lunedì 9 giugno 2025

Intervista al prof. Giancarlo Elia Valori sul ruolo della Cina e del Sud Globale nell’ordine mondiale che verrà

 

Professor Valori, gli atti eroici della Sua straordinaria madre e il Suo contributo alla pace e all’umanitarismo sono noti e meritori della più alta gratitudine. Le saremmo grati se potesse anche menzionare il fronte principale orientale della guerra antifascista, ovvero il teatro cinese, e il contributo determinante della Cina alla vittoria nella guerra mondiale contro il fascismo.


Ringrazio per il ricordo della mia cara madre. Però prima di tutto vorrei ricordare che la Repubblica della Cina il 14 agosto 1917 entrò nella Prima guerra mondiale, dichiarando guerra alla Germania; e subito occupò Qingdao, la più grande base navale tedesca all’estero, situata sulla penisola dello Shandong. E quando la Conferenza di Versailles (18 gennaio 1919-21 gennaio 1920) assegnò all’Impero nipponico le ex basi tedesche dello Shandong, con l’avallo del governo rinunciatario del primo ministro, Qian Nengxun (10 ottobre 1918-13 giugno 1919) e del presidente della Cina, Xu Shichang (10 ottobre 1918-2 giugno 1922), le correnti intellettuali, letterarie e politiche il 4 maggio 1919 indissero in tutto il paese una serie di proteste, alle quali aderirono anche titolari di piccole e medie imprese, nonché operai. Gli organizzatori si rifacevano al Movimento di nuova cultura, nato nel 1915 e sviluppatosi presso l’Università di Pechino, ove si esaltava l’importanza della scienza e della democrazia, respingendo la cultura tradizionale cinese. Il Movimento del 4 maggio, segnò – secondo la storiografia cinese – l’inizio della storia contemporanea.
Per quanto riguarda la Seconda guerra mondiale il 15 agosto 2025 sarà l’LXXX anniversario della sconfitta giapponese. L’invasione, l’aggressione e l’occupazione nipponica di molte parti della Cina, ha comportato innumerevoli crimini di guerra (sperimentazione umana, uso di armi chimiche, omicidi di massa, lavoro forzato, politica sulla schiavitù sessuale, arresti arbitrari, torture indiscriminate, uccisione di persone innocenti, cannibalismo, ecc.). Ovunque andassero i soldati giapponesi, le case e le fabbriche erano distrutte, le risorse e la ricchezza saccheggiate, le donne violentate e le vite delle persone massacrate. La maggior parte delle prove della suddetta brutalità fu distrutta e nascosta dal governo giapponese prima che Tokyo firmasse formalmente la resa il 2 settembre 1945.
Molti storici, e il sottoscritto personalmente, ritengono che il vero inizio della Seconda guerra mondiale si ebbe in Cina nel 1936 e non in Polonia nel 1939 come comunemente si sostiene. Ma andiamo con ordine.
Il 19 settembre 1931 il Giappone attaccò la Manciuria. Il 7 novembre dello stesso anno il Partito Comunista Cinese (fondato dieci anni prima) eresse la Repubblica Sovietica Cinese nello Jiangxi, primo ministro: Mao Zedong (1893-1976). Già dal dicembre 1930 era iniziata di fatto la guerra civile. Cinque campagne di annientamento verso i comunisti volute da Jiang Jieshi si concluderanno nell’ottobre 1933 prostrando i comunisti. Questi dall’ottobre 1934 sino allo stesso mese dell’anno successivo daranno vita alla leggendaria Lunga Marcia dei Diecimila Li (Changzheng) per passare dallo Jiangxi, ormai indifendibile allo Shaanxi. Dodicimila chilometri impervi percorsi dall’Armata Rossa (fondata nel 1927; poi Esercito Popolare di Liberazione). Partirono in 130mila contro 400mila, e arrivarono a destinazione solo in 20mila.
Nel 1936 Jiang Jieshi giunse al culmine del proprio potere controllando 11 delle 18 province cinesi. Però il 7 luglio i giapponesi attaccarono la Cina. E da questa data iniziò effettivamente la Seconda guerra mondiale in cui la Cina (non ancora Repubblica Popolare) dette il contributo di 35 milioni di morti, superiore ai 26 milioni di morti patiti dall’Unione Sovietica, nella guerra mondiale contro il fascismo. Per cui il contributo cinese alla vittoria è stato il più alto fra tutti i Paesi in guerra.

Quali sono le sue idee sull’ordine internazionale nato dal secondo dopoguerra? E il ruolo fondamentale delle Nazioni Unite? E il valore attuale del multilateralismo?


L’ordine mondiale nato dopo la Seconda guerra mondiale, ed entrato in crisi una prima volta il 15 agosto 1971 – con la fine della parità fissa definita con gli Accordi di Bretton Woods (22 luglio 1944), che gli Stati Uniti d’America utilizzarono per far pagare agli europei la loro superinflazione da guerra del Vietnam in parallelo con la costruzione della Great Society di Lyndon Johnson – oggi si basa sulla forza industriale, finanziaria e militare, di Stati Uniti d’America ed Europa, che controllano il capitale di produzione petrolifera, i mercati commerciali, gli insediamenti del dollaro e i corsi d’acqua globali, e costituiscono l’intero ordine mondiale del petro-dollaro, differenziando la Repubblica Popolare della Cina, l’Asia e l’Africa e dividendo il mondo in base alle note considerazioni. O scegli il dollaro o scegli la guerra; ed il dollaro sta soffrendo da molto tempo.
Come in tempi antichi le tribù nomadi bloccavano la Via della Seta e monopolizzavano il commercio tra Oriente e Occidente, gli Stati Uniti d’America e l’Europa stanno frenando e fermando la cooperazione e lo sviluppo dell’intera Asia e dei Paesi in via di sviluppo. Secoli fa, erano una cavalleria della prateria, archi, frecce e scimitarre: oggi è una nave della marina e un sistema finanziario in dollari.
Pertanto, la Repubblica Popolare della Cina e i Paesi produttori di petrolio e in via di sviluppo, sono attualmente alla ricerca di modi per dribblare gli intermediari e fare la differenza. Se c’è un’altra forza potente che può dare garanzie di sicurezza militare e allo stesso tempo offrire fondi e prodotti industriali sufficienti, allora l’intero petrolio può essere liberato dal dominio del dollaro e può commerciare direttamente a confrontarsi con la domanda, nonché persino introdurre nuovi sistemi industriali moderni.
Tenere il petrolio lontano dal dollaro statunitense e dalle guerre e usare il petrolio per la cooperazione, l’assistenza reciproca e lo sviluppo comune sono la voce interiore dell’intero Medio Oriente e dei Paesi in via di sviluppo: una forza che assieme non può essere ignorata nel mondo.
Per cui si auspicano interventi che esprimano una posizione contraria alle guerre tariffarie e alle guerre commerciali, a favore del multilateralismo e contro l’unilateralismo e il protezionismo commerciale. Su queste basi un importante funzionario membri della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo ha sottolineato che, negli ultimi due decenni, la RP della Cina ha sostenuto fermamente il sistema commerciale multilaterale basato su regole, ha praticato un vero multilateralismo, ha partecipato pienamente ai negoziati dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, ha guidato i negoziati in settori quali facilitazione degli investimenti e commercio elettronico, e ha lavorato per le regole dell’OMC al passo con i tempi. La concorrenza deve essere solo leale e basata su regole e leggi. Tal maniera è la norma fondamentale delle relazioni internazionali, in accordo con lo Statuto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite come suo punto di riferimento. Ed appunto un ulteriore passo per un futuro condiviso è migliorare il benessere umano. Occorrono inoltre: scambi culturali per promuovere la conoscenza e l’apprendimento reciproco; lo sviluppo innovativo dell’economia a favore della prosperità comune; garantire la sicurezza internazionale e favorire uno sviluppo ordinato; costruire un sistema di governance globale basato sullo jus gentium, che dall’inizio degli anni Duemila è entrato in crisi; rafforzare l’autorevolezza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, i cui documenti sin troppo spesso sono solo carte stracce per alcuni degli stessi findatori dell’ONU e null’altro; far avanzare l’equità e la giustizia affinché si fornisca un approccio pratico e un percorso di pace che sfoci in un reale multilateralismo.

Quest’anno ricorre il 55º anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Cina e Italia, nonché il 50º anniversario delle relazioni diplomatiche tra Cina e Unione Europea. In tale contesto, La invitiamo a parlare del concetto cinese di Comunità di destino condiviso per l’umanità, con particolare attenzione al significato delle tre Iniziative Globali: quella per lo sviluppo, per la sicurezza e per la civiltà.


Nel Terzo Millennio le tre iniziative globali: per lo sviluppo, per la sicurezza e per la civiltà (su cui mi soffermerò successivamente in particolare), sono portate avanti dai BRICS, che perseguono il concetto di cooperazione aperta e inclusiva e stanno attirando sempre più Paesi a partecipare – ciò dimostra ancora una volta che la grande iniziativa cinese per costruire una comunità con un futuro condiviso per l’umanità è corretta e tempestiva. I BRICS oggi rappresentano una piattaforma strategica per la cooperazione tra paesi emergenti e in via di sviluppo; offrono un canale istituzionale per promuovere iniziative a raggio internazionale; rappresentano la voce dei Paesi del Sud del mondo nel riformare e migliorare l’ordine globale; e si propongono come alternativa ai meccanismi dominati dall’Occidente.
Inoltre il modello “BRICS+” espande la rete di partenariato globale e rafforza la solidarietà e la cooperazione tra gli Stati BRICS e ulteriori mercati. Il meccanismo di cooperazione BRICS si conforma al mondo con la tendenza allo sviluppo della multipolarizzazione e della globalizzazione economica, quindi si attende che tali Paesi diano nuovi e maggiori contributi alla promozione della creazione di un nuovo ordine politico ed economico internazionale che sia più giusto, uguale, equo e democratico.
Tutto questo perché il meccanismo di cooperazione BRICS è un’importante piattaforma per la cooperazione. Quanto più il meccanismo di collaborazione BRICS si sviluppa, tanto più esso può rafforzare il potere della pace mondiale e dello sviluppo, e maggiormente sarà in grado di svolgere un ruolo più vasto nella salvaguardia degli interessi di tutti i Paesi compresi quelli dentro o fuori il gruppo e degli Stati in via di sviluppo.
Il Presidente Xi Jinping afferma che l’impulso al miglioramento delle relazioni internazionali globali sostiene il rispetto della diversità delle civiltà mondiali; la promozione dei valori comuni di tutta l’umanità; l’attribuzione di importanza all’eredità del passato e alle innovazioni coeve e future; il rafforzamento degli scambi e della cooperazione internazionale tra i popoli; e la promozione della coesistenza inclusiva, degli scambi e dell’apprendimento reciproco tra etnie e popoli diversi.
Le iniziative perorate dal Presidente Xi Jinping hanno messo radici e stanno inducendo la comunità internazionale nella giusta direzione dello sviluppo comune, della pace e della stabilità a lungo termine. Guardando al futuro, la Repubblica Popolare della Cina – in specie alla vigilia di queste ricorrenze che stiamo ricordando in questa intervista – continuerà a collaborare con tutte le parti per attuare attivamente le proposte, prettamente cinesi, mirate a una comunità mondiale con un futuro condiviso.

Il principio guida del pensiero attuale cinese mirato alle grandi contraddizioni mondiali e alla loro risoluzione può estrinsecarsi nella forma in cui si manifesta oggi la politica estera di Pechino. La comunità di destino condiviso per l’umanità (Rénlèi mìngyùn gòngtóngtǐ) rappresenta il concetto centrale della teoria diplomatica cinese contemporanea. Si basa sull’idea che tutti i Paesi del mondo condividano interessi e destini comuni, in un’epoca di interdipendenza globale. Questo principio guida propone:

  1. un mondo di pace duratura;

  2. sicurezza collettiva;

  3. prosperità condivisa;

  4. inclusività culturale;

  5. sviluppo ecologico e sostenibile.

È una visione strategica a lungo termine che mira a superare l’unilateralismo e l’egemonia, proponendo invece una governance globale più equa e multilaterale. Tale principio guida è legato alle predette tre iniziative globali (infra), i cui strumenti operativi mettono in pratica la visione della comunità di destino condiviso:

  1. iniziativa per lo sviluppo globale: essa mira a rilanciare l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e a promuovere la cooperazione Sud-Sud in materia di sviluppo sostenibile;

  2. iniziativa per la sicurezza globale: essa promuove una sicurezza comune, integrata, cooperativa e sostenibile, opponendosi a logiche da guerra fredda e alle sanzioni unilaterali non approvate dall’Organizzazione delle Nazioni Unite;

  3. iniziativa per la civiltà globale: essa sottolinea il rispetto per la diversità culturale e la necessità del dialogo interculturale, contrastando narrazioni di “scontro di civiltà”.

Questi sono i principali percorsi per attuare concretamente il concetto di comunità di destino condiviso. Nel discorso cinese, il Sud Globale non è visto come un alleato contro l’Occidente, ma quale partner naturale per portare avanti un processo di miglioramento onde superare l’attuale sudditanza economica. I Paesi in via di sviluppo e gli Stati produttori di petrolio diventano i destinatari prioritari e privilegiati delle tre predette iniziative globali. Il Sud del mondo è il nucleo strategico dell’espansione e dell’efficacia dei BRICS. Per cui la Repubblica Popolare della Cina si propone come membro e leader solidale di questi soggetti di diritto internazionale, promuovendo una solidarietà sud-sud per correggere l’asimmetria dell’attuale ordine mondiale nato dopo la Seconda guerra mondiale e basato su padroni e servitori.

Giancarlo Elia Valori 

domenica 8 giugno 2025

La Repubblica Popolare Cinese per il cessate il fuoco e la risoluzione pacifica del conflitto a Gaza, denuncia il veto degli USA. Articolo di Luca Bagatin

 

Relativamente alla situazione umanitaria a Gaza, gli USA, il 4 giugno scorso, hanno posto il veto a una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU volto a chiedere il cessate il fuoco.

Risoluta la posizione della Repubblica Popolare Cinese attraverso l'Ambasciatore presso le Nazioni Unite, Fu Cong, il quale ha dichiarato che “La Cina è profondamente delusa dal risultato del voto di oggi. Il progetto di risoluzione sulla situazione umanitaria a Gaza, presentato dall’E10 del Consiglio di sicurezza, chiede chiaramente un cessate il fuoco immediato e permanente a Gaza e la revoca del blocco delle forniture umanitarie. Queste sono le richieste più pressanti della gente di Gaza, che sta lottando in mezzo alla morte e alla disperazione, e riflettono la voce travolgente della comunità internazionale. Gli Stati Uniti hanno ancora una volta abusato del loro potere di veto, estinguendo il barlume di speranza per la popolazione di Gaza e continuando spietatamente a lasciare oltre due milioni di persone nell’oscurità. Deve affrontare la messa in discussione della comunità internazionale”.

Egli ha altresì sottolineato che: “La gente non può fare a meno di chiedersi: dov’è equità e giustizia? Per oltre 600 giorni, oltre 54.000 persone a Gaza hanno perso la vita. Israele continua a intensificare la sua offensiva e il blocco, trasformando Gaza in un inferno vivente” (…) “La gente non può fare a meno di chiedersi: dov’è lo stato di diritto internazionale? Dallo scoppio del conflitto, abbiamo assistito all’armamento degli aiuti umanitari, al targeting delle infrastrutture civili, come scuole e ospedali, e all’uccisione spietata di giornalisti e operatori umanitari” (…) “La gente non può fare a meno di chiedersi: dov’è l’autorità del Consiglio di Sicurezza? Il risultato del voto di oggi rivela ancora una volta che la causa principale dell’incapacità del Consiglio di sedare il conflitto a Gaza è il ripetuto ostacolo da parte degli Stati Uniti, che hanno posto il veto alla richiesta del Consiglio di cessare il fuoco più volte. E a causa della sua protezione di Israele, diverse risoluzioni adottate dal Consiglio non sono state attuate in modo efficace. Le affermazioni secondo cui le azioni del Consiglio di sicurezza interferirebbe con gli sforzi diplomatici sono completamente insostenibili”.

L'Ambasciatore Fu Cong ha concluso sottolineando che “La comunità internazionale non cesserà mai i suoi sforzi per perseguire l'equità e la giustizia, sostenere lo stato di diritto internazionale e salvaguardare l'autorità del Consiglio. Un veto da parte di un singolo membro permanente non può fermare la marcia verso la pace. Esortiamo gli Stati Uniti ad assumersi le proprie responsabilità come membro permanente del Consiglio, ad abbandonare i suoi calcoli politici e ad adottare un atteggiamento giusto e responsabile nel sostenere il Consiglio per intraprendere tutte le azioni necessarie. La Cina è pronta a lavorare con la comunità internazionale per aiutare a porre fine al conflitto a Gaza, alleviare il disastro umanitario, attuare la soluzione dei due Stati e, in definitiva, raggiungere una soluzione completa, giusta e duratura della questione palestinese”.

Luca Bagatin

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Persecuzioni anticomuniste in Repubblica Ceca: il Partito Comunista di Boemia e Moravia rischia di essere messo al bando. Articolo di Luca Bagatin

 

In Repubblica Ceca, lo scorso 30 maggio, la Camera dei Deputati messo mano alla riforma della legislazione penale, approvando un emendamento che mette al bando la cosiddetta “promozione del comunismo”.

Chi sostiene il comunismo – movimento politico che, per inciso, ha liberato i Paesi dell'Est europeo dal totalitarismo nazifascista e emancipato e istruito milioni di persone – rischia, in sostanza, almeno cinque anni di carcere.

A denunciarlo, in primis, il Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM), rappresentato peraltro nel Parlamento europeo da un deputato e nelle cui fila sono stati eletti vari rappresentanti a livello amministrativo, regionale e locale.

In un comunicato, il KSCM, sottolinea che “Il governo di Petr Fiala è stato finora responsabile dell’introduzione della censura, del divieto di pagine web e della persecuzione degli oppositori politici, della loro criminalizzazione e del licenziamento per motivi politici.
Il Partito Comunista di Boemia e Moravia respinge fermamente tale emendamento al Codice Penale. Lo ritiene deliberato e discriminatorio. I ripetuti tentativi di vietare il KSCM, che sono stati respinti dall’opinione pubblica in passato, miravano a soddisfare i loro elettori e intimidire chiunque criticasse l’attuale regime.
Il KSCM non sarà messo a tacere, così come i valori che i comunisti difendono: cooperazione internazionale, solidarietà, progresso e pace”.

Solidarietà al KSCM è giunta da numerosi partiti comunisti del mondo, fra i quali il Partito Comunista Brasiliano, quello Tedesco, Bielorusso, Greco, Spagnolo e Austriaco.

Luca Bagatin

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giovedì 5 giugno 2025

W. E. B. Du Bois, un intellettuale e attivista socialista per l'emancipazione dell'Africa e degli afroamericani. Articolo di Luca Bagatin

 

Quest'anno ricorrono i 70 anni dalla Conferenza di Bandung, che getterà le basi per riunire, per la prima volta, il Sud del mondo e i Paesi Non Allineati ai blocchi contrapposti.

Conferenza che vide protagonisti e promotori, in particolare, il Premier cinese Zhou Enlai, quello indiano Nehru, Presidente indonesiano Sukarno, quello jugoslavo Tito e il Premier egiziano Nasser e che fu incoraggiata moltissimo dal sociologo, saggista, massone e attivista panafricano William Edward Burghardt Du Bois (1868 – 1963).

E proprio di Du Bois andremo a parlare, anche grazie agli spunti forniti da un agile saggio del prof. Marco Sioli, edito da Sandro Teti, dal titolo “All'ombra di Mao – W. E. B. Du Bois un afroamericano tra URSS, Cina e Africa”.

Du Bois fu figura importante e centrale del panafricanismo mondiale, oltre che del socialismo.

Sociologo, saggista, poeta e scrittore, la sua vita fu profondamente segnata dal razzismo degli USA negli anni nei quali si trovò a vivere.

Ciò lo spinse a lottare per la causa degli afroamericani prima e dei popoli africani poi, oltre che a schierarsi dalla parte dei popoli oppressi, del pacifismo e del socialismo.

Nel dicembre 1910, Du Bois, fu peraltro iniziato alla Massoneria nella Widow Son Lodge No. 1 e il percorso massonico influenzò molto la sua lotta per l’emancipazione degli oppressi.

Nel 1926 viaggiò a Mosca e entrò, per la prima volta, in contatto con il mondo marxista-leninista. Un mondo che lo accettava per ciò che era e non per il colore della sua pelle.

Del comunismo sovietico, la prima cosa che lo impressionò, fu il fatto che questo metteva l'istruzione al primo posto. L'istruzione era alla base della società, ovvero dell'emancipazione sociale e dello sviluppo dell'intelligenza.

In tal senso nei suoi scritti, egli sottolineò sempre come la presenza di un unico partito, nei Paesi comunisti, non andava vista come una mancanza di democrazia, ma come una forma diversa di democrazia. Una democrazia nella quale, attraverso i Soviet dei villaggi, le persone potevano partecipare direttamente alla gestione politica.

Egli, peraltro, si trovò concorde con le idee dei laburisti britannici Sidney e Beatrice Potter Webb, peraltro membri della Società Fabiana, culla del miglior socialismo britannico delle origini.

I coniugi Webb furono ferventi sostenitori del comunismo sovietico, in quanto promotore dell'educazione, dell'emancipazione delle classi lavoratrici, delle donne e garantiva un salario pubblico e condizioni dignitose per tutti.

Oltre a ciò, Du Bois, plaudeva al comunismo sovietico anche in quanto riuscì a rendere la religione un fatto privato e non più una forma di ideologia da propagandare alle masse incolte.

Inutile dire che, Du Bois, per le sue simpatie comuniste finirà presto, in patria, nel mirino dell'FBI, ma non smetterà mai, nei suoi discorsi e scritti, di parlare di emancipazione dei lavoratori, dei diritti degli afroamericani, della necessità di pianificare l'economia e renderla funzionale alle necessità delle persone e non del profitto privato; oltre a parlare di pace mondiale.

Du Bois sosteneva, altresì, che nei Paesi socialisti la libertà fosse giustamente disciplinata per il bene della comunità nel suo complesso; che il lavoro fosse garantito dallo Stato; che la pigrizia e la povertà assolute fossero abolite, così come l'eccessivo sfarzo e l'accumulo di beni superflui.

Nel 1950 si candidò, a 82 anni, con il Partito Laburista Americano, alla carica di Senatore, nello Stato di New York e ottenne ben il 4% dei voti, con una campagna elettorale di denuncia dei due partiti principali, quello Democratico e Repubblicano, entrambi considerati da Du Bois egualmente guerrafondai.

Il governo maccartista, guerrafondaio e anticomunista statunitense, nel 1955, non a caso, gli impedì di partecipare alla Conferenza di Bandung, in Indonesia, che egli molto caldeggiò.

Sarà la Cina socialista maoista ad affascinare, ad ogni modo, Du Bois, che la riconobbe quale guida del Terzo Mondo. Egli, in particolare, la considerava “di colore”, in quanto tristemente abituata dalla Storia ad essere sfruttata dall'Occidente imperialista ed alla ricerca di un riscatto.

Molto amico del Grande Timoniere Mao Tse-Tung e del Premier cinese Zhou Enlai, W. E. B. Du Bois, accompagnato dalla moglie, Shirley Graham, nel 1959, tenne una conferenza presso l’Università di Pechino, in cui sostenne il miglioramento dei legami fra le comunità afroamericane statunitensi e la Cina. E sostenendo che l’Africa e la Cina avrebbero dovuto camminare assieme, unite entrambe dalla lotta al colonialismo e allo sfruttamento.

Negli ultimi anni della sua vita, si iscrisse al Partito Comunista degli Stati Uniti d'America e, pressato dalle continue vessazioni e indagini da parte dell'FBI, con la moglie, si trasferì in Ghana, all'epoca governato dal Presidente panafricano e socialista Kwame Nkrumah.

Nkrumah visse e lavorò in gioventù negli USA, ove conobbe il razzismo e lo sfruttamento. Fu così che sviluppò una coscienza marxista e socialista e, nel 1949, fondò il Partito della Convenzione del Popolo, due anni dopo essere tornato in Ghana.

La sua politica fu improntata all'anticolonialismo, al panafricanismo, al socialismo africano e alla nonviolenza, sull'esempio di Gandhi. Grazie alle sue lotte, infatti, il Ghana riuscì a liberarsi dal giogo e dallo sfruttamento britannico e, nel 1960, fu eletto Presidente.

La sua politica fu improntata allo sviluppo dell'istruzione, alla promozione della cultura panafricana, alla decolonizzazione, ai diritti delle donne e fu molto ispirato da Du Bois.

In politica estera, Kwame Nkrumah tentò di avere buoni rapporti sia con gli USA che con l'URSS e la Repubblica Popolare Cinese, ma ricevette il sostegno unicamente da parte di queste ultime due, mentre gli USA sostennero, seppur indirettamente, il golpe militare che rovesciò il suo governo, nel 1966, che lo costrinse all'esilio.

Gli USA, infatti, non potevano accettare l'espansionismo del socialismo in Africa. Così come non hanno mai gradito, nel mondo, nessuna forma di socialismo e emancipazione sociale e civile delle persone.

W. E. B. Du Bois, fortunatamente, non riuscì a vedere la fine del governo di Nkrumah, in quanto morì, serenamente, ad Accra, capitale del Ghana, Paese che lo aveva naturalizzato suo cittadino, nel 1963, a 95 anni.

Un anno prima, le massime autorità cinesi, invitarono lui e la moglie, come ospiti d'onore, alla parata del tredicesimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Presenti sul palco anche Mao, Zhou Enlai e Deng Xiaoping, futuro leader riformista cinese.

Du Bois e la moglie furono i primi occidentali ad essere ammessi sul palco delle autorità.

Per quanto da noi figura ancora poco studiata ed approfondita, quello di Du Bois fu un pensiero e un'azione che rimasero nella coscienza dei movimenti di liberazione nazionale e dei popoli oppressi, oltre che del movimento afroamericano.

Martin Luther King, in merito, nel 1963, disse: “Du Bois ci ha lasciato, ma non è morto. Lo spirito di libertà non è sepolto nella tomba del valoroso”.

Luca Bagatin

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W. E. B. Du Bois e Zhou Enlai
 
W. E. B. Du Bois e Kwame Nkrumah

mercoledì 4 giugno 2025

Addio a Josip Joška Broz, erede politico del Presidente Tito e del socialismo jugoslavo. Articolo di Luca Bagatin

 

Il 3 giugno scorso è deceduto Josip Joška Broz, nipote dell'indimenticato Maresciallo e Presidente della Repubblica Socialista Federele di Jugoslavia, Josip Broz Tito.

Classe 1947, Joška Broz fu Presidente del Partito Comunista Serbo, dalla sua nascita, nel 2010, fino al suo scioglimento, nel 2022. Nel 2022 venne nominato Presidente Onorario di Sinistra Serba, nuovo partito di ispirazione socialista e comunista.

Fu peraltro deputato dell'Assemblea Nazionale Serba - dal 2016 al 2022 - nel gruppo parlamentare del Partito Socialista di Serbia, comprendente comunisti e verdi.

Laureato alla Facoltà di Scienze Forestali di Belgrado, Joška Broz lavorò come guardia forestale e metallurgico e, successivamente, fu supervisore dei terreni di caccia del nonno Tito e fu sua guardia del corpo fino alla morte, nel 1980.

Il panorama politico serbo e, in generale, il campo socialista autentico, perde un suo valente esponente.

Luca Bagatin

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martedì 3 giugno 2025

Il cinema e l’intelligenza artificiale. Hollywood vs Cina? Articolo del prof. Giancarlo Elia Valori

 

Si può affermare che per gli esseri umani sia difficile prevedere con precisione lo spazio di crescita dell’IA nell’èra dei film contemporanei, ma i vantaggi della tecnologia dell’intelligenza artificiale nel processo di produzione industriale cinematografica ci stanno facendo gradualmente riflettere. Nel giugno 2024 è stata pubblicata la prima monografia al mondo sulla pittura realizzata con l’intelligenza artificiale, intitolata “Pittura IA: l’‘evento positivo’ dell’arte contemporanea a inchiostro”, scritta da Sun Lijun. È stato il primo a utilizzare un approccio pionieristico e sperimentale per mostrare in modo creativo e intuitivo il “confronto” e il “gioco” tra l’intelligenza artificiale e l’arte umana, accostando dipinti a inchiostro generativi realizzati con l’intelligenza artificiale con originali dipinti sempre a inchiostro e impostando doppi schermi.

Il cortometraggio di fantascienza The earth cannon, il film d’animazione The foolish old man removes the mountains e il film di pupazzi interamente basato sull’intelligenza artificiale Jingyanggang, prodotti dall’Accademia del Cinema di Pechino, hanno tutti raggiunto una maggiore efficienza produttiva e migliori effetti visivi grazie all’applicazione della tecnologia dell’intelligenza artificiale. Iron Sky è un altro film di fantascienza di grande successo prodotto da Sun Lijun. Ad eccezione della calligrafia sul manifesto, tutte le immagini, le inquadrature in movimento del film e gli altri processi sono stati completati tramite produzione IA, il che ha consentito di risparmiare notevolmente sui costi di produzione. Il costo di realizzazione del manifesto del film è stato di soli 50 yuan circa (6,11 euro), una cifra di gran lunga inferiore ai costi di progettazione e produzione, che oscillano tra i 20.000 e i 30.000 yuan (2.444,47-3.666,50 euro), richiesti dall’attuale processo di progettazione tradizionale nel settore. Il cortometraggio animato Space Ranch è stato completato autonomamente da uno studente universitario dell’Accademia in sole due settimane. Secondo i tradizionali requisiti di pianificazione didattica dell’Accademia, la produzione dei contenuti corrispondenti potrebbe essere completata entro un anno. Ciò dimostra che la creazione di immagini nell’èra dell’intelligenza artificiale può raggiungere un notevole grado di ottimizzazione in termini di investimenti in termini di costi e dimensioni del team.

Dall’avvento dell’intelligenza artificiale, i confini tra film d’animazione e film live action si sono gradualmente assottigliati (live action si riferisce a film o programmi televisivi in cui gli eventi e i personaggi sono interpretati da attori in carne e ossa, piuttosto che da personaggi animati o creati con computer grafica). Il modello “lussuoso” ad alto investimento e con attori noti come protagonisti, rappresentato da Hollywood, potrebbe essere eclissato nell’èra dell’intelligenza artificiale nel cinema. Come imparare dall’intelligenza artificiale e come “fare amicizia” con l’intelligenza artificiale sono questioni su cui vale la pena riflettere al momento.

L’avvento dell’èra delle “pellicole” intelligenti ha senza dubbio portato delle sfide agli sceneggiatori, agli attori, ai registi, agli esperti tecnici e ai professionisti del cinema di ogni Paese del mondo, ma la questione più importante ha fatto giungere opportunità, incoraggiando la produzione a massimizzare l’originalità, il che ha un significato di vasta portata per raccontare bene le storie e trasformarle in film.

Tra gli ultimi casi di utilizzo della tecnologia IA nella produzione cinematografica, il processo di creazione dei film di fantascienza è estremamente rappresentativo. Durante il processo di produzione, si combina l’animazione cinematografica reale con la tecnologia di trasferimento dello stile basata sull’intelligenza artificiale, ottenendo importanti progressi tecnologici e spettacolari. Mentre l’animazione dal vivo convenzionale prevede due flussi di lavoro: riprese dal vivo e copia manuale, nella nuova tecnica, sono prima filmate le performance di attori reali, poi queste clip girate sono convertite in 24 fotogrammi al secondo, quindi le immagini vengono trasformate in uno stile fumetto fotogramma per fotogramma e infine convertite in animazione.
Dopo che si completano le riprese del film, i tecnici esplorano nuovi modi per produrre le animazioni flashback – ossia la struttura narrativa in cui l’ordine cronologico degli avvenimenti viene interrotto per lasciar spazio alla rievocazione di fatti precedenti – ad esempio introducendo nuove espressioni stilistiche, in modo che il cinespettatore possa capire che le parti rilevanti sono una rievocazione. Prima di passare alla tecnologia IA, il team di produzione si prende un breve tempo, cercando di utilizzare i metodi tradizionali di animazione cinematografica per completare il predetto segmento flashback, per poi decidere di utilizzare la generazione di intelligenza artificiale per produrre le scene “di memoria”, combinando riprese reali con immagini bidimensionali e rigenerando l’intera parte di animazione tramite tecnologia IA basata su copie o disegni manuali tradizionali. Da lì si passa al completamento della generazione e a una nuova versione. La combinazione della tecnologia di animazione live action e dell’intelligenza artificiale consente di presentare le scene dei ricordi nel film in uno stile stilisticamente diverso dalle altre linee temporali, ottenendo così un effetto visivo unificato nell’espressione del “memento”, mediato dal cinespettatore/osservatore.

Si ritiene che, nonostante l’esplorazione tecnica del film sia ancora insufficiente, con il rapido progresso della tecnologia in futuro, i problemi pratici affrontati dalla produzione cinematografica industriale saranno gradualmente risolti. Ad esempio, molti video attuali da testo a video (T2V) o da immagine a video (I2V) presentano immagini raffinate e ricchi dettagli, ma le espressioni dei personaggi non sono abbastanza vivide. L’esperienza esplorativa dimostra che per risolvere questo problema non si devono solo combinare le performance reali degli attori, ma anche applicare attivamente l’intelligenza artificiale alle ambientazioni artistico-visive, in modo da creare nuove espressioni. Si prevede che l’applicazione della tecnologia IA consentirà ai creatori di non essere più limitati da condizioni quali finanziamenti, risorse e costi di tempo e di espandere la propria immaginazione, rendendo più facile realizzare la creatività e presentare le opere al pubblico in modo più completo ed efficace.

Giancarlo Elia Valori 

lunedì 2 giugno 2025

Viva la Repubblica (quella vera, mazziniana, garibaldina, bergamina, pacciardiana)!


Sarebbe bello festeggiare la Repubblica italiana se questa fosse davvero una Repubblica.
Una Repubblica come quella teorizzata da Giuseppe Mazzini e da Giuseppe Garibaldi: sovrana, fraterna, libera da ogni condizionamento, ove trionfano giustizia sociale e laicità. 
Personalmente preferisco, soprattutto in questo giorno, onorare la memoria di coloro i quali hanno sempre lottato per una VERA Repubblica, non serva di logiche di parte. Fraterna, per la laicità, la giustizia sociale, la sovranità nazionale e l'indipendenza da ogni realtà geopolitica e da ogni potentato.
Onorare la memoria di Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Mario Bergamo e Randolfo Pacciardi, significa questo.
VIVA LA REPUBBLICA! 
QUELLA VERA, DELL'AMORE E DELLA LIBERTA!
 
Luca Bagatin