mercoledì 7 maggio 2025

La teoria della noonomia quale chiave dello sviluppo globale. Un convegno internazionale presso l'Università per la Pace dell'ONU di Roma. Articolo di Luca Bagatin


Il 5 maggio scorso, presso la filiale di Roma dell'Università per la Pace dell'ONU (UPEACE), si è tenuto il convegno internazionale dal titolo “Le tendenze fondamentali dello sviluppo globale: trasformazione della società e teoria della noonomia”.

Nell'ambito di tale convegno, sono stati presentati i saggi, editi dalla Sandro Teti Editore, “Noonomia”, scritto dal teorico della noonomia, appunto, prof. Sergey Bodrunov e “Strategizzare le trasformazioni sociali: noonomia sapere tecnologia”, del prof. Bodrunov e del prof. Vladimir Kvint.

Tali saggi sono da me stati recensiti in anteprima recentemente e i relativi articoli sono leggibili anche ai seguenti link: https://amoreeliberta.blogspot.com/2025/03/noonomia-levoluzione-delleconomia.html ; https://amoreeliberta.blogspot.com/2025/04/noonomia-ovvero-la-nuova-societa.html

La teoria della noonomia, al centro del convegno, ci parla della cosiddetta “Nuova società industriale di seconda generazione” (Nsi2). Un modello nel quale, spiegano gli economisti Bodrunov e Kvint nel loro saggio, “l'essere umano ha l'opportunità di agire non come consumatore dissennato, ma come individuo creativo, poiché l'uso creativo del tempo libero dipende in larga misura dalla formazione dei presupposti materiali per l'attività creativa (accesso ai mezzi di autoeducazione, miglioramento fisico, creatività scientifica e artistica eccetera)”.

Tutto ciò, attraverso l'utilizzo consapevole delle nuove tecnologie; lo sviluppo – attraverso lo studio e l'ampliamento della conoscenza – di nuove tecnologie; la pianificazione economica; la strategizzazione dei processi economici.

Il convegno è stato introdotto dal prof. Roberto Savio, responsabile della sede italiana di UPEACE, il quale ha spiegato come, oggi, purtroppo, termini quali “pace”, “cambiamento climatico” e “diritti umani” siano diventate parole partigiane, strumentalizzate dal mondo politico, finendo per dividere l'umanità in opposte fazioni.

Successivamente ha preso la parola il Rettore dell'Università per la Pace dell'ONU, prof. Francisco Rojas Aravena, il quale ha presentato l'UPEACE, facendo presente come tale istituzione sia stata fondata nel 1980 per volontà dell'allora Presidente del Costa Rica, Rodrigo Carazo Odio, la cui politica fu sempre votata alla pace, alla cooperazione internazionale e al rispetto e rivendicazione della sovranità nazionale.

Egli fu, peraltro, primo Rettore dell'Università, la quale ha come scopo quello di promuovere un'istruzione superiore volta alla pace, allo spirito di comprensione, tolleranza, coesistenza pacifica e cooperazione fra i popoli, in linea con i valori della Carta delle Nazioni Unite.

E' intervenuto poi il prof. Bodrunov, noto economista russo, professore universitario, membro dell'Accademia Russa delle Scienze, Presidente della Libera Società Economica della Russia, il quale ha spiegato come la teoria della noonomia sia già studiata in numerosi Paesi, fra i quali la Russia, Israele, l'America Latina, gli USA e la Cina e i suoi saggi sono stati tradotti e pubblicati in 15 Paesi.

Egli ha spiegato come essa sia incentrata su una visione umanistica classica, unita all'economia politica e sia stata ispirata, per molti versi, sia alle teorie economiche del canadese naturalizzato statunitense John Kenneth Galbraith (1908 - 2006), sia a quelle dello scienziato russo Vladimir Ivanovič Vernadskij (1863 - 1945), il quale introdusse, per primo, il concetto di “noosfera”.

Essa è, secondo le parole del prof. Bodrunov, un nuovo modo razionale di gestire l'economia in una società non-economica. Ovvero un nuovo approccio alla soddisfazione dei bisogni umani (non quelli simulati, ovvero superflui e indotti dalla pubblicità commerciale), attraverso tecnologie ad alto contenuto di conoscenza.

La noonomia, in tal senso, mira alla liberazione dell'essere umano da quella che potremmo definire “schiavitù del lavoro”, generata dal capitale finanziario e dai conseguenti bisogni simulati/indotti, attraverso un'organizzazione razionale del progresso scientifico, liberando creatività umana (possibile grazie a un maggior tempo libero) e attraverso le proprietà condivisa della conoscenza.

In tal modo, ha spiegato il prof. Bodrunov, la società economica scompare automaticamente e nasce una forma di socializzazione della società, ovvero una nuova organizzazione della stessa, nella quale l'essere umano socializzato diventa portatore di nuovi valori, che saranno in grado di trasformare le istituzioni in senso solidaristico.

Ed è da tale solidarismo che può nascere la comprensione reciproca, ovvero quella che la Cina socialista moderna definisce “comunità con un futuro condiviso per l’umanità”, fondamento delle prospettive dei BRICS.

Bodrunov, ha peraltro annunciato che intende porre l'Italia al centro quale Paese per la diffusione e lo sviluppo della teoria della noonomia e, a tal proposito, ha sottoscritto con la Sandro Teti Editore la pubblicazione di una corposa collana editoriale dedicata proprio a tale nuovo pensiero economico.

Il prof. Savio, in merito, ha osservato l'importanza di tale teoria, volta allo sviluppo della cooperazione e del dialogo, aspetti purtroppo tristemente scomparsi dal dibattito politico odierno.

E' successivamente intervenuto il prof. Vladimir Kvint, economista russo-statunitense, professore di strategia, gestione e economia internazionale presso la Fordham University, la New York University e il Babson College, oltre che essere Presidente del Dipartimento di strategia economica e finanziaria presso la Scuola di economia di Mosca.

Il prof. Kvint ha spiegato i processi di strategizzazione e come superare i conflitti strategici nel lungo periodo. Puntualizzando come, tali processi, durino diversi anni, spiegando come il primo, nella Storia, a parlare di strategizzazione e a elaborare tali aspetti, fu Antoine Henri Jomini (1779 – 1869), già componente dello Stato Maggiore di Napoleone Bonaparte e successivamente collaboratore, non solo di Napoleone, ma anche di numerosi Zar russi e di Napoleone III.

Il prof. Kvint ha spiegato anche come la teoria della noonomia si fondi sullo studio degli aspetti psicologici, comportamentali e sociali degli esseri umani e come essa sia totalmente volta a beneficio di questi ultimi. Ovvero come l'essere umano sia posto al centro di tale teoria economica o, meglio, non-economica.

E' successivamente intervenuto l'editore Sandro Teti, il quale ha esordito dicendo che, proprio in occasione di tale convegno, per la prima volta, la teoria della noonomia, è stata illustrata in un Paese europeo. Teoria che, invece, è molto conosciuta e approfondita in Paesi quali la Cina, negli USA e in Gran Bretagna, presso l'Università di Cambridge.

Teti ha peraltro annunciato che, il 23 e 24 giugno prossimi, si terrà in Italia una conferenza internazionale con i maggiori economisti dei Paesi dei BRICS.

E' poi intervenuto il prof. Sergio Bellucci, Responsabile accademico dell'Università per la Pace dell'ONU in Italia, il quale, fra le altre cose, ha spiegato come l'attuale sistema industriale sia profondamente modificato anche grazie alla partecipazione dei cittadini al cosiddetto “mondo digitale”. Aspetto che, ha spiegato il prof. Bellucci, ha iniziato a sviluppare cicli materiali diversi rispetto ai modelli economici precedenti, ovvero le materie prime divengono nuove materie prime e il loro valore non si esaurisce. Processo che, peraltro, è destinato a subire un'ulteriore accelerazione attraverso l'Intelligenza Artificiale, laddove la conoscenza, appunto, diventa essa stessa produttrice di valore economico.

Egli ritiene, dunque, che le istituzioni politiche e gli operatori culturali, dovrebbero organizzare, razionalmente, tali processi.

Il prof. Stefano D'Addona, Ordinario di Economia Politica presso il dipartimento di Scienze Politiche dell'Università di Roma Tre, intervenuto successivamente, si è detto invece piuttosto preoccupato relativamente alla possibile sostituzione dei lavoratori da parte dell'Intelligenza Artificiale, mentre il prof. Andrea Cerroni, Ordinario di Processi sociali e comunicativi, ha osservato come la conoscenza sia un non-prodotto che può essere condiviso e, quindi, può creare ulteriore conoscenza, producendo, così, un virtuoso fenomeno circolatorio.

Si potrebbe dunque dire che, conoscenza, democrazia, pace, possono essere tutte unite da un unico filo conduttore, alla base del quale, la teoria della noonomia, può fare da collante. Contribuendo allo sviluppo di una sorta di umanesimo tecnologico democratico.

Il prof. Derrick de Kerckhove, sociologo e giornalista belga, naturalizzato canadese, nonché Direttore scientifico di Media Duemila, si è detto molto entusiasta della teoria della noonomia, la quale – come il concetto di noosfera – è una transizione capace di cambiare il tempo, lo spazio e il sé. Egli, peraltro, ha sottolineato come la nostra migliore difesa non sia affatto l'esercito, ma l'istruzione e la conoscenza, ovvero quello che oggi potremmo chiamare “capitale cognitivo digitale”. Egli, inoltre, ha fatto presente come oggi vi sia ancora troppa indifferenza, da parte del mondo del business, per l'ambiente e i cambiamenti climatici, aspetti che, invece, sono al centro della teoria della noonomia.

E' poi intervenuta Svetlana Bodrunova, Direttrice del Centro Internazionale di Ricerche sui Mass media dell'Università Statale di San Pietroburgo, la quale ha sottolineato come la teoria della noonomia punti alla liberazione dell'essere umano attraverso il capitale umano stesso. Ovvero le competenze dell'essere umano e il loro costante sviluppo, divengono funzionali per lo sviluppo stesso del potenziale dell'essere umano e di tutto ciò che lo circonda.

In collegamento web è intervenuto anche Jeffrey Sachs, celebre economista e saggista statunitense, il quale ha relazionato sulla situazione internazionale, nella quale stiamo assistendo a una nuova forma di nazionalismo economico statunitense, che si vuole contrapporre alla Cina.

Tale nazionalismo economico, ha osservato il prof. Vladimir Kvint, era peraltro già noto negli Anni '80, ai tempi dell'Amministrazione Reagan, sempre rispetto alla Cina e ciò in quanto gli USA non si sono ancora rassegnati a non essere gli unici rappresentanti del mondo.

Il prof. Kvint ha peraltro spiegato come, mentre la Cina, grazie alle riforme economiche introdotte da Deng Xiaoping alla fine degli Anni '70, sia diventata un leader globale in ambito economico, gli USA sembrano voler tornare indietro a forme primitive di nazionalismo economico, introducendo i dazi. Dazi che, ad ogni modo, oggi, a differenza degli Anni '80, non hanno trovato solamente la reazione della Cina, ma anche di tutti gli altri Paesi, tranne la Russia che non è stata oggetto di dazi.

Il prof. Sergey Bodrunov ha poi voluto concludere rispondendo ad alcuni degli interventi precedenti, facendo presente che, per quanto l'evoluzione tecnologica stia “distruggendo” posti di lavoro, come in passato ci sarà modo di ricollocare i lavoratori in altri ambiti. Egli ha sostenuto che le nuove generazioni svilupperanno nuove tecnologie e insegneranno alle altre persone a utilizzare tali nuove tecnologie. E sempre più persone necessiteranno di maggiore conoscenza, che porterà a nuove forme di creatività, che supereranno i bisogni superflui, simulati e indotti dal marketing.

Bisogni che producono, fra le altre cose, sfruttamento dell'ecosistema sotto ogni punto di vista.

La noonomia, in questo senso, ha spiegato, è una limitazione razionale al consumo. E tale concetto di limite può divenire una cultura comune, così come ogni conoscenza, concetto al centro della teoria della noonomia, che vuole rendere la conoscenza condivisa e accessibile a tutti.

In quanto, ha spiegato il prof. Bodrunov, la conoscenza è alla base della vita stessa.

Luca Bagatin

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Luca Bagatin e Sergey Bodrunov

Collegamento web con Jeffrey Sachs
 

domenica 4 maggio 2025

Il Vietnam socialista celebra i 50 anni dalla sua liberazione e unificazione. Articolo di Luca Bagatin

 

Il 30 aprile scorso, si è celebrato, a Ho Chi Minh City, ovvero l'ex Saigon, il 50esimo anniversario della vittoria del popolo vietnamita, contro l'aggressione statunitense.

Tale vittoria portò alla liberazione del Vietnam del Sud e alla riunificazione del Paese.

Numerose le delegazioni di partiti di ispirazione socialista e comunista provenienti da ogni parte del mondo, dal Laos a Cuba, alla Cina, passando per il Mozambico, l'Angola e vari altri Paesi africani, sino a rappresentanti provenienti dal Venezuela, dalla Francia, dal Giappone e da numerosi altri Paesi.

Il Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista del Vietnam (PCV), To Lam, ha ricordato tale importante celebrazione come “la pietra miliare più brillante nella Storia della costruzione e della difesa del Paese; che segna la gloriosa conclusione di trent'anni di tenace lotta per l'indipendenza, la libertà e la riunificazione della Patria; che pone fine al dominio ultracentenario del vecchio e del nuovo colonialismo; e che conduce il Paese verso una nuova era: l'era dell'indipendenza nazionale e del socialismo”.

Parole di immensa gratitudine sono state spese nei confronti del Primo Ministro (1945 – 1955) e successivamente Presidente della Repubblica democratica del Vietnam (1955 - 1969) Ho Chi Minh, patriota e eroe della liberazione nazionale del Vietnam.

Il quale, peraltro, in gioventù emigrò negli USA, in Gran Bretagna e in Francia, ove svolse umili lavori, ma – in particolare in Francia - ebbe modo di formarsi una coscienza sociale, anticolonialista e socialista e si iscrisse, nel 1919, in Francia, alla Sezione Francese dell'Internazionale Operaia (SFIO) e, nel 1921, al Partito Comunista Francese.

Il Segretario del PCV, To Lam, nel suo discorso, ha ricordato, inoltre, di come Ho Chi Minh si fosse prefissato lo scopo di riunificare il Paese, nel socialismo, liberandolo dal colonialismo francese e dall'aggressore statunitense. E ha ripercorso tutta la lunga lotta di liberazione del Vietnam, sino alla Grande Vittoria di Primavera del 1975. che, ha affermato To Lam, “ha fortemente incoraggiato il movimento di liberazione nazionale dei popoli del mondo per la pace, l'indipendenza nazionale, la democrazia e il progresso sociale, aprendo la strada al crollo del neocolonialismo in tutto il mondo e segnando una svolta cruciale in storia umana nel XX secolo”.

Il Segretario To Lam, ha sottolineato come il Vietnam “da nazione povera e arretrata, devastata dalla guerra e sottoposta a embargo e blocco” si sia “trasformato in un Paese in via di sviluppo con un reddito medio-alto, profondamente integrato nella politica mondiale, nell'economia globale e nella civiltà umana, assumendo numerose responsabilità internazionali e svolgendo un ruolo attivo e positivo in diverse organizzazioni internazionali e importanti forum multilaterali. Il tenore di vita della popolazione è notevolmente migliorato, con il tasso di povertà in forte calo, attestandosi a solo l'1,93%, rispetto a oltre il 60% nel 1986”.

A 50 anni dalla sua liberazione e riunificazione, dunque, il Vietnam – che ha una politica estera volta all'apertura, al dialogo con tutti i Paesi e al multipolarismo - ha qualche cosa da ricordarci e insegnarci, sulla via del progresso e della cooperazione, oltre che nell'ambito della costruzione di una piena sovranità nazionale, fondata su valori socialisti.

Luca Bagatin

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In ricordo del Presidente socialista jugoslavo Josip Broz Tito, amico dei socialisti italiani


Oggi si ricorda il 45esimo anniversario della scomparsa del Presidente socialista jugoslavo Josip Broz Tito, amico dei socialisti italiani, da Pertini a Saragat, combattente antifascista, fautore dell' autogestione delle imprese e del Movimento dei Non Allineati, contro gli opposti imperialismi.
L'amicizia fra PSDI e PSI e la Lega dei Comunisti di Jugoslavia fu sempre molto salda.
Solo la falsa rivoluzione di Tangentopoli non permise ai socialisti come Craxi e De Michelis di salvare la Jugoslavia dalla barbarie. Barbarie ampiamente sostenuta da Usa, Nato e oligarchie europee (come denunciato dalla stesso Craxi nel suo romanzo-verità "Parigi - Hammamet").
 
Luca Bagatin 
 

giovedì 1 maggio 2025

Superare l'ideologia del lavoro e lo sfruttamento del lavoro salariato. Articolo di Luca Bagatin del 21 novembre 2020 (e buon Primo Maggio!)


La vita non è fatta solo per lavorare, ma ha bisogno di tempo libero per l’esercizio della libertà. Non si può vivere oppressi dal mercato che ci obbliga a comprare, comprare, perché non paghi con i soldi, ma con il tempo della tua vita”.

Questo uno degli insegnamenti fondamentali che ci ha lasciato l'ex Presidente socialista dell'Uruguay, José “Pepe” Mujica. Il Presidente povero e dei poveri, che ha governato il suo Paese dal 2010 al 2015 (e fu Ministro dell'Agricoltura e della Pesca dal 2005 al 2008). Risollevandone le sorti e attuando politiche sociali e socialiste, sul modello autogestionario e libertario.

Un modello che supera l'insana “ideologia del lavoro” ad ogni costo. E che supera il conseguente “sfruttamento dal salario”. Un modello che guarda, invece, a quello che Mujica stesso definì “un cammino di lotta al servizio e in solidarietà con gli altri esseri umani”. Ovvero “una politica permanente a favore di chi ha la volontà di lavorarla”, ad esempio organizzando “colonie di terra pubblica in cui si paga un affitto”.

Un modello non dissimile da quello della Jugoslavia di Tito, fondato sull'autogestione delle imprese e della Libia del Raìs Mu'Ammar Gheddafi, laico e socialista ideatore della Terza Teoria Universale, ovvero della “Repubbica delle masse” e della “democrazia diretta” (Jamahiriyya), che fu attuata nell'ambito di Congressi e Comitati popolari aperti a tutti i cittadini.

Gheddafi, nel suo “Libro Verde”, ovvero il suo saggio sociale e politico fondamentale, scrisse, in merito all'organizzazione sociale e del lavoro: “Nella società socialista non ci sono infatti possibilità di produzione individuale al di sopra del soddisfacimento dei bisogni personali. In essa non è permesso di soddisfare i propri bisogni a spese degli altri. Le istituzioni socialiste lavorano per soddisfare i bisogni della società. (…). A ciascun individuo è consentito di risparmiare ciò che vuole, soltanto nell’ambito del proprio fabbisogno, in quanto l’accumulo di risparmio in misura maggiore, è a detrimento della ricchezza collettiva. La gente abile e intelligente non ha il diritto di appropriarsi delle unità di ricchezza altrui per via della propria abilità e intelligenza, tuttavia può utilizzare quelle qualità per soddisfare i deficienti e gli incapaci non perciò devono essere privati di quella stessa parte della ricchezza sociale di cui godono i sani”.

Egli ritenne, dunque, in concordia con il socialismo delle origini (da Saint-Simon, a Marx, sino a Pierre Leroux, Proudhon e così via), che i lavoratori dovessero essere considerati produttori, non più dei salariati, ovvero degli sfruttati. E dunque, ciò che loro producono, dovesse essere considerato di loro stessa proprietà.

Il salario, per Gheddafi (e in realtà per tutti i socialisti, sin dalla fondazione della Prima Internazionale dei Lavoratori, nel 1864), è indice di sfruttamento e un lavoratore/produttore non può essere schiavo di nessun padrone. Sia esso un padrone privato o statale.

Oltre a ciò, il Raìs, ritenne che nessuno potesse possedere più di quanto gli fosse necessario per vivere. Ciò perché – non essendo le risorse illimitate - l'accumulazione della ricchezza da parte di alcuni è fonte di ingiustizia, corruzione e segna il sorgere della società dello sfruttamento.

I concetti fondamentali del socialismo originario o autogestionario, inveratosi sia nella Jugoslavia titina che nella Libia di Gheddafi, ma per molti versi anche nell'Argentina peronista; nella Cuba del Che e Fidel Castro; nell'Egitto nasseriano e via via nei modelli più recenti del Socialismo del XXI Secolo latinoamericano (dal chavismo sino al modello uruguayano del Frente Amplio di Mujica, al modello del Buen Vivir ecuadoriano, sino, in parte, al socialismo boliviano di Evo Morales), propone dunque un nuovo modello di sviluppo.

Uno modello che supera da una parte il produttivismo e dall'altra il capitalismo. Poponendo che il cittadino/lavoratore viva del necessario e lavori a beneficio della società e dei bisognosi e non già per un salario. E che ciascuno sia proprietario del proprio lavoro, nell'ambito di attività economiche socialiste autogestite.

Moltissima strada vi è da fare. Soprattutto per “decolonizzare l'immaginario”, come direbbe l'economista Serge Latouche. Per creare un'alternativa all'assurdo modello di sviluppo occidentale, capitalista, fondato sul danaro e sullo sfruttamento del lavoro.

Lavoro che toglie tempo libero; che lega a un datore di lavoro (e ad eventuali ricatti); che è utile solo a generare profitto e conseguente sfruttamento delle risorse economiche, sociali, ambientali e non già per aiutare la comunità stessa e le sue necessità primarie e fondamentali. Necessità che saranno sempre maggiori e sempre più essenziali in periodi di pandemia.

Necessità che non sono legate al vil danaro, che è uno strumento per sua natura schiavista, in quanto rappresenta un debito nei confronti di qualcuno (ed è il maggiore e più perverso strumento di perdita di sovranità dei cittadini e dei Paesi).

Una società sana, socialista, autogestita, libera e libertaria, è una società che supera i vincoli imposti dall'egoismo umano. Che supera il sistema del danaro (e della conseguente usura o interessi sui debiti/prestiti). Che supera il sistema del lavoro salariato. Che supera il sistema del consumismo e della distruzione delle risorse e del Pianeta.

Per approdare a qualcosa di antico, ma allo stesso tempo di genuino, comunitario, umanitario, spirituale, ecologista e socialista al contempo.

Come ancora oggi avviene in alcune società matriarcali, che vivono su quella che l'antropologo Marcel Mauss definì “economia del dono”. Sullo scambio reciproco, alla pari. Sul baratto. Sul lavoro in comune e a beneficio del prossimo.

Per far uscire”, come ebbe a dire lo stesso Latouche, “l'umanità dalla miseria psichica e morale” nella quale vive da secoli. Semplicemente per aver adottato un modello che sdogana un'infezione della psiche umana chiamata egosimo e accumulo.

Luca Bagatin

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"Compagne, compagni: Ancora una volta sono nella lotta, di nuovo sono con voi, come ieri, oggi e domani. Sono con te per essere un arcobaleno di amore tra la gente e Perón; Sono con voi per essere quel ponte di amore e felicità che ho sempre cercato di essere tra voi e il capo degli operai"

(Evita Peron, 1 maggio 1952. Suo ultimo discorso) 
 
 
"La festa del Primo Maggio non ha perso la sua rilevanza.
Il Primo Maggio è il giorno dell'operaio, come lo chiamavamo negli anni '90, il giorno del quarto potere, che presta la sua opera per conto terzi.
I lavoratori sono la maggioranza delle persone sul pianeta, quindi questa festività appartiene a una specie di esercito di angeli dell'inferno, su cui tutto poggia"
(Eduard Limonov, 1 Maggio 2015)
 
"Non sono nato in assemblee pubbliche; ma se c'è un'assemblea in cui mi troverete, è quella dei lavoratori. In mezzo a questi cuori semplici, mi sento a casa."
Giuseppe Garibaldi. 'Alla società operaia - Genova, Caprera, 16 settembre 1863; P. 334 Scritti politici e militari, memorie e pensieri inediti)
 

"l'assoluta autonomia della classe operaia da tutti i partiti e da tutte le ideologie politiche; l'azione diretta della classe produttiva, verso le altre classi ed i poteri pubblici, senza mediatori; la rappresentanza delle categorie economiche nei corpi elettivi; l'assoluta autonomia comunale, considerando il Comune come l'organismo della libertà popolare; l'autonomia politica e amministrativa della regione per tutti gli interessi che non richiedono provvedimenti di indole nazionale; l'eliminazione progressiva delle funzioni dello Stato centralistico con la soppressione della relativa burocrazia. Quest'ultimo principio può essere tradotto nei fatti con la Repubblica Sociale Federativa." "L'uomo emancipato dai vincoli della materia potrà liberare soprattutto il suo spirito, dedicarsi al lavoro dell'intelletto che è certo piacevole, come sa chiunque ne abbia gustato. L'uomo si farà superuomo: supererà se stesso ed annullerà la maledizione biblica di dover produrre dolorando." 
 
(Alceste De Ambris 'Il Manifesto dei sindacalisti e la Costituzione Fiumana' 1/9/'21)
 
 
(…). Introducete il lavoro salariato e addio gioia, salute, libertà: addio a tutto ciò che rende la vita bella e degna di essere vissuta.
Lavorate, lavorate proletari per accrescere la ricchezza sociale e le vostre miserie individuali. Lavorate, lavorate, perché diventando più poveri avrete più ragioni per lavorare e per essere miserabili. Questa è la legge inesorabile della produzione capitalista.”
 
(Paul Lafargue) 

lunedì 28 aprile 2025

Noonomia, ovvero la nuova società industriale a beneficio della comunità, spiegata dagli economisti Bodrunov e Kvint. Articolo di Luca Bagatin

 

Sergey Bodrunov, classe 1958, è un noto economista russo, professore universitario, membro dell'Accademia Russa delle Scienze, Presidente della Libera Società Economica della Russia.

Oltre che ideatore della teoria economica definita “Noonomia” o “Nsi 2”, ovvero “nuova società industriale di seconda generazione”.

Di questo abbiamo, peraltro, già parlato in un altro articolo, riferendoci all'omonimo saggio - “Noonomia”, appunto – edito da Bodrunov in Italia per la Sandro Teti Editore.

Il prof. Bodrunov, sempre per la Sandro Teti e assieme al prof. Vladimir Kvint (economista russo-statunitense, già professore di strategia, gestione e economia internazionale presso la Fordham University, la New York University e il Babson College, oltre che essere Presidente del Dipartimento di strategia economica e finanziaria presso la Scuola di economia di Mosca), ha pubblicato anche un ulteriore saggio in merito.

Con “Strategizzare le trasformazioni sociali: noonomia sapere tecnologia”, Bodrunov e Kvint si concentrano sugli obiettivi e sugli strumenti economici e strategici, promuovendo un sistema fondato su una forma di pianificazione e di economia di mercato, volta a promuovere lo sviluppo di un solido sistema di welfare, richiamando – peraltro - le esperienze positive socio-economiche della Cina e dei Paesi scandinavi.

Nel seggio si richiamano i concetti di “Nsi 2”, noonomia e nooproduzione.

Ovvero si parla di una società fondata su un nuovo sviluppo della produzione industriale materiale, caratterizzata dal passaggio verso prodotti ad alto contenuto di conoscenza, integrando produzione, scienza e istruzione.

La nooproduzione, come spiegato da Bodrunov e Kvint, è una forma di produzione che riduce al minimo la partecipazione diretta del lavoratore e si concentra sul soddisfacimento dei noobisogni, dando dunque spazio al progresso umano, nell'ambito della conoscenza e della cultura.

L'obiettivo della nooproduzione è, infatti, il progresso dell'individuo e non lo sfruttamento del lavoro in quanto tale.

Ovvero nello sviluppo delle qualità/conoscenze umane, promuovendo i valori culturali. Accrescendo, dunque, anziché bisogni simulati (indotti dalla pubblicità commerciale e dal marketing, ovvero superflui e consumistici), bisogni spirituali e culturali.

Ciò determinerà, automaticamente, una riduzione o autolimitazione dei consumi superflui/tangibili/materiali e, dunque, non solo la fine dello sfruttamento del lavoro in quanto tale, ma anche un minor impatto sull'ambiente e, dunque, sull'ecosistema.

Evitando, dunque, anche quel processo di accumulazione di beni materiali superflui che, spesso, è più una necessità psicologica che reale.

La nooproduzione è, quindi, destinata ad ampliare il tempo libero degli individui. Tempo che potrebbe, finalmente, essere impiegato per attività più stimolanti e creative, ovvero volte a quello che gli Autori definiscono “autosviluppo”.

Ovvero allo sviluppo, appunto, delle proprie qualità e conoscenze.

Un processo di questo tipo, secondo gli Autori, cambierebbe completamente il paradigma consumistico al quale siamo abituati. Attualmente, infatti, nel sistema capitalista, il tempo libero è volto al consumo, all'accumulo di beni materiali e al produrne di nuovi. In una spirale di sfruttamento del lavoro, del capitale e del salario, senza fine.

Nel modello Nsi 2, “l'essere umano ha l'opportunità di agire non come consumatore dissennato, ma come individuo creativo, poiché l'uso creativo del tempo libero dipende in larga misura dalla formazione dei presupposti materiali per l'attività creativa (accesso ai mezzi di autoeducazione, miglioramento fisico, creatività scientifica e artistica eccetera)”, puntualizzano gli Autori.

Utilizzo delle nuove tecnologie; sviluppo – attraverso lo studio e l'ampliamento della conoscenza – di nuove tecnologie; pianificazione economica; strategizzazione dei processi economici, sono, dunque, le chiavi del nuovo modello di sviluppo chiamato noonomia.

Un modello volto a superare e arginare il capitalismo finanziario, che genera squilibri economici e diseguaglianze. Al fine di soddisfare i bisogni reali (e dunque non quelli simulati, ovvero promossi dal marketing, per accrescere il capitale dei gruppi industriali che li stimolano) delle persone.

Gli Autori sottolineano, nel saggio, come sia il capitale finanziario a dettare l'agenda politica dei governi e delle varie forze politiche. Ne conseguono guerre commerciali, sanzioni antidemocratiche e unidirezionali e così via.

E, attualmente, il progresso tecnologico è messo al servizio del capitale finanziario (creando sempre nuovi bisogni simulati, soddisfacendoli immediatamente) e non di un nuovo modello di economico, volto a beneficio delle persone e del loro sviluppo individuale, come invece potrebbe accadere nella Nsi 2.

E', dunque, il capitale finanziario che, per collocare i suoi infiniti prodotti volti a soddisfare bisogni indotti/simulati, distrugge l'ecosistema; induce al consumismo; sfrutta sempre più il lavoro; modifica l'atteggiamento degli individui stessi (promuovendo fenomeni della cultura di massa che non sono affatto importanti per lo sviluppo umano/culturale delle persone).

Tutto questo è spiegato ottimamente nel saggio di Bodrunov e Kvint.

Come è sottolineato il concetto di noonomia, già trattato nell'altro saggio, ovvero “metodo non economico di organizzare l'attività economica, orientato al soddisfacimento di bisogni umani concreti sulla base di criteri di ragionevolezza determinati dallo sviluppo della conoscenza e della cultura”.

Concetti, teorie, intuizioni geniali e di scottante attualità e destinate a far discutere e ad essere discusse. In un mondo che cambia e che dovrebbe evolversi in senso cooperativo, inclusivo, al servizio delle persone e non dell'economia in quanto tale.

Luca Bagatin

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