giovedì 16 settembre 2021
Non c'è (più alcuna) speranza
mercoledì 15 settembre 2021
Vietare il Partito NazionalBolscevico è stata violazione dei diritti umani. Lo stabilisce la Corte di Strasburgo. Articolo di Luca Bagatin
Ci sono voluti circa 15 anni, ma alla fine la Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU), con sede a Strasburgo, ha dichiarato che lo scioglimento – in Russia - del Partito NazionalBolscevico (PNB), fondato e guidato dallo scrittore Eduard Limonov (1943 – 2020), da parte della Corte Suprema russa, nel 2007, è da considerarsi una violazione dei diritti umani.
La CEDU ha infatti stabilito che vietare il PNB fu un atto “sproporzionato e non necessario in una società democratica” e ha fatto cadere ogni accusa attribuita al partito dalla giustizia russa, ovvero le accuse di “estremismo”, “incitamento all'odio” e “appelli a disordini di massa”.
La CEDU ha dunque stabilito un risarcimento di 10.000 euro da corrispondere ai militanti anziani del Partito NazionalBolscevico, ovvero all'ex addetto stampa Aleksandr Averin (peraltro ex prigioniero politico, da poco uscito dal carcere), agli ex membri del Comitato Centrale Andrei Dmitriev e Fomchenkov, a Aleksey Volynets, ex direttore della pubblicazione ufficiale del partito e ai due figli adolescenti del defunto fondatore, Eduard Limonov, Alexandra e Bogdan.
Aleksandr Averin e Andrei Dmitriev, nel ringraziare i loro avvocati per tale vittoria (per quanto i componenti del partito avessero richiesto un risarcimento di 100.000 euro), ovvero Dmitry Agranovsky, Jalil Sirozhidinov e Vitaly Varivodu, hanno dichiarato che cederanno parte del loro risarcimento alle famiglie dei nazionalbolscevichi Evgenij Pavlenko e Ilja Guryev, morti in guerra in Donbass.
Il Partito NazionalBolscevico fu fondato nel 1993 dallo scrittore Eduard Limonov, dal cantante rock Egor Letov e dal filosofo Aleksandr Dugin. Al partito si affiliarono immediatamente giovani e giovanissimi delle periferie post-sovietiche delusi dalla caduta dell'URSS, dall'avvento del totalitarismo liberale di Eltsin e dell'oligarchia.
Del PNB fecero parte anche il musicista jazz Sergey Kurhyokin e lo scrittore Zakhar Prilepin, oltre che la migliore controcultura artistica e musicale russa. Ricevette inoltre, più volte, il sostegno e il plauso della compianta giornalista Anna Politkovskaja, la quale, fra le altre cose scrisse: “Mi sono ritrovata a pensare di essere completamente d'accordo con ciò che dicono i Nazbol. L'unica differenza è che a causa della mia età, della mia istruzione e della mia salute, non posso invadere i ministeri e lanciare sedie.
(...) I Nazbol sono soprattutto giovani idealisti che vedono che gli oppositori storici non stanno facendo nulla di serio contro l'attuale regime. Questo è il motivo per cui si stanno radicalizzando.
(...) I Nazbol sono probabilmente il gruppo di sinistra più attivo, ma il loro nucleo si è ridotto da quando molti sono stati arrestati e imprigionati.
(...) I Nazbol sono giovani coraggiosi, puliti, gli unici o quasi che permettono di guardare con fiducia all'avvenire morale del Paese”.
Alcune delle manifestazioni pubbliche dei nazionalbolscevichi si sostanziarono in attività provocatorie, ma sempre nonviolente, quali lanci di uova contro le autorità governative o l'occupazione dell'edificio del Ministero della Salute, nel 2004, per protestate contro i tagli alla sanità, lanciando dalle finestre un ritratto del Presidente Vladimir Putin.
Accusato dall'autorità e dai tribunali russi di “estremismo” e persino di “fascismo” (quando in realtà il PNB fu sempre partito di estrema sinistra, antifascista e antirazzista), fu vietato nel 2005 dal tribunale regionale di Mosca e tale divieto fu confermato nel 2007 dalla Corte Suprema.
Nel 2006 il partito partecipò alla coalizione “Altra Russia” (nome tratto da un saggio politico di Limonov), comprendente anche i liberali di Kasparov e Kasyanov e comunisti come Anpilov.
Dal 2010 si ricostituì come partito nazionalbolscevico “L'Altra Russia” e, dopo la morte di Eduard Limonov, nel 2020, come “L'Altra Russia di Eduard Limonov”.
Ancora oggi è impedito a tale partito di candidarsi alle elezioni e i suoi militanti sono costantemente perseguitati dalle autorità con le accuse più pretesuose e infondate.
E' l'unico partito russo che, oltra a promuovere l'anticapitalismo e il socialismo popolare, lotta in tutte le repubbliche post-sovietiche per tutelare le minoranze russe perseguitate e auspica la ricostituzione dell'Unione Sovietica, depurata da burocrazia e autoritarismo.
Alle elezioni del 19 settembre, “L'Altra Russia di Eduard Limonov”, non essendo presente e ritenendo non libere tali elezioni, promuove l'astensionismo consapevole, ricordando una frase di Limonov in tal senso: “Per partecipare alle libere elezioni bisogna smettere di partecipare a elezioni non libere”.
Luca Bagatin
lunedì 13 settembre 2021
Democrazia è socialismo, non parlamentarismo
venerdì 10 settembre 2021
Russia. A pochi giorni dalle elezioni legislative l'opposizione di sinistra mostra i muscoli. Articolo di Luca Bagatin
Manca circa una settimana alla data delle elezioni per il rinnovo del parlamento russo, che si terranno dal 17 al 19 settembre.
14 i partiti in corsa. Due partiti comunisti; il partito liberal-conservatore putiniano “Russia Giusta”; il partito liberaldemocratico di Zhirinovsky; due partiti ambientalisti; quello dei pensionati; un partito socialista patriottico e altri partiti minori.
Esclusi, fra accuse di estermismo e presunti vizi di forma, il partito nazionalbolscevico “L'Altra Russia di Eduard Limonov”, il Partito Libertario e la formazione di destra liberale di Alexei Navalny.
L'opposizione di sinistra, intanto, scalda i muscoli, forte della caduta libera di popolarità di Putin, in particolare dopo i suoi piani di liberalizzazioni selvagge, distruzione dello stato sociale e la riforma delle pensioni.
Tutte riforme che lo pongono praticamente in linea con le politiche imposte dal Fondo Monetario Internazionale e che già sono da tempo state attuate nei Paesi UE, peraltro senza battere ciglio e in mancanza di un qualsiasi tipo di opposizione di sinistra credibile.
Il Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF) guidato da Gennady Zjuganov è riuscito a coalizzare ben 56 partiti d'area anticapitalista, fra i quali “Per un Nuovo Socialismo (del politologo Nikolay Platoshkin, recentemente condannato dalla giustizia russa con infondate accuse di “estremismo” e di “incitazione a rivolte di massa), il Fronte di Sinistra (il partito di Zjuganov candida infatti Anastasia Udaltsova, moglie del suo leader, Sergey Udaltsov, al quale viene impedito di candidarsi con accuse di “estermismo”) e Russia Lavoratrice. E' stato ad ogni modo impedita, con un pretesto, dalle autorità, la candidatura di Pavel Grudinin, candidato di punta del partito e direttore dell'azienda agricola autogestita “Fattoria Lenin”.
Nonostante il KPRF prometta un piano di nazionalizzazioni dei settori chiave dell'economia, l'abolizione della riforma delle pensioni ed un serio rafforzamento di sanità, istruzione e stato sociale, non è ritenuto credibile del tutto da parte del partito “Comunisti di Russia” (CPKR), guidato da Maxim Suraykin che, infatti, pur avendo deciso di appoggiare in alcuni collegi elettorali i candidati del Partito Comunista della Federazione Russa, hanno presentato una loro lista.
I “Comunisti di Russia”, il cui slogan è “Abbasso il capitalismo, avanti con il socialismo !”, infatti, ritengono la leadership del KPRF eccessivamente riformista e poco comunista e rilanciano un programma marxista-leninista puro, fatto di lotta all'oligarchia e alla corruzione e rimanendo disposti a dialogare unicamente con chiunque voglia rappresentare la vera sinistra patriottica russa. Nelle file dei “Comunisti di Russia” saranno peraltro candidati anche alcuni esponenti del partito nazionalbolscevico “L'Altra Russia di Eduard Limonov”, ma unicamente a titolo personale.
Altro partito che ha mostrato i muscoli nella campagna elettorale russa è il partito socialista patriottico “Russia Giusta – Patrioti – Per la Verità”, guidato dall'ex nazionalbolscevico Zakhar Prilepin, dal socialdemocratico Sergey Mironov e dall'ex comunista Gennady Semigin. Tale partito ha peraltro ricevuto il sostegno e l'iscrizione da parte dell'attore statunitense Steven Seagal, con cittadinanza russa.
“Russia Giusta – Patrioti – Per la Verità”, in più occasioni ha ribadito la sua volontà di costituire un gruppo unitario socialista e anticapitalista con il Partito Comunista della Federazione Russa dopo le elezioni.
Il partito fondato dallo scrittore Eduard Limonov, ovvero “L'Altra Russia di Eduard Limonov”, escluso dalle elezioni, ha invece scelto l'astensionismo consapevole, denunciando l'illegalità di tali elezioni e l'inutilità del voto ai partiti di opposizione (con particolare riferimento al partito di Zjuganov, Prilepin e Zhirinovsky, in quanto considerati dai nazionalbolscevichi una finta opposizione).
“L'Altra Russia di Eduard Limonov” ha organizzato e sta organizzando spesso picchetti dimostrativi in tal senso, i cui militanti e partecipanti vengono regolarmente e ingiustamente arrestati.
Oltre a ciò, il partito
di Limonov sta organizzando volantinaggi per denunciare la
persecuzione delle minoranze russe nei Paesi ex sovietici, in
particolare nel nord del Kazakistan, aspetto che non viene preso minimamente in considerazione dal governo Putin.
Luca Bagatin
Buon compleanno Egor Letov (Omsk, 10 settembre 1964 – Omsk, 19 febbraio 2008) !
Sono un nazionalista sovietico. La mia terra è l'URSS. L'URSS è il primo e grande passo lontano, guarda avanti, verso nuovi tempi, verso nuovi orizzonti. L 'URSS non è uno Stato, è un'idea, una mano allungata per dare una stretta di mano. E la gloria e la grandezza della Russia è che per la prima volta nella Storia umana ha assunto l'amara e giusta missione, al fine di superare mille anni di feroce buio. La solitudine dell'uomo nell'umanità.
Credo nel mondo, nella Rivoluzione Universale e sono pronto a lottare per questo, sia attraverso le parole che con i fatti. Come hanno fatto i miei valorosi predecessori, insegnanti e mentori da Dostoevskij a Majakovskij, tutti quelli che sono sempre stati contro bugie, indifferenza, declino, morte. Nel 1917 il nostro Paese ha fatto il primo passo verso la verità, per non essere mai l'ultimo!(Egor Letov)







