il quale ha ricordato come la cooperazione, sia in ambito economico che culturale, fra Cina e Italia, abbia radici profonde e come questa abbia sempre portato a risultati fruttuosi per entrambe.

Egli ha altresì sottolineato come vi siano ben 30.000 studenti cinesi che studiano in Italia e come la Cina accolga, ogni anno, numerosi studenti italiani.

Anche i rapporti in sede ONU, fra Cina e Italia e fra Cina e UE, si sono ulteriormente rafforzati, ha sottolineato l'Ambasciatore.

Egli ha ricordato la Guerra di Resistenza del Popolo Cinese contro il militarismo giapponese, facendo presente come essa rientri a pieno titolo nella lotta antifascista a livello mondiale e come la nascita dell'ONU sia frutto anche di tali lotte e rimanga, ancora oggi, fondamentale per il mantenimento della pace e dell'ordine internazionale.

L'Ambasciatore Guide ha rilevato come il mondo di oggi sia preda di fattori di instabilità e incertezza e di come l'unica soluzione a tale situazione sia il multilateralismo autentico; la cooperazione e un ritorno allo spirito originario dell'ONU.

Egli ha spiegato come occorra lavorare per la pace e la sicurezza internazionale, contro la legge della giungla, contro ogni egemonismo, contro ogni mentalità da Guerra Fredda e per la promozione del diritto internazionale.

Egli ha, inoltre, ricordato come il ritorno di Taiwan alla Cina sia parte integrante della lotta antifascista cinese, e come la rappresentanza cinese di Taiwan sia legittimamente riconosciuta dalla risoluzione 2758 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Egli ha concluso il suo intervento facendo presente come Cina e Italia dovrebbero essere unite contro i dazi, gli squilibri geopolitici e la lotta al cambiamento climatico, promuovendo la libera circolazione delle persone, delle idee, delle tecnologie e investendo nello sviluppo verde.

Egli ha ricordato come il Presidente cinese Xi Jinping abbia posto l'accento sul dialogo fra le civiltà, l'apprendimento reciproco e lo sviluppo di una governance più equa e volta a stabilità e pace.

Il prof. Giancarlo Elia Valori, intervenendo successivamente, si è detto molto orgoglioso di aver contribuito a organizzare tale convegno, volto a promuovere un nuovo ordine mondiale multilaterale.

Egli ha ricordato come la fonte della sua ispirazione e della sua azione sia sempre stata sua madre, Emilia Valori, Medaglia d'Oro al Merito Civile alla memoria, nel 2009, la quale rischiò la vita, nel piccolo paese di Meolo (Venezia), per salvare degli ebrei perseguitati.

Egli ha altresì ricordato l'opera di suo padre Marco Valori, il quale finanziò la causa partigiana antifascista e come suo fratello, Leo Valori, abbia combattuto come partigiano nei “battaglioni azzurri”.

Fu grazie all'esempio della sua famiglia se egli, dunque, sarà ispirato da valori di uguaglianza e libertà, che lo hanno portato, nel corso della sua carriera professionale, ad avere un forte senso dello Stato e un forte senso della cooperazione, in particolare fra Europa e Cina.

Il prof. Valori ha sottolineato come una parte del mondo stia frenando lo sviluppo dei Paesi del Sud del mondo, mentre la Cina li stia sostenendo e promuova valori comuni per tutta l'umanità, rafforzando la cooperazione internazionale, lavorando per la pace e la stabilità a lungo termine; promuovendo la sicurezza internazionale e l'inclusione culturale fra civiltà diverse.

Il Sud globale dovrebbe essere il nostro partner strategico principale – ha sottolineato il prof. Valori – non un nemico.

L'Ambasciatore Umberto Vattani ha sottolineato come sia molto importante tessere relazioni internazionali fra realtà diverse, come ha sempre fatto il prof. Giancarlo Elia Valori fin da giovane, cercando di costruire ponti e abbattendo muri.

Egli ha altresì ricordato i suoi viaggi in Cina, accanto agli allora Presidenti del Consiglio Arnaldo Forlani, nel 1978 e, successivamente, nel 1991, con Giulio Andreotti. Visite che furono poi ricambiate, nel 1992, dal Premier cinese Li Peng e, successivamente, dal Presidente cinese Jiang Zemin.

L'Ambasciatore Vattani ha peraltro ricordato di essere rimasto molto colpito dal fatto che il Presidente Jang Zemin conoscesse e fosse molto amico proprio del prof. Giancarlo Elia Valori, a dimostrazione di quanto quest'ultimo abbia sempre saputo farsi amare nella Repubblica Popolare Cinese, oltre che essendo sempre stato un anticipatore degli scenari globali futuri.

E' successivamente intervenuto il Sen. Pino Arlacchi, grande frequentatore della Cina, il quale ha spiegato come il successo di questo Paese si debba in particolare alla qualità della sua leadership, formatasi anche grazie alla sua cultura, sia confuciana che socialista autentica.

Una cultura che ha permesso al Paese di mantenere nelle mani pubbliche i settori chiave dell'economia, mettendo il settore bancario al servizio della comunità e non del profitto privato e usando l'Intelligenza Artificiale e la tecnologia al servizio della comunità stessa.

Pianificazione economica e socialismo di mercato, hanno dunque permesso, alla Cina, di diventare una potenza economica e di ottenere profitti molto più alti rispetto ai sistemi capitalisti occidentali, ha affermato il Sen. Arlacchi.

Egli ha altresì fatto presente come la Cina, a differenza degli USA, non ricerchi affatto l'egemonia mondiale, ma punti alla totale indipendenza economica dal resto del mondo.

L'On. Diliberto, prima di dare la parola, per i saluti conclusivi, all'On. Massimo D'Alema e al Dr. Marco Tronchetti Provera, ha affermato che, purtroppo, la gran parte della popolazione italiana, manipolata purtroppo da tanta mala informazione e da una classe dirigente china nei confronti degli USA e della NATO, non ha più, oggi, la possibilità di comprendere. E ciò ha determinato la messa a tacere del pensiero critico e del buonsenso.

L'On. Massimo D'Alema ha affermato che il mondo che verrà non sarà più guidato dall'Occidente, il quale dovrà necessariamente cedere lo scettro del comando. Per non essere travolti dovremo necessariamente metterci in comunicazione con le altre civiltà e misure come i dazi, i riarmi, la forza militare, finiranno per essere controproducenti.

Dobbiamo, in sostanza, smettere di ricercare una egemonia perduta e l'errore degli USA è quello di ritenere che la Cina sia una forma asiatica di comunismo sovietico. Mentre la Cina è un incontro fra confucianesimo e marxismo, ovvero fra armonia orientale e conflitto occidentale hegeliano.

In questo senso, i comunisti cinesi, ha sottolineato l'On. D'Alema, hanno saputo costruire una nuova armonia, imparando dagli errori del passato, promuovendo, così, un'evoluzione dialettica.

Il Dr. Tronchetti Provera ha successivamente portato i suoi saluti e riassunto il ruolo strategico di Pirelli in Cina e in tutti i Paesi ove produce e distribuisce i suoi prodotti.

Non è potuto intervenire, invece, l'Ambasciatore Alberto Bradanini, che ha portato comunque i suoi saluti.

Inutile sottolineare che il convegno è stato molto interessante e che, se di convegni come questo, fossero pieni i palinsesti televisivi, le pagine web e magari fossero fatti anche nelle scuole, molto probabilmente ci sarebbe molto materiale sul quale riflettere per aprire un po' la mente e sviluppare maggior buonsenso e pensiero critico.

Mi ha fatto molto piacere incontrare, oltre a Fabio Massimo Parenti, i cui libri sulla Cina ho spesso recensito, anche la carissima amica Paola Bergamo, nipote di uno fra i miei eroi preferiti e del quale ho molto scritto, ovvero Mario Bergamo (1892 - 1963), ultimo Segretario del Partito Repubblicano Italiano, prima dell'avvento del fascismo, che lo costrinse a un esilio dal quale volutamente mai tornò.

Paola mi ha peraltro raccontato un interessante aneddoto, ovvero il fatto che suo padre, Giorgio Mario, inviò a Mao Tse-Tung una copia del saggio di Mario Bergamo, “Nazionalcomunismo” e questi – rimastone colpito e affascinato - ricambiò inviandogli una copia del “Libretto Rosso”, con una preziosa dedica.

Un fil rouge, è il caso di dirlo, che unì due combattenti per la libertà e l'emancipazione, ciascuno nel suo ambito, ciascuno a suo modo, nel solco di un repubblicanesimo socialista che non dovrebbe mai rimanere solo sulla carta.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

Paola Bergamo, Giancarlo Elia Valori e Luca Bagatin

Luca Bagatin e Oliviero Diliberto 

Fabio Massimo Parenti, Paola Bergamo e Luca Bagatin

Paola Bergamo e Luca Bagatin

giovedì 10 aprile 2025

“Mondializzazione nuovo paradigma di sviluppo multipolare”, nuovo convegno del prof. Giancarlo Elia Valori sulle opportunità della Cina e i pericoli dei dazi USA. Articolo di Luca Bagatin

 

Mentre l'incoerente Trump (non meno irresponsabile del suo predecessore Biden) si appresta a varare pesanti dazi contro una Cina che, in tutti questi anni, ha garantito libero commercio, pace e stabilità globali, il costruttore di dialogo e di ponti, prof. Giancarlo Elia Valori e la sua Fondazione di Studi Internazionali e Geopolitica, hanno organizzato un importante convegno-workshop – il 9 e 10 aprile – in merito.

Quello tenutosi a Roma, in collaborazione con la Camera di Commercio di Roma, presso la Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, dal titolo “Mondializzazione nuovo paradigma di sviluppo multipolare” - ed al quale sono stato presente nella prima giornata di lavori - è stato un convegno profondamente lungimirante e di scottante attualità, anche perché verteva proprio sulla cooperazione Cina-Europa-Italia e sulle relative opportunità.

A presiederlo, oltre al prof. Valori, il prof. Oliviero Diliberto, il quale ha dato la parola al Ministro Consigliere dell'Ambasciata cinese Li Xiaoyong.

Il Ministro Li ha sottolineato come la Repubblica Popolare Cinese sia impegnata, nei rapporti fra Cina-Italia, nella cooperazione pragmatica fra istituzioni e imprese. Una cooperazione fondata sul mutuo vantaggio.

Il Ministro ha altresì esaltato la figura dell'Imperatore romano Adriano, ricordando come egli fosse ispirato a valori fondanti quali la pace e la stabilità, che sono gli stessi valori della Cina moderna, basati su uno spirito di apertura e inclusività.

Egli ha affermato come i dazi USA contro la Cina e l'UE rappresentino una violazione delle regole del commercio internazionale. Per questo, la Cina, ha inteso varare delle adeguate contromisure.

Il Ministro Li ha sottolineato come occorra, diversamente dai dazi, costituire un nuovo ordine mondiale internazionale multipolare, fondato su cooperazione e sviluppo, come già sta avvenendo fra imprese italiane e cinesi.

Il Ministro ha altresì affermato che la Cina intende continuare ad aprirsi verso l'esterno, condividendo opportunità di sviluppo e promuovendo il libero commercio multilaterale.

Oltre a continuare a promuovere legami di amicizia fra Cina e Italia e fra Cina e UE.

Successivamente, è intervenuto l'Assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative, Andrea Tobia Zevi, a nome e in rappresentanza del Comune di Roma.

L'Assessore Zevi ha elogiato il titolo del convegno, quale sprone per superare l'attuale momento storico nel quale viviamo. Promuovendo uno sviluppo multipolare.

Egli ha altresì sottolineato come le città, nel tempo, stiano acquisendo, sempre più, una loro centralità geopolitica. Visto che le relazioni fra gli Stati sembrano sempre più difficili, le città possono diventare delle realtà volte alla promozione della cooperazione.

Roma, ha affermato l'Assessore, è una città universale sotto diversi punti di vista e può favorire la costruzione di nuovi ponti fra Italia-Cina e Europa.

Ha poi preso la parola il Dr. Pietro Abate, in rappresentanza della Camera di Commercio di Roma, portandone i saluti e sottolineando come il prof. Giancarlo Elia Valori, più il tempo passa e più porta avanti tematiche di grande attualità.

Il prof. Valori ha dunque preso la parola, ricordando come i suoi legami di amicizia con la Repubblica Popolare Cinese risalgano al 1976. Fu allora che egli iniziò a comprendere, studiare e apprendere gli sviluppi di questa grande realtà millenaria, che ha saputo coniugare socialismo e confucianesimo, tradizione e innovazione.

Il prof. Diliberto è poi intervenuto facendo presente che il convegno organizzato dalla Fondazione di Studi Internazionali e Geopolitica e pensato diversi mesi fa, si svolge proprio in un momento storico cruciale e difficile.

Un contesto nel quale le grandi organizzazioni internazionali appaiono morte e gli equilibri usciti dalla fine della Seconda Guerra Mondiale sono stati stravolti. Così come sia la Corte Penale Internazionale, che il WTO, sembrano in profonda crisi, tanto quanto il diritto internazionale.

La forza, ha sottolineato il prof. Diliberto, si sostituisce alle regole. Il mondo si sta completamente ridisegnando.

Mentre gli USA sono diventati protezionisti, la Cina promuove il libero scambio.

Il prof. Diliberto ha ricordato come, in questo caos, purtuttavia, il Presidente cinese Xi Jinping abbia coniato una bellissima suggestione che si sostanzia nella frase “Costruire una comunità dal futuro condiviso”.

Ovvero, il futuro di ogni Paese è collegato a quello di ogni altro e, dunque, occorre lavorare, assieme, per costruire una comunità armoniosa, nella quale crescere assieme e realizzare una vita migliore per i popoli dei diversi Paesi.

Purtroppo, come rilevato da Diliberto, il mondo sembra andare nella direzione opposta. Una direzione confusa e priva di regole.

E' poi intervenuto il Cav. del Lavoro Dr. Marco Tronchetti Provera, il quale ha rilevato la lungimiranza del prof. Valori nella realizzazione di un convegno di tale portata. Egli ha altresì sottolineato come, oggi, la Cina sia la voce del mondo globale.

Una Cina che gli USA cercano di sfidare da molto tempo, ma con la quale, presto o tardi, saranno destinati a dover negoziare, anche perché l'economia USA rischia, con i dazi, di non crescere più.

E' positivo, secondo il Dr. Tronchetti Provera, che l'UE stia migliorando le relazioni con la Cina, per quanto l'UE – peraltro allargatasi in modo irrazionale - non abbia ancora creato le basi per unire le forze dei vari Paesi che la compongono. Ciò ha determinato una mancanza di governance comune.

Il Dr. Tronchetti Provera ha concluso il suo intervento, sottolineando come Pirelli abbia, da oltre vent'anni, un ottimo rapporto con le imprese e con le istituzioni cinesi e continuerà ad averlo.

Il prof. Diliberto è poi intervenuto facendo presente come l'UE, effettivamente, sia inesistente come soggetto politico. E come il riarmo attualmente proposto sia profondamente pericoloso, visto che finirà per riarmare in particolare una Germania che, in un domani nemmeno troppo lontano, potrebbe ritrovarsi al governo l'estrema destra neonazista dell'AFD. Con tutte le nefaste conseguenze del caso.

Successivamente è intervenuto il Dr. Zhuo Xian, Vice Direttore Generale del Centro di Ricerca e Sviluppo del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese.

Il Dr. Zhuo ha sottolineato l'importanza di convegni come quello attuale, volti a denunciare una politica di dazi, quelli USA, che non si vedevano dagli Anni '30. Dazi che violano le regole del commercio internazionale e che danneggeranno l'economia di tutti. USA compresi.

Dazi che causeranno scompensi, sia per quanto riguarda l'inflazione, sia nel mondo del lavoro, con aumenti della disoccupazione e con il peggioramento delle condizioni dei lavoratori nel loro complesso.

Molti Paesi, ha sottolineato il Dr. Zhuo, si stanno rendendo conto di essere diventati eccessivamente dipendenti dal commercio USA. La Cina, diversamente, potrebbe svolgere un ruolo opposto, grazie a un mercato globale aperto al commercio.

Da grande fabbrica del mondo, dunque, la Cina potrebbe diventare un grande fornitore mondiale, secondo il Dr. Zhuo, anche grazie al fatto che il settore logistico cinese è più sviluppato rispetto a quello degli USA e ciò ha permesso alla Cina di sviluppare tecnologie a costi più contenuti.

La capacità di innovazione e di specializzazione, ha inoltre permesso alla Cina di sfornare, ogni anno, numerosi ingegneri specializzati in vari settori.

In Cina, ha sottolineato il Dr. Zhuo, si parla ancora di ulteriori aperture e riforme, in particolare per quanto concerne il commercio internazionale. In tal senso le istituzioni cinesi intendono perfezionare il loro sistema in modo da adattarsi, sempre più, alle regole internazionali in ambito commerciale.

Il prof. Diliberto, intervenuto dopo il CEO di Herzog Strategic, Ofer Sachs, che ha portato i suoi saluti, così come Zhao Jian, Vice Presidente del Gruppo Kelun, ha ricordato come il prof. Valori, che fu il primo a promuovere rapporti di amicizia fra la Repubblica Popolare Cinese e lo Stato di Israele, sia da sempre un costruttore di ponti. Un Pontefice, secondo l'antica definizione data agli antichi magistrati romani.

Ovvero un fautore di quella diplomazia parallela che cerca di far dialogare e unire realtà differenti fra loro per Storia, cultura, religione, ideologia. Per il bene comune e la pace globale.

Aspetti di cui avremmo assoluta necessità.

Luca Bagatin

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Il prof. Giancarlo Elia Valori e Luca Bagatin

domenica 3 novembre 2024

Per un possibile tavolo di confronto europeo sui BRICS e le nuove tecnologie. Articolo di Luca Bagatin


Nel recente convegno, tenutosi a Roma, lo scorso 23 ottobre, dal titolo “Mondializzazione, confini, identità (https://amoreeliberta.blogspot.com/2024/10/mondializzazione-confini-identita-un.html), organizzato dal prof. Giancarlo Elia Valori, Presidente della Fondazione di Studi Internazionali e Geopolitica, gran parte dei relatori ha convenuto nella necessità di creare un tavolo di confronto/organismo (pensiamo a quanto affermato dal Dr. Marco Tronchetti Provera), capace di regolare l'attuale situazione internazionale, preda di conflitti e capace, altresì, di governare l'avvento delle nuove tecnologie (Intelligenza Artificiale in primis), anche per evitare la perdita di posti di lavoro.

Un organismo che dovrebbe ricevere una “spinta che viene dal basso”, come affermato dal prof. Paolo Savona e che potrebbe lavorare in sinergia con i BRICS, che il prof. Oliviero Diliberto ha affermato essere un gruppo che sembra tentare di riequilibrare il mondo, aldilà di un ONU in “crisi verticale”.

Potrebbe essere interessante la creazione, in tal senso, come propone il prof. Giancarlo Elia Valori, di un tavolo/organismo di confronto europeo fondato sullo studio e l'applicazione delle prospettive dei BRICS.

Prospettive fondate su pace, sicurezza, sviluppo, cooperazione, prosperità, modernizzazione e collaborazione con un Sud del mondo in crescita e che rappresenta il futuro di un Pianeta che non può più essere governato da un unilateralismo protezionista, sanzionatorio e omologato alle vecchie logiche della Guerra Fredda.

Un tavolo di confronto europeo, in tal senso, potrebbe aprire spiragli a uno scenario in grado non solo di riequilibrare l'attuale situazione internazionale, ma anche di aprire a nuove prospettive, per un'Europa che politicamente si è chiusa in sé stessa e che rischia, ancora una volta, di rimanere passiva spettatrice delle vecchie logiche dei blocchi contrapposti.

Le nuove tecnologie, Intelligenza Artificiale in primis, ci obbligano, pragmaticamente, a costruire un mondo sempre più interconnesso e fondato sulla fiducia reciproca e sulla collaborazione.

Governare le nuove tecnologie, oggi, significa anche evitare che queste cadano nelle mani sbagliate o che vengano utilizzare a detrimento della comunità internazionale. O che, addirittura, finiscano per sostituire in toto l'intelligenza umana, già messa a repentaglio da una formazione scolastica sempre più omologata e scadente.

E' molto interessante, in tal senso, il monito del prof. Geoffrey Hinton, recente Premio Nobel per la Fisica, il quale ha ravvisato i “troppi pericoli” inerenti all'Intelligenza Artificiale. Primo fra tutti i rischi che l'IA diventi “più intelligente di noi”.

Ipotesi al momento remota, ma che potrebbe non essere così remota in un prossimo futuro.

Un mondo alla deriva, sempre più diviso, preda di conflitti, incomprensioni, sfiducia, imbarbarimento culturale e morale, come quello che oggi appare, non può che essere un mondo meno sicuro e, soprattutto, un mondo in cui le tecnologie potrebbero – se non governate – essere più un pericolo che un vantaggio.

Un tavolo di confronto europeo, in tal senso, privo di pregiudizi e preconcetti, che guardi alle prospettive modernizzatrici del BRICS, che ormai rappresentano il 42% della popolazione mondiale e il 37% del PIL globale, sarebbe quanto di più auspicabile e necessario.

Un tavolo aperto a capi di Stato e di governo; intellettuali; società civile; professionisti e analisti, sia geopolitici che delle nuove tecnologie; rappresentanti di ogni fede.

Lontani sono i tempi del Concilio Vaticano II, avviato da Papa Giovanni XXIII. Ma le prospettive e le aspettative potrebbero essere le medesime e lo si può dire anche laicamente parlando.

In tempi di divisione e burrasca, di nuove Guerre Fredde, la ricerca dell'apertura e della modernizzazione, potrebbe essere ancora una volta la via maestra per seminare per la nascita di un futuro differente.

Luca Bagatin

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sabato 26 ottobre 2024

Unione del Sud del mondo, pace, sicurezza, sviluppo, cooperazione, prosperità e modernizzazione. Le prospettive del Presidente cinese Xi Jinping all'ultimo vertice BRICS. Articolo di Luca Bagatin


Il vertice BRICS, che si è tenuto dal 22 al 24 ottobre a Kazan, Capitale della Repubblica del Tatarstan, nella Federazione Russa, si è concluso.

I BRICS sono un importante meccanismo di cooperazione nato nel 2009, che vede protagonisti Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica e oggi anche Egitto, Emirati Arabi Uniti, Iran e Etiopia e numerosi sono gli altri importanti Paesi del Sud e dell'Est del mondo, che ne hanno chiesto l'adesione.

Al recente convegno, organizzato dal prof. Giancarlo Elia Valori, a Roma, dal titolo “Mondializzazione, confini, identità”, il prof. Oliviero Diliberto ha affermato come il gruppo dei BRICS possa rappresentare un tentativo di riequilibrio del mondo d'oggi, preda di conflitti e fondamentalismi di ogni genere.

Lo stesso prof. Valori, impegnato almeno sin dagli Anni '70 nella promozione di un mondo multipolare, ha affermato come i Paesi aderenti ai BRICS stiano lavorando per la costruzione di una “comunità dal futuro condiviso, fondata sulla solidarietà e la cooperazione, per la costruzione di un mondo migliore”

L'incontro di Kazan ha visto la partecipazione di leader di ben 36 Paesi, fra i quali 22 capi di Stato, oltre al Segretario Generale dell'ONU Antonio Guterres.

Importante è stato l'intervento del Presidente cinese Xi Jinping, il quale, fra le altre cose ha affermato: “Mentre il mondo entra in un nuovo periodo definito da turbolenza e trasformazione, ci troviamo di fronte a scelte cruciali che plasmeranno il nostro futuro. Dovremmo permettere al mondo di sprofondare nell'abisso del disordine e del caos, o dovremmo impegnarci per riportarlo sulla strada della pace e dello sviluppo? Questo mi ricorda un romanzo di Nikolay Chernyshevsky intitolato “Che fare?” La determinazione incrollabile e la spinta appassionata del protagonista sono esattamente il tipo di forza di volontà di cui abbiamo bisogno oggi. Più i nostri tempi diventano tumultuosi, più dobbiamo rimanere fermi in prima linea, esibendo tenacia, dimostrando l'audacia di essere pionieri e mostrando la saggezza di adattarci. Dobbiamo lavorare insieme per trasformare i BRICS in un canale primario per rafforzare la solidarietà e la cooperazione tra le nazioni del Sud del mondo e un'avanguardia per promuovere la riforma della governance globale”.

Nello specifico, il Presidente cinese ha sottolineato la necessità lavorare per la pace e di agire “come difensori della sicurezza comune”.

A tal proposito, ha ricordato come Cina e Brasile, in collaborazione con altri Paesi del Sud del mondo, abbiano avviato il gruppo “Amici per la pace”, al fine di affrontare sia la crisi ucraina che il conflitto in Medio Oriente.

In tal senso, il Presidente Xi, ha ricordato i tre principi sui quali occorre muoversi: “nessuna espansione dei campi di battaglia; nessuna escalation delle ostilità e non gettare benzina sul fuoco, ovvero impegnarci per una rapida de-escalation della situazione”.

In merito alla questione in Medio Oriente egli ha affermato che: “Mentre la situazione umanitaria a Gaza continua a deteriorarsi, le fiamme della guerra sono state nuovamente riaccese in Libano e i conflitti tra le parti stanno aumentando. Dobbiamo promuovere un cessate il fuoco immediato e la fine delle uccisioni. Dobbiamo compiere sforzi incessanti verso una risoluzione completa, giusta e duratura della questione palestinese”.

Il Presidente Xi Jinping ha ricordato come la Cina sia, peraltro, impegnata nella cooperazione e nello sviluppo nell'ambito dell'Intelligenza Artificiale, oltre che nell'ambito dello sviluppo ecologico e sostenibile e come stia lavorando per la “riforma della governance globale”.

Ha sottolineato, inoltre, come occorra “unire le forze dei Paesi del Sud del mondo nella costruzione di una comunità con un futuro condiviso per l’umanità”.

Unione del Sud del mondo, pace, sicurezza internazionale, sviluppo, cooperazione, prosperità comune e modernizzazione. Queste, in sostanza, le prospettive della Cina socialista odierna che, dalla Conferenza afroasiatica di Bandung del 1955 – che riunì gli allora Paesi Non Allineati, oltre gli opposti imperialismi USA-URSS – si sta adoperando per l'emancipazione del Terzo e Quarto Mondo.

Come peraltro insegnarono grandi leader socialisti della Storia quali i cinesi Mao-Tse Tung e Zhou Enlai, oltre che il Presidente rumeno Nicolae Ceausescu e quello argentino Juan Domingo Peron (vorrei ricordare, in merito, il suo importante saggio, scritto nel suoi anni d'esilio in Spagna, nel 1967, dal titolo “L'ora dei popoli”, in cui trattò, nello specifico, della necessità dell'emancipazione e unione del Terzo Mondo) e i nostri grandi statisti socialisti quali Bettino Craxi e l'allora Ministro degli Esteri Gianni De Michelis.

Quando il mondo aveva politici di spessore al governo. Quando l'Europa era ancora un continente serio, ragionevole, civile, privo di omologazione e di fondamentalismi di ogni genere.

Luca Bagatin

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mercoledì 23 ottobre 2024

"Mondializzazione, confini, identità", un convegno organizzato dal prof. Giancarlo Elia Valori per la costruzione di una comunità dal futuro condiviso. Articolo di Luca Bagatin

Il prof. Giancarlo Elia Valori e il Dr. Marco Tronchetti Provera

La Fondazione di Studi Internazionali e Geopolitica, fondata e presieduta dal prof. Giancarlo Elia Valori, autorevole analista geopolitico, nonché manager di fama internazionale, ha organizzato, lo scorso 22 ottobre, un convegno dal titolo “Mondializzazione, confini, identità”.

Il convegno, molto partecipato, si è tenuto in collaborazione con la Camera di Commercio di Roma, che lo ha ospitato presso la prestigiosa Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, nella suggestiva Piazza di Pietra.

Presieduto e moderato dal prof. Oliviero Diliberto, sono intervenuti, oltre al Presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti; il Vice Presidente esecutivo del gruppo Pirelli, Marco Tronchetti Provera; il Vicedirettore Generale del dipartimento di ricerca sulle relazioni economiche con l'Estero e componente del Partito Comunista Cinese, Yuze Luo; il prof. Paolo Savona, Presidente della CONSOB; l'Ing. Massimo CompariniManaging Director della Space Business Unit di Leonardo e Presidente del Consiglio di Amministrazione di Thales Alenia Space e il prof. Gianluca Oricchio, Direttore Generale del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma.

Il prof. Valori, nel suo saluto introduttivo, ha spiegato come tale convegno – che ha trattato anche delle potenzialità connesse alla Nuova Via della Seta in forza della riapertura delle imponenti Relazioni tra Italia e Cina - si svolga - e non a caso - nello stesso periodo del vertice BRICS di Kazan, i cui Paesi stanno lavorando per la costruzione di una “comunità dal futuro condiviso, fondata sulla solidarietà e la cooperazione, per la costruzione di un mondo migliore”, come ha sottolineato il prof. Valori, citando peraltro le tesi del Presidente cinese Xi Jinping.

Successivamente è intervenuto il Dott. Tagliavanti, a nome della Camera di Commercio di Roma, il quale ha fatto presente come gli interscambi fra Italia e Cina ammontino a circa 66 miliardi di euro e come tale rapporto di cooperazione risalga sin dai tempi in cui Marco Polo – di cui ricorrono quest'anno i 700 anni dalla morte - attraverso la sua insaziabile curiosità di conoscere nuovi popoli e nuove culture, avviò i primi interscambi economici e culturali con l'Oriente.

Il prof. Diliberto ha spiegato come oggi, la rete, abbia di fatto abolito i confini tradizionali, ma mai come oggi assistiamo ancora a sanguinosi conflitti. I più evidenti quello russo-ucraino, che Diliberto ha definito “ultima guerra novecentesca” e quello in Medio Oriente, che si combatte in particolare con mezzi tecnologici, quali droni e cercapersone che esplodono.

Relativamente a quest'ultimo conflitto, il prof. Diliberto ha affermato come esso rappresenti una guerra non più fra Stati nazionali, come avveniva nel '900, bensì fra identità differenti non statali.

Mentre l'OLP – ha spiegato Diliberto – era un'organizzazione politica laica, Hamas e Hezbollah, che l'hanno sostituita, sono entità religiose fondamentaliste e ciò dovrebbe particolarmente preoccupare.

Egli ha altresì sottolineato come, purtroppo, l'ONU sia in “crisi verticale”, in quanto, venendo meno le grandi entità statali e ideologiche del '900, sono cambiati gli equilibri di forza al suo interno.

Attualmente, ha proseguito il prof. Diliberto, solamente il gruppo dei BRICS e i Paesi che vogliono ad esso aderirvi, sembra rappresentare un tentativo di riequilibrio del mondo, alla ricerca di una comunità dal futuro condiviso.

Il Dr. Marco Tronchetti Provera, nel suo intervento, ha esordito facendo presente come egli sia nato in un mondo, per così dire, “ordinato” rispetto a quello in cui viviamo oggi. Un mondo, quello di oggi, che appare “angosciante” rispetto alla possibilità di vedere un futuro basato sullo sviluppo.

Egli, come il prof. Diliberto, ha ricordato come un tempo l'ONU e le altre organizzazioni internazionali, permettessero di garantire un certo equilibrio geopolitico. Un equilibrio che sembra venuto meno.

Egli ha ravvisato come da tempo vi sia una maggiore crescita economica nel Sud del mondo rispetto al Nord e ciò sia un fatto del quale occorre tenere conto.

Egli ritiene che, oggi, cittadini e imprese dovrebbero chiedere l'istituzione di un tavolo di confronto che porti alla creazione di un organismo capace di regolare l'attuale situazione internazionale, preda di conflitti e capace, altresì, di governare l'avvento delle nuove tecnologie (Intelligenza Artificiale in primis), anche per evitare la perdita di posti di lavoro.

Egli ritiene che tutto ciò che sia importante, al fine di poter tornare a guardare al futuro con fiducia, come accadeva un tempo.

Il Dr. Trochetti Provera, nel suo intervento, ha affermato come occorra “tornare alla razionalità” perché, altrimenti, “per la prima volta la mia generazione non è in grado di vedere un futuro”.

Egli ha fatto presente come, a suo avviso, i governanti di oggi siamo impotenti e preda dell'omologazione, mentre occorrerebbe ridare spazio alla diplomazia, senza vedere un nemico in chi la pensa in modo diverso.

Successivamente è intervenuto Yuze Luo, del Centro di Ricerca e Sviluppo del Consiglio di Stato di Pechino. Egli ha fatto presente come l'attuale unilateralismo dell'Occidente abbia limitato di molto gli scambi economici, in questi ultimi anni, attraverso misure restrittive al commercio internazionale.

Ciò ha determinato – secondo Mr. Luo – un “circolo vizioso”, in quanto il protezionismo commerciale ha, a sua volta, influenzato la fiducia e il senso di sicurezza dei Paesi e ciò ha determinato l'introduzione di ulteriori misure restrittive.

Mr. Luo ha, ad ogni modo, affermato come la rinnovata collaborazione fra Cina e Italia faccia ben sperare, in quanto l'Italia è il quarto partner commerciale della Cina in UE e ha una storica amicizia con la Cina, sin dai tempi di Marco Polo.

Mr. Luo ha fatto presente come, durante l'attuale Presidenza di Xi Jinping, la Cina abbia ulteriormente ampliato la liberalizzazione di molti settori, fra i quali quello manifatturiero, delle comunicazioni, della sanità e della cultura e come la Cina fondi la sua politica economica a livello internazionale sulla “cooperazione pragmatica”.

Egli ha spiegato come il Presidente Xi abbia parlato di “nuovo concetto di sviluppo fondato su cinque principi: innovazione; coordinazione; ecologia/economia verde; apertura e condivisione” e come su tali principi la Cina moderna fondi i suoi rapporti economici con i Paesi esteri.

Mr. Luo ha altresì ringraziato molto il prof. Giancarlo Elia Valori per ciò che, da anni, fa e ha fatto per implementare le relazioni di amicizia fra Italia e Cina e come proprio tale fiducia reciproca fra questi due Paesi, possa dare speranza al fine di creare un rinnovato sviluppo dell'umanità.

Il prof. Paolo Savona ha spiegato come il triangolo “Mondializzazione, confini, identità” sia stato costruito ai tempi della Pace di Vestfalia, nel 1648. Ovvero quando si costituirono le prime identità nazionali e ciò anche grazie agli accordi politici fra cattolici e protestanti in Europa.

Successivamente, ha spiegato il prof. Savona, in Europa, nacque una disputa sul libero mercato, che contrappose le tesi di Adam Smith a quelle di Keynes e come queste ultime abbiano prevalso, introducendo l'intervento statale a correzione degli aspetti perversi e negativi del libero mercato.

Egli ha spiegato, altresì, come la popolazione mondiale, dal 1950 ad oggi, si sia triplicata e come la povertà estrema si sia ridotta di due terzi e come ex Paesi coloniali quali Cina e India si siano, oggi, ampiamente emancipate e siano cresciute economicamente.

Accanto a tali aspetti, organismi come l'ONU, sono oggi percorsi da eccessive divisioni.

Secondo il prof. Savona occorre, dunque, una sorta di “quarta gamba”, accanto ai concetti di “mondializzazione, confini, identità”, attraverso una spinta che deve venire dal basso e che porti a creare nuovi organismi in grado di farci uscire dall'attuale tragico scenario fatto di conflitti e continuo ricorso alle armi. Uno scenario che alimenta nazionalismi etnici, ripartisce miserie e che rischia di far implodere ogni forma di democrazia, senza che ce ne rendiamo nemmeno conto.

Infine, l'Ing. Massimo Comparini e il prof. Gianluca Oricchio, hanno spiegato, in modo molto tecnico e profondo, i loro ambiti di studi e ricerca. Il primo ha spiegato le potenzialità del progetto spaziale Copernicus, in particolare relativamente allo studio degli effetti del cambiamento climatico. Il prof. Oricchio, invece, ha spiegato le potenzialità delle nuove tecnologie in ambito medico e di come la biologia umana potrebbe potenziare i computer.

Il prof. Valori ha concluso i lavori, leggendo l'intervento del Ministro dello sviluppo economico Adolfo Urso, che, pur non essendo potuto essere presente per impegni istituzionali, ha voluto portare i suoi saluti.

Luca Bagatin

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Luca Bagatin e il prof. Giancarlo Elia Valori

Il prof. Giancarlo Elia Valori

Luca Bagatin e il prof. Giancarlo Elia Valori

giovedì 13 giugno 2024

"Scenari Geopolitici Globali", il nuovo ordine mondiale multipolare immaginato dal prof. Giancarlo Elia Valori. Articolo di Luca Bagatin

 
“Scenari Geopolitici Globali. Fra nuovo ordine del pianeta e intelligenza artificiale”.

Questo il titolo dell'ultimo saggio, edito da Rubbettino, del prof. Giancarlo Elia Valori e anche del convegno, da lui organizzato, a nome della Fondazione di Studi Internazionali e Geopolitica, tenutosi il 12 giugno scorso, a Roma, in Piazza di Pietra, presso la Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, messa a disposizione dalla Camera di Commercio di Roma.

Presenti, oltre all'autore del saggio, prof. Giancarlo Elia Valori, l'On. Oliviero Diliberto, prefatore del saggio, Preside della Facoltà di Giurisprudenza presso l'Università “La Sapienza” di Roma e ex Ministro della Giustizia; l'ex Presidente del Consiglio e ex Ministro degli Esteri, Lamberto Dini, che ha curato la presentazione al saggio del prof. Valori; l'ex Direttore del SISMI e Consigliere di Stato, Gen. Nicolò Pollari; l'ex Segretario Generale degli Affari Esteri, Umberto Vattani e il Presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, che ha portato i suoi saluti.

L'On. Diliberto ha esordito dicendo che ci troviamo in pieno “disordine mondiale”, con due guerre in corso, il conflitto russo-ucraino e quello a Gaza. Gli equilibri internazionali sono saltati dal 1989 - ha affermato Diliberto - e sembra che l'Occidente ragioni ancora come se fossimo in piena Guerra Fredda. Gli assurdi dazi contro la Cina ne sono solamente il più recente esempio.

L'ONU – secondo Diliberto - sembra essere sempre più marginale e le organizzazioni internazionali sempre più svuotate dai loro poteri. Lo “scontro delle civiltà” prefigurato da Samuel Huntington – colui il quale affermava che “L'Occidente non ha conquistato il mondo con la superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione, ma attraverso la sua superiorità nell'uso della violenza organizzata. Gli occidentali lo dimenticano spesso, i non occidentali mai”, sembra aver prevalso, rispetto alla teoria della “fine della Storia” (superiorità dell'Occidente liberal-capitalista su tutti gli altri modelli), ipotizzata da Francis Fukuyama.

Nell'attuale caos geopolitico, ha proseguito il prof. Diliberto - in cui sembrano prevalere gli sciovinismi e i fondamentalismi da ogni parte (compreso il fondamentalismo atlantista) - vi è un uomo, Giancarlo Elia Valori, di cui egli è amico dal 1994, che porta avanti ideali di pace e cooperazione internazionale e lo fa sin dagli Anni '60. Non solo con serie e erudite riflessioni, ma anche concretamente, dialogando con Capi di Stato e di governo.

L'ex Presidente Lamberto Dini, presentando il saggio del prof. Valori, ha fatto presente come in esso sia contenuta tutta la geopolitica degli ultimi anni, compreso l'attuale conflitto russo-ucraino, che probabilmente poteva essere evitato se gli USA avessero accettato l'invito del governo russo di rendere l'Ucraina un Paese neutrale. Proposta che il governo USA ritenne “irricevibile”.

Il Sen. Dini ha proseguito spiegando come, nel saggio del prof. Valori, vi siano ampi capitoli riguardanti la storia della Repubblica Popolare Cinese, dal 1911 ad oggi, in cui la Cina coniuga marxismo e innovazione, essendo così diventata la seconda potenza mondiale.

Potenza mondiale che richiede un ordine mondiale maggiormente condiviso e che non può essere marginalizzata, come vorrebbero fare USA e UE, con assurdi dazi neo-protezionistici in stile Anni '30, che danneggiano l'economia di tutti e violano i trattati sul libero commercio internazionale, promossi dagli USA stessi.

Il Sen. Dini ha qui esaltato l'opera e azione dell'ex Segretario di Stato USA Henry Kissinger, peraltro grande amico del prof. Valori, il quale ebbe la capacità e intuizione di far collaborare USA e Cina, all'insegna dello spirito di condivisione e collaborazione.

Il Sen. Dini ha altresì fatto presente come, negli USA, le classi più abbienti rischino di influenzare negativamente gli esiti elettorali, a discapito delle classi meno abbienti.

Nel presentare l'opera del prof. Valori, egli ha spiegato come in essa si parli diffusamente anche di Intelligenza Artificiale e di come questa possa avere utilizzi proficui in ambito medico, ingegneristico e chimico, ma di come essa presenti seri rischi per la sicurezza nazionale e internazionale e occorra, per questo, implementare la cooperazione internazionale – fra tutti i Paesi del mondo – e massimizzare l'intervento pubblico, evitando di lasciare troppo spazio al settore privato, legato al profitto, in tale delicatissimo ambito.

Il Gen. Nicolò Pollari, prendendo la parola, ha fatto presente come sia necessario che il genere umano metta da parte vecchi stereotipi e vecchie divisioni ideologiche, altrimenti l'umanità – a causa di guerre (con il pericolo che divengano guerre nucleari) – può rischiare l'estinzione.

In particolare egli ha affermato come occorra che si lavori per costruire un nuovo sistema di equilibrio mondiale fondato sulla pace, il bene comune e la condivisione, senza alcuna distinzione e senza alcuna preclusione fra diversi modelli politici e sistemi economici, che dovrebbero rispettarsi reciprocamente.

L'Ambasciatore Umberto Vattani ha ricordato la passione e opera civile del prof. Giancarlo Elia Valori, sin da giovanissimo, negli Anni '60, ai tempi di Fanfani e La Pira, da sempre portatore di quel “pensiero laterale”, capace di risolvere le questioni osservandole da più angolazioni, senza preclusioni ideologiche, né pregiudizi. Quel pensiero che permetterà sempre al prof. Valori di costruire relazioni trasversali, in grado di mettere d'accordo idee e visioni contrapposte, depurandole da ogni forma di tifoseria.

La conclusione dei lavori è stata del prof. Valori, il quale si è soffermato in particolare sul tema dell'Intelligenza Artificiale, facendo presente come essa non dovrebbe servire per motivi futili, né per delegare ogni attività umana ai robot, ma deve essere tenuta sotto il controllo dell'essere umano, senza che questa gli sfugga di mano. Ovvero l'IA non dovrebbe mai oltrepassare le tre leggi della robotica enunciate da Isaac Asimov: “Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno”; “Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto alla Prima Legge” “Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge”.

In conclusione, il convegno, molto partecipato, è stato davvero suggestivo. In particolare per il momento storico nel quale viviamo, in cui le opposte tifoserie, le ideologie fondamentaliste che appestano le classi politiche e i media occidentali odierni e la superficialità e ignoranza di fondo, tendono a prevalere in modo infausto.

La costruzione di un nuovo ordine mondiale multipolare, più giusto, cooperativo, inclusivo, che guardi alla sicurezza, al bene comune, alla pace e al benessere dei cittadini, dovrebbe essere una priorità.

E il prof. Giancarlo Elia Valori, di cui mi onoro di essere amico, nonché avido e attento lettore e estimatore, ci lavora da sessant'anni e continuerà certamente a farlo.

Luca Bagatin

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Oliviero Diliberto, Giancarlo Elia Valori, Nicolò Pollari

Giancarlo Elia Valori e Luca Bagatin
 

Luca Bagatin al convegno del prof. Giancarlo Elia Valori

venerdì 3 maggio 2024

Un mondo più giusto. Un nuovo ordine mondiale multipolare. Articolo di Luca Bagatin

 

Che il mondo Occidentale di oggi a giuda statunitense (con un'UE che segue acriticamente il Presidente USA di turno), sia meno lungimirante; con scarse prospettive di medio-lungo termine; che ricerchi il conflitto, piuttosto che la cooperazione e il multilateralismo, è da tempo sotto gli occhi di tutti.

Il mondo Occidentale di oggi sembra fermo ad almeno trent'anni fa.

Sembra non notare che, quanto teorizzato dal politologo statunitense Francis Fukuyama nel 1992, ovvero che lo stile di vita occidentale - fondato sul liberal-capitalismo - avrebbe portato alla cosiddetta “fine della Storia”, ovvero alla forma definitiva di governo del mondo, è naufragato da tempo.

Il riformismo socialista cinese, ovvero il “socialismo con caratteristiche cinesi”, a partire dalla fine degli Anni '70, ha in primis dimostrato che il liberal-capitalismo non è affatto l'unico modello mondiale possibile, ma ha saputo cooperare – in varie forme e a vario titolo – con gran parte di quei Paesi che un tempo appartenevano al cosiddetto Movimento dei Paesi Non Allineati.

La Russia, uscita in malo modo negli Anni '90, a causa delle svendite di Stato e delle scelte scellerate operate prima da Gorbaciov e successivamente da Eltsin, che hanno portato alla distruzione di una grande realtà pluri-nazionale, unita nel socialismo, quale era l'URSS, è da tempo uscita dal periodo di vacche magre e ha dimostrato di essere ancora una potenza egemone.

E così tutti quei Paesi, dall'America Latina, all'Africa sino all'Asia, che non hanno accettato di piegarsi ai diktat liberal-capitalisti imposti dai vari governanti USA, sempre meno lungimiranti e sempre meno pragmatici.

L'unico a comprendere la necessità di un dialogo e di forme di cooperazione con la Repubblica Popolare Cinese fu Henry Kissinger, fin dai suoi colloqui con l'allora Premier cinese Zhou Enlai. E di tale dialogo e cooperazione fu sempre un convinto sostenitore, sino all'età di 100 anni, quando ancora fu una mente lucida e molto più lucida dei tanti, troppi analisti che riempiono i governi e i talk show occidentali.

Oggi molte sono le sfide che il mondo ha difronte. Fukuyama, a differenza di Kissinger, molto probabilmente non sarebbe riuscito ad immaginare la lungimirante alleanza dei BRICS. Un blocco di Paesi eterogenei, ma uniti dalla necessità di progredire e cooperare.

Un blocco di Paesi spesso in passato maltrattati o sfruttati da un Occidente a guida USA, molto poco lungimirante.

Un blocco di Paesi, dalla Cina, al Brasile, alla Russia, all'India e al Sudafrica, che, grazie ad una globalizzazione che da tempo l'Occidente sta rifiutando, è volto alla creazione di un nuovo ordine economico multipolare, in grado di affrontare le sfide del futuro.

Fra i primi analisti ad approfondire e parlare di tali aspetti, il prof. Giancarlo Elia Valori, che di Kissinger e di molti autorevoli capi di Stato e di governo fu ed è amico e di cui mi onoro di essere amico ed estimatore io stesso.

I saggi del prof. Valori, in particolare quelli editi da Rubbettino, sono un balsamo per chiunque voglia approfondire, senza pregiudizi, la geopolitica degli ultimi anni.

Ultimo ma non ultimo, il saggio “Scenari geopolitici globali. Fra nuovo ordine del pianeta e intelligenza artificiale” - con prefazione del prof. Oliviero Diliberto - nel quale il prof. Valori affronta tutte tematiche di scottante attualità, quali lo sviluppo dei BRICS; il conflitto russo-ucraino (spiegandolo senza pregiudizi e senza la sciocca propaganda mainstream ad uso e consumo degli USA e di chi sta loro al traino) e lo sviluppo dell'Intelligenza Artificiale, tema di cui egli scrive da ben prima che tale aspetto salisse alla cosiddetta “ribalta delle cronache”.

Uno degli aspetti più interessanti delle tesi del prof. Valori è la cosiddetta “idea di comunità con un futuro condiviso”, ovvero il sostegno allo sviluppo dei Paesi; dare slancio al mantenimento della pace nel mondo; la ricerca di un panorama internazionale inclusivo e, dunque, il superamento della frammentazione globale del mondo odierno.

Oggi – in epoca post-pandemica – c'è da stupirsi che – nel cosiddetto mondo Occidentale al traino dei governi USA - si investa in armamenti, ma non in sanità, ricerca, formazione, sicurezza internazionale, salvaguardia dell'ambiente.

Tutti aspetti che dovrebbero essere al centro dell'agenda di qualsivoglia governo serio del Pianeta e che dovrebbero assorbire ogni energia di qualsivoglia politico serio, che in Occidente manca da moltissimi decenni.

Nell'ottica di un mondo più giusto e di un nuovo ordine mondiale multipolare, occorre promuovere tali aspetti, così come lavorare con pragmatismo e diplomazia per porre fine al conflitto russo-ucraino a partire dalle cause, che risalgono al crollo dell'URSS, favorito dall'Occidente, con il contributo della pessima classe dirigente sovietica e post-sovietica dell'epoca (Gorbaciov, Jakovlev, Eltsin in primis), che hanno consegnato i popoli delle Repubbliche sovietiche nelle mani delle oligarchie liberal-capitaliste, delle mafie e dei nazionalismi di estrema destra.

Occorre lavorare per porre fine al conflitto in Medio Oriente, riconoscendo lo Stato della Palestina e allo stesso tempo riconoscendo il diritto dello Stato di Israele ad esistere e a entrambi il diritto di vivere in pace, superando ogni forma di conflitto.

Potrà sembrare utopistico, ma se nella NATO entrassero tutte le più grandi potenze del mondo, dalla Russia (che ne aveva chiesto l'entrata negli Anni 2000) alla Cina (ci fu qualche dirigente cinese che, nel 1999 avanzò tale ipotesi), sino alla Corea del Nord, ogni conflitto molto probabilmente cesserebbe di esistere e si potrebbe iniziare a lavorare su cose serie e davvero utili e necessarie: sicurezza internazionale, lotta al terrorismo e al cyberterrorismo, prevenzione delle calamità naturali in primis.

Se pensiamo alla nostra Europa, siamo ben lontani dalla lungimiranza, serietà, pragmatismo e ricerca della sovranità nazionale di Charles De Gaulle e François Mitterrand e, se pensiamo alla nostra piccola e povera Italia, siamo lontani dai fasti dei governi De Gasperi, con Pietro Nenni Ministro degli Esteri e, successivamente, dalla capacità diplomatica e politica di Giulio Andreotti e Bettino Craxi.

A quei tempi dialogavamo con tutti, sia in Europa che in Italia.

Dagli Anni '90 in poi si sono sdoganati i partiti e il personale politico che faceva parte degli opposti estremismi, ma questi si sono dimostrati più servili ai governanti USA di turno di chiunque altro e soprattutto più irresponsabili.

Ad influire, molto probabilmente, questioni generazionali, ma anche mancanza di idee e valori seri.

Oggi i valori del socialismo democratico, del repubblicanesimo, del cristianesimo sociale e del liberalismo risorgimentale, sono totalmente assenti e in tutta Europa.

Assistiamo – in Italia e UE - a fondamentalismi da ogni parte.

Fondamentalismo atlantista in luogo di pragmatismo; fondamentalismo parolaio e infarcito di slogan, anziché investimenti in settori chiave (sanità, ricerca, formazione, sicurezza interna e internazionale); fondamentalismo guerrafondaio, anziché ricerca del dialogo, della cooperazione e dello sviluppo; fondamentalismo europeista, senza avere un'idea di medio-lungo periodo sul presente e il futuro dell'Europa; fondamentalismo della promozione dello “sballo” e della “vita facile”, anziché promozione dell'inquadramento delle giovani generazioni al lavoro e al contributo nei confronti della società e delle persone più deboli.

La società Occidentale di oggi non ha nulla da insegnare, ma molto, troppo di cui vergognarsi e sembra non rendersene conto. La conseguente politica è il suo drammatico e farsesco specchio.

Abbiamo molto da re-imparare, se vorremo e sapremo farlo.

Luca Bagatin

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venerdì 15 marzo 2024

La Sapienza e la Storia contro un mondo moderno consumista e vuoto. Articolo di Luca Bagatin

 

Siamo passati da una società in cui il ruolo sociale era definito in base alla sua capacità produttiva, ad una società in cui tale ruolo è definito dalla qualità, quantità e tipologia di consumi.

Da una società di produttori, si è passati ad una società di consumatori.

Questo ciò che rileva il prof. Giancarlo Elia Valori, nell'appendice di uno dei suoi più interessanti saggi: “La sapienza e la storia: i grandi illuminati”, con prefazione del prof. Oliviero Diliberto e edito da Futura Edizioni alcuni anni fa.

Il saggio è certamente interessante per l'analisi di numerose figure storiche, alla luce delle loro conoscenze in ambito esoterico e spirituale e dalla loro capacità di portare tali aspetti sapienziali nel proprio agire politico.

Il prof. Valori ci parla, dunque, dei Cardinali Mazzarino e Richelieu; di Ireneo Filalete; del conte di Cagliostro; del Principe Raimondo di Sangro (al quale dedica numerosissime pagine ed al quale ha dedicato anche un saggio, da me recentemente recensito); degli aspetti esoterici in Mao Tse-Tung; di quelli di Winston Churchill e Franklin Delano Roosevelt e non fa alcuno sconto alle pratiche occultistiche, ma in questo caso estremamente negative e aberranti, di Adolf Hitler.

Il saggio è particolarmente interessante, anche per le sue conclusioni, indicate, come accennavo, nell'appendice al testo.

Perché sono un parallelismo fra un mondo che non esiste più (che fu anche quello nel quale vissero grandi illuminati, esoteristi, filosofi, sapienti, teosofi e massoni) e quello moderno, fondato sull'immagine, la “società dello spettacolo” che diventa merce (e dunque banalità standardizzata, come chi la consuma), già denunciata da Guy Debord e dal Situazionismo francese alla fine degli Anni '60.

Un mondo moderno consumista e fondamentalmente vuoto, desiderante e proprio per questo inconsapevolmente totalitario e orwelliano.

Un mondo nel quale sembra aver vinto, come afferma il prof. Valori, “il maligno, quello che propone a Cristo di trasformare le pietre in pane, azione alla quale, naturalmente, Gesù si rifiuta”.

Qui, peraltro, mi ritorna alla mente un film di Adriano Celentano, che ho amato molto e sottovalutatissimo in Italia (ma molto valutato all'estero). “Joan Lui”, del 1985. Un film nel quale la morale, in particolare conclusiva, era la medesima.

E non occorre essere cristiani (personalmente non lo sono) per rendersene conto.

Oggi il desiderio è la legge”, scrive il prof. Valori (che sembra quasi ricordare i moniti di Michel Clouscard e Pier Paolo Pasolini) “e l'istinto e la ragione devono sempre coincidere”. “Esistono solo i singoli, concreti, cittadini”, prosegue il prof. Valori. “Cittadini che non hanno nessun obbligo a seguire un ethos sociale, scritto e non scritto, oggi la morale non esiste”.

Ciò che manca, per l'Autore, è l”Invisibile”, la “sapienza del cuore”, che è stata annientata dalla “scienza triste”, ovvero dall'economia che “ha reso tutti delle macchine attente al calcolo dei dolori e dei piaceri”.

Senza Dio, anche il Dio dei laici migliori, non vi è l'uomo”, scrive Valori citando successivamente un grande laico anti-materialista quale fu Giuseppe Mazzini, che fondò le sue lotte risorgimentali e la Repubblica Romana del 1849 sui precetti “Dio e Popolo”, che influenzeranno il Risorgimento, anche grazie al pensiero teosofico-massonico di Giuseppe Garibaldi, sino a giungere alle lotte antifasciste e post-risorgimentali del Partito d'Azione (fondato sul precetto Pensiero e Azione) e ad influenzare il Centro-Sinistra italiano del dopoguerra, che si reggeva sull'asse laico-socialista-risorgimentale e quello cattolico democratico.

Il mondo moderno attuale è, oltre che del consumo e dell'immagine, schiavo di quella che il prof. Valori definisce “polizia del linguaggio”, ovvero il cosiddetto “politicamente corretto”. Mentre si è perduta la conoscenza del passato, quella cultura che “è sapienza del passato, conoscenza delle radici personali, storiche, nazionali e sovranazionali”.

Che sono peraltro anche gli strumenti per comprendere e dialogare con chi è diverso da noi, ha storie, cultura, tradizioni, idee e sistemi di valori differenti dai nostri.

Il mondo contemporaneo” - scrive il prof. Valori - “ha quindi distrutto tutte le bellissime tradizioni del cattolicesimo sociale, del socialismo, della semplice bontà popolare, della solidarietà laica”.

Tutti aspetti, peraltro, analizzati alla perfezione anche da due ottimi intellettuali francesi contemporanei quali Jean-Claude Michéa e Alain De Benoist.

Occorrerebbe tornare a riannodare i fili di un passato che non esiste più, fondato sul civismo, la democrazia autentica, la solidarietà comune.

Senza comunità, niente società, che è anch'essa una rete solidale”, scrive Valori.

Ma come insegnare, tutto ciò, ai nostri ragazzi, si chiede l'Autore?

Con l'esempio, dettato da un comportamento retto.

Il Comportamento è la vera scuola, che si apprende con tutti i sensi e, soprattutto, con la discussione unita all'intuizione”.

Il prof. Valori conclude, dunque, con uno spiraglio di speranza per il futuro, se “i ragazzi impareranno a vivere in posti piccoli, sani, ameni, non troppo globalizzati e dove il lavoro manuale e quello intellettuale vanno di pari passo”.

Luca Bagatin

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mercoledì 6 dicembre 2023

I BRICS e il futuro geopolitico mondiale. Articolo di Luca Bagatin

Mentre l'Italia, irresponsabilmente, ma in linea con la demagogia ideologica e incoerente dell'attuale governo, si appresta a lasciare la Nuova Via della Seta e mentre l'UE continua a mantenere una politica estera di sudditanza agli USA, guidati irresponsabilmente da Biden, il 30 novembre scorso, a Roma, autorevoli figure del mondo accademico, politico ed economico, hanno discusso in merito a un tema di scottante attualità e che è destinato a rappresentare il futuro geopolitico ed economico globale.

La Fondazione Studi Internazionali e Geopolitica, presieduta dal prof. Giancarlo Elia Valori e dall'On. Oliviero Diliberto, ha organizzato a Roma, presso l'Aula Calasso della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università “La Sapienza” di Roma, il convegno “Brics e il nuovo ordine mondiale”.

Presenti, fra i relatori, oltre ai già citati Valori e Diliberto, la Magnifica Rettrice prof.ssa Antonella Polimeni, il Presidente della Consob prof. Paolo Savona e l'ex Presidente del Consiglio dei Ministri e ex Ministro degli Esteri On. Lamberto Dini.

La prof.ssa Polimeni, nella sua relazione d'apertura, ha inquadrato perfettamente il nocciolo della situazione globale odierna: “Guerre atroci riempiono le pagine dei nostri giornali e le immagini delle nostre televisioni, come non accadeva da decenni: appare chiaro che dopo la fine della guerra fredda, il crollo dell’Unione Sovietica e la fine del mondo bipolare non è stato trovato alcun nuovo equilibrio e le stesse istituzioni internazionali, ad iniziare proprio dall’Onu, hanno perduto i punti di orientamento, le categorie concettuali e politiche, sulla base dei quali le istituzioni medesime erano state create dopo la fine della Seconda guerra mondiale.(...) Così, in questo clima complessivo di incertezze diffuse a livello globale, di crisi d’identità delle stesse grandi potenze, avanza il tentativo di costruzione di un multilateralismo nuovo e di un protagonismo dei Paesi in via di sviluppo (“il Sud globale”, come viene definito e si autodefinisce, anche se evidentemente si tratta di un Sud ideale, politico, e non geografico): si tratta, appunto, dei BRICS, cui è dedicato questo odierno incontro: Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa. Paesi che per estensione geografica, popolazione, ricchezze naturali e risorse energetiche già oggi rappresentano un formidabile agglomerato a livello mondiale. Ma dal 1 gennaio del 2024 (cioè tra pochi giorni) ad essi si aggiungeranno Arabia Saudita, Argentina, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia e Iran.

Come ha sottolineato il Presidente brasiliano Lula da Silva, nel corso della conferenza stampa finale del 15/mo summit dei BRICS in Sudafrica, con questi ingressi i BRICS medesimi "rappresenteranno il 36% del Pil mondiale e il 47% della popolazione dell'intero pianeta". "E a questa prima fase se ne aggiungerà un'altra di ulteriore ampliamento", ha aggiunto Lula.

Sono Paesi – è appena il caso di sottolinearlo – profondamente diversi gli uni dagli altri: per storia, cultura, struttura e istituzioni politiche, economia, filosofie e religioni. Ma il cui cemento unitario è rappresentato dalla volontà di “contare” nella scena mondiale, rispetto ad un Occidente rappresentato simbolicamente dal G7 o G8 e da una Unione Europea che obiettivamente fatica a svolgere un ruolo globale”.

Il prof. Oliviero Diliberto, peraltro Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università “La Sapienza” e già ex Ministro della Giustizia, ha introdotto successivamente il convegno, sostenendo le parole della prof.ssa Polimeni e affermando che “Le guerre, gli atroci massacri, l’esplodere di egoismi nazionali e/o etnici, i fondamentalismi religiosi, le contrapposizioni tra le potenze che esasperano le chiusure delle frontiere e le guerre su dazi doganali e brevetti: tutto ciò è la conseguenza del disordine, non la causa di esso”. Ed ha sottolineato come l'ordine mondiale fondato dalla Pace di Vestfalia del 1648 in poi, abbia funzionato “proprio perché plurale e multipolare”. E così è stato fino al 1989.

La fine della guerra fredda” – secondo Diliberto - “ha aperto una fase nuova: non la fine delle ideologie, come è stato proclamato, ma viceversa il predominio di una sola ideologia, quella neoliberista”. Sottolineando come “Nessuno ha dato ascolto, invece, ad un’altra autorevole opinione, quella di Samuel Huntington, secondo la quale la vittoria sul comunismo sovietico non avrebbe fatto cessare il conflitto, ma lo avrebbe trasformato: non più tra ideologie, ma tra civiltà, culture, religioni. In una parola: tra identità”.

(…) “E infatti, dopo l’89, si è aperta una stagione di conflitti e di complessiva instabilità globale.

Guerra atroce nella ex Jugoslavia (in Europa!, ben prima della Ukraina); Iraq, Afghanistan, ancora Iraq, e mille altri conflitti: in Siria e Yemen ancora si contano i morti, gli sfollati, le devastazioni materiali. In Libia è in corso una guerra tribale di cui non si vede l’esito: ma intanto si può serenamente affermare che in Libia non esista più lo Stato- nazione. E nel resto dei Paesi della riva sud del Mediterraneo si può, altrettanto serenamente, affermare che le cd primavere arabe nel giro di pochi anni hanno riconsegnato quelle aree allo status quo precedente, con autocrati diversi nei nomi, ma non nella sostanza.

Terrorismo con un impressionante salto di qualità: Torri Gemelle, attacco al cuore degli Usa.

L’unipolarismo, come il sonno della ragione, ha creato mostri, sino alla guerra in Ukraina e quella – per così dire asimmetrica – tra Israele ed Hamas”.

Il prof. Diliberto ha ad ogni modo ravvisato come “Al mondo unipolare dagli anni ’90 inizia a contrapporsi una opposizione di natura politico-economica (i Paesi poveri contro quelli ricchi), non di rado intrecciata con un’opposizione anche culturale, etnica e/o religiosa”. (…) “E’ in un contesto siffatto che si deve, a mio modo di vedere, analizzare la nascita e lo sviluppo dei BRICS.”.

E il prof. Diliberto ha rilevato come “Nei Paesi BRICS, ci tengo a sottolinearlo (lo ha autorevolmente notato Andrea Margelletti), ad esclusione della Russia, la narrazione anti-occidentale non è certo prevalente nei Paesi BRICS.

Chiedono di contare di più. Chiedono un equilibrio mondiale multipolare. In definitiva, chiedono – come recita il titolo di questo nostro incontro – un nuovo ordine mondiale.

La mia opinione è che solo un tale ordine rinnovato potrebbe garantire nuovamente decenni di prosperità e pace, il ritorno all’abbattimento delle barriere commerciali, con il libero mercato internazionale. In una parola, che consenta di diffondere il benessere a livello globale”.

E, in merito, ha sottolineato come la formula che riassume l'orientamento dei BRICS sia stata coniata dal Presidente cinese Xi Jinping nel 2017, ovvero che “la sicurezza del mondo non può che passare attraverso la costruzione di “una comunità umana dal futuro condiviso””.

Intervenendo, il prof. Paolo Savona, ha chiarito un concetto fondamentale: “Per esaminare il tema del nostro incontro dobbiamo avere chiaro in mente i concetti di modello cooperativo e modello competitivo nelle relazioni geopolitiche, tutti argomenti che gli economisti e i politologi hanno lungamente discusso senza pervenire a una convergenza di valutazioni. La realtà ha provveduto a colmare la lacuna accertando con la globalizzazione, massima espressione economica della competizione con cooperazione geopolitica, che i due modelli possono convergere migliorando il progresso economico e sociale; essi si pongono in contrapposizione solo se la politica lo vuole, non per la loro intrinseca natura”.

Ed ha proseguito affermando, fra le altre cose, che “Il compito che ci attende è costruire un Nuovo Ordine Mondiale basato su un modello cooperativo-competitivo equilibrato, ossia che operi in modo più equo nel disequilibrio tra forti e deboli”. Concludendo affermando che “L’Italia vive al di sotto delle proprie risorse, che solo una soluzione cooperativa-competitiva mondiale propiziata dal dialogo può trasformare in crescita reale e benessere sociale”.

L'ex Premier Lamberto Dini ha iniziato la sua relazione sostenendo come “il mondo sta attraversando il difficile momento in cui un Ordine Mondiale sta forse morendo e un Nuovo Ordine non sta ancora nascendo”.

Ha fatto inoltre presente come al vertice BRICS dell'agosto 2023, ben 22 siano i Paesi che hanno fatto domanda per entrare nel raggruppamento dei BRICS, fra i quali l'Algeria, il Messico, il Venezuela, il Vietnam, il Kazakistan, l'Indonesia e la Nigeria.

Rappresentando il 45% dell'economia globale, essi prefigurano “la costruzione di un nuovo Ordine Mondiale”. Che, purtuttavia, a parere dell'On. Dini, ancora fatica a nascere in quanto permangono forti differenze e attriti in particolare fra gli USA e la Repubblica Popolare Cinese che, al momento, solo il recente incontro fra il Presidente Biden e il Presidente Xi Jinping hanno in parte appianato.

Il prof. Giancarlo Elia Valori ha concluso il convegno ricordando il recentemente scomparso Henry Kissinger, che egli conobbe personalmente nel maggio 1978 (e che rivide, a New York, nel settembre 2019), ricordandolo come “«un vecchio amico del popolo cinese» e ha svolto un ruolo importante nello stabilimento delle relazioni diplomatiche e degli scambi tra Pechino e Washington”.

Il prof. Valori ha fatto presente poi come “Nel corso degli anni Kissinger ha prestato sempre attenzione allo svolgimento degli affari esteri mondiali e ha attribuito grande importanza al ruolo positivo delle relazioni economiche e commerciali tra Stati Uniti e Cina. All’età di 88 anni ha pubblicato il libro "Sulla Cina" nel tentativo di comprendere la Cina da un punto di vista strategico e prospettiva storica.

Nel luglio 2023, il presidente Xi Jinping ha incontrato Kissinger alla Diaoyutai State Guesthouse a Pechino: questa è stata l’ultima visita di Kissinger in Cina. Xi Jinping ha parlato molto bene del contributo storico di Kissinger alla promozione dello sviluppo delle relazioni sino-americane e al rafforzamento dell’amicizia tra i due popoli. Kissinger ha affermato che le relazioni USA-Cina sono cruciali per la pace e la prosperità dei due paesi e del mondo attraverso la comprensione reciproca”.

Affermando, in conclusione, che “Nei suoi recenti lavori ha fatto anche riferimento all’intelligenza artificiale, su cui – assieme al nuovo ordine mondiale – mi soffermerò nel mio prossimo libro”.

Certamente i BRICS – troppo a lungo sottovalutati anche dalla stampa, oltre che dalla politica nostrana attuale - rappresentano e sicuramente potranno rappresentare il futuro per un mondo multipolare e pacifico. Nel rispetto delle diversità di ogni popolo. Aspetto questo, purtroppo, sottovalutato dalla mentalità “universalista” statunitense, che non ha mai tenuto troppo in conto le diversità di ogni popolo.

Ogni popolo, come ben sappiamo, è differente. Ha la sua Storia, cultura, usi e costumi. Ogni ideologia, se vogliamo, si è edificata, all'interno di ogni Paese, a seconda della sua Storia, cultura, usi e costumi. E da questo non possiamo prescindere.

I BRICS rappresentano e rappresenteranno, molto probabilmente, l'unità nelle diversità. Che è aspetto che noi in UE sottovalutiamo ancora molto. Persi in ignoranza e sconsideratezza, portatrice di sanzioni a popoli sovrani (che danneggiano in primis noi stessi), di guerre folli (che ci danneggiano altrettanto) e di politiche economiche assai poco lungimiranti, fatte – fra le altre cose – di liberalizzazioni selvagge e di tagli economici a settori chiave per gli stessi cittadini (pensiamo, caso più eclatante, alla sanità pubblica italiana, che i vari governi della Seconda Repubblica hanno ben pensato, sistematicamente, di distruggere).

Un panorama desolante, il nostro, sin dal 1993, anno della fine della lungimirante Prima Repubblica e del lungimirante Bettino Craxi, il cui socialismo democratico guardava al superamento dei blocchi contrapposti e guardava a quella dottrina terzomondista e terzaforzista che, negli Anni '60 e '70, vide concordi la Jugoslavia di Tito, l'Egitto di Nasser, l'India di Nerhu, l'Indonesia di Sukarno, il Ghana di Nkrumah e, successivamente, l'Argentina di Peron, la Romania di Ceausescu, la Cina di Zhou Enlai e, per molti versi, la Cuba di Fidel Castro.

Paesi in gran parte di orientamento socialista democratico che guardavano oltre le logiche della Guerra Fredda.

Dare una possibilità alla pace, alla stabilità, alla giustizia sociale, alla sovranità nazionale, all'indipendenza economica e alla cooperazione internazionale, significa, giustamente, ragionare in termini multipolari e recuperare quanto è stato distrutto a partire dal 1989 e dal 1993 in particolare.

Al netto dei programmi demagogici, ideologici, incoerenti dei vari Draghi, Cinque Stelle, Meloni, Salvini, Schlein, Tajani, Renzi, Calenda, Von Der Layen e Co.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it