mercoledì 5 gennaio 2022

REGINA DELLE SPINE. Poesia di Luca Bagatin / QUEEN OF THORNS. Poem by Luca Bagatin / КОРОЛЕВА ШИПОВ. Поэма Луки Багатина

REGINA DELLE SPINE
Poesia di Luca Bagatin
Musa nella foto: Vasilisa Semiletova

Sul tuo capo

Una corona di spine.

Nel tuo cuore

Sofferenza.

Nella tua anima

Selvaggia e creativa,

Solo amore.

Nei tuoi occhi,

Così imminsi,

Così profondamente enigmatici,

Così immensamente unici,

Amo perdermi

In un flusso

Di coscienza.

E così

Posso ascoltare

La tua “Anima di Donna”.

Donna-Anima.

Strega di Luce nella notte che tace.

Posso comprendere

E vedere.

Posso comprenderti

E vederti.

“La libertà

Non è mai stata

Una questione semplice.

Senza sangue”.

Dici.

E' vero.

Perché il sangue alimenta

La vita creativa.

La libertà è creatività.

La libertà è amore.

Tu sei l'amore.

Luca Bagatin

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QUEEN OF THORNS
Poem by Luca Bagatin
Muse in the photo: Vasilisa Semiletova


On your head
A crown of thorns.
In your heart
Suffering.
In your soul
Wild and creative,
Only love.
In your eyes,
So I immersed,
So deeply enigmatic,
So immensely unique,
I love to get lost
In a stream
Of conscience.
And so
I can listen
Your "Woman's Soul".
Woman-Soul.
Witch of Light in the silent night.
I can understand
And see.
I can understand you
And see you.
"Freedom
It has never been
A simple matter.
Without blood ".
You say.
It is true.
Because blood feeds
Creative life.
Freedom is creativity.
Freedom is love.
You are love.

Luca Bagatin
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КОРОЛЕВА ШИПОВ
Поэма Луки Багатина
Муза на фото: Василиса Семилетова


На Вашей голове
Терновый венец.
В вашем сердце
Страдания.
В твоей душе
Дикий и креативный,
Только любовь.
В твоих глазах,
Так я погрузился,
Так глубоко загадочно,
Такой безмерно уникальный,
Я люблю теряться
В потоке
Совести.
И так
Я могу слушать
Ваша "Женская душа".
Женщина-душа.
Ведьма Света в тихой ночи.
я могу понять
И посмотреть.
я могу тебя понять
И увидимся.
"Свобода
Никогда не было
Дело простое.
Без крови ».
Ты говоришь.
Это правда.
Потому что кровь питает
Творческая жизнь.
Свобода - это творчество.
Свобода - это любовь.
Ты любовь.

Лука Багатин
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Rivolta in Kazakistan contro il governo autoritario. Come profetizzato da Eduard Limonov. Articolo di Luca Bagatin

Scontri di piazza in Kazakistan, a seguito del drastico aumento del prezzo del gas, quasi raddoppiato.

In risposta a tale aumento, i residenti delle regioni occidentali del Paese, ove l'industria del petrolio e del gas è più sviluppata, hanno dato vita a una protesta che è stata repressa, in modo violento, dalla polizia.

Successivamente, la protesta è proseguita nelle più grandi città del Kazakistan, sia nel nord, abitato principalmente da russi, che nel sud, con migliaia di manifestanti nelle strade.

Il governo autoritario, presieduto da Kassym-Jomart Tokayev (nominato nel 2019 dal leader autoritario Nursultan Nazarbaïev), ha dichiarato lo stato d'emergenza nelle città di Almaty e Nur-Sultan, dal 5 al 19 gennaio, imponendo il coprifuoco dalle 23.00 alle 7.00 del mattino.

Gli scontri hanno portato all'arresto di 200 manifestanti, molti dei quali avevano fatto irruzione nei municipi di alcune città, compresa la città più popolosa, Almaty.

Nel frattempo, il Presidente Tokayev, ha deciso di scogliere il governo del Primo Ministro Aksar Mamin e ha affermato, attraverso un video: “Non cedete alle provocazioni. Non ascoltate chi vi incita ad assalire gli edifici del governo. Si tratta di un crimine per il quale sarete puniti”.

Il governo russo, attraverso il Ministero degli Esteri, ha invitato al dialogo dichiarando: “Seguendo da vicino gli eventi, siamo per una soluzione pacifica a tutti i problemi nel quadro del campo costituzionale e legale e del dialogo, non attraverso rivolte di piazza e violazione delle leggi”.

Da ricordare come, il primo a denunciare la potenziale situazione esplosiva del Kazakistan (così come dell'Ucraina e di tutte le Repubbliche ex sovietiche), fu lo scrittore e leader politico nazionalbolscevico russo Eduard Limonov, alla fine degli Anni '90.

Egli, fra il 1998 e il 2001, si trasferì sui monti Altaj, al confine con il Kazakistan. Fu lì, infatti, che allestì un campo base con alcuni militanti del Partito NazionalBolscevico, che si addestrarono, anche militarmente e vissero quegli anni in una forma di meditazione ascetica.

Ma perché Limonov si trasferì in quel luogo?

Il Kazakistan, come l'Ucraina, faceva parte dello spazio post-sovietico. Separatosi dalla Madre URSS, anche il Kazakistan si era ritrovato nelle mani degli ex notabili dell'ex Partito Comunista dell'Unione Sovietica, ormai passati al capitalismo autoritario ed eletti nuovi Presidenti "democratici" (come in Bielorussia Aleksandr Lukashenko, altro ex notabile fortemente criticato dai nazbol), i quali facevano il bello e il cattivo tempo.

Quelle regioni, in particolare, furono brutalmente "kazakizzate" dal presidente Nursultan Nazarbaïev, al potere dal 1990 e Limonov, come per l'Ucraina, si disse preoccupato per il destino dei russi in quelle regioni, che, secondo lui, avrebbero dovuto tornare alla Russia.

Limonov ricordò, in particolare, come vi fossero ancora più di 4 milioni di russi in Kazakistan e diverse persone di lingua russa.

Il suo periodo di permanenza sull'Altaj fu bollato dalle autorità russe – in particolare a seguito di un articolo provocatorio apparso sul giornale nazionalbolscevico “Limonka” - come “tentativo di colpo di Stato in Kazakistan” e Limonov – nel 2001 - fu arrestato. Il pubblico ministero chiese sino a 14 anni di reclusione.

Egli fu condannato, ad ogni modo, a soli – si fa per dire - 4 anni di carcere, con l'accusa di “traffico d'armi” e fu assolto dalle altre accuse. Alla fine, ne scontò 2 e mezzo per buona condotta, anche grazie all'intervento del suo avvocato, Sergey Belyak.

Da dire inoltre che, ancora oggi, il partito nazionalbolscevico di Limonov, ovvero “L'Altra Russia di Eduard Limonov”, si occupa direttamente della questione kazaka e sta sostenendo, da oltre un anno – nel silenzio più assordante di tutti i media occidentali - la scarcerazione dell'attivista per i diritti umani delle miniranze russe in Kazakistan, Ermek Taychibekov.

Taychibekov, in carcere dal settembre 2020, è stato condannato – dal tribunale kazako di Almaty - nel dicembre scorso, a ben 10 anni di carcere con l'accusa infondata di “incitamento al separatismo e alla discordia nazionale”.

“L'Altra Russia di Eduard Limonov”, nel segno del suo fondatore, continuano dunque ad occuparsi di riunificare il mondo russo ex sovietico, promuovendo il socialismo popolare, in tutte le Repubbliche ex Sovietiche, contro ogni forma di nazifascismo e di sciovinismo, purtroppo sempre più presenti, dopo la fine dell'URSS.

In tal senso, infatti, stanno sostenendo le proteste di piazza di questi giorni, contro il governo autoritario, purtroppo, come da loro spesso sottolineato, sostenuto dal governo russo presieduto da Putin. Governo russo, che, non a caso, preseguita da sempre i nazionalbolscevichi di Limonov.

Luca Bagatin

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domenica 2 gennaio 2022

Un inizio anno con Eduard Limonov!

"Perché i partiti comunisti e socialisti sono degenerati? Perché dicono le stesse cose dei liberali, hanno gli stessi obiettivi.

Se i nostri nemici ideologici predicano la produttività è stupido predicare ancora più produttività"

(Eduard Limonov)

"...ho sognato di essere un ladro onesto e di principio, come Robin Hood"

(Eduard Limonov, rivista "Power", 1997)

giovedì 30 dicembre 2021

Una fine dell'anno con Eduard Limonov

GLORIA ETERNA A EDUARD LIMONOV! 

LUNGA VITA AI NAZIONALBOLSCEVICHI!

UN'ALTRA RUSSIA E UN'ALTRA EUROPA SONO POSSIBILI!

SENZA PIU' RICCHI, SENZA PIU' OLIGARCHI, SENZA PIU' CAPITALISTI! 

foto di Dmitry Ivanov

I giovani sono spesso pigri e non vogliono lavorare. Beh, hanno ragione.
Più tardi saranno pressati e costretti. Ma avevano ragione.
Cosa c'è di bello nel lavoro e perché andarne fieri?
"Io lavoro, pago le tasse..." - è così che obbediscono per tutta la vita.
A me personalmente piace solo scrivere, e nemmeno sempre. In generale, preferisco non fare niente.
Cibo per riflettere. Le poesie di qualcuno da ricordare.
Sdraiato al sole.
C'è carne. Vino da bere.
Fare l'amore o fare la rivoluzione.
E scrivere, a volte.
 
(Eduard Limonov)


La scuola, che è una sadica istituzione statale volta a reprimere la natura e l'essenza umana, va distrutta.
Altrimenti la nostra società è destinata a riprodursi nella forma ripugnante attuale.
Ci saranno sempre pensionati scuri, poliziotti e funzionari del Palazzo. Generazione dopo generazione.
E la formazione di queste creature ripugnanti inizia già sui banchi di scuola.
La società schiaccia il bambino sino agli undici anni, sino a farlo diventare un semi lavorato, strumento da lavoro per i suddetti soggetti.
Questo nastro trasportatore va fermato.
Questo faremo quando andremo al potere.
 
(Eduard Limonov)
 
foto di Sergey Belyak


mercoledì 29 dicembre 2021

DONNA ANIMA. Poesia di Luca Bagatin / SOUL WOMAN. Poem by Luca Bagatin / ЖЕНСКАЯ ДУША. Поэма Луки Багатина

 DONNA ANIMA

Poesia di Luca Bagatin

Musa nella foto: Vasilisa Semiletova

Guardo la luna, sento il richiamo del bosco.
E' come se avvertissi il tuo respiro.
E allora ammiro ancora una volta il cielo e le stelle che ancor più belle mi guidano verso il pensiero di te.
Donna Anima.
Strega di Luce nella notte che tace.
Luca Bagatin
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SOUL WOMAN

Poem by Luca Bagatin  

Muse in the photo: Vasilisa Semiletova 

 I look at the moon, 

I hear the call of the woods. 

 It is as if you feel your breath. 

And then I admire once again the sky and the stars that even more beautiful guide me towards the thought of you.

Soul Woman.  

Witch of Light in the silent night. 

 Luca Bagatin  

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ЖЕНСКАЯ ДУША  

Поэма Луки Багатина  

Муза на фото: Василиса Семилетова 

Я смотрю на луну, слышу зов леса.  

Как будто чувствуешь дыхание.  

И затем я снова восхищаюсь небом и звездами, которые еще более прекрасны, что направляет меня к мысли о тебе.

Душа женщины.  

Ведьма Света в тихой ночи.  

Лука Багатин  

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Essere Divini, mai umani !

"Ade e Persefone" (dettaglio) di Pandora Young

Non ho mai capito perché, quando si vuole essere buoni, si dica "restiamo umani".
L'essere umano non è affatto buono.
A differenza degli altri animali, che agiscono d'istinto, l'essere umano può agire spesso con crudeltà e mosso da sentimenti di egoismo.
L'essere umano è, fra gli animali, il peggiore e inferiore.
Quindi, se possibile, evitiamo di rimanere umani il più possibile.
Cerchiamo, invece, di essere Divini.
 

martedì 28 dicembre 2021

In Libia si rinviano le elezioni perché si teme il ritorno di Gheddafi. Articolo di Luca Bagatin

Le elezioni presidenziali, in Libia, si sarebbero dovute tenere il 24 dicembre, ma, ancora una volta, sono state rinviate.

Ennesimo rinvio. Ennesimo mancato appuntamento per un definitivo cambio di governo in Libia, che avrebbe, molto probabilmente, messo fine all'instabilità di questi decenni, dopo il colpo di Stato contro Gheddafi. Golpe che ha aperto la strada al fondamentalismo e al caos.

Non ci sono le condizioni per tenere le elezioni, si dice. Il Parlamento libico non fissa alcuna data. Parlamento nel quale non è presente il partito socialista, laico e di sinistra, pro-Gheddafi, in quanto gli è proibito presentare liste elettorali, sin dal 2012.

Il tentativo di estromettere dalla corsa alle presidenziali il figlio di Mu'Ammar Gheddafi, Saif, candidato del “Fronte popolare per la liberazione della Libia”, di ispirazione laica e socialista araba, è fallito e, quindi, essendo egli, secondo tutti i sondaggi il favorito alla Presidenza, con oltre il 50% dei consensi, non potevano far altro che rinviare le elezioni.

Non sia mai che in Libia torni la democrazia, il socialismo e la laicità.

In Libia, dunque, regnano ancora l'incertezza e il caos. Complici i veti incrociati e le interferenze straniere, mentre il Paese rischia una nuova guerra interna. Nel silenzio assordante dell'Unione Europea.

Marco Rizzo, Segretario del Partito Comunista ha affermato, significativamente, sulla sua pagina Facebook: “Esiste qualche giornalista che ha il coraggio di dire che le elezioni in Libia si faranno solo se viene messo fuori quello che sarebbe il vero vincitore? E cioè Saif Gheddafi. E cioè l’unico che si scaglierebbe contro le milizie, contro il furto di petrolio e contro le migrazioni forzate”.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it