domenica 20 marzo 2022

L'equilibrio e la razionalità della Cina di fronte al conflitto russo-ucraino. Articolo di Luca Bagatin

Già prima dello scoppio del recente conflitto russo-ucraino, il Ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, si era espresso alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza nella ricerca di: “una soluzione pacifica che garantisca sicurezza e stabilità in Europa”, sottolineando come “nessuno è al di sopra del diritto internazionale”.

In particolare, relativamente all'Ucraina, aveva affermato – ammonendo tanto gli USA che la Russia e l'UE - che “L'Ucraina deve essere un ponte che unisce Est e Ovest e non una linea di fronte per una competizione tra diverse potenze”.

E il governo socialista cinese, attraverso il suo Ministro degli Esteri, anche in quell'occasione, aveva ribadito due concetti fondamentali.

Il primo affermando: “si è tornati ad una mentalità da Guerra fredda, ma è sbagliato riportare indietro le lancette della Storia. Per trasformare il mondo in un posto migliore, i Paesi devono lavorare insieme, in un clima fondato sulla cooperazione, non sulla competizione”.

Il secondo facendo riferimento alla lotta mondiale contro una pandemia difficile, peraltro non ancora totalmente debellata: “Dopo la pandemia l'economia mondiale si sta riprendendo lentamente e, per avviarci verso un progresso sostenibule, ci appelliamo a tutti i Paesi per agire insieme”.

Pochi giorni fa, il Presidente cinese Xi Jinping, nei colloqui con Biden ha affermato, ancora una volta, cose di totale ragionevolezza: “Un conflitto non è nell'interesse di nessuno. Le relazioni tra Stati non possono arrivare alla fase dello scontro militare”, senza peraltro dimenticare le responsabilità dirette degli USA nell'alimentare il conflitto, tanto che il portavoce del Ministero degli Esteri, Zhao Lijian, aveva ricordato, poco prima dei colloqui che “la Cina fornisce all'Ucraina cibo, latte in polvere, sacchi a pelo, trapunte e materassini impermeabili, ma gli USA offrono armi letali. Non è difficile per le persone giudicare se cibo, sacchi a pelo o armi sono più essenziali per la popolazione ucraina”.

L'Ansa del 20 marzo, ha riportato le recenti dichiarazioni del Ministro degli Esteri cinese Wang, che, ancora una volta, dimostrano equilibrio, razionalità e capacità diplomatica: “La Cina continuerà a formulare giudizi indipendenti basati sul merito della questione e in un atteggiamento obiettivo ed equo. Non accetteremo mai alcuna coercizione e pressione esterna e ci opponiamo anche a qualsiasi accusa e sospetto infondati contro il nostro Paese” Ribadendo che “la soluzione a lungo termine è abbandonare la mentalità della Guerra Fredda, astenersi dall'impegnarsi in scontri di gruppo e formare veramente un'architettura di sicurezza regionale equilibrata, efficace e sostenibile. Solo in questo modo si può raggiungere una stabilità a lungo termine nel continente europeo”. “Il tempo dimostrerà che la posizione della Cina è dalla parte giusta della Storia”, ha concluso Wang.

La Cina, guidata da Xi Jinping, ha ampiamente dimostrato, anche durante la pandemia (che non è finita, ma che anche la Cina si trova ancora, in questi giorni, a contrastare), di aver saputo adottare misure serie e pragmatiche (secondo il principio scientifico “tracciare, testare, trattare”). Fuori da ogni complottismo e da ogni tesi anti-scientifica o fantascientifica. Esattamente come ha fatto l'altrattanto socialista isola di Cuba, che per la Cina è un partner serio e importante.

Esattamente un anno fa, nel febbraio 2021, la Repubblica Popolare Cinese, aveva posto fine alla povertà assoluta, riportando il dato che ben 98,99 milioni di persone erano riuscite a migliorare le proprie condizioni di vita. E che le 832 aree rurali più svantaggiate del Paese, avevano subito profonde trasformazioni che avevano garantito loro alloggi più confortevoli, servizi pubblici, migliori opportunità di lavoro, di istruzione e migliori infrastrutture.

Risultati notevoli in un Paese passato storicamente dal feudalesimo al colonialismo, sino alla rivoluzione maoista prima e “socialista con caratteristiche cinesi” dagli Anni '70 in poi. Ovvero permettendo la proprietà privata, ma ponendola al servizio della comunità e sotto il controllo della comunità stessa e non del profitto.

La Cina è dunque rimasta un Paese socialista, ma non dogmatico e che non vuole imporre il suo sistema ad altri.

Dialoga e commercia con tutti i Paesi e non ha altro interesse a fare questo. Ha creato partnership alla pari in Africa e America Latina. Ha mantenuto il suo sistema socio-economico e politico, adattandolo alla mentalità cinese e dialoga con tutti i partiti comunisti del mondo, ma non volendo imporre la sua visione.

Nel maggio 2021, il governo cinese ha organizzato un convegno mondiale dei 58 partiti marxisti-leninisti del mondo, ciascuno con le proprie peculiarità e differenze.

Il Presidente Xi Jinping ricordò allora come il marxismo sia “pieno di vitalità nella Cina del XXI secolo” e come esso sia “teoria scientifica che rivela i modelli alla base dello sviluppo della società umana”, rappresentando “il formidabile strumento teorico che usiamo per capire il mondo ed effettuare il cambiamento”.

Ora, si può essere marxisti o meno. Si può essere socialisti oppure no. Ma qualsiasi persona dotata di logica, soprattutto se sfruttata, può rendersi conto di come i conflitti, le guerre, la mancanza di dialogo, cooperazione e lo sfruttamento (sia delle risorse naturali che della forza lavoro), non possano che essere uno svantaggio per tutti. Sempre e comunque. E la Storia lo ha ampiamente dimostrato in ogni e per ogni Paese al mondo.

La Cina del XXI secolo sembra essere fra i pochi Paesi al mondo ad aver imparato tale lezione e a trarne insegnamento.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

sabato 19 marzo 2022

Ron Paul (membro Camera dei Rappresentanti USA) invoca la non ingerenza nella questione Ucraina. Articolo di Luca Bagatin

 

Come riportato – venerdì 18 marzo scorso - dal media statunitense “Kitco News” (https://www.kitco.com/news/2022-03-18/Ron-Paul-Bitcoin-still-in-danger-of-being-banned-Ukraine-war-could-get-out-of-control.html), attraverso una video intervista e un articolo, sulla questione Ucraina è intervenuto l'ex membro del Congresso degli USA, nonché attuale componente della Camera dei Rappresentanti, Ron Paul.

Ron Paul, classe 1935 e politico libertario di lungo corso, candidato più volte alle primarie per la Presidenza degli Stati Uniti d'America (nel 1988 con il Partito Libertario e nel 2008 e 2012 alle primarie del Partito Repubblicano), ha dichiarato che gli USA, dall'Ucraina, anziché inviare armi o assistenza militare, dovrebbero “fare le valigie e tornare a casa”.

Non avremmo mai dovuto essere lì se avessimo avuto una politica estera costituzionale non interventista”, ha affermato Ron Paul a Michelle Makori, caporedattrice di Kitco News.

Penso che uno degli eventi più importanti che ha portato alla crisi che abbiamo ora, è il colpo di stato che c'è stato in Ucraina nel 2014, e l'evidenza è schiacciante che abbiamo partecipato a questo colpo di stato, per sbarazzarci di un leader che è stato in qualche modo equo ed equilibrato nel trattare con la Russia”, ha affermato Ron Paul.

Aggiungendo: “Non c'è niente nella Costituzione che dice che arbitrariamente possiamo essere coinvolti in conflitti stranieri senza una dichiarazione di guerra”.

Ron Paul teme che la situazione possa degenerare ulteriormente, se si continua a soffiare sul fuoco e ha affermato: “Spero sicuramente che coloro i quali predicono una escalation nucleare siano assolutamente in errore. È solo qualcosa a cui non voglio nemmeno pensare perché è così folle, ma poi di nuovo, sei costretto a pensarci quando le persone iniziano a parlarne”.

E i suoi pensieri vanno ai tempi della guerra nel Vietnam, che fu un lungo conflitto, che portò solo sciagura per gli stessi USA, alimentando l'inflazione degli Anni '70.

Ron Paul è noto per le sue posizioni libertarie nell'ambito dei diritti civili e contro il razzismo e per una politica economica di stampo liberal-liberista, che purtuttavia ha sempre sottolineato di non voler esportare ad alcun Paese.

In politica estera si è sempre opposto ad ogni intervento militare all'estero, sin da quando mosse dure accuse contro l'amministrazione Clinton in merito alla conduzione della guerra del Kosovo, affermando che il Presidente non aveva informato in tempo reale il Congresso dello svolgimento degli eventi militari. Non rispettando, in questo modo, la Costituzione degli USA. E denunciò quella dichiarazione di guerra, approvata da Clinton senza il consenso del Congresso.

Parimenti si è sempre espresso per una politica non-interventista e anti-guerrafondaia degli USA.

Da sempre molto boicottato dai media e dal sistema politico statunitense, è sempre stato molto rispttato e popolare fra i cittadini, che hanno sostenuto spesso con entusiasmo le sue discese in campo.

E' inoltre da sempre per l'abolizione della Federal Reserve e quindi per il ritorno al sistema aureo e per il ritiro degli USA dalla NATO, oltre che per la fine dell'embergo contro Cuba.

Ha sempre sostenuto che la Costituzione degli USA deve essere rispettata e quindi che gli USA non debbono entrare in guerra contro altri Paesi, ma unicamente commerciare con loro e avere relazioni pacifiche, senza ingerenze.

Fu sostenuto anche dal regista Oliver Stone (noto per le sue idee libertarie, ma di sinistra), il quale dichiarò, nel 2012, che “è l'unico tra quelli che dice qualcosa di intelligente sul futuro del mondo”.

Saggi politici di Ron Paul sono stati editi anche in Italia, dalla casa editrice Liberilibri, pensiamo a “La terza America” e “End the Fed”.

Probabilmente, se al governo degli USA, rispetto a un Clinton, a un Bush, a un Obama, a un Trump e a un Biden, ci fosse stato il purtroppo volutamente boicottato Ron Paul, la Storia sarebbe stata molto diversa e molte guerre e conseguenti morti civili, sarebbero state evitate.

E sarebbero evitate ancora oggi. In questi giorni.

Pur con idee socio-politiche e economiche diametralmente opposte rispetto a quelle del Presidente cinese Xi Jinping, Ron Paul, come il leader cinese, segue la linea della non ingerenza, del dialogo e del rispetto reciproco.

Xi, nei colloqui con Biden, ha affermato – fra le altre cose - "Un conflitto non è nell'interesse di nessuno. Le relazioni tra Stati non possono arrivare alla fase dello scontro militare".

E il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, aveva ricordato, poco prima del colloqui, che “la Cina fornisce all'Ucraina cibo, latte in polvere, sacchi a pelo, trapunte e materassini impermeabili, ma gli USA offrono armi letali. Non è difficile per le persone giudicare se cibo, sacchi a pelo o armi sono più essenziali per la popolazione ucraina”.

Questi dovrebbero essere i punti di partenza di ogni persona di buona volontà, che abbia a cuore gli interessi degli abitanti del pianeta.

Indipendentemente dalle idee politiche che professa, occorre sempre onestà intellettuale, morale e capacità di apertura e dialogo. Qualità spesso rare, ma le uniche capaci di fare uscire il mondo da ogni forma di conflitto.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

venerdì 18 marzo 2022

DEA DELLE ACQUE. Poesia di Luca Bagatin

DEA DELLE ACQUE

Poesia di Luca Bagatin
Musa nelle foto: Vasilisa Semiletova
(la corona nelle foto è una sua creazione artigianale)

Dalla schiuma

Emergi

Dea dagli occhi profondi

Che cambiano colore.

Dalla schiuma emerge il tuo erotismo.

Emerge la tua saggezza e il tuo senso artistico.

Hai conquistato il mio cuore

E vorrei essere con te, ora

Per farti sentire il mio amore.

Accarezzando la tua pelle,

Che emerge dalla schiuma,

E baciando le tue labbra

Che tale schiuma profuma.

E poi nulla più.

Essere fuso con te,

Nelle acque profumate.

E vivere in eterno, nella Luce.

Dell'Amore.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

#nowar #stopwar #stopsanzioni #nosanctions #givepeaceachance

18 marzo 1871. A Parigi nasceva la "Comune", ovvero il primo governo socialista della Storia. Articolo di Luca Bagatin

Il 18 marzo 1871, i quartieri popolari di Parigi insorsero e istituirono, per la prima volta nella Storia, un governo socialista autogestionario. Ovvero il primo tentativo di istituire un autogoverno operaio, edificato direttamente dalla classe proletaria per la classe proletaria medesima.

Fu, in sostanza, il primo esempio di rivoluzione proletaria e operaia della Storia. Il primo governo comunista, potremmo dire.

Lontana dalla liberale Rivoluzione Francese del 1789, che pose al governo la classe borghese e liberal-capitalista, la Comune di Parigi anticipò la Rivoluzione Russa del 1905 e la grande Rivoluzione Sovietica del 1917.

Rivoluzione e rivoluzioni che, per la prima volta nella Storia, si contrapposero non solo all'oligarchia monarchica, ma anche alla borghesia sfruttatrice e al totalitarismo liberale, ancora oggi imperante in tutta Europa e nei Paesi capitalisti.

La Parigi del 1871, già provata dall'insensata guerra franco-prussiana che vide la sconfitta di Napoleone III, insorse e organizzò le prime barricate armate.

Per la prima volta nella Storia, i cittadini presero così il potere, scacciando il governo liberal-borghese di Adolphe Thiers, adottando il colore rosso quale propria bandiera e dichiarando costituita una Repubblica socialista. La Comune di Parigi, appunto, il cui Consiglio fu eletto il 28 marzo.

La Comune, fondata su principi di democrazia sociale e municipale, proclamò – fra le altre cose - la parità di salario fra uomini e donne; promosse l'istruzione femminile; garantì un alloggio per tutti; introdusse norme a tutela del lavoro; garantì libertà di stampa e di parola e la laicità assoluta dell'autogoverno costituitosi.

Purtroppo, come l'esperienza mazziniana della Repubblica Romana del 1849 e quella d'annunziana di Fiume del 1920, altri esempi di profonda democrazia diretta e socialismo autogestionario e laico, anche la Comune di Parigi ebbe vita breve e fu soppressa nel sangue nel maggio 1871, da parte del governo francese, causando un eccidio di almeno 20.000 comunardi in una settimana.

Fra gli eroi della Comune, merita un particolare ricordo l'anarchica e socialista Louise Michel (1830 – 1905). Insegnante e scrittrice, Louise Michel, fu infatti una delle più fervide combattenti fra le barricate.

Con l'accusa di istigazione alla guerra civile e al colpo di Stato, Loiuse fu successivamente condannata alla deportazione e incarcerata per vent'anni.

Tornò in Francia nel 1880 e non smise mai di fare politica, sostenendo l'ideale socialista autogestionario. Nel 1904, un anno prima di morire, sarà iniziata in Massoneria nella Loggia di Rito Scozzese Antico ed Accettato “La Philosophie Sociale”.

E' ancora oggi ricordata, come la Comune di Parigi stessa, da tutti i movimenti di ispirazione socialista, autogestionaria e anticapitalista del mondo.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

giovedì 17 marzo 2022

Nasce un fronte socialista europeo per la pace e il disarmo. Articolo di Luca Bagatin

Pur nel silenzio dei grandi media, grazie al Segretario Generale del partito socialista spagnolo Podemos, nonché Ministra dei Diritti Sociali e dell'Agenda 2030, Ione Belarra, sta avanzando – da alcune settimane - un fronte socialista europeo per la pace e il disarmo.

Un appello colto immediatamente dall'ex leader laburista Jeremy Corbyn e dal candidato alle Presidenziali francesi – contro Macron – Jean-Luc Mélenchon, leader della coalizione socialista e comunista “La France Insoumise”.

Ione Belarra, smarcandosi dal suo stesso governo, ha infatti lanciato una campagna europea contro l'invio di armi in Ucraina, concordata nell'ambito UE.

Podemos sta infatti lavorando per promuovere un movimento per la pace, condannando l'aggressione di Putin all'Ucraina e allo stesso tempo promuovendo canali diplomatici di dialogo, rifiutando ogni invio di armi.

Si sono detti concordi, su tale tesi, sia Mélenchon che Corbyn. Il primo ha dichiarato, in un video, che “Il pianeta può essere completamente distrutto da una guerra, se la lasciamo diffondere” e che “L'invasione dell'Ucraina è responsabilità esclusiva del governo nazionalista di Vladimir Putin in Russia”. Aggiungendo che “Non c'è altro modo che la diplomazia per risolvere questo problema” - in quanto – afferma il leader socialista francese - “Nel continente europeo abbiamo già conosciuto due guerre mondiali, non ne vogliamo una terza”.

Dobbiamo raddoppiare, sostenere e accompagnare i colloqui che sono già in corso tra Russia e Ucraina”, ha affermato, peraltro, la Ministra Belarra.

L'ex leader laburista Jeremy Corbyn, oggi deputato indipendente del Parlamento britannico, da parte sua, ha sempre criticato sia l'allargamento NATO ad Est, che il governo capitalista autoritario di Putin e i suoi oligarchi, anche quando i governi britannici precedenti (Blair in testa), lo elogiavano.

In sintonia con tale appello, anche i comunisti britannici, che, attraverso le parole del Segretario Generale Robert Griffiths hanno dichiarato: “I comunisti britannici hanno espresso la loro solidarietà con gli attivisti per la pace in tutto il mondo, inclusa la Russia, e hanno riaffermato la loro opinione che la NATO è una forza per l'instabilità e il conflitto, piuttosto che per la sicurezza e la pace”.

E dello stesso avviso anche i comunisti greci del KKE, il cui Segretario Generale, Dimitris Koutsoumpas, ha dichiarato - fra le altre cose - che “Il KKE dedica tutte le sue forze al popolo greco e agli altri popoli per combattere il nazionalismo e le alleanze imperialiste borghesi, per rafforzare la lotta comune dei lavoratori, per liberarsi finalmente del sistema capitalista, che genera solo povertà, sfruttamento e guerra”.

Tutti aspetti, peraltro, molto in sintonia con quando aveva affermato, di recente, anche il musicista e co-fondatore dei Pink Floyd, nonché attivista socialista per i diritti civili e umani, Roger Waters.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

mercoledì 16 marzo 2022

Due anni senza Eduard Limonov, scrittore e politico dissidente. Articolo di Luca Bagatin

Due anni fa, il 17 marzo 2020, ci lasciava Eduard Veniaminovich Savenko, per tutti Eduard Limonov, scrittore e leader politico russo di fama internazionale.

A comunicarlo per primo fu lo scrittore e deputato comunista Sergey Shargunov, su Telegram.

L'ultimo e definitivo numero della rivista statunitense “Esquire”, in Russia, che uscirà ad Aprile 2022 (prima di chiudere la versione russa, a causa delle sanzioni), dedica la copertina proprio a Eduard Limonov, con il titolo: “La vita e il posto nella Storia del grande scrittore russo”.

Classe 1943, Limonov, il 15 marzo 2016, aveva già subìto un delicato intervento chirurgico al cervello, con l’estrazione di un enorme ematoma, apparso misteriosamente fra i due emisferi del cervello e già allora rischiò la vita. Egli evocò l’ipotesi di essere stato avvelenato, ma non ebbe modo di dimostrarlo con prove concrete.

Di quel periodo ne ha parlato nel suo romanzo, “Et ses démons”, pubblicato in Francia dalle edizioni Bartillat, nel quale si agitano – appunto - i suoi “demoni” interiori. Egli rievoca la drammatica guerra nella quale i cittadini russi di Donetsk vengono bombardati dai nazionalisti ucraini (quanta attualità!); nel quale racconta il ritorno a casa dai suoi genitori, a Kharkov, oltre che al fronte del Donbass. Romanzo nel quale, la fine della sua vita, sembra prossima e i ricordi della stessa gli affiorano alla mente.

La vita di Limonov fu raccontata da Emmanuel Carrère nel romanzo “Limonov”, del 2011 (edito in Italia da Adelphi). Romanzo che Limonov non amava, perché lo considerava scritto dal punto di vista di un “ricco borghese” come Carrère, ma aveva anche dichiarato di non averlo mai letto. Romanzo che, ad ogni modo, per accostarsi a Limonov, può risultare piuttosto interessante.

Limonov, alla sua morte, aveva all’attivo oltre 60 libri. Prevalentemente romanzi a sfondo autobiografico.

Dissidente integrale, negli Anni ’70, si fece volutamente espellere dall’URSS per approdare negli USA, ove vivrà di scrittura e di umilissimi lavori, assieme alla moglie dell’epoca, Elena Schapova, la quale diverrà presto una modella e oggi è moglie di un nobile italiano.

Fu autodidatta, sarto, attivista trotzkista, redattore di giornali, maggiordomo di un miliardario e, per un periodo, visse persino da senzatetto.

Visse a Parigi negli Anni ’80, con la nuova moglie, la cantante e scrittrice Natalya Medvedeva, e successivamente, negli Anni ’90, partecipò alla guerra civile nell’ex Jugoslavia a sostegno della Repubblica Federale di Jugoslavia e alla guerra di Transnistria, a sostegno della Repubblica Socialista Sovietica Moldava di Pridnestrovie. Successivamente, tornato in Russia, prese parte alla resistenza popolare in difesa del Parlamento russo, fatto bombardare da Eltsin.

Nel 1992 collaborò con Vladimir Zirinovskij, leader del Partito LiberalDemocratico russo, ricevendo la nomina a “Ministro della Sicurezza” del governo ombra creato dallo stesso Zirinovskij. Presto ne prese le distanze, spiegandone le ragioni nel saggio “Limonov contro Zirinovskij”.

L’anno successivo, invece, organizzò un gruppo di poveri, sbandati, emarginati, punk ed ex punk delusi dal crollo dell’Unione Sovietica e vittime dell’avvento dei liberalismo oligarchico.

Quel nucleo di “desperados”, nel 1993, prenderà il nome di Fronte Nazionale Boscevico e, nel 1994, di Partito Nazionalbolscevico (PNB), unendo i principi del nazionalbolscevismo di Ernst Niekisch (ex deputato socialidemocratico e primo oppositore, in Germania, del totalitarismo hitleriano), a quelli della controcultura punk e beatnik.

Limonov, il filosofo Aleksandr Dugin (prima di andarsene dal partito e prendere le distanze da Limonov), il cantante e chitarrista punk rock Egor Letov e il musicista e attore Sergey Kuryokhin (oltre che numerosi altri artisti, scrittori e musicisti), saranno dunque i maggiori animatori del PNB e del suo giornale controculturale “Limonka” (“Granata”) e riusciranno, via via, ad aggiudicarsi le simpatie di quei giovani delusi dall’avvento di Eltsin al potere e della conseguente distruzione economico-sociale della Russia, che favorì gli oligarchi e le politiche globaliste e imperialiste degli USA e della NATO.

Il Partito NazionalBoslcevico sarà bandito in Russia, nel 2007, con l’infondata accusa di “estremismo”. Ma, nel settembre 2021, la Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU), con sede a Strasburgo, ha dichiarato che lo scioglimento del Partito NazionalBolscevico (PNB) è da considerarsi una violazione dei diritti umani e ha condannato le autorità russe a pagare un risarcimento ai giovani figli adolescenti di Limonov e ai dirigenti del partito di allora.

La CEDU ha infatti stabilito che vietare il PNB fu un atto “sproporzionato e non necessario in una società democratica” e ha fatto cadere ogni accusa attribuita al partito dalla giustizia russa, ovvero le accuse infondate di “estremismo”, “incitamento all’odio” e “appelli a disordini di massa”.

Nel 2001, Limonov, accusato di un inesistente traffico d’armi e di tentativo di colpo di stato in Kazakistan, sconterà ben due anni e mezzo di carcere, nel quale scriverà il suo romanzo “Il trionfo della metafisica. Memorie di uno scrittore in prigione”, edito, in Italia, da Salani.

Dopo una breve alleanza con i liberali di Kasparov e Kasyanov - oltre che con i comunisti di Viktor Anpilov – nella coalizione democratica “Altra Russia” (il nome è tratto da un saggio politico dello stesso Limonov, del 2003), Limonov e i suoi giovani militanti organizzeranno, nel 2010, il partito nazionalbolscevico “L’Altra Russia” che, dopo la sua morte, ha assunto la denominazione “L’Altra Russia di Eduard Limonov”. Collocato a sinistra e spesso alleato, in varie manifestazoni, a diversi partiti comunisti russi, non rappresentati in parlamento.

Ancora oggi partito di opposizione fra i più perseguitati in Russia (ed ai quali è impedito presentare liste elettorali), il partito di Limonov propone – fra le altre cose – una forma di socialismo popolare, fondato sull'anticapitalismo e sulla nazionalizzazione dei settori chiave dell'economia; il rispetto dell’articolo 31 della Costituzione che sancisce la libertà di riunione e manifestazione; la fine dell’autoritarismo imposto dal governo Putin; la maggiore età ai 14 enni; la tutela del patrimonio ambientale e la ricostituzione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, gestite non più dagli oligarchi, ma direttamente dai cittadini.

Interessante, in proposito, un passo del saggio “Altra Russia”, nel quale Limonov sogna la creazione di “comunità nomadi” fondate sulla “comunanza degli uomini e delle donne basata sulla fratellanza, sul libero amore e sull'educazione sociale dei figli”. E, in “Russan Psycho”, immagina – da libertario e femminista - di far crollare “il Sistema, mandare all'aria lo Stato, la famiglia, l'istruzione, l'industria”, denunciando “Il mondo borghese, l'ordine borghese” che “ha reso la ragazza una giovenca (…), un “pulcino” che deve scomparire”.

La compianta giornalista Anna Politkovskaja sui nazionalbolscevichi di Limonov ebbe a scrivere:

Mi sono ritrovata a pensare di essere completamente d'accordo con ciò che dicono i Nazbol. L'unica differenza è che a causa della mia età, della mia istruzione e della mia salute, non posso invadere i ministeri e lanciare sedie.

(...) I Nazbol sono soprattutto giovani idealisti che vedono che gli oppositori storici non stanno facendo nulla di serio contro l'attuale regime. Questo è il motivo per cui si stanno radicalizzando.

(...) I Nazbol sono probabilmente il gruppo di sinistra più attivo, ma il loro nucleo si è ridotto da quando molti sono stati arrestati e imprigionati.

(...) I Nazbol sono giovani coraggiosi, puliti, gli unici o quasi che permettono di guardare con fiducia all'avvenire morale del Paese”.

Eduard Limonov di Anna Politkovskaja scrisse:

"(...) Cosa ha fatto Anna Politkovskaja per noi ? Ci ha fatti conoscere nella società. Ci ha spiegati alla gente, perché ci ha riconosciuti prigionieri politici. Ha ricreato nei suoi articoli l'atmosfera di un terribile processo contro i giovani della Russia. Questo processo di massa non avveniva sulla nostra terra dalla fine del XIX secolo. E così rinasceva nel XXI secolo".

(...) Il 7 ottobre 2006 Anna Politkovskaya fu uccisa all'ingresso della casa dove abitava. Sono andato al cimitero. C'erano già tutti i nazionalbolscevichi di Mosca. E quelli che sono riusciti a venire dalle zone limitrofe. I ragazzi mi hanno consegnato fiori di garofano bianco. Poi si è svolta la processione funebre. Il ritratto di Anna Politkovskaja è stato portato da una nostra compagna nazbol, che indossava occhiali in una cornice in metallo. Molto simili a quelli della Politkovskaja".

In Italia, di recente, opere di Limonov sono state editate da Sandro Teti, che continuerà, negli anni a venire, a pubblicare sue opere. Fra queste ricordiamo il romanzo dai contorni noir e erotici “Il Boia” e “Zona Industriale”, nel quale l'autore racconta il periodo trascorso dopo l'uscita dal carcere di Lefortovo e il ritorno nel suo malmesso e fatiscente appartamento, sito nella periferica zona industriale moscovita di Syri.

Limonov, infatti, non si è mai arricchito e non gli è mai interessato vivere negli agi.

Nonostante la sua ultima moglie sia stata l'affascinante attrice, cantautrice e modella Ekaterina Volkova, amante del jet set, e dalla quale ha avuto due figli, Aleksandra e Bogdan.

La sua ultima compagna, al quale è stato sempre fedele, fu Fifì, alla quale dedicò una raccolta di poesie erotiche - “A Fifì” - appunto, con l'affascinante fanciulla in copertina, nuda, di spalle.

Sandro Teti, suo editore italiano, ha peraltro curato anche la prefazione al mio saggio “L'Altra Russia di Eduard Limonov. I giovani proletari del nazionalbolscevismo”, edito da IlMioLibro (https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/617218/laltra-russia-di-eduard-limonov-2/) e che proprio di Limonov e del suo partito racconta, cercando di coglierne l'immagine controculturale, artistica, eretica e erotica, come amo dire. Anche attraverso un'intervista che gli feci, alcuni anni fa e interviste ad alcune persone che, in vita, gli furono vicine, oltre che all'ottimo José Setien, che cura il sito indipendente francese (in varie lingue) “Tout Sur Limonov” (https://www.tout-sur-limonov.fr), che raccoglie molto materiale biografico e artistico, spesso inedito, su Limonov.

Personalità, quella di Limonov, affascinente per artisti e pensatori liberi, che per molti versi ricorda un po' Lenin, un po' Machno, un po' d'Annunzio, un po' Jack Kerouac.

Il regista italiano Mimmo Calopresti lo accostò a Pasolini, dedicando ai due scrittori un bellissimo docu-film.

L'eternamente giovane e ribelle Limonov, guardava comunque - tutto ciò - con distacco. A lui – come mi disse appunto nell'intervista – non interessavano affatto tutti i paragoni, ovvero quelle che definì “tutte le sciocchezze”, che le persone avrebbero detto nei suoi riguardi.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

Pensieri sparsi contro la guerra e il Potere

Timothy Leary, John Lennon e Yoko Ono contro la guerra in Vietnam
Timothy Leary, John Lennon e Yoko Ono contro la guerra in Vietnam

"La pace in Ucraina e nel mondo può essere raggiunta solo in modo non violento. La guerra è un crimine contro l’umanità. Pertanto, siamo determinati a non sostenere alcun tipo di guerra e a lottare per la rimozione di tutte le cause di guerra. È difficile rimanere calmi e sani di mente ora, ma con il sostegno della società civile globale è più facile.

Purtroppo, anche i guerrafondai stanno spingendo la loro agenda in tutto il mondo. Chiedono più aiuti militari per l’Ucraina e sanzioni economiche distruttive contro la Russia. La Nato dovrebbe fare un passo indietro dal conflitto sull’Ucraina, aggravato dal suo sostegno allo sforzo bellico e dalle aspirazioni di adesione del governo ucraino all’Alleanza.
La Nato dovrebbe idealmente sciogliersi o trasformarsi in un’alleanza per il disarmo. L’Ucraina non dovrebbe schierarsi con nessuna grande potenza militare, che siano gli Stati Uniti, la Nato o la Russia. In altre parole, il nostro paese dovrebbe essere neutrale. Il governo ucraino dovrebbe smilitarizzare, abolire la coscrizione, risolvere pacificamente le dispute territoriali riguardanti Donbass e Crimea e contribuire allo sviluppo di una futura governance globale non violenta, invece di cercare di costruire uno Stato nazionale del 20° secolo armato fino ai denti" 
 
(Yurii Sheliazhenko, Segretario esecutivo dell’Ukrainian Pacifist Movement e componente del direttivo della rete pacifista internazionale World Beyond War) 

 
"Sono sicuro che se i negoziati fossero fra una casalinga russa e una casalinga ucraina la pace sarebbe già firmata.
VIVA LE CASALINGHE !
ABBASSO I POLITICI!"
 
(Luca Bagatin)
 
"Mi chiedo come facciate a non capire, specialmente dopo l'aumento delle bollette, che il cancro dell'umanità sono i politici, il sistema economico e quello della manipolazione dei media a uso e consumo dei politici e del sistema economico.
Come facciate a non capire che la democrazia è ben altro rispetto a queste tre enormi MALATTIE.
Votare, continuare a sostenere l'economia della crescita e dello sfruttamento e continuare a seguire i media, senza alcuno spirito critico, è dannoso per le menti.
Approfondire, studiare, cercare di comprendere (con il cuore), sviluppare la propria arte, ragionare razionalmente e lucidamente, mantenere la mente aperta al dialogo e al rispetto reciproco. Sempre. Questo il punto di partenza per inziare a prendersi cura di sè e del mondo"

(Luca Bagatin)

"Puoi indossare una maschera o dipingerti la faccia, puoi persino considerarti parte della razza umana, puoi metterti un colletto e una cravatta, ma una cosa non puoi nascondere, è quando sei marcio dentro"
 
(John Lennon)
 
"Se tutti chiedessero la pace invece di un’altra televisione, allora ci sarebbe la pace"
 
(John Lennon) 

"Pensa autonomamente, metti in discussione le autorità"

(Timothy Leary)

„Abbiamo a che fare con la generazione meglio educata della storia. Ma hanno un cervello ben vestito che non sa dove andare.“

Fonte: https://le-citazioni.it/autori/timothy-leary/
"Abbiamo a che fare con la generazione meglio educata della Storia. Hanno un cervello, ma non sa dove andare"

(Timothy Leary)

“Supponiamo che tu sia un idiota e supponiamo che tu sia un membro del Congresso. Ma mi sto ripetendo.”
 
(Mark Twain) 

"America... solo una nazione di duecento milioni di venditori di auto usate con tutti i soldi che ci servono per comperare armi e nessuna esitazione ad uccidere chiunque altro al mondo cerchi di farci sentire a disagio"
 
(Hunter S. Thompson)
 
„America… solo una nazione di duecento milioni di venditori di auto usate con tutti i soldi che ci servono per comprare armi e nessuna esitazione ad uccidere chiunque altro al mondo cerchi di farci sentire a disagio.“

Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/528702-hunter-stockton-thompson-america-solo-una-nazione-di-duecento-milioni-di-v/
„America… solo una nazione di duecento milioni di venditori di auto usate con tutti i soldi che ci servono per comprare armi e nessuna esitazione ad uccidere chiunque altro al mondo cerchi di farci sentire a disagio.“

Fonte: https://le-citazioni.it/autori/hunter-stockton-thompson/