Da quando l’uomo
prese un tronco robusto e lo trasformò in clava sino
all’Intelligenza Artificiale, ogni progresso tecnologico è stato
finalizzato all’uso di arma, compresi la polvere da sparo usata in
principio solo per i fuochi artificiali, internet e la telefonia
mobile. Però oggi la volontà di trasformare l’intelligenza
artificiale quale patrimonio dell’intera umanità sta cozzando
sempre con quelle velleità belliche che il genere umano esprime da
millenni in una forsennata gara per eliminare il suo prossimo. Far
emergere l’aspetto della necessaria cooperazione tra gli Stati al
fine di assicurare beneficio per il mondo intero dovrebbe, invece,
essere una priorità.
In un nostro
precedente articolo, abbiamo parlato del progetto da 600 miliardi di
dollari che gli Stati Uniti d’America stanno sviluppando in quanto
ritengono una minaccia i differenti livelli di sviluppo della
tecnologia tra Pechino e Washington che vede certamente primeggiare
la Repubblica Popolare della Cina visti gli straordinari risultati
raggiunti.
E sono proprio
gli statunitensi a mettere in rilievo il primato cinese. Di recente,
l’Information
Technology and Innovation Foundation
(Itif) – un think
tank statunitense
senza scopo di lucro con sede a Washington D.C., focalizzato sulle
politiche pubbliche legate all’industria e alla tecnologia –, ha
pubblicato un rapporto in cui si afferma che un sondaggio di 20 mesi
condotto dall’organizzazione sulle capacità di innovazione della
Repubblica Popolare della Cina in dieci campi della tecnologia
avanzata ha dimostrato che Pechino è diventata un leader mondiale
dell’innovazione nell’energia nucleare e nei veicoli elettrici;
in quattro campi, tra cui l’intelligenza artificiale (IA) e la
tecnologia quantistica, non si discosta molto dai leader mondiali.
Grazie alla duplice forza trainante dei vantaggi in termini di costi
e della crescente capacità di innovazione, sempre più aziende
cinesi stanno acquisendo fama mondiale.
Il sito web
statunitense Interesting
Engineering ha
confermato che questi risultati dimostrano in modo inequivocabile che
la Repubblica Popolare della Cina attribuisce all’innovazione molta
più importanza rispetto al passato e ha compiuto notevoli progressi
nel migliorare le proprie capacità di innovazione. Il continuo
rafforzamento della capacità di innovazione cinesi è dovuto alle
politiche scientifiche e tecnologiche formulate dal governo.
Nel corso del
2024, l’Itif ha condotto un’analisi approfondita delle capacità
di innovazione di 44 aziende cinesi. Queste aziende robotica,
materiali chimici, energia nucleare, semiconduttori, tecnologia dei
display, veicoli elettrici e batterie, intelligenza artificiale,
computer quantistici, prodotti biofarmaceutici e macchine utensili.
Il rapporto ha
evidenziato che la Cina è all’avanguardia nell’energia nucleare,
allo stesso livello del mondo nei veicoli elettrici e nelle batterie
e vicina al livello avanzato nei robot, nei display,
nell’intelligenza artificiale e nell’informatica quantistica.
Il rapporto
ritiene che la Repubblica Popolare della Cina sia diventata leader
mondiale nella tecnologia dei reattori nucleari. Negli ultimi dieci
anni la Repubblica Popolare della Cina ha sviluppato più reattori
nucleari di quanti ne abbiano installati gli Stati Uniti d’America
negli ultimi 30 anni. Pechino prevede di costruire più di 100 nuovi
reattori nucleari entro il 2035. Attualmente la Repubblica Popolare
della Cina è probabilmente dai 10 ai 15 anni più avanti degli Stati
Uniti d’America nella sua capacità di installare reattori nucleari
di quarta generazione su larga scala.
Nel settore dei
veicoli elettrici, la produzione cinese di batterie per veicoli
elettrici rappresenta il 77% della produzione totale mondiale. La
Repubblica Popolare della Cina è anche il più grande produttore e
venditore di veicoli elettrici al mondo. L’anno scorso, Byd –
marca automobilistica cinese – ha venduto tre milioni di veicoli
elettrici, quasi il doppio delle vendite globali di Tesla. I
produttori cinesi di auto elettriche sono all’avanguardia in
settori quali la tecnologia di guida autonoma.
Il rapporto
afferma che la tecnologia quantistica non solo è di grande
importanza per la sicurezza nazionale, ma ha anche il potenziale per
avere un impatto trasformativo sull’economia e sulla società. In
termini di comunicazione quantistica, la RP della Cina occupa una
posizione dominante a livello mondiale. L’apertura della prima rete
dorsale di comunicazione quantistica sicura al mondo, la
Beijing-Shanghai Trunk
Line, e il lancio del
Quantum Science
Experimental Satellite MoZi
sono le migliori prove. In termini di rilevamento quantistico, la
Repubblica Popolare della Cina è più o meno alla pari con gli Stati
Uniti d’America. Nel campo dell’informatica quantistica, sebbene
Pechino abbia un leggero divario, si sta impegnando per recuperare.
Il rapporto
mostra inoltre che, in termini di risultati della ricerca
sull’intelligenza artificiale generativa, Repubblica Popolare della
Cina e Stati Uniti d’America sono alla pari, contribuendo con
migliaia di articoli ed esplorando le infinite possibilità
dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, la RP della Cina ha ancora
margini di miglioramento per quanto riguarda il numero di citazioni
degli articoli. Sebbene l’ecosistema dell’intelligenza
artificiale cinese stia maturando rapidamente, deve ancora affrontare
sfide significative. Per quanto riguarda gli investimenti privati
nell’intelligenza artificiale, le aziende statunitensi hanno
attratto più capitale di rischio e lanciato modelli di intelligenza
artificiale più innovativi. Tuttavia, si prevede che questo divario
si ridurrà man mano che gli investitori stranieri (tra cui l’Arabia
Saudita) inizieranno ad apprezzare l’enorme potenziale dello
sviluppo dell’intelligenza artificiale cinese.
Il rapporto
sottolinea inoltre che fino a poco tempo fa la Repubblica Popolare
della Cina era solamente considerata all’avanguardia nel campo
dell’innovazione, ma negli ultimi anni la situazione è cambiata
notevolmente. Pechino è diventata la seconda economia mondiale e il
governo e le imprese cinesi hanno aumentato gli investimenti nella
ricerca e nello sviluppo di tecnologie ad alto valore. Il continuo
progresso della RP della Cina nell’innovazione è dovuto a
politiche scientifiche e tecnologiche ben determinate.
Sempre
Interesting
Engineering ha
riferito che, basandosi su queste politiche, l’esecutivo cinese ha
dato priorità allo sviluppo dell’istruzione in scienza,
tecnologia, ingegneria e matematica; ha compiuto ogni sforzo per
creare istituti di ricerca e parchi tecnologici industriali di
livello mondiale, ha fornito finanziamenti, sussidi e incentivi
fiscali per la ricerca scientifica e ha incoraggiato la cooperazione
pubblico-privato per costruire congiuntamente un ecosistema di
innovazione.
Il rapporto
sottolinea in più che le politiche scientifiche e tecnologiche della
Repubblica Popolare della Cina hanno notevolmente migliorato le
capacità di innovazione scientifica e tecnologica del Paese,
portandole a livelli di livello mondiale in un breve lasso di tempo e
hanno promosso una crescita esponenziale della produzione complessiva
di ricerca. Prendendo ad esempio la pubblicazione di articoli, nel
2012 la Repubblica Popolare della Cina ha pubblicato circa 330.000
articoli, mentre gli Stati Uniti d’America ne hanno prodotti
430.000. Ma nel 2016 il numero di articoli pubblicati dalla
Repubblica Popolare della Cina è salito a più di 900.000, superando
quello degli Stati Uniti d’America.
La quantità e
la qualità della produzione scientifica cinese stanno migliorando,
come dimostra l’acquisizione di un gran numero di brevetti di alta
qualità. Nel 2020, la Repubblica Popolare della Cina si è
classificata al terzo posto per numero di brevetti concessi
dall’Ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti d’America
(United States Patent
and Trademark Office),
alle spalle di Washington e Tokyo, a dimostrazione del fatto che
l’innovazione e lo sviluppo nella Repubblica Popolare della Cina
hanno un buon rapporto positivo e che gli input innovativi si sono
trasformati in output innovativi più numerosi e di qualità
superiore.
Pur confermando
i risultati ottenuti dalla Repubblica Popolare della Cina in termini
di innovazione, il rapporto dell’Itif mette in evidenza che pure
nei settori della chimica, delle macchine utensili, dei
semiconduttori e dei prodotti biofarmaceutici, la Repubblica Popolare
della Cina presenta ancora un certo divario rispetto al livello
avanzato mondiale. Tuttavia, la Repubblica Popolare della Cina sta
recuperando rapidamente terreno in questi settori.
Tutto questo
dimostra che, nonostante la Repubblica Popolare della Cina abbia
assunto un ruolo guida nello sviluppo di chip utilizzati in
dispositivi quali frigoriferi e cardiofrequenzimetri, esiste ancora
una lacuna nella produzione di semiconduttori di alta qualità.
Inoltre, l’industria biofarmaceutica cinese sta iniziando a
mostrare la sua brillantezza, come testimoniato dall’aumento sia
della quantità che della qualità delle pubblicazioni scientifiche
legate alla biotecnologia, dalla continua comparsa di nuovi risultati
di ricerca e sviluppo di farmaci e dal crescente numero di
sperimentazioni cliniche condotte in Cina.
Il rapporto
ritiene che, sebbene la Repubblica Popolare della Cina non sia ancora
diventata leader mondiale dell’innovazione in alcuni settori, stia
compiendo progressi estremamente rapidi. Nei prossimi 10-20 anni, è
probabile che la Repubblica Popolare della Cina raggiunga o sia molto
vicina alla frontiera dell’innovazione globale nella maggior parte
dei settori industriali più avanzati. Nella nuova ondata di
innovazione, la Cina è destinata a diventare il centro mondiale
dell’innovazione.
Vi sono grandi
passi in avanti nel rapido sviluppo e la diffusa applicazione della
tecnologia dell’intelligenza artificiale generativa, che hanno
innescato una vera e propria mania per l’IA che sta travolgendo il
mondo e i media: e si sta inaugurando un’opportunità di
trasformazione e sviluppo. La misteriosa singolarità tecnologica nei
romanzi di fantascienza sta passando dall’immaginazione alla
realtà, conducendo l’umanità verso un nuovo tempo e uno spazio
pieni di incognite. L’era degli smart
media sta arrivando.
L’intelligenza
artificiale porta possibilità illimitate all’industria dei media,
ma proprio come le precedenti rivoluzioni della tecnologia della
comunicazione, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale non può
sfuggire al “dilemma di Collingridge”: ossia ci siano due
percorsi verso l’innovazione; uno di questi è analizzare ogni
innovazione, cercando di anticiparne le possibili conseguenze
negative; in questo modo si possono evitare grandi mali. I pro e i
contro delle tecnologie emergenti rimangono in una “scatola nera”
finché non vengono testati nella pratica.
I cinesi
auspicano che la creazione di un meccanismo mondiale di governance
efficace per promuovere l’intelligenza artificiale a beneficio
dell’umanità diventi un obiettivo ampiamente condiviso nella
comunità internazionale. Nell’ottobre 2023, il presidente cinese
Xi Jinping
ha proposto la Global
Initiative for Artificial Intelligence Governance
in occasione del terzo Belt
and Road Forum per la
cooperazione internazionale. Egli ha proposto la soluzione della
Repubblica Popolare della Cina e ha contribuito con saggezza
tipicamente cinese in questo profondo argomento dei nostri tempi.
Durante la visita del presidente Xi Jinping in Francia nel maggio
2024, Pechino e Parigi hanno rilasciato una dichiarazione congiunta
su intelligenza artificiale e governance
globale, in cui si affermava che la Repubblica Popolare della Cina
era disposta a partecipare all’Artificial
Intelligence Action Summit
che poi si è tenuta a Parigi gli scorsi 10 e 11 febbraio. La
partecipazione del vice premier Zhang
Guoqing al Summit
in qualità di rappresentante speciale del presidente Xi Jinping è
stato un passo in avanti per implementare le intese comuni tra i due
presidenti e per dimostrare l’atteggiamento responsabile della
Repubblica Popolare della Cina quale Paese importante nel campo
dell’IA e il suo impegno nel promuovere lo sviluppo e la sicurezza
di questo settore. Attraverso tale Summit, la Repubblica Popolare
della Cina ha migliorato la comunicazione e gli scambi con tutte le
parti, unendo il consenso per la cooperazione e promuovendo
attivamente l’implementazione del Global
Digital Compact delle
Nazioni Unite – iniziativa proposta dell’agenda pubblica del
Segretario Generale dell’Onu, António
Guterres.
L’obiettivo di questo accordo è di assicurare che le tecnologie
digitali siano utilizzate responsabilmente e per il beneficio di
tutti, combattendo così il divario digitale e incentivando un
ambiente digitale sano e inclusivo. Inoltre in quel consesso la
Repubblica Popolare della Cina ha inoltre invitato i Paesi e gli
esperti di tutto il mondo a partecipare alla Global
Developer Conference
che si è tenuta nel distretto Xuhui di Shanghai dal 21 al 23
febbraio 2025 presso il West
Bund Grand Theatre,
per definire un quadro di governance
globale dell’intelligenza artificiale basato su un ampio consenso e
per la promozione di essa per il bene di tutti.
Organizzata
dalla Shanghai AI
Industry Association
(Saia), la conferenza ha ospitato circa cento comunità di
sviluppatori da tutto il mondo, tra cui Hugging
Face e Microsoft
Developer Community.
L’evento ha presentato una serie di attività, tra cui una
cerimonia di apertura, sessioni di networking, forum aziendali e
attività per sviluppatori, promuovendo la collaborazione e
l’innovazione tra i migliori giovani sviluppatori. Hanno
partecipato anche due importanti aziende cinesi di intelligenza
artificiale SenseTime
e MiniMax.
Uno dei momenti
salienti della conferenza di quest’anno è stata la partecipazione
del team DeepSeek,
rinomato per il suo innovativo modello di linguaggio di grandi
dimensioni open source
(Large Language
Model-Llm: sono
modelli di machine
learning in grado di
comprendere e generare testo in linguaggio umano; funzionano
analizzando enormi set di dati di linguaggio). Esso ha ottenuto un
riconoscimento globale. Saia ha confermato che il team sarà
attivamente coinvolto nell’evento. In merito a DeepSeek
va aggiunto che è necessario sensibilizzare il nostro Paese riguardo
all’eliminazione dei limiti all’utilizzo introdotti dall’Italia.
Riguardo l’utilizzo di DeepSeek
qui da noi suggeriamo di superare il divieto di utilizzo – imposto
da terzi alla nostra classe dirigente eterodiretta – poiché la
violazione dei dati personali è inesistente visto che la App è
appunto open source
e trasparente.
In definitiva
l’iniziativa generale cinese sottolinea che la governance
dell’intelligenza artificiale è legata al destino dell’intera
umanità ed è una questione comune a tutti i Paesi del mondo. Sullo
sfondo delle diverse sfide che la pace e lo sviluppo mondiale devono
affrontare, ogni Stato dovrebbe aderire al principio di attribuire
pari importanza allo sviluppo e alla sicurezza, creare consenso
attraverso il dialogo e la cooperazione, stabilire un meccanismo di
governance
aperto, equo ed efficace, promuovere la tecnologia dell’intelligenza
artificiale a beneficio dell’umanità – e non di una parte che lo
usi come arma – e promuovere la costruzione di una comunità con un
futuro condiviso per l’umanità. Concentrandosi su questioni quali
lo sviluppo, la sicurezza e la governance
dell’intelligenza artificiale, la presa di posizione cinese propone
principi fondamentali quali orientamento alle persone ed intelligenza
per il bene, contribuendo alla risoluzione delle sfide che pone
l’intelligenza artificiale quando, invece, è usata come arma.
Giancarlo Elia
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