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sabato 2 aprile 2022

Comunisti greci in piazza dalla parte dei popoli e contro la guerra dei governi imperialisti. Articolo di Luca Bagatin

Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza, il 1 aprile, ad Atene, riunendosi in piazza Syntagma, davanti al Parlamento, rispondendo all'appello del Partito Comunista di Grecia (KKE), contro la guerra imperialista in Ucraina e contro il coinvolgimento della Grecia nei piani guerrafondai di USA, NATO e UE.

Come riportato dal sito dell'emittente pubblica greca Ert News, (https://www.ertnews.gr/eidiseis/ellada/politiki/d-koytsoympas-de-dialegoyme-stratopedo-liston-dialegoyme-to-stratopedo-ton-laon/), nel corso della manifestazione è intervenuto il Segretario Generale del KKE Dimitris Koutsoumbas, il quale ha dichiarato: “Non scegliamo un campo di briganti, scegliamo il campo delle persone” - prendendo così le distanze sia dai governi di Russia e Ucraina, che da tutti coloro i quali li sostengono, soffiando sui venti della guerra.

No alla guerra imperialista” - ha proseguito Dimitris Koutsoumbas - “Chiediamo la fine del coinvolgimento del nostro Paese. Non accettiamo che il popolo paghi il conto della guerra”.

Ed ha proseguito, affermando: “Scegliamo il campo dei popoli contro la propaganda della NATO e dell'UE per i loro crimini senza tempo, ma anche per questo piano criminale che essi svolgono da un decennio nell'Europa orientale, a scapito del popolo ucraino e del popolo russo. (…). Scegliamo il campo dei popoli contro la presa di mira di artisti, persone progressiste, che osano cantare per la giustizia, la pace e l'uomo!”, e ha aggiunto: “Stiamo scegliendo il campo dei popoli contro i sermoni di guerra del governo che parlano di pace per giustificare la guerra imperialista e la crescente partecipazione e coinvolgimento della Grecia in essa”.

L'esponente comunista ha plaudito agli artisti e intellettuali che hanno preso le distanze dai governi guerrafondai: “Applaudiamo all'atteggiamento coraggioso e onesto di migliaia di artisti, intellettuali, che si rifiutano di fare i giochi del governo e della propaganda della NATO. Solo i servi dell'ingiusto conoscono l'odio e l'amarezza per la giustizia e la verità!”

Koutsoumbas, puntando poi il dito contro il governo russo, ha sottolineato come il governo di Putin rappresenti una Russia “capitalista e reazionaria” che non ha nulla a che fare con “lo Stato multinazionale della classe operaia in cui decine di popoli e nazioni hanno vissuto pacificamente per decenni”.

Il leader comunista greco ha fatto presente – riferendosi ai governi liberal capitalisti di USA e UE come “Quelli che oggi maledicono Putin sono gli stessi che nel 1991 applaudirono la cricca di Gorbaciov, Eltsin, Putin e quando costoro sciolsero l'Unione Sovietica. Sono loro che li hanno nominati per i premi internazionali e li hanno inseriti nelle loro pubblicità”- ha aggiunto Dimitris Koutsoumbas.

Riferendosi ai medesimi governi, il leader comunista ha affermato “se oggi sostengono il governo ucraino e invitano il suo Presidente a parlare in Parlamento, non è perché soffrono per il dramma del popolo ucraino, ma perché coincidono con il campo USA-NATO-UE, che sostiene il governo Zelensky. È come se non sapessero che il governo reazionario di Zelesnky è responsabile, come la Russia, del dramma del popolo ucraino.
È come se non sapessero che questo governo sostiene e integra da anni le organizzazioni naziste. Sta perseguitando e imprigionando i comunisti, ha messo fuori legge il Partito Comunista d'Ucraina. È come se non conoscessero le sue responsabilità per la violazione dei diritti delle minoranze che vivono in Ucraina, compresa quella greca.
È come se non sapessero che i dirigenti del KKE in Ucraina sono considerati persone indesiderabili. Perché come deputati e parlamentari europei, hanno espresso la loro solidarietà al popolo ucraino, ai comunisti perseguitati e ad altri militanti”
.

Il Segretario del KKE ha condannato senza appello la guerra ed ogni guerra, ricordando come “La guerra funziona esattamente con le stesse "leggi", le stesse "regole" che il capitalismo stesso opera in tempo di pace. Sono le stesse tendenze, le stesse forze che spingono per la guerra: l'intensità dello sfruttamento della classe operaia, la competizione tra grandi gruppi imprenditoriali per le quote di mercato, il perseguimento della percentuale massima di profitto, sono ciò che guida la “pace” e “guerra”.

Il Segretario comunista ha denunciato poi il fatto che “la guerra in Ucraina ha accelerato i piani preesistenti”, ovvero:

La strategia della transizione verde, prima in nome della tutela ambientale, ora in nome del distacco dal gas russo, che il popolo sta pagando e continuerà a pagare caro.

Piani di approvvigionamento alternativi, come il gas naturale americano liquefatto e molto costoso GNL, con gli armatori greci che svolgono un ruolo di primo piano nel suo trasporto e si preparano per lavori d'oro.

La guerra monetaria, con l'impegno di Russia e Cina per transazioni energetiche basate sullo yuan cinese e per la creazione di un nuovo sistema di scambi interbancari internazionali”.

Koutsoumbas ha dunque affermato che “Il lato giusto della Storia è la lotta in ogni Paese contro la guerra. È la condanna dell'intervento militare della Russia, ma anche la condanna di USA-NATO-UE che ha scatenato la guerra”.

Egli ha infine ricordato le principali proposte dei comunisti greci, ovvero: la tutela del reddito delle classi popolari; l'abolizione dell'IVA sui beni di consumo; misure che possano sollevare i cittadini dalle bollette esorbitanti e aumenti salariali.

I comunisti greci avevano peraltro sottoscritto, già all'inizio di marzo, una dichiarazione congiunta dei Partiti Comunisti e Operai contro la guerra in Ucraina e contro i governi che soffiano sui venti di guerra, sottoscritta da oltre 60 partiti di tutto il mondo

Dichiarazione peraltro molto in linea con quanto affermato, nelle scorse settimane, anche dall'ex Pink Floyd e attivista per i diritti civili e umani, Roger Waters.

Il KKE – che rappresenta in Grecia il 5% dei consensi - è presente nel Parlamento greco - quale partito d'opposizione - con 15 deputati e al Parlamento europeo è presente con 2 deputati.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

Fonte: https://www.ertnews.gr/eidiseis/ellada/politiki/d-koytsoympas-de-dialegoyme-stratopedo-liston-dialegoyme-to-stratopedo-ton-laon/

giovedì 17 marzo 2022

Nasce un fronte socialista europeo per la pace e il disarmo. Articolo di Luca Bagatin

Pur nel silenzio dei grandi media, grazie al Segretario Generale del partito socialista spagnolo Podemos, nonché Ministra dei Diritti Sociali e dell'Agenda 2030, Ione Belarra, sta avanzando – da alcune settimane - un fronte socialista europeo per la pace e il disarmo.

Un appello colto immediatamente dall'ex leader laburista Jeremy Corbyn e dal candidato alle Presidenziali francesi – contro Macron – Jean-Luc Mélenchon, leader della coalizione socialista e comunista “La France Insoumise”.

Ione Belarra, smarcandosi dal suo stesso governo, ha infatti lanciato una campagna europea contro l'invio di armi in Ucraina, concordata nell'ambito UE.

Podemos sta infatti lavorando per promuovere un movimento per la pace, condannando l'aggressione di Putin all'Ucraina e allo stesso tempo promuovendo canali diplomatici di dialogo, rifiutando ogni invio di armi.

Si sono detti concordi, su tale tesi, sia Mélenchon che Corbyn. Il primo ha dichiarato, in un video, che “Il pianeta può essere completamente distrutto da una guerra, se la lasciamo diffondere” e che “L'invasione dell'Ucraina è responsabilità esclusiva del governo nazionalista di Vladimir Putin in Russia”. Aggiungendo che “Non c'è altro modo che la diplomazia per risolvere questo problema” - in quanto – afferma il leader socialista francese - “Nel continente europeo abbiamo già conosciuto due guerre mondiali, non ne vogliamo una terza”.

Dobbiamo raddoppiare, sostenere e accompagnare i colloqui che sono già in corso tra Russia e Ucraina”, ha affermato, peraltro, la Ministra Belarra.

L'ex leader laburista Jeremy Corbyn, oggi deputato indipendente del Parlamento britannico, da parte sua, ha sempre criticato sia l'allargamento NATO ad Est, che il governo capitalista autoritario di Putin e i suoi oligarchi, anche quando i governi britannici precedenti (Blair in testa), lo elogiavano.

In sintonia con tale appello, anche i comunisti britannici, che, attraverso le parole del Segretario Generale Robert Griffiths hanno dichiarato: “I comunisti britannici hanno espresso la loro solidarietà con gli attivisti per la pace in tutto il mondo, inclusa la Russia, e hanno riaffermato la loro opinione che la NATO è una forza per l'instabilità e il conflitto, piuttosto che per la sicurezza e la pace”.

E dello stesso avviso anche i comunisti greci del KKE, il cui Segretario Generale, Dimitris Koutsoumpas, ha dichiarato - fra le altre cose - che “Il KKE dedica tutte le sue forze al popolo greco e agli altri popoli per combattere il nazionalismo e le alleanze imperialiste borghesi, per rafforzare la lotta comune dei lavoratori, per liberarsi finalmente del sistema capitalista, che genera solo povertà, sfruttamento e guerra”.

Tutti aspetti, peraltro, molto in sintonia con quando aveva affermato, di recente, anche il musicista e co-fondatore dei Pink Floyd, nonché attivista socialista per i diritti civili e umani, Roger Waters.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

sabato 26 febbraio 2022

Comunisti britannici e greci contro ogni guerra imperialista e ogni sanzione che danneggia i popoli. Articolo di Luca Bagatin

La Lega dei Giovani Comunisti della Gran Bretagna (YCL), movimento giovanile del Partito Comunista Britannico, ha espresso – in un comunicato – il suo rammarico per l'escalation bellica in Ucraina.

Mentre Vladimir Putin e il suo governo oligarca non sono amici dei lavoratori in Russia e a livello internazionale, la strategia e le priorità della NATO rimangono chiare. Nella sua rivalità inter-imperialista con la Russia, ha tentato di accerchiare e minare la Russia usando l'Ucraina come capro espiatorio e luogo di messa in scena per i suoi interessi” - si legge nel comunicato dei giovani comunisti britannici, che prosegue affermando che: “e ora è il popolo ucrano che ne paga il prezzo (…). Un intervento della NATO ora significherebbe una guerra mondiale, e condanniamo la NATO nel modo più forte possibile per aver posto i cittadini ucrani in questa situazione”.

Non vogliamo assistere a una presenza continua delle basi NATO nell'Europa orientale. Tali azioni cercheranno solo di provocare ulteriormente la Russia. Non vogliamo vedere le forze armate borghesi britanniche schierate nell'Europa orientale in un ruolo offensivo o difensivo, né vogliamo una presenza della NATO continua in Gran Bretagna, né una presenza britannica nella NATO”, prosegue il comunicato, che fa altresì presente come “Miliardi di sterline spesi per un arcaico patto di difesa anticomunista sarebbero meglio spesi a casa - pagando il costo della pandemia e risolvendo la crisi del costo della vita (…). Inoltre non dobbiamo dimenticare che i governi insediati in Ucraina dopo le proteste di Maidan contengono elementi apertamente fascisti e neonazisti - le affermazioni di Putin sulla “denazificazione” non sono completamente inventate. L'esercito ucraino è sostenuto da battaglioni paramilitari neonazisti che glorificano apertamente i collaboratori nell'olocausto. Truppe in prima linea in Ucraina sporgono apertamente svastiche e simboli delle SS”.

I giovani comunisti britannici si schierano dunque contro il militarismo, affermando che: “I veri vincitori dell'allarmismo e del militarismo sono i produttori di armi e i monopoli che fanno pressione sui governi con tanta forza a favore dell'espansione e dell'intervento militare, tutto per guadagnare miliardi. Le vittime, come sempre, sono le persone che lavorano”.

E sottolineano come “I giovani britannici e i giovani del mondo non hanno nulla da guadagnare dall’imperialismo che spinge per guerra. Una spinta alla guerra che priva le nostre comunità, divide il nostro pianeta e minaccia l’esistenza dell’umanità. I giovani comunisti britannici, mano nella mano con i nostri compagni in tutto il mondo, sono determinati ad opporsi ai guerrafondai e al militarismo”.

La Lega dei Giovani Comunisti britannici chiede, in conclusione del comunicato, dunque: “il ritiro immediato dalla NATO della Gran Bretagna”; “una politica estera basata sulla pace, la cooperazione e lo sviluppo internazionale, non sulla guerra e l'estorsione”; il “disarmo nucleare unilaterale da parte del Regno Unito”; il “ritiro di tutto il personale militare britannico dall'estero e chiusura di tutte le basi straniere” e “la riassegnazione del bilancio della difesa a fini pacifici tra cui sanità, istruzione, alloggi e creazione di posti di lavoro”.

Il Partito Comunista Britannico ha chiesto altresì “un cessate il fuoco immediato in Ucraina, l'interruzione di tutte le operazioni militari e l'inizio dei negoziati per giungere ad una giusta soluzione della questione ucraina” e ha aggiunto in un suo comunicato che “Le sanzioni contro la Russia non solo renderanno più difficile qualsiasi progresso. Danneggeranno anche il benessere dei popoli di Russia, Ucraina e del resto d'Europa, compresa la Gran Bretagna, rendendo l'Europa più dipendente dalle forniture energetiche delle società statunitensi e delle dittature del Medio Oriente”.

"L'obiettivo dovrebbe essere un'Ucraina smilitarizzata e neutrale i cui confini sovrani siano rispettati e garantiti internamente ed esternamente", afferma il comunicato del CPB.

Messaggio analogo lo hanno voluto dare gli attivisti del Partito Comunista di Grecia (KKE) e dalla sua ala giovanie, partecipando a una grande manifestazione antimperlialista e contro la guerra, tenutasi ad Atene, davanti alle ambasciate di USA e Russia.

Anche i comunisti greci ritengono che, l'unica lotta che valga la pena di intraprendere, sia quella popolare e che la Grecia non dovrebbe lasciarsi coinvolgere in un conflitto.

Il Segretario Generale del Partito Comunista di Grecia, Dimitris Koutsoumbas, ha affermato altresì che “Solo una strategia politica autonoma e indipendente, contro i piani borghesi e imperialisti, è l'alternativa per i lavoratori e i popoli”.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

giovedì 20 febbraio 2020

Anche in Grecia, come in Francia e in Russia, in piazza contro la riforma delle pensioni. Articolo di Luca Bagatin

Anche in Grecia, come in Russia e in Francia negli ultimi tempi, la popolazione scende in piazza contro la riforma delle pensioni, che sarà votata entro venerdì 21 febbraio, imposta dal nuovo governo liberal conservatore. Tale riforma è del resto in continuità con le misure di austerità del precedente governo di sinistra guidato da Tsipras.
Misure di austerità, del resto, imposte dall'Unione Europea e dal Fondo Monetario Internazionale e che in tutti questi anni hanno drammaticamente impoverito la popolazione (con peraltro numerosi casi di suicidio dal 2010 al 2015), aumentato la disoccupazione e devastato il sistema sanitario nazionale.
Diecimila persone in piazza ad Atene (con manifestazioni estese anche a Salonicco e ad altre città greche), molte delle quali con indosso un gilet giallo - simbolo del movimento popolare che in Francia si è mobilitato contro l'austerità in salsa liberale di Macron – contro la riforma che incoraggia i lavoratori a rimanere più a lungo al lavoro.
"Questo disegno di legge è praticamente la continuazione delle leggi di austerità introdotte nel 2010-2019", ha affermato in un comunicato il sindacato dei dipendenti pubblici ADEDY.
E il Segretario generale del Partito Comunista di Grecia (KKE), Dimitris Koutsoumbas ha affermato: "Il governo pagherà a caro prezzo l'ulteriore smantellamento delle assicurazioni sociali, come hanno fatto i governi che lo hanno preceduto. Il popolo greco non dimentica".
Annunciate, nelle prossime settimane, nuove mobilitazioni e scioperi.

Luca Bagatin

martedì 7 luglio 2015

Ripensare il Mondo: alla ricerca di uno sviluppo umanista alternativo alla crescita economica ed allo sfruttamento. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)

La questione greca è emblematica, così come lo è la questione Mediterranea, dell'immigrazionismo imposto “grazie” a quelle forze franco-anglo-statunitensi che hanno bombardato degli Stati sovrani...regalandoci Daesh (l'Isis).
Immigrazione peraltro egoisticamente bloccata a Ventimiglia da quel governo francese che prima produce il danno e poi...fingendo che l'Italia non sia membro dell'Unione Europea, lascia che ce la risolviamo da soli (sic !).
Così come la Germania e gli altri Paesi pretendono di soffocare ancor più la Grecia, che, con uno scatto d'orgoglio, ha scelto da che parte stare: dalla parte della sovranità nazionale, dalla parte della crescita interna, senza imposizioni da parte di Paesi globalisti al servizio del Fondo Monetario Internazionale.
Ad ogni modo ormai non è nemmeno più questione di stare o meno dentro il sistema euro, oppure dentro o meno il sistema del dollaro. La questione è molto più semplice, ma proprio per questo molto più radicale.
Bisogna avere il coraggio di scegliere, specie in questo momento di profonda crisi umanitaria – perché in Grecia la gente sta morendo di fame e così accadrà presto anche da noi - se seguitare a stare all'interno del sistema monetario internazionale, oppure tornare alle economie di sussistenza, rinunciando ad un benessere effimero e a inutili consumi che ci hanno resi degli imbecilli addormentati e degli sfruttatori egoisti nei confronti di chi ha poco o nulla.
Solo allora si riscoprirà l'economia del dono, tipica delle civiltà matriarcali, così lontane dalla società del piacere effimero di matrice occidentale, che ci sta portando all'autodistruzione.
Può sembrare ciò utopistico ? Certo, di fronte a quei mercati, specie finanziari, che non tengono conto delle persone, ciò è altamente utopistico.
Come ho già detto più volte, le ideologie del Novecento, figlie del positivismo e dunque del materialismo, non hanno mai tenuto conto dell'essere umano. Delle sue pulsioni, sentimenti e delle sue passioni. Del suo bisogno di vivere in armonia con il cosmo e con la natura, traendo insegnamento da essa.
Il liberalismo, in questo senso, è contiguo al comunismo ed al socialismo marxista. Entrambe le ideologie andrebbero rigettate, in nome dell'umanesimo e di una visione spirituale della realtà.
E proprio per non aver tenuto conto di questa realtà, marxisti da una parte e liberali dall'altra, hanno lasciato il campo libero alla speculazione finanziaria globale. Allo sradicamento di interi popoli, allo spopolamento delle campagne, ad un progresso tecnologico-industriale indiscriminato che, anziché garantirci un vero benessere e la possibilità di godere dei suoi frutti (sia in termini di tempo libero che di crescita intellettuale/spirituale), ci ha obbligati prima a lavorare dieci ore al giorno e successivamente a subire gli effetti della cosiddetta “crescita”...con conseguente disoccupazione endemica.
Occorre una soluzione alternativa che guardi all'essere umano, senza tante chiacchiere o discussioni inutili che nascondono solo la volontà dei ricchi di seguitare a sfruttare i poveri.
Occorre ripensare l'idea stessa di Mondo.

Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

domenica 5 luglio 2015

No all'Unione Europea ! Sì all'Amore !

NO ALL'EUROPA DEI BANCHIERI E DELLE MULTINAZIONALI !

NO ALL'EUROPA DELLE FACCE DI MERKEL, DEI FIGLI DI PUTIN E DELLE TESTE DI KATAINEN !

NO ALL'EUROPA DELLO SFRUTTAMENTO DELL'UOMO SULL'UOMO !


SI ALL'USCITA DAL SISTEMA MONETARIO INTERNAZIONALE !

Sì ALL'AUTOGESTIONE ED ALL'ECONOMIA DEL DONO !