giovedì 9 luglio 2020

La necessità di porre al centro la Natura e l'ecosistema, sovvertendo l'economia capitalista, sul quarto numero della rivista "sovranista" Il Guastatore

Sono a segnalarvi con entusiasmo l'uscita del quarto numero della rivista cartacea "sovranista" "Il Guastatore", diretta da Clemente Ultimo e coordinata da Luca Lezzi.
Aperta a varie riflessioni politiche e a vari orientamenti, anche contrapposti.
Se il secondo numero ospitava un mio lungo articolo storico sui cento anni di NazionalBolscevismo, da Ernest Niekisch sino a Eduard Limonov e il terzo numero ha ospitato un mio pezzo su Jean Thiriart e l'Impero Euro-Sovietico, in questo quarto numero - dedicato peraltro all'ambiente - vi è un mio pezzo sulla necessità di una decrescita economica che porti al centro la Natura e l'ecosistema, sovvertendo l'economia capitalista.
Nell'augurare buona lettura ai lettori che vorranno acquistarla o abbonarsi, non posso che segnalare a tutti il sito web della rivista, che è il seguente: https://ilguastatore.edizionireazione.it e la sua pagina facebook: https://www.facebook.com/rivistailguastatore/

sabato 4 luglio 2020

Nato il 4 luglio: Giuseppe Garibaldi, l'amico degli umili e dei popoli

Giuseppe Garibaldi: l'amico degli umili e dei popoli. Articolo di Luca Bagatin del 10 marzo 2017
La figura di Giuseppe Garibaldi (1807 - 1882) è ancora oggi poco conosciuta, in quanto poco studiata ed approfondita, specie attraverso gli scritti di coloro i quali vissero e combatterono con lui e ne descrissero le gesta. Prima fra tutti la biografa e giornalista, oltre che patriota Jessie White Mario (1832 – 1906), le cui opere dell'epoca non risultano più essere state di recente ripubblicate.
Purtroppo sulla figura di Garibaldi, salvo gli storici contemporanei Denis Mack Smith ed Aldo A. Mola, pochi sono coloro i quali hanno scritto del Generale in modo obiettivo, senza livore complottistico ed antirisorgimentale tipico di coloro i quali hanno preferito seguire certa storiografia clericale e marxista anziché la realtà storica e le gesta dell'Eroe senza macchia, che visse e morì povero, senza onori, che peraltro rifiutò.
Giuseppe Garibaldi fu fra i fondatori, con Mazzini, Marx, Engels e Bakunin, della Prima Internazionale dei Lavoratori (1864) e questo certa storiografia preferisce dimenticarlo, forse perché il Generale, lungi dall'essere marxista, fu socialista libertario, sansimoniano e umanitario. E Friedrich Engels (1820 - 1895), grande sostenitore dell'impresa dei Mille (1860), ebbe sempre per lui parole di stima, come quando, a proposito di tale azione militare, scrisse: “Garibaldi ha dimostrato di essere non soltanto un capo coraggioso, ma anche un generale dotato di una buona preparazione scientifica. L'attacco aperto a una catena di forti costieri è un'impresa che richiede non soltanto talento militare, ma anche scienza militare”.
Pochi sanno che il Generale Giuseppe Garibaldi scrisse peraltro due romanzi, ripubblicati nel 2006 dalla casa editrice Kaos, ovvero “Cantoni il volontario” e “Il governo dei preti”, entrambi pubblicati per la prima volta nel 1870, prima della Breccia di Porta Pia. Scrive in proposito il prof. Giorgio Galli nella prefazione ad uno dei romanzi di Garibaldi, ovvero “Cantoni il volontario”, riedito dalla casa editrice Kaos nel 2006: “Tra le righe di “Cantoni il volontario”, così come del “Governo dei preti”, si possono leggere i tratti del profilo di Garibaldi. Socialista libertario ingenuo ma non incolto, generale guerrigliero ma non militarista né guerrafondaio, eroe popolare vittorioso ma schivo, anticlericale eppure non insensibile alla fede e alla spiritualità. Solidale con le condizioni delle classi subalterne, rispettoso della figura e del ruolo della donna, cosmpolita e terzomondista ante litteram, perfino dotato di una sensibilità ambientalista (…)”.
Ritango che tale descrizione fatta dal prof. Galli sia davvero emblematica e riassuntiva del personaggio che fu eroe di tutte le cause – dall'America Latina all'Italia – d'emancipazione popolare e sociale. Eroe che richiese sempre precisi impegni ai suoi interlocutori e, non a caso, rifiutò di combattere a fianco dei nordisti nella Guerra Civile Americana o Guerra di Secessione Americana (1861 – 1865) in quanto Lincoln non prese mai un impegni pubblico per l'abolizione della schiavitù.
Fu amante dell'ambiente e degli animali, tanto che fondò l'Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) tutt'oggi attivo. Fu ingenuo, certo, in quanto si fidò del Re e di Casa Savoia pur di fare l'Italia. Un'Italia che però non nacque come egli e Mazzini auspicavano: onesta, laica, indipendente, sovrana. Ma corrotta e ben presto clericale, al punto che Garibaldi – coerentemente con i suoi principi e le sue idee – il 27 settembre 1880 si dimise da deputato al Parlamento scrivendo sul giornale “La Capitale” di non voler essere “tra i legislatori di un Paese dove la libertà è calpastata e la legge non serve nella sua applicazione che a garantire la libertà ai gesuiti ed ai nemici dell'unità d'Italia. Tutt'altra Italia io sognavo nella mia vita, non questa, miserabile all'interno e umiliata all'estero”. Dopo di ciò il Generale tornò nella sua Caprera a fare il mestiere di sempre, ovvero l'agricoltore.
Garibaldi fu massone e teosofo e lo rimase per tutta la vita nel suo cuore, anche allorquando, in polemica con i massoni della sua epoca assai poco massoni, si dimise da ogni carica. Ricoprì la carica di Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia e fu il primo ad iniziare le donne in Massoneria, iniziando, pare, anche l'occultista russa Helena Petrovna Blavatsky (1831 - 1891), fondatrice della Società Teosofica e che fu sempre una sua sostenitrice, anche durante la battaglia di Mentana (1867) alla quale prese parte.
Molte cose potrebbero essere dette su Garibaldi, come sui suoi amori. Il più grande fu quello per la rivoluzionaria brasiliana Anita, ovvero per Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva (1821 - 1849), la quale combattè al suo fianco sia in America Latina che in Italia, in particolare durante la Repubblica Romana (1849), ove morì poco dopo a causa della malaria a soli 28 anni. Di Anita, ad ogni modo, parlai già in un altro articolo di qualche tempo fa (http://amoreeliberta.blogspot.it/2016/01/anita-garibaldi-eroina-dei-due-mondi.html).
Giuseppe Garibaldi è e rimane una figura centrale nel panorama non solo risorgimentale, ma anche degli Eroi di tutti i tempi. Giuseppe Garibaldi fu infatti prima di tutto l'amico degli uomini e dei popoli per eccellenza e, come al conte Alessandro Cagliostro, sembrò toccare la stessa sorte: amato dagli umili, vilipeso da coloro i quali erano e sono in malafede.
Ma ciò non può toccare il cuore di coloro i quali ricercano, intimamente, il bene dell'umanità e credono nel valore dell'amore e della fratellanza universale. Senza distinzioni.
Luca Bagatin

"Riflessioni sparse sull'attualità e non solo" by Luca Bagatin

Il mio ideale di società è fondato su piccole e piccolissime comunità autogestite indipendenti, immerse nella Natura, arcaiche e in pace fra loro.
Comunità dove prevalga attenzione al sociale, la cura dell'ecosistema e il disprezzo per la ricchezza.
Ciò direi che fa di me una persona ben oltre la destra e la sinistra. 

Un estremista di centro, laico e anti-liberale.

Non ci potrà mai essere una unità degli anti-liberali sino a che ci saranno cosiddetti anti-liberali che continueranno a sostenere, in Russia, un liberale come Putin; sino a che ci saranno anti-liberali che non vogliono superare il capitalismo e sino a che ci saranno anti-liberali avvelenati dalle religioni monoteiste, che hanno distrutto le antiche conoscenze gnostiche e pagane.
Sono molto radicale nelle mie posizioni, perché ho sempre osservato che le mezze misure sono piene di tradimenti, confusionismi e infiltrazioni dannose.

C'è poco da dire, ma il razzismo è un male che esiste e dubito sarà sradicato, facilmente, in questo mondo, fondato sulla materia.
Potete fare tutte le leggi che volete, ma saranno solo ipocrisia.
Perché dico questo e con rammarico ?
Perché, se ben osservate (e vi osservate), sin da piccoli le persone si dividono per gruppi e gruppetti e tendono a escludere chi non è come loro, ovvero chi non fa parte del proprio gruppo di appartenenza.
E così, chi è escluso, o è costretto a far parte di un gruppo, oppure sarà escluso a vita.
Ciò non è affatto bello per chi viene escluso, ma alla maggioranza delle persone non fregherà un cazzo.
E in questo mondo, purtroppo, è la maggioranza che detta legge.
Temo che su questo non si voglia riflettere e per due ragioni: saremmo costretti a riconoscere che come esseri umani siamo, per la maggior parte, delle merde; saremmo costretti a riconoscere che siamo delle persone paurose e insicure che, senza appartenenza ad un gruppo, non valiamo un cazzo.


La burocrazia serve unicamente a fare lavorare gente che altrimenti sarebbe a spasso.
Ad ogni modo, la burocrazia è così dannosa che sarebbe meglio pagare questa gente per stare a spasso, piuttosto che permetterele di danneggiare il cittadino con inutile e farraginoso lavoro burocratico.
Ecco anche perché sono favorevolissimo a un reddito perenne di cittadinanza.
Meglio nessun lavoro che un lavoro dannoso. 

Luca Bagatin

giovedì 2 luglio 2020

“Ragazzo Edik”, canzone di Alexander F. Sklyar, dedicata alla memoria di Eduard Limonov

"Ho creato un partito senza politici di professione. Ma basato sulla Punk Generation"
(Eduard Limonov)

Che progetti state portando avanti ?”, chiedo a Limonov.
Che progetti ? Stiamo cercando di fare e costruire un avvenimento eroico”
(dall'intervista di Luca Bagatin a Eduard Limonov, 28 agosto 2019)

Gli piacciono e gli sono sempre piaciuti soltanto quelli che sono in posizione di inferiorità... il suo percorso, per quanto ondivago possa sembrare, ha una sua coerenza, perché Eduard si è schierato sempre, senza eccezione, dalla loro parte”
(da “Limonov” di Eammanuel Carrère)

"I Nazbol sono giovani coraggiosi, puliti, gli unici o quasi che permettono di guardare con fiducia all'avvenire morale del Paese"
(Anna Politkovskaja, “Diario russo 2003 - 2005)

"Да, смерть!" ("Sì, morte!")
(motto dei nazionalbolscevichi di "Altra Russia", il partito fondato e guidato da Eduard Limonov) 


Il musicista rock russo Alexander F. Sklyar e il suo gruppo punk metal Va-bank, hanno dedicato una canzone alla memoria dello scrittore e politico russo nazionalbolscevico Eduard Limonov, dal titolo “Ragazzo Edik”.
Il testo richiama la vita e le gesta di Limonov, eterno ragazzo, eterno ribelle, eterno eroe in un mondo in decadenza.
E, tradotto, il testo suona più o meno così:

Ragazzo, ragazzo con la testa
Eddie Boy non è facile
Con la testa piena di roba
È venuto dai morti vivi
E venne alla vita con la guerra
Con i morti vivi - in armonia con te stesso

Con Kalash o con Limonka - Sì, morte!
Per sempre furioso e sonoro - Sì, morte!
Spietato, spericolato
Abbagliante, intelligente
Sì, morte! Sì, morte!

Ragazzo coraggioso con la testa
Per sempre giovane e pazzo
Don Juan e il capo, il guerriero e l'eroe
Zek, nonno battezzato in prigione
Pistola sotto il cuscino
Anarchico, piantagrane con i capelli grigi

Dalla Transnistria ai Balcani - Sì, morte!
Krajina serba, Vukovar - Sì, morte!
Da Donbass ad Altai
Da New York a Shanghai
Sì, morte! Sì, morte!

Ragazzo alla moda, ragazzo arrabbiato
Il ragazzo è forte e magro
Lupo solitario con un'anima ferita
Rock and Roll, Sansculot
Busotere e Don Chisciotte
In The Book of the Dead, Edik è per sempre vivo

Il nostro Edik, i pirati urlano - Sì, morte!
Il nostro Edik, i soldati cantano - Sì, morte!
Edward è nostro, non ingannerà
Non ritirarti, non andartene
Sì, morte!
Sì, morte!
Sì, morte!

Patrice Lumumba (2 luglio 1925 - 17 gennaio 1961), eroe panafricano

“Quando parlano di migranti e di razzismo non vi raccontano tutta la verità. L’Africa di oggi potrebbe esser diversa. Potrebbe esser rigogliosa ed indipendente se l’imperialismo non l’avesse depredata e non avesse ucciso i suoi capi come l’eroe africano Patrice Lumumba che nasceva il 2 luglio di 95 anni fa. Patrice Lumumba è un altra vittima della CIA.
Emblema della lotta africana contro il colonialismo, primo capo del governo della Repubblica democratica del Congo dopo l’indipendenza, arrestato e ucciso nel 1961 dalle forze golpiste del colonnello Mobutu, con l’aiuto degli statunitensi. Patrice Lumumba è un simbolo per tutta l’Africa. Fondò il Movimento Nazionale Congolese alla guida del quale, riuscì ad ottenere l’indipendenza del suo paese il 30 giugno 1960. Il giovane primo ministro pagava la sua intransigente politica anti coloniale, il suo desiderio di sollevare le condizioni di vita del suo popolo. Se oggi a governare l’Africa ci fossero capi come Lumumba non ci sarebbero nè migrazioni forzate, nè razzismo.”

(Marco Rizzo, Segretario del Partito Comunista)

Referendum costituzionale in Russia. Fra annunci anticipati e irregolarità, Putin viene incoronato "Re" a vita. Articolo di Luca Bagatin

I risultati sono stati annunciati prima che i seggi chiudessero – in un Paese che conta 11 fusi orari - e già questo dato è tutto dire. Oltre a ciò, sono emerse numerose irregolarità.
Ad ogni modo, il referendum costituzionale più lungo della storia – le cui votazioni sono durate dal 25 giugno scorso sino al 1 luglio – hanno incoronato – con il 78% dei SI (affluenza al 65%) - Vladimir Putin “Re” a vita. Ovvero sarà rieleggibile sino al 2036.
In realtà, il governo liberal capitalista russo, ha ben pensato di inserire questo aspetto in un pacchetto referendario comprendente ben 206 emendamenti di modifica alla Cosituzione entrata in vigore nel 1993.
Fra gli emendamenti costituzionali sicuramente anche aspetti sacrosanti, come la priorità dell'infanzia nell'ambito della politica statale, l'indicizzazione delle pensioni e il salario minimo...ma anche, ebbene sì, la possibilità di avere Putin monarca assoluto per parecchi anni !
Numerose, ad ogni modo, le segnalazioni di violazioni elettorali al movimento per la difesa dei diritti degli elettori “Golos”, fra cui il “voto coatto”, con pressioni da parte dei datori di lavoro sui lavoratori, affinché andassero a votare o votassero direttamente in azienda.
Oltre a ciò, il governo, aveva organizzato una sorta di “enalotto” affinché venissero distribuiti agli elettori certificati per poter vincere premi o ottenere sconti nei supermercati.
Come se non bastasse, un esperimento del giornalista del canale TV Dozhd Pavel Lobkov, ha dimostrato che era possibile addirittura votare due volte online e al seggio elettorale.
Di fronte a tutto ciò, dunque, a poco sono serviti i picchetti e le manifestazioni con cartelli e striscioni (con la scritta “Abbasso il Re !”) degli attivisti del partito nazionalbolscevico di Eduard Limonov, “Altra Russia”, peraltro arrestati senza motivazione (e subito dopo rilasciati), nei giorni scorsi, solo perché invitavano all'astensione e denunciavano l'illegittimità degli emendamenti.
E a poco sono serviti anche gli appelli del maggior partito di opposizione alla Duma, il Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF) di Gennady Zjuganov, il quale ha condotto la campagna per il NO.
Putin, nei giorni scorsi, aveva attaccato Zjuganov, affermando che i comunisti erano contrari alle modifiche costituzionali in quanto “i comunisti hanno sempre sostenuto la dittatura del proletariato”.
Da parte sua, Zjuganov, si è sempre opposto all'oligarchia in Russia, prima con Eltsin e oggi con Putin. Egli – in un comunicato apparso ieri nel sito del Partito - ha affermato che i comunisti avevano presentato 15 emendamenti alla Duma, che miravano a ripristinare lo stato sociale smantellato da Putin, a garantire una miglior assistenza sanitaria e un'istruzione gratuita per tutti.
Nessun emendamento comunista è stato purtuttavia accettato dal partito liberal capitalista di governo “Russia Unita”.
Nulla cambia, dunque, in Russia. Il regime liberal capitalista è ancora saldo al potere e, purtroppo, si è ulteriormente rafforzato.

Luca Bagatin

Bolivia. Il governo golpista mette ancora una volta i bastoni fra le ruote ai socialisti. Articolo di Luca Bagatin

Il governo boliviano, guidato dalla liberale Jeanine Anez, che ha defenestrato - nell'autunno scorso - il Presidente socialista Evo Morales con un golpe bianco, ha formalizzato una denuncia penale per danni economici allo Stato, contro Luis Arce, già Ministro dell'Economia di Morales e attuale candidato alla Presidenza del Movimento per il Socialismo (MAS).
Le accuse di malversazione arrivano ad Arce dopo che il governo ha tentato di vietare il suo partito politico – attualmente in testa, secondo i sondaggi – ed è l'ennesimo tentativo per impedirgli di candidarsi.
Uno scenario già visto – peraltro - in Ecuador, con le ingiuste accuse mosse all'ex vicepresidente socialista Jorge Glas, le persecuzioni politiche contro l'ex Presidente socialista ecuadoriano Rafael Correa e le persecuzioni giudiziarie contro l'ex Presidente socialista brasiliano Lula.
Le elezioni, in Bolivia, dovrebbero tenersi il 6 settembre prossimo, ma, stando alle premesse, il settori liberal capitalisti, potrebbero manovrarle a loro favore.
Attualmente i sondaggi danno il candidato socialista Luis Arce al 33%, il candidato di centrosinistra Carlos Mesa al 18% e la liberale Anez al 16%.
Ad Evo Morales rimane comunque impedito di candidarsi, in quanto la sua candidatura è stata respinta e, in patria, è in stato di arresto per “sedizione”. Morales è infatti stato costretto, dall'autunno scorso, a chiedere asilo politico all'Argentina peronista, dopo essere stato accolto dal Messico socialista di Obrador.

Luca Bagatin