mercoledì 10 marzo 2021

Brasile. L'ex Presidente Lula potrà candidarsi alle Presidenziali del 2022. Articolo di Luca Bagatin

L'ex Presidente socialista del Brasile, Luis Inacio Lula da Silva, per il suo popolo semplicemente Lula, potrà partecipare alle elezioni del 2022.

A dichiararlo il giudice della Corte suprema federale brasiliana, Edson Fachin, il quale ha ribaltato tutte le sentenze a carico dell'ex Presidente nell'ambito della Tangentopoli brasiliana.

Il giudice ha stabilito che la giustizia del Paranà non aveva competenza sull'inchiesta per la quale Lula era stato condannato nel 2018. Condanna che gli aveva impedito di candidarsi alle Presidenziali contro Bolsonaro, alle quali, secondo tutti i sondaggi, avrebbe vinto.

Secondo quanto stabilito dal giudice della Corte suprema, ora i casi di condanna andranno nuovamente analizzati dalla Corte federale.

Nel frattempo, l'ex Presidente Lula può riacquistare i suoi diritti politici e decidere di candidarsi alle Presidenziali del 2022, contro Bolsonaro.

Non si deve più votare quel troglodita di Bolsonaro”, ha dichiarato Lula pochi minuti dopo la sentenza.

Lula, nel suo mandato presidenziale, dal 2003 al 2011, aveva messo al primo posto della sua agenda politica i programmi sociali, giungendo a dimezzare la malnutrizione e la mortalità infantile; a far crescere i salari minimi del 130% e a migliorare le condizioni di vita di gran parte dei brasiliani.

Alla guida del suo Partito dei Lavoratori fu, assieme ad Hugo Chavez, uno dei protagonisti del Socialismo del XXI Secolo latinoamericano, ovvero della svolta antimperialista e anticapitalista intrapresa dai Paesi latinoamericani, nel corso dei primi Anni 2000, liberatisi dai governi corrotti, liberali e filo-statunitensi.

Come molti altri leader socialisti latinoamericani (pensiamo all'ecuadoriano Correa e al boliviano Evo Morales) e, negli Anni '90, italiani (Bettino Craxi in primis), fu vittima di un uso politico della giustizia, volto a screditare le conquista del socialismo nei rispettivi Paesi.

Luca Bagatin

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lunedì 8 marzo 2021

Ricordiamo ora e sempre tre eroine: Anita, Evita e Moana. Perché non è il "femminismo" che libera le donne dal patriarcato. Ma il superamento e la distruzione dell'attuale sistema economico

Bisognerebbe avere presente che, il cosiddetto "femminismo", lungi dal voler liberare le donne dal sistema economico e sociale, distruggendolo, mira semplicemente a collocare ancora di più la donna all'interno del sistema, pretendendo che lei diventi semplicemente uguale all'uomo. Senza liberarla affatto dal sistema patriarcale.

Nel corso della Storia sono esistite tre donne, trasgressive, eretiche, eroiche, che sono morte fra i 28 ed i 33 anni ed hanno lasciato, nel ricordo di chi le ha amate, un vuoto incolmabile.
Tutte e tre si sono battute, spesso accanto agli uomini che hanno amato, per l'emancipazione sociale e civile dei Popoli e dell'Umanità. Donne che mai si sono dette "femministe" o avrebbero voluto esserlo.
I loro nomi: Ana Maria (detta Anita), Eva (detta Evita) e Anna Moana Rosa (detta Moana).
Anita Garibaldi, Eva Peron e Moana Pozzi sono quelle tre donne che, una volta accettato il ruolo di eroine (anti)politiche lo hanno assolto sino infondo e sino alla fine dei loro giorni.
 
Contro l'odio, la violenza, il liberal-capitalismo ed il Potere.
Per l'Amore e la Libertà.

(Luca Bagatin)



sabato 6 marzo 2021

Lockdown generale e sovvertire l'economia. Per salvare vite e uscire dalla pandemia


Qualcuno ha detto che è stata una misura barbarica, ma ha portato a risultati.
Il lockdown generale di due mesi, un anno fa, ha garantito una estate tutto sommato tranquilla e con pochi contagi.
Oggi ci sono le varianti, decisamente più pericolose.
Pensiamo di combatterele e di proteggere il piano vaccini con una Italia a fasce e con la gente che può contagiarsi nei posti di lavoro ?
Ma dai !
Si dia un reddito a chi non lo ha o lo sta perdendo.
Si chiuda per il tempo che serve.
Si sovverta l'economia, nazionalizzino senza indennizzo tutti i settori chiave dell'economia e i servizi pubblici (acqua, energia elettrica, telecomunicazioni, trasporti...) e si restituiscano alla comunità, attraverso lo Stato.
Solo così si vince nel lungo periodo.
Altrimenti si perdono solo tempo prezioso e vite umane.
 
L. B.
 

venerdì 5 marzo 2021

Russia. Arrestato un altro deputato comunista. Articolo di Luca Bagatin

Non si fermano gli arresti di dirigenti e deputati comunisti in Russia.

E' il caso, questa volta, del deputato della Duma regionale di Tyumen, Yuri Yukhnevich, classe 1980, peraltro Primo Segretario del Partito Comunista della Federazione russa della sua regione.

Condannato e arrestato, il 3 marzo scorso, con l'accusa di diffondere materiale estremista, per aver pubblicato sulla sua pagina socialv- su VK (il noto social russo) - un video intitolato “Ricordati dei truffatori e ladri del 2002”, che punta il dito contro il partito di governo “Russia Unita”.

Il video, postato il 5 settembre 2020, è stato notato dalle autorità governative solo recentemente e ha portato all'arresto del deputato da parte della polizia regionale, che ha invocato l'articolo 20.29 del codice amministrativo della Federazione Russa.

Tale articolo esclude la possibilità di partecipare alle elezioni per un anno, dopo l'entrata in vigore della decisione del tribunale.

Come immediatamente denunciato dai dirigenti nazionali del Partito Comunista della Federazione Russa, si è trattato dell'ennesimo tentativo di ostacolare la campagna elettorale dei comunisti, visto che le prossime elezioni legislative si terranno il 19 settembre prossimo e il partito di governo non gode più da tempo di grande consenso popolare, in particolare dopo la riforma pensionistica e altre misure in sfavore delle classi meno abbienti.

In Russia, da tempo, anche nel silenzio della gran parte dei media Occidentali, che si limitano a citare il caso di Aleksej Navalny (che è solo uno dei tanti leader di opposizione, peraltro in Russia molto minoritario), le autorità tendono a mettere i bastoni fra le ruote agli oppositori, con arresti e inciminazioni (solitamente con accuse di “estremismo” o di “partecipazione a manifestazioni non autorizzate”).

Sia a quelli rappresentati alla Duma, il Parlamento russo, ovvero i comunisti di Gennady Zjuganov - principale partito di opposizione - che ai nazionalbolscevichi de “L'Altra Russia di Eduard Limonov” che, quest'anno, dopo il congresso del 24 aprile prossimo, intendono avviare la procedura per la registrazione del partito nelle liste elettorali, sempre che – almeno questa volta – il loro partito sia accettato dalle autorità governative.

Alle elezioni di settembre, il partito governativo liberal conservatore di Putin, “Russia Unita”, dovrà vedersela in particolare i comunisti di Zjuganov; i liberaldemocratici nazionalisti di Zhirinovskj; la coalizione di sinistra patriottica composta dai socialidemocratici di “Russia Giusta”, dai “Patrioti Russi” e da “Per la Verità”; i nazionalbolscevichi di Limonov (che ultimamente stanno collaborando in varie iniziative con i “Comunisti di Russia” di Maxim Suraykin); i nazionalisti di “Rodina” e i liberali di “Piattaforma Civica”).

Luca Bagatin

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giovedì 4 marzo 2021

Cuba. Sviluppati quattro vaccini anti-Covid 19, interamente finanziati dallo Stato. Articolo di Luca Bagatin

Il vaccino anti-Covid 19 prodotto a Cuba, il Soberana 02, sta per approdare alla III fase, dopo aver ricevuto l'autorizzazione dal Cecmed (Centro per il Controllo Statale di Medicinali, Apparecchi e Dispositivi Medici), che ha analizzato la documentazione presentata dall'Istituto Finlay delle Vaccinazioni.

Soddisfazione da parte del Presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel, che su Twitter si è detto speranzoso e fiducioso nei confronti della medicina cubana, ma al contempo non ha mancato di sottolineare la necessità di mantenersi responsabili.

Grazie allo sviluppo delle biotecnologie, l'Isola caraibica socialista, ha tutte le carte in regola per iniziare la campagna di vaccinazioni, in particolare dopo l'annuncio della realizzazione del primo lotto di 150.000 dosi di Soberana 2, dei 100 milioni previsti entro la fine del 2021.

Nonostante il blocco economico, imposto dagli USA - per ragioni ideologiche - sin dagli Anni '60, Cuba ha scommesso tutto sulla produzione dei propri vaccini, finanziati al 100% dello Stato.

L'Isola è stata fortemente penalizzata dalla pandemia e sta scommettendo il tutto per tutto sulle sue competenze in campo medico-scientifico, fra le più avanzate al mondo.

I vaccini cubani sono ben quattro, il Soberana 01 e 02 e i due vaccini Abdala e Mambisa e se ne sta già sviluppando un quindo, il Soberana 01-A.

Nel mese di febbraio, a Cuba, il numero dei morti per Covid 19 sono aumentati e giunti a 108, con oltre 7000 nuovi casi.

A scommettere sui vaccini cubani, sia il Messico, che è in trattative con l'Isola per una fornitura e l'Iran, che ha già avviato test su larga scala del Soberana 02.

La III fase di sperimentazione sarà utile ai ricercatori per comprendere l'efficacia del vaccino e capire se saranno necessarie due o tre dosi ai pazienti.

I cubani che saranno vaccinati, nei mesi a venire, saranno circa 11 milioni e i funzionari sanitari del Paese contano di vaccinare l'intera popolazione entro la fine dell'anno e stanno valutando di vendere o donare all'estero le dosi aggiuntive, considerando che, secondo l'Istituto Finlay, Cuba ha la capacità produttiva per realizzare milioni di dosi di vaccino.

Luca Bagatin

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mercoledì 3 marzo 2021

Le comunità alternative naturiste, spiritualiste, libertarie e socialiste rivoluzionarie (tratto da "Rébellion)

Poiché molto affine al nostro spirito, percorso, visione politica, artistica e sociale, pubblichiamo, qui di seguito, un interessante articolo - da noi tradotto in italiano - apparso il 2 marzo scorso sul sito della rivista socialista rivoluzionaria francese "Rébellion", che tratta di comunità alternative, naturiste, spiritualiste, libertarie e socialiste rivoluzionarie storiche.

L. B. 

COMUNITA' ALTERNATIVE CENTENARIE: SOL VERITAS LUX

(tratto da: http://rebellion-sre.fr/communautes-alternatives-centenaires-sol-veritas-lux)

I movimenti alternativi degli anni 1970-2010 non hanno inventato nulla. All'alba del XX secolo, la modernizzazione dell'Europa sotto i colpi dell'industrializzazione e del capitalismo ha dato origine a esperienze culturali e comunitarie molto specifiche. (articolo pubblicato su “Rebéllion” nr. 42 del giugno 2010).

Anarchici fuorilegge, bevitori d'acqua e vegetariani.

In Francia circoli anarchici individualisti si sono battuti per una vita sana, con l'affermata necessità di seguire un'etica di vita basata sulla lotta all'alcolismo (un vero flagello sociale che garantisce al Capitale la passività della classe operaia), la promozione del cibo vegetariano, il rifiuto delle regole dell'ordine borghese e l'instaurazione di un'educazione popolare di emancipazione.

A Parigi, prima della Grande Guerra, associazioni e famiglie anarchiche (ma anche sindacalisti e socialisti rivoluzionari) svilupparono concretamente questo modo di esistere che voleva essere fuori dal sistema. Si tratta di un'affermazione radicale del rifiuto di "partecipare" alle regole della società che trova una particolare eco tra i vecchi partigiani della "propaganda per atto" (ovvero gli anarchici che hanno utilizzato il terrorismo e il "recupero individuale" come mezzo di azione). L'attivista rivoluzionario accusato dalla polizia di essere un complice della "banda dei Bonnot", Louis Rimbault (1877-1949) fu una figura feroce di questo movimento. Léo Malet, il miglior autore di thriller francese, conosceva questo tipo di casa negli anni '30 e lo rievoca nelle avventure di Nestor Birmania.


Ombre e luci del Monte Verità

In Germania, il movimento di "riforma della vita" ha sostenuto la fuga delle città, il ritorno alla natura come soluzione alla crisi causata dal crescente commercialismo, al vegetarianesmo, al rifiuto di alcol e tabacco, nudismo, medicine naturali (soprattutto l'inizio di omeopatia), libertà sessuale, misticismo e scoperta delle spiritualità orientali.

Caso emblematico, che di per sé incarna la ricchezza e le ambiguità di questo tipo di esperienza, la colonia del Monte Verità è stata fondata da un gruppo della Boemia bavarese. Nella magnifica cornice naturale del Ticino svizzero, una piccola comunità di uomini e donne si insedia per fondare una comunità ideale e libera. Figlio di un industriale belga, Henri Oedenkoven finanzia i lavori per creare una sorta di sanatorio vegetariano. Sua moglie, Ida Hofmann, insegnante di pianoforte, wagneriana e femminista avrà un ruolo centrale nell'esperienza.

Si trattava di creare quello che si voleva come luogo di rinascita e rigenerazione, di porre le basi di una “nuova vita” al di fuori della struttura corrotta del mondo dell'edilizia. Vita di comunità, cibo vegetariano e frugale, sedute di elioterapia (in un certo senso prendere il sole, i “coloni” adoravano la stella solare) e ginnastica: il Monte Verità era l'apice del culto del corpo guarito. Una compagnia di ballo soggiornava regolarmente presso le strutture della comunità.

Molto rapidamente, il Monte Verità è stato un punto d'incontro per naturisti, riformatori sociali, attivisti rivoluzionari (molti dei quali erano attivisti dei consigli operai bavaresi dopo la sconfitta del 1918), artisti, antroposofisti e altri teosofi di tutte le nazionalità. Il dissenso è sorto abbastanza rapidamente tra la coppia fondatrice (che voleva sviluppare l'immagine di marca della comunità e creare un centro benessere alberghiero prima dell'ora) e la frangia più radicale della comunità. I fratelli Graser hanno criticato i compromessi fatti con il sistema per sostenere finanziariamente il progetto. Gusto Graser guiderà la fronda e si ritirerà in una grotta eremita con sua moglie Jenny Hofmann (sorella di Ida). Sotto l'influenza delle religioni e filosofie orientali, diventa un profeta ambulante del pacifico panteismo. Lo scrittore tedesco Hermann Hesse era strettamente legato a Graser e gli rende omaggio nella sua opera più importante, Demian.

Lo shock della Grande Guerra è stato quello di distruggere i suoi tentativi alternativi, ma altri sarebbero nati sulle rovine del nostro continente. L'esperienza rivoluzionaria e poetica di Fiume nel 1917 sarà un'altra forma di questa ricerca di una comunità ideale. Ma questa è già un'altra storia.

martedì 2 marzo 2021

I principali problemi del mondo moderno

I PRINCIPALI PROBLEMI DEL MONDO MODERNO


Il capitalismo
Il danaro
Il produttivismo
Il liberalismo
La religione
Il consumismo
L'europeismo
L'edonismo
L'egoismo
Il progresso ad ogni costo
Il razzismo inteso come negazione delle diversità
Il politicamente corretto
 
(Luca Bagatin)