lunedì 26 febbraio 2018

"Il pensiero dell'Amore". Poesia di Luca Bagatin

Il pensiero dell'Amore
Poesia di Luca Bagatin
Foto di Antonio Rodríguez
Modella: María José Peón Márquez

Notte,
due candele a illuminare la sabbia.
Tu, rischiarata dalla luna.
Tu, bellezza spagnola,
bellezza latina.
Sorridi ad occhi socchiusi
lasciando andare le tue braccia,
cullata dalla spiaggia.
Il tuo corpo
sembra danzare
lasciandosi anch'esso andare.
Lo noto dal tuo ventre,
dalle tue aggraziate e sinuose gambe nude,
che il mio sguardo accarezza
nella notturna brezza.
La tua danza
richiama il mio amore.
La tua danza
diffonde il tuo sensuale odore.
La tua danza
ora è la nostra danza.
La danza dei perduti sensi.
Momenti intensi
rivissuti al mattino, mentre tu,
di nero elegantemente rivestita
mi guardi e taci
sensualmente seduta
sensualmente rapita.
Il tuo nudo petto
s'intravvede appena.
Le tue coscie nude,
le tue gambe rivestite
con eleganti calze di seta.
Vaghiamo senza una meta.
Fra la spiaggia e il sogno.
Fra la terra e il cielo.
Fra il desiderio e il cuore.
E' il pensiero.
Il pensiero dell'Amore.

Luca Bagatin

Pier Paolo Pasolini contro il consumismo, l'egoismo, il conformismo, ovvero contro il totalitarismo

"L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo. Essere laici, liberali, non significa nulla, quando manca quella forza morale che riesca a vincere la tentazione di essere partecipi a un mondo che apparentemente funziona, con le sue leggi allettanti e crudeli. Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società".

Pier Paolo Pasolini, “Vie nuove”


Nulla è più anarchico del potere. Il potere fa praticamente ciò che vuole. E ciò che il potere vuole è completamente arbitrario o dettato da sua necessità di carattere economica, che sfugge alle logiche razionali. o detesto, soprattutto il potere di oggi. Ognuno oggi ha il potere che subisce, è un potere che manipola i corpi in una maniera orribile e che non ha niente da invidiare alla manipolazione fatta da Himmler o Hitler. Manipola trasformandone la coscienza, cioè nel modo peggiore istituendo dei nuovi valori che sono valori alienanti e falsi. I valori del consumo, che compiono quello che Marx chiama: “un genocidio delle culture viventi”. Sono caduti dei valori e sono stati sostituiti con altri valori, sono caduti dei modelli di comportamento e sono stati sostituiti con altri modelli di comportamento. Questa sostituzione, non è stata voluta dalla gente, dal basso, ma sono stati imposti dagli illustri del sistema nazionale. Volevano che gli italiani consumassero in un certo modo e un certo tipo di merce e per consumarlo dovevano realizzare un altro modello umano. Il regime, è un regime democratico, però quella acculturazione, quella omologazione che il fascismo non è riuscito assolutamente a ottenere, il potere di oggi, il potere della società di consumi è riuscito a ottenere perfettamente, distruggendo le varie realtà particolari. Questa cosa è avvenuta talmente rapidamente che noi non ce ne siamo resi conto. È stata una specie di incubo in cui abbiamo visto l’Italia intorno a noi distruggersi, sparire e adesso risvegliandoci forse da quest’incubo e guardandoci intorno, ci accorgiamo che non c’è più niente da fare. L’uomo è sempre stato conformista. La caratteristica principale dell’uomo è quella di conformarsi a qualsiasi tipo di potere o di qualità di vita trovi nascendo. Forse più principalmente l’uomo è narciso, ribelle e ama molto la propria identità ma è la società che lo rende conformista e lui ha chinato la testa una volta per tutte agli obblighi della società. Io mi rendo ben conto che se le cose continuano così l’uomo si meccanizzerà talmente tanto, diventerà così antipatico e odioso, che, queste libertà qui, se ne andranno completamente perdute!

Pier Paolo Pasolini (1975)


lunedì 19 febbraio 2018

Fra mistero e poesia: intervista di Luca Bagatin al musicista Fabio Mengozzi

Fabio Mengozzi, astigiano, classe 1980, è un musicista di fama internazionale che già in passato ho avuto modo di intervistare e della cui musica ho già avuto modo di parlare.
Fabio è un amico conosciuto quasi per caso ormai diversi anni fa, la cui musica è un inno alla gnosi ed alla spiritualità. Musica che si avvale di relazioni matematiche fra le note, attraverso il procedimento caro a Pitagora di trasformare i numeri in note musicali, appunto.
Fabio ha dato alla luce proprio in questi giorni il suo primo disco, "Mistero e poesia", pubblicato da Stradivarius (http://www.stradivarius.it/scheda.php?ID=801157037094500), che si compone di diciotto brani.
Di seguito l'intervista che mi ha concesso in merito.

Luca Bagatin: Come nasce l'idea di questo disco ?
Fabio Mengozzi: Negli ultimi anni ho composto numerosi brani dedicati al mio strumento, il pianoforte. Tuttavia ho destinato ai pubblici concerti solo una parte di essi. Di conseguenza molti brani, nati unicamente dalla mia esigenza interiore, erano rimasti nel cassetto e così ho pensato di selezionare alcuni fra i brani più rappresentativi e riunirli assieme in un'unica pubblicazione discografica.

Luca Bagatin: Qual è il "mistero" celato dietro al titolo del tuo disco ?
Fabio Mengozzi: Un mistero lo è a tutti gli effetti quando non si è in grado di rappresentarlo a parole. Tutti facciamo esperienza del mistero e del Divino, perché sono celati in ogni atomo del creato. Ne è conferma il fatto che l'uomo si pone interrogativi dalla epoche più remote. E fa bene a farlo, anche quando rimane senza risposte.
La musica è un linguaggio particolarmente ineffabile. Non so se sia in grado di disvelare misteri, ma certamente rivolgendosi direttamente alla parte più profonda dell'essere umano, ben si presta a sospingere l'ascoltatore verso lidi incontaminati, inducendo a guardare dentro noi stessi.

Luca Bagatin: La copertina del disco è un'allegoria di simboli legati alla spiritualità ed al mondo onirico. Un faro nel mare, una stella cadente, una sfinge... Mi hai detto di averlo ideato tu. Che cosa vuole rappresentare ?
Fabio Mengozzi: E' opera dell'artista Lia Rinetti, che l'ha fedelmente realizzata in modo mirabile, seguendo l'idea che mi era venuta nel primo mattino di una fredda giornata invernale.
Posto che il soggetto centrale di un disco è e sempre deve essere la musica, mi sono domandato quale potesse essere il contenuto grafico con il quale proporre il disco agli ascoltatori. In fondo, la copertina è il biglietto da visita di un disco. Ho così immaginato di accorpare in un'unica rappresentazione alcuni dei simboli cui si riferiscono i brani del disco. Il tutto è ambientato di notte, senza presenza umana. Una cometa (ndr. il CD contiene un brano intitolato “Cometa nella notte”), che tradizionalmente è considerata un evento astronomico legato al fato, sfavilla in un cielo stellato sul quale si staglia la penetrante luce d'un faro, riferimento al brano “Faro notturno”. Al centro della scena, immobile e possente una Sfinge evoca il senso più alto di sacralità, assoluto e mistero. Si ritrovano anche gli Elementi. A terra un compasso, simbolo di spiritualità, incuneato nella sabbia.

Luca Bagatin: La tua musica è suonata ormai da tempo in tutto il mondo. Come immagini sarà accolto "Mistero e poesia" dal pubblico ?
Fabio Mengozzi: La mia speranza è che le persone, in qualche modo, possano trarre beneficio dall'ascolto della mia musica. Si tratta di una musica “stratificata”, ovvero convivono in essa differenti piani. Spero che in molti vogliano approfondire e addentrarsi oltre il livello più superficiale dell'ascolto.

Luca Bagatin

sabato 17 febbraio 2018

Riflessioni panafricane (alternative al neocolonialismo liberale, allo sfruttamento e all'immigrazione quale fenomeno padronale)

Il fenomeno migratorio, nei secoli, è servito sempre ai potenti per depotenziare gli oppressi.
"La tua terra è feccia, povera, vai via" nel mentre loro saccheggiano tesori e dignità, salvo schiavizzare l'indigeno nei loro Paesi.
L'immigrazione era prima un'arma dei coloni, oggi del capitalismo coloniale.
Con in testa il mito dell'emigrazione la nostra lotta non sarebbe mai nata.
Una volta una suora belga mi chiese "perché ti curi tanto della tua terra?"
"Per non lasciare che siate solo voi a curarvene"" risposi.



(Samora Machel, ex Presidente socialista del Mozambico indipendente ed eroe panafricano)



"L'imperialismo è un sistema di sfruttamento che si esprime non solo nella forma brutale della conquista armata del territorio. L'imperialismo si presenta spesso in forme più sottili: un prestito, aiuti alimentari, ricatti. Stiamo combattendo questo sistema che consente a un pugno di uomini sulla Terra di governare tutta l'umanità".


(Thomas Sankara, ex Presidente socialista del Burkina Faso ed eroe panafricano)

Questa mattina quando sono uscito di casa ho visto un extracomunitario pulire le strade del quartiere di sua spontanea iniziativa, chiedendo l'elemosina.
Mi ha fatto riflettere.
Mi ha fatto riflettere del fatto che noi uomini bianchi abbiamo costretto queste persone a emigrare dal loro Paese, attraverso guerre e nuove forme di colonizzazione economica. E nel nostro Paese cosa abbiamo fatto ? Abbiamo ridotto la spesa per i servizi pubblici, fra cui quello della nettezza urbana.
Senza rendercene conto stiamo doppiamente sfruttando i più deboli e stiamo abolendo totalmente il pubblico.
L'elemosina e l'immigrazione non dovrebbero proprio esistere. Sono fenomeni di sfruttamento tipici del sistema capitalista e liberale.
Del peggior sistema totalitario odierno, che sembriamo non voler vedere.
C è chi dice che gli immigrati ci pagano le pensioni, ma questo è vero solo perché i politicanti liberali hanno ridotto il ruolo dello Stato nei servizi pubblici. Che infatti vanno a rotoli.
È il liberalismo, bellezza.
Per questo dico più Eurasia e più Africa unite all' Europa e all'America Latina socialiste nella lotta contro il mondialismo liberale ! 


(Luca Bagatin)



(clikka per poterlo leggere) 

mercoledì 14 febbraio 2018

Riflessioni sull'asocialità contemporanea. Articolo di Luca Bagatin

L'Italia è quel Paese in cui da un fatto di cronaca nera, ad esempio, si scrivono fiumi di inchiostro (ormai di pixel). E' quel Paese ove si creano contrapposizioni politiche, unicamente mediatiche e dunque serve del Potere. Di qualsiasi potere. Di destra e di sinistra.Si uccide così ogni possibile pacata discussione. Si innalzano muri. Si richiamano in vita antichi fantasmi. Il dibattito diviene unicamente rabbia da reality show, peggio ancora se tale rabbia si sfoga nelle strade (anzichè fondare le piazze, le strade, i paesi, le città sull'antica e civile Agorà, ovvero sulla discussione pacata, seria, democratica).
E, così, la coscienza collettiva muore. Ancora una volta.
Mi sembra, peraltro, che le persone, oggi, abbiano più facilità ad affibbiare etichette, piuttosto che voler conoscere i propri interlocutori. Preferiscono parlare per stereotipi e pregiudizi. Senza comprendere che ogni essere umano è unico e che ogni aspetto dell'esistente non è interpretabile univocamente.
E' più facile, dunque, giudicare - attraverso il proprio pre-giudizio, ovvero attraverso il proprio personale metro di giudizio - piuttosto che approfondire. E' più facile fare questo, appunto, piuttosto che "fare la fatica" di conoscere chi ha punti di vista differenti o è diverso rispetto a noi stessi.
Siamo isole sociali, ma non sappiamo nemmeno di essere tali. Viviamo in non-luoghi di autoreferenzialità e di asocialità. Diamo la colpa agli altri della nostra condizione (qualsiasi essa sia), ma ci rifiutiamo di analizzare la realtà nella sua globalità e storicità.
Abbiamo venduto i sentimenti. Elevato il denaro ed il successo facile a Divinità assoluta. Ci siamo perduti, senza mai più ritrovarci se non nella virtualità vuota quanto selvaggia.
L'onanismo da "social"network sembra infatti essere protagonista assoluto, in prima linea: con la benedizione dei frustrati, dei sessualmente repressi, dei fondamentalisti ideologici, della pubblicità commerciale, del caravanserraglio gossipparo e mediatico dei bisogni e dei consumi indotti.
Nulla di nuovo. Aspetti già analizzati nel recente passato. Tanto da Pasolini quanto da Christopher Lasch.
Aspetti che riguardano la nostra democrazia, alla quale sembra stiamo volutamente rinunciando senza esserne consapevoli e/o spostando l'attenzione altrove (alle ideologie, al gossip, alla politica delle fazioni...). 

Luca Bagatin

sabato 10 febbraio 2018

"L'Eterno fluire". Poesia di Luca Bagatin

L'Eterno fluire.
Poesia di Luca Bagatin
Foto di Antonio Rodríguez
Modella: María José Peón Márquez

Capelli
neri,
morbidamente fluenti,
con le cui punte tu giochi.
Mentre con i tuoi
occhi,
che penetrano il mio pensiero
mi guardi,
dischiudendo appena
le tue rosse labbra.
Labbra,
che m'invitano a baciarti.
Labbra,
che m'invitano ad amarti.
Labbra,
che m'invitano a perdermi
nei meandri del piacere.
Di quel piacere che ci unisce
e mai ci ferisce.
I tuoi seni sono lo scrigno.
Lo scrigno del tuo cuore.
Lo scrigno del piacere.
Lo scrigno del tuo amore.
Il tuo sguardo mi guida,
laddove la mia anima
sembra perdersi.
Per poi ritrovarsi.
In te.
Da dove nasce la passione ?
Non trovo risposte
alle mie domande
se non
nell'irrazionale
ed irrefrenabile
scintilla che scaturisce
dall'unione perfetta
fra i nostri corpi
e le nostre anime.
Esse sono gemelle ?
A dirlo
sarà solo l'Eterno
fluire
del tempo.

Luca Bagatin