domenica 21 dicembre 2014
Aforismi e riflessioni garibaldine, chaviste, peroniste, (anti)politiche. By Luca Bagatin (tratte da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)
Ridicole le varie sigle politiche della nostra "gauche au caviar", fra vari comunismi, pseudo socialismi e fantomatiche "liste Tsipras"....E poi non ci si lamenti se abbiamo un politicante autoritario come Renzi al governo!
Trovo che Raul Castro sia da sempre inconsistente.
Francamente non comprendo coloro i quali, a Roma, pretendono che vi siano nuove elezioni.
giovedì 18 dicembre 2014
La Filosofia del Natale nell'ultimo saggio del prof. Claudio Bonvecchio. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)
La filosofia è fondamentalmente
amore per la sapienza e la sapienza, già di per sé stessa,
trasforma le persone, l'animo umano, arricchendolo.
Queste le premesse del prof. Claudio
Bonvecchio – Professore Ordinario di Filosofia delle Scienze
Sociali presso l'Università degli Studi dell'Insubria di Varese e
Como e Grande Oratore della Massoneria del Grande Oriente d'Italia –
che, mercoledì 17 dicembre scorso, a Roma, presso “Casa Nathan”di
Piazzale delle Medaglie d'Oro 44 ha presentato il suo ultimo saggio:
“Filosofia del Natale” (Alboversorio Editrice).
Incalzato dall'ottimo Gran
Bibliotecario del Grande Oriente d'Italia Bernardino Fioravanti, il
prof. Bonvecchio ha presentato all'uditorio un testo agile ed unico
nel suo genere. Un testo che vuole tornare alle origini spirituali,
gnostiche e sacre della festività nazalizia, che trae le sue origini
dalla festività pagana del Solstizio d'Inverno, il giorno della
Festa della Luce, del cosiddetto “Sole Invincibile” o “Sol
Invictus” ovvero il “Dies Natalis Solis Invicti” (Giorno Natale
del Sole Invincibile), festeggiato tanto dalle popolazioni
indo-iraniche devote al dio del sole Mithra, quanto dagli antichi
romani attraverso le celebrazioni dei “Saturnalia” in onore,
appunto, di Saturno, il mitico dio della pace e della felicità.
Con l'avvento del cristianesimo, come
spiegato anche dal prof. Bonvecchio, per volontà dell'Imperatore
romano Costantino, fu deciso di cumulare la festa del Sol Invictus
con quella della nascita del Cristo, considerato, appunto, la “Luce
del Mondo” e fu così che il 25 dicembre divenne la data ufficiale
della festività del Natale. Di quel Natale ricco di simboli
antichissimi, dunque, tutti spiegati nella “Filosofia del Natale”
del prof. Bonvecchio: dall'Albero natalizio – simbolo dell'unione
fra cielo e terra – passando per il significato della stella di
Natale, del vischio, dei cibi natalizi, dei canti di Natale e via via
sino agli ornamenti dell'albero di Natale stesso e del presepe.
In particolare il prof. Bonvecchio si è
soffermato sulla spiegazione del simbolismo della grotta, ovvero
della capanna nella quale, secondo quanto scritto nei Vangeli
Apocrifi (e non in quelli canonici), nacque il Cristo. La grotta,
secondo tutte le tradizioni simboliche, rappresenta infatti l'“uterus
mundi”, ovvero il luogo nel quale si trovano le acque primordiali
che, come il liquido amniotico per il feto, portano alla
nascita/rinascita di una nuova vita. Oltretutto, come spiegato dal
prof. Bonvecchio anche nel suo saggio, le grotte erano i luoghi nei
quali non solo nascevano le grandi divinità, ma erano anche il
santuario nel quale venivano praticati i rituali in onore alla Grande
Madre o al dio Mithra, imperniati non a caso sulla morte simbolica e
sulla rinascita dell'iniziando.
Altra figura simbolica del Natale è
quella relativa a “Babbo Natale”, il quale incarna la figura di
San Nicola, vescovo in Asia Minore e protettore dei bambini ai quali,
come tradizione vuole, porta in dono dei regali. I bambini, peraltro,
secondo tutte le tradizioni simboliche, sono considerati
l'incarnazione degli antenati morti che, peraltro, erano i veri
protagonisti della festività romana dei “Saturnalia”. E' così
che, per allontanare l'immagine della morte dalla società e farci
credere nella vita, Babbo Natale colma i bambini di doni,
propiziandosi così anche le anime degli antenati defunti.
A conclusione sia del saggio del prof.
Bonvecchio, sia dell'incontro di presentazione, una morale di fondo,
ovvero una critica serrata nei confronti della cosiddetta
secolarizzazione, ovvero l'abbandono dello spirito religioso, della
dimensione del sacro da parte di un'incalzante società mercatista e
dei consumi che ha trasformato il Natale in un happening del
commercio, come giustamente l'ha
definito il prof. Bonvecchio. Un happening figlio
di una società sempre più relativista, nichilista, fredda,
tecnologica, edonista, globalizzata.
| Claudio Bonvecchio e Luca Bagatin |
Ecco
dunque la necessità di invertire la rotta, di ricercare la luce
dentro noi stessi, attraverso la riscoperta della dimensione del
sacro: restituendo dignità al simbolo, alla simbolica, alla
filosofia del Natale, liberando così la società della metaforiche
tenebre che l'avvolgono.
Solo
allora potremo assistere ad una nuova rinascita del Vero, del Buono,
del Bello, ovvero quando ci riapproprieremo dell'autentico
significato tanto gnostico quanto cristiano della festività
natalizia. Non il Natale del consumismo, dunque, ma il Natale della
Luce, del Sole, dell'innocenza dei bambini non più resi adulti da
una società senza coscienza, ma aperti alla conoscenza di sé stessi
per costruire, da adulti, un mondo d'amore, armonia e fratellanza
universale.
Luca Bagatin
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martedì 16 dicembre 2014
L'inutilità clericale delle "Sentinelle in piedi" e la società dei consumi. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)
Francamente non comprendo le cosiddette
“battaglie” delle cosiddette “Sentinelle in piedi”.
Non comprendo perché ce l'abbiano con
le coppie omosessuali che desiderano – legittimamente – veder
riconosciuto il loro amore di fronte alla legge. Non comprendo la
loro idea di “famiglia naturale”, quasi che esistessero forme di
“famiglia innaturale”. Al massimo esistono famiglie snaturate,
come quelle che maltrattano i propri figli (talvolta li uccidono
anche...sic !), oppure sono fondate sul mero interesse economico. Ma
su questo, a quanto pare, le “Sentinelle” rimangono sedute e
silenti.
Non comprendo, poi, perché ad una
coppia o ad un singolo individuo – indipendentemente dal sesso,
perché il sesso non dovrebbe essere superiore ai sentimenti,
all'amore, anche per un ipotetico figlio – dovrebbe essere negata
l'adozione di un figlio.
Non comprendo nemmeno che cosa
interessi a queste “Sentinelle in piedi” se una persona – preda
di indicibili sofferenze fisiche e/o morali - decide di farsi
praticare l'eutanasia, oppure decide di farsi praticare il suidicio
assistito, come dignitosamente avviene nella civilissima Svizzera.
Tutte cose, precisiamo – come per quanto concerne il matrimonio
omosessuale e l'adozione a single o a omosessuali – peraltro non
possibili in un Paese illiberale ed incivile come l'Italia !
Illiberale ed incivile perché lede la
libertà di coscienza individuale del singolo.
Per cui, francamente, non comprendiamo
queste “Sentinelle”, così come, parimenti, non comprendiamo i
loro aggressori.
Tutti hanno il diritto di manifestare,
anche la cosa più sciocca possibile ! Anzi, se la manifestazione è
ritenuta sciocca, tanto vale ignorarla allora !
E' davvero triste pensare a quanto sia
mutato il costume italiano al punto che le battaglie civili e
libertarie dei nostri Anni '60 e '70 siano scomparse per lasciare
spazio a ideologie clericali da una parte – quelle delle
“Sentinelle” appunto - e ad ideologie commercial-consumistiche
dall'altra.
In questo bailamme assistiamo a coppie
che si sposano presto e presto divorziano (il famoso consumismo
usa-e-getta dei prodotti viene quindi applicato anche alle persone ed ai sentimenti).
Magari nel frattempo hanno anche figliato e quindi i loro bambini si
trovano nella triste condizione di vedersi sballottare da un genitore
all'altro !
Di questo, però, nessuno parla.
Nessuno mette bocca, nessuno dice: ma prima di formarvi una famiglia
sarete in grado di amarvi e onorarvi per tutta la vita, oppure lo
fate solo per colmare la vostra vanagloria di persone insoddisfatte e
bisognose di far credere a voi stesse che, con un matrimonio e
figliando, le cose andranno meglio?
Il nocciolo della questione non è
tanto il matrimonio omosessuale o meno, ma la capacità o meno di una
coppia di amarsi nel lungo periodo. Ed è un problema sociologico e
sentimentale, oltre che politico. E' un problema che nasce e
si sviluppa anche e proprio in presenza di un sistema economico
consumistico-pubblicitario, fondato sui cosiddetti “bisogni
indotti” e sull'assenza di relazioni autentiche, siano esse
relazioni sentimentali, amicali, famigliari...che magari vadano oltre
l'utilizzo degli idioti e limitanti “social-network”.
Di questo, ad ogni modo, le cosiddette
“Sentinelle in piedi”, che pur si autoproclamano paladine della
“famiglia naturale composta da un uomo e una donna”, non parlano.
E non ne parlano nemmeno i cosiddetti
“laici”, i cosiddetti “liberali”, i cosiddetti
“socialpappisti all'italiana” venduti al renzismo imperante e dimentichi
della spiritualità gandhiana, degli insegnamenti di Mario Pannunzio, di
Ernesto Rossi e finanche di Moana Pozzi e di Roberta Tatafiore.
Ne scriviamo noi, per quel che può
servire.
Luca Bagatin
domenica 14 dicembre 2014
La coscienza degli animali (tratto da www.lacoscienzadeglianimali.it)
E la Vita non è solo la “nostra” Vita, ma anche quella di tutto ciò che ci circonda.
Chi rispetta la Vita deve rispettarne ogni forma.
Chi è crudele con gli animali lo è anche con gli esseri umani.
Gli animali hanno un elevato livello di consapevolezza, coscienza, sensibilità e molti di loro hanno la capacità di sviluppare sentimenti.
Il primo diritto degli animali è il diritto alla vita.
Infliggere loro sofferenze per crudeltà, o peggio per divertimento, è un atto di violenza e un segno di arretratezza morale che non fa parte del mondo civile.
Per questo è necessario porre un freno al massacro degli animali nella stagione venatoria, fino alla totale abolizione della caccia. Non è degno di un Paese civile uccidere per sport, spesso con metodi crudeli, esseri viventi ignari e indifesi.
Per questo va eliminata la inumana detenzione di animali nei circhi e negli zoo.
Per questo va drasticamente vietata l’importazione di animali esotici da altri Paesi e continenti.
Per questo va promosso uno stile di vita “veg” e va cancellata la ferocia degli allevamenti intensivi, che sono una vergogna per la nostra civiltà.
Per questo deve essere sempre vietato il feroce sgozzamento degli animali da macello senza stordimento e la conseguente agonia per dissanguamento.
Per questo vanno abolite tutte le feste e i palii che sfruttano gli animali.
Per questo va vietata la vivisezione, che è priva di reale validità scientifica.
Per questo va impedito l’allevamento, la cattura e l’uccisione di animali da pelliccia
E va punito l’abbandono degli animali domestici, la loro detenzione in condizioni degradanti ed il loro maltrattamento.
Gli animali nascono uguali davanti alla Vita e per questo hanno il diritto di essere rispettati.
Rispettando gli animali, rispettiamo noi stessi, la natura di cui facciamo parte e, soprattutto, rispettiamo il valore della Vita.
Per sottoscrivere il manifesto clikka questo link: http://www.lacoscienzadeglianimali.it/index.php/sottoscrivi-anche-tu-il-manifesto/form/2
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sabato 6 dicembre 2014
La Roma degli onesti di Mario Pannunzio e Moana Pozzi, contro la Roma corrotta dei politicanti d'oggi e di sempre. Articolo di Luca Bagatin (tratto da www.lucabagatin.ilcannocchiale.it)
C'è chi, ancora oggi, si stupisce
della corruzione presente nella Capitale, delle infiltrazioni
mafiose, della commistione malavitosa fra vip, imprenditori e politici di destra e
sinistra.
C'è chi, purtuttavia, in tempi non
sospetti, quel malaffare lo denunciava già. Parliamo degli “Amici
de Il Mondo”, ovvero dei radicali di Mario Pannunzio – Ernesto
Rossi in primis (entrambi nella foto qui sotto) - che, sin dagli Anni '60, denunciavano la
speculazione edilizia e la commistione fra politica, criminalità ed
imprenditoria.
La stessa cosa fece Moana Pozzi alla
guida del Partito dell'Amore – unico partito totalmente
autofinanziato - allorquando nel 1993 si candidò a Sindaco di Roma.
Ancora oggi, su youtube, su Radio Radicale e sul sito
www.partitodellamore.it
è possibile ritrovare i filmati ed i documenti relativi alle
conferenze stampa di quel periodo (una fra queste moderata dal
direttore de L'Opinione Arturo Diaconale), ove Moana denunciava e
proponeva una sistematica lotta al malaffare, alla corruzione
politica ed alla criminalità organizzata infiltrata nella città,
oltre che proponeva un progetto per rilanciare le attività culturali
romane; proponeva – già vent'anni fa – di chiudere al traffico
il centro storico ed iniziative su come rilanciare l'occupazione
giovanile e risolvere il problema dei parcheggi.
Moana la pragmatica, ma anche
l'inascoltata che, all'epoca, prese solamente lo 0,52% dei consensi e
che morì l'anno successivo, pur indimenticata dalle persone che
l'hanno seguita ed amata.
Il Partito dell'Amore - che non
smetteremo mai di dire che non era il partito delle pornostar, bensì
il partito delle persone comuni, al punto che l'unica persona
popolare in lista era Moana, mentre tutti gli altri candidati erano
persone provenienti dalla cosiddetta società civile, fra cui
un'insegnante di lettere ed un postino – fu la prima lista civica
italiana. Una lista civica che, non avendo rendite di posizione né
posti di potere da garantire e/o da auto-garantirsi, andava al cuore
dei problemi.
E candidava Moana – simbolo-icona del
Partito stesso - che, abbandonata definitivamente la carriera di
pornodiva, pur senza rinnegarla, accettava di entrare seriamente in
politica, con determinazione e lanciando lo slogan “Governare con
più Amore”, ovvero stare più vicino ai problemi della gente
comune, come lei stessa ricordava in una video-intervista dell'epoca.
La Roma di Moana e del Partito
dell'Amore, così come quella degli intellettuali del settimanale “Il
Mondo” e del primo Partito Radicale guidato da Mario Pannunzio ed
Ernesto Rossi, sarebbe stata certamente molto diversa.
Per uscire dal
pantano occorre ripartire da lì.
Luca Bagatin
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venerdì 5 dicembre 2014
Amore, populismo e libertà ! (aforismi e riflessioni by Luca Bagatin)

Non smetterò mai di ripetere che
"qualunquismo" e "populismo" sono due grandi
valori umanitari e libertari.Il primo deriva dal partito fondato dal già repubblicano mazziniano Guglielmo Giannini – il Fronte dell'Uomo Qualunque - di ispirazione liberale e libertaria, ad esaltare l'azione di ogni singolo cittadino.
Il populismo, allo stesso modo, significa "esaltazione del popolo" ed è tipico della democrazia partecipativa di ispirazione socialista, garibaldina, peronista, chiavista e bolivariana, ove il popolo è alla base di codesti progetti politici.
Non è il mercato a doversi
autoregolare, ma le singole persone, le quali dovrebbero imparare ad
autogestirsi, vivere in armonia, amare ed amarsi reciprocamente.
Evadere
le tasse sarà immorale, ma non lo è ancor di più uno Stato che le
impone, a fronte di NESSUN servizio pubblico serio e funzionante ?
www.amoreeliberta.altervista.org
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