mercoledì 22 novembre 2023

Roger Waters e José "Pepe" Mujica si incontrano. Due fari di luce in un mondo, quello Occidentale, oscurato dalla guerra e dalla follia. Articolo di Luca Bagatin

Mentre UE e USA sono tristemente impegnati a soffiare sul fuoco delle guerre - in Ucraina come in Medio Oriente – e sono ben lontani dallo scegliere la strada del negoziato e del cessate il fuoco, dei colossi dell'Amore e della Libertà mondiale come l'ex Presidente dell'Uruguay José Pepe Mujica, sua moglie Lucia e il musicista britannico Roger Waters, si sono incontrati, sabato 18 novembre scorso, nella cittadina uruguaiana di Maldonado.

Mujica, oggi 88enne, ex Presidente dell'Uruguay dal 2010 al 2015, leader socialista del Movimento di Partecipazione Popolare all'interno della coalizione di sinistra del Frente Amplio, durante il suo mandato si ridusse drasticamente lo stipendio; promosse l'autogestione delle imprese da parte dei lavoratori; legalizzò la marjiuana; triplicò gli investimenti nella scuola e nell'educazione; legalizzò il matrimonio omosessuale e l'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali.

Risultato del suo mandato fu una riduzione dell'indice di disoccupazione al 6%; un aumento dei salari; un PIL cresciuto del 6% e una riduzione del tasso di povertà dal 39% al 6%.
Insomma, l'esatto opposto di quanto accade da moltissimi anni in UE, guidata dalle irresponsabili Von Der Layen, Lagarde e dai vari leader subalterni e guerrafondai: Meloni, Scholz, Macron, Sanna Marin, Duda e compagnia triste.

Roger Waters, 80enne, già co-fondatore dei Pink Floyd e sempre in prima linea per i diritti umani e civili, dalla parte dei popoli oppressi, contro ogni nazifascismo, ogni guerra, contro un Occidente liberal anti-democratico che preferisce far parlare le bombe, piuttosto che le parole.

Roger Waters è giunto in Uruguay per il suo tour - venerdì scorso - e ha voluto incontrare Mujica e sua moglie, Lucia Topolansky (anche lei, come Mujica, ex combattente Tupamaros contro la dittatura in Uruguay negli Anni '60 e '70), spinto dalla reciproca ammirazione e affetto.

Roger Waters, infatti, ha sempre sostenuto la politica umanitaria, sociale e socialista di Mujica e, da parte sua, Mujica, ha sempre riconosciuto la militanza e attivismo di Waters in tutto il mondo.

Non c’è limite territoriale o linguistico che impedisca la possibilità di condividere un momento insieme”, ha affermato Roger Waters, entusiasta dell'incontro.

Mujica, nei giorni scorsi, si era peraltro scagliato contro il nuovo Presidente eletto in Argentina, il liberal-capitalista e complottista, Javier Milei, mettendo in guardia gli argentini dal rischio del ritorno di una dittatura e invitando loro a prendersi cura della democrazia.

Roger Waters e José “Pepe” Mujica sono, saranno e rimarranno sempre degli ottimi esempi della loro generazione. Forse l'ultima generazione ad avere un po' di sale nella zucca e ad avere a cuore il destino di un mondo, quello Occidentale e liberal-capitalista, sempre più preda della sconsideratezza dei propri politici (che si dicono “democratici”, senza esserlo nemmeno un po'), fatto di mostruosità, violenza, guerra e nuovi genocidi.

Luca Bagatin

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lunedì 20 novembre 2023

DIMENSIONE OLTRE LA MORTE. Poesia di Luca Bagatin

 DIMENSIONE OLTRE LA MORTE

Poesia di Luca Bagatin

E se esistesse

Una dimensione

Nella quale

Lei

Non fosse mai morta?

Come accaduto, alla fine,

A Laura Palmer

In Twin Peaks?

Esiste una dimensione

Parallela?

Oltre il mondo

Cosiddetto

“Reale”?

Io credo di sì.

“Non siamo mai morti

Non siamo mai nati”

Canta

Nel suo "Testamento"

Franco Battiato.

E' esattamente così.

“Tu sei quello che tu vuoi,

ma non sai quello che tu sei”.

Canta, ancora una volta

Battiato

Ne “Il Vuoto”.

Noi non sappiamo

Ciò che siamo.

Esseri Divini

Inconsapevoli

Della nostra Divinità.

Oltre l'illusione

Della materia.

Noi siamo ciò che vogliamo

Nel momento in cui

Ci liberiamo

Dalla materia.

Che è fatta di egoismo e possesso.

Noi pensiamo,

Immersi in questo caotico mondo,

Fatto di violenza e mostruosità,

Di essere slegati

Gli uni dagli altri.

In realtà

Siamo l'Uno.

Esiste

Dunque

Una dimensione

Nella quale

Lei

Non è mai morta?

Esiste una dimensione

Nella quale

Nessuno di noi

E' mai morto.

Certamente.

Esiste una dimensione

Nella quale

Siamo uniti

Gli uni agli altri.

Siamo con i nostri cari

Che ci amano

E che amiamo.

Siamo lì,

a casa.

Non siamo mai andati

Da nessuna parte.

Non siamo mai

Volati via.

Niente vola mai via.

Nemmeno Lei.

Nemmeno le tante Donne

Che ogni giorno

Subiscono la violenza e mostruosità

Di questo mondo

Fatto di materia,

Ovvero di egoismo, possesso, illusione.

Luca Bagatin

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domenica 19 novembre 2023

Amore non può essere ossessione. Articolo di Luca Bagatin

Si confonde l'amore con l'ossessione.

Si dice di amare, ma in realtà si è ossessionati.

Personalmente non punto il dito contro nessuno.

Perché a nessuno è stato dato il libretto delle istruzioni alla nascita (nascita che nessuno di noi ha chiesto, va detto).

Ma una cosa la vorrei dire.

Chi uccide o commette violenza, credendosi “innamorato”, in realtà è solamente ossessionato.

Questa estrema differenza va sottolineata, perché drammaticamente diffusa.

Drammaticamente, anche fra le persone più insospettabili.

Quindi, quando parlate di “amore”, non fatelo con leggerezza.

Chiedetevi piuttosto se siete ossessionati dalla persona che credete di amare.

Rifletteteci bene.

Se ne siete ossessionati, fatevi e fate alla persona amata un favore: lasciatela in pace e mettete il vostro cervello in pace.

Il problema non è essere maschi o femmine (scatenare nuove guerre fra i sessi, come fra i popoli, è la prima cosa che viene in mente, ma anche la più fuorviante e pericolosa), ma essere possessivi e, quindi, insicuri.

Nessuno vuole ammetterlo.

Si fa fatica ad ammettere le proprie debolezze.

Ma la vita (che non è buona, ma è spietata, anche se non è, in sé, cattiva) è anche questo.

Personalmente, da molti anni, penso che le persone non siano fatte per stare assieme a lungo (almeno non più di qualche ora, giorno, al massimo massimo, qualche mese).

Pensare di stare assieme “per tutta la vita” lo trovo un concetto aberrante e contro natura. Forse romantico, ma nemmeno.

Essere romantici, per me (che sarò anche un po' cinico e fin troppo pragmatico, ma spero di essere un romantico), significa amare in modo libero, sereno, ovvero con pieno rispetto per l'altra persona e quindi essere liberi da ogni forma di possesso.

Bisognerebbe prima di tutto imparare a convivere con sé stessi. Il che non è facile, ma nemmeno impossibile.

L'altro è uno specchio di te stesso. Ma se conosci te stesso, l'altro non ha più segreti per te.

Perché l'altro è già te stesso.

Il problema è che, per conoscere noi stessi, ci vogliono moltissimi anni. Forse decenni.

Abbiamo solo bisogno di non avere fretta.

E la fretta è la patologia della nostra epoca.

Tanto quando l'egoismo e il possesso, che sono le patologie dell'umanità intera, da millenni.

Luca Bagatin

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America Latina socialista, Vaticano e Cina per il cessate il fuoco in Medio Oriente. Articolo di Luca Bagatin

Accorati gli appelli, oltre che le manifestazioni in tutto il mondo, per il cessate il fuoco nel conflitto israelo-palestinese.

In particolare da parte dell'America Latina socialista, dello Stato Città del Vaticano e della Repubblica Popolare Cinese.

Il Presidente colombiano Gustavo Petro aveva, a fine ottobre, annunciato che avrebbe richiamato l'ambasciatore della Colombia in Israele. “Se Israele non ferma il massacro del popolo palestinese, non possiamo essere lì”, aveva twittato Petro.

Dello stesso avviso il governo boliviano e cileno e denunce di “violazione del diritto internazionale umanitario” erano giunte dal Ministero degli Esteri argentino, relativamente al bombardamento israeliano contro i palestinesi.

Oltre un mese fa, il Presidente socialista brasiliano Lula aveva peraltro affermato: “È urgentemente necessario un cessate il fuoco in difesa dei bambini israeliani e palestinesi” (...) Ci deve essere un minimo di umanità nella follia della guerra”. E recentemente ha affermato che “Il problema è che non è una guerra, è un genocidio che ha già ucciso quasi duemila bambini che non c’entrano niente con questa guerra, sono solo vittime innocenti”. Dello stesso avviso anche il Presidente socialista venezuelano Nicolas Maduro, quello cubano Diaz-Canel e quello messicano Obrador.

La Repubblica Popolare Cinese, che questo mese detiene la presidenza di turno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite, attraverso il suo rappresentante permanente presso l'ONU – Zhang Jun – ha affermato, ancora una volta, la richiesta di cessate il fuoco che, secondo Zhang “È l'unica speranza di sopravvivenza per il popolo di Gaza”, esortando “Israele a frenare l’intensificarsi della violenza dei coloni in Cisgiordania in modo da evitare la diffusione del conflitto”.

Zhang Jun ha fatto presente che “Quando decine di migliaia di persone, tra cui più di 4.000 bambini, hanno perso la vita; quando più di 1,6 milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case; quando 2,3 milioni di persone continuano a essere tagliate fuori da acqua, elettricità, carburante, cibo e medicine; e quando ospedali, scuole, campi profughi e strutture delle Nazioni Unite sono stati spesso presi di mira, non si tratta solo di una crisi umanitaria, ma, come descritta dal Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, di una crisi dell’umanità”.

Di fronte a tutto ciò, il mondo deve parlare insieme: quando è troppo è troppo”, ha esortato Zhang.

Aggiungendo che “il Consiglio di Sicurezza deve eliminare l’ostruzione e l’interferenza di alcuni membri e intraprendere un’azione immediata, responsabile e significativa per sostenere la giustizia e mantenere la pace”.

Zhang, a nome della Cina, ha chiesto a Israele di “revocare immediatamente l'assedio e di rimuovere completamente le restrizioni sulle forniture di mezzi di sostentamento, in particolare sulla fornitura di carburante alle istituzioni umanitarie e mediche e alle strutture di sostentamento”.

Ed ha affermato che “La Cina sostiene la coesistenza pacifica tra palestinesi e israeliani e la pace e la sicurezza a lungo termine in Medio Oriente”.

Posizioni, quelle della Repubblica Popolare Cinese, della Città Stato del Vaticano, dell'America Latina socialista, che – condannando da una parte il terrorismo islamista e dall'altro la barbarie guerrafondaia - ricordano molto quel pragmatico riformismo dialogante e umanitario che caratterizzò i governi del nostro caro vecchio centro-sinistra italiano (non quello fasullo, venuto dopo, chiamato prima Ulivo e poi PD, così simile al carro delle Meloni, dei Salvini, dei Conte e dei Renzi-Calenda, ovvero degli incoerenti e degli irresponsabili di oggi), in particolare dei Ministri degli Esteri Andreotti e De Michelis e del governo presieduto da Bettino Craxi.
Un pragmatico riformismo dialogante che è andato drammaticamente perdendosi, assieme all'umanità, in questi tempi oscuri.
Luca Bagatin
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venerdì 17 novembre 2023

Elezioni presidenziali in Argentina. Il mondo democratico-socialista è con il peronista Sergio Massa. Articolo di Luca Bagatin

 

Domenica 19 novembre prossima si terrà il secondo turno delle elezioni Presidenziali argentine, che vedrà contrapposta la civiltà del peronista Sergio Massa, candidato della coalizione peronista, socialista e comunista “Unione per la Patria”, che al primo turno ha incassato il 36,68% dei voti e la barbarie incarnata da Javer Milei, esponente della destra antiperonista e anticomunista, che al primo turno aveva ottenuto il 29,98%, con la sua coalizione “La Libertà Avanza”.

Mai leader furono più diversi e opposti fra loro.

Massa, avvocato di origine italiana, classe 1972, peronista di sinistra, Ministro dell'Economia del governo uscente presieduto da Alberto Fernandez, sostenitore dei diritti sociali, dei diritti civili e di una politica estera multipolare e di integrazione dell'Argentina con i BRICS.

Milei, assurdo sin dalla sua assurda e folta capigliatura, conduttore radiofonico, classe 1970. Un programma che va dalla distruzione dello stato sociale, della sanità e della scuola pubbliche, fino abolizione dell'aborto, passando per il complottismo e il negazionismo per quanto riguarda il terrorismo di Stato in Argentina durante la dittatura militare anti-peronista e l'avvicinamento dell'Argentina al dollaro USA.

Una sciagura per l'Argentina, se malauguratamente dovesse vincere!

A livello internazionale, con Massa, si sono subito schierati il Presidente del Brasile Lula da Silva e il Presidente spagnolo Pedro Sanchez. Quest'ultimo ritiene che Sergio Massa rappresenta l'impegno per la convivenza democratica, per l'armonia e offre un progetto di unità, solidarietà, con opportunità per tutti”.

Il Presidente socialista Lula, in merito al suo sostegno a Massa ha affermato che “Ho buoni rapporti con molti ex Presidenti argentini. E chiedo che gli argentini ricordino che abbiamo bisogno di un Presidente che apprezzi la democrazia e valorizzi le relazioni tra i nostri Paesi”.

Al fianco del candidato peronista Massa anche altri leader socialisti latinoamericani, fra cui il Presidente del Messico, Manuel López Obrador, il quale – in conferenza stampa - ha definito Milei un “fascista ultraconservatore” che “E' perfino contro il Papa. Chiama comunista il Papa, perché il Papa è a favore della giustizia” e ha aggiunto che “Papa Francesco è uno dei Papi più coerenti che ci siano stati nella storia della Chiesa, più legato alla dottrina dell'amore del prossimo e della difesa dei poveri”. Obrador ha poi proseguito esaltando altri grandi argentini quali Juan Domingo Peron, lo scrittore Jorge Luis Borges e il calciatore Diego Armando Maradona.

Anche il Presidente di sinistra del Cile, Gabriel Boric, infine, ha criticato le proposte di Javier Milei, in particolare in politica estera, sostenendo che sarebbe assurdo per l'Argentina e, in generale, per l'America Latina, interrompere gli accordi di libero scambio con la Cina, con la quale ha ottimi relazioni bilaterali da oltre 50 anni.

Il mondo democratico-socialista è con Massa. Il fronte liberal-capitalista con Milei.

Civiltà contro barbarie, appunto.

Luca Bagatin

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lunedì 13 novembre 2023

Riflessioni sulla pubblicità commerciale, sulle telecomunicazioni e dintorni by Luca Bagatin

  

Siamo governati dalla pubblicità commerciale e dalle società private. Ovvero siamo governati dal danaro e dall'egoismo umano.

Per questo, molte società di telecomunicazione e del web ti obbligano, se vuoi continuare a usare i loro servizi “gratuiti” (che tali non sono, visto che comunque paghi la tua connessione telefonica all'operatore di telefonia che la gestisce), a sorbirti la sua pubblicità, che è frutto dei tuoi dati personali, che gratuitamente gli cedi.

Se ci ragioni bene, tutto ciò non è democratico. Ma è colpa del nostro attaccamento al danaro, alla materialità della vita, ovvero al nostro ego. Che è una malattia, non una possibilità che ci è offerta alla nascita.

(Luca Bagatin)

La pubblicità commerciale è un insulto all'intelligenza umana. E' una forma di lavaggio del cervello.

Il fatto che sia largamente usata quale pratica per accrescere ricchezza, significa che tale ricchezza è fondata sulla stupidità e su tutto ciò che la veicola.

(Luca Bagatin)

In generale non ho mai considerato troppo svegli quelli dell'estrema destra e dell'estrema sinistra, in Italia.

Ho sempre pensato fossero degli "utili idioti" al servizio inconsapevole del Potere.

Avevo 18 anni quando - da laico, libertario e socialista - lo pensavo e lo dicevo, ai giovani di AN e ai giovani di Rifondazione.

Prendendo da entrambi le distanze, politicamente parlando.

Oggi è tutto più chiaro.

Avete avuto al governo Bertinotti e la Meloni e sono stati i migliori amici degli USA e del capitalismo assoluto.

E io già ve lo dicevo 25 anni fa.

Ma dai!

Ma chi pensavate di prendere per il culo?

Ma dai!

Mi fate ridere da almeno 25 anni!

(Luca Bagatin)  

 


domenica 12 novembre 2023

La Colombia del socialista Gustavo Petro rafforza le relazioni con la Repubblica Popolare Cinese. Articolo di Luca Bagatin

 

Il presidente socialista colombiano Gustavo Petro ha visitato la Repubblica Popolare Cinese dal 24 al 26 ottobre scorso, invitato dal suo omologo Xi Jinping, con il quale si è incontrato il 25 ottobre per promuovere il rafforzamento delle relazioni bilaterali fra Colombia e Cina.

Rafforzamento delle relazioni basate, come riconosciuto da entrambi i leader, “sull'uguaglianza e su risultati vantaggiosi per tutti”.

La Cina ha peraltro invitato la Colombia ad aderire al partenariato globale per la cooperazione sull'energia pulita e lo sviluppo verde.

Il Presidente cinese Xi Jinping si è congratulato con la Colombia per l'assunzione della presidenza di turno della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC) nel 2025 e ha sottolineato la grande importanza dello sviluppo delle relazioni con la CELAC.

Il Presidente colombiano Gustavo Petro, da parte sua, ha affermato come la Colombia attribuisca grande importanza alla Belt And Road Initiative (BRI), ovvero alla Nuova Via della Seta promossa dalla Cina e si è detto felice di rafforzare la cooperazione con la Repubblica Popolare Cinese nell'ambito delle infrastrutture, dell'energia pulita e in altri settori, oltre che ad accogliere gli investimenti delle aziende cinesi in Colombia, che aiuteranno il Paese a migliorare la propria stabilità e crescita occupazionale.

Per quanto concerne il conflitto israelo-palestinese, il Presidente Petro condivide le preoccupazioni della Cina e si è detto pronto a lavorare con essa per una soluzione tempestiva del conflitto e per porre fine alle ostilità.

Luca Bagatin

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