
Cuba – meravigliosa e
storica Isola dei Caraibi - è forse la più piccola e allo stesso
tempo più grande democrazia al mondo.
Con il suo sistema
sociale, economico e civile socialista, comunitario, autogestionario.
Con il suo sistema
elettorale che parte dalla selezioni dei candidati, attraverso
assemblee di base di quartiere; senza alcun partito a dirigere il
processo e a manipolarlo. In quanto il Partito Comunista Cubano è
semplicemente simbolico e a garanzia della volontà popolare e del
sistema socialista, edificato con la Rivoluzione degli Anni '50,
guidata da Fidel Castro e Che Guevara.
Cuba è una rivoluzione
nella rivoluzione e ce ne parla diffusamente l'ultimo saggio di
Maddalena Celano, studiosa, saggista, fotografa, attivista
dell'emencipazione femminile - già autrice del saggio sull'eroina
latinoamericana Manuela Sáenz
Aizpuru - nonché responsabile del Dipartimento Esteri di Convergenza
Socialista, oltre che collaboratrice dell'Associazione la Villetta
per Cuba.
“Le donne cubane –
l'altra metà della Rivoluzione” - edito da Libeccio Edizioni - è
un saggio che parte da lontano, per inquadrare la volontà di libertà
e emancipazione del popolo cubano.
Cuba fu, sin dalla fine
del XVIII secolo, una realtà soggetta alla volontà egenomica della
Spagna e degli Stati Uniti d'America, per ragioni strategiche,
economiche e geopolitiche.
Una volontà egemonica
che privò l'Isola delle sue risorse fondamentali: produzione dello
zucchero, trasporti, industria delle costruzioni e ogni aspetto che
potesse generare un profitto e assolvere ai bisogni essenziali della
popolazione.
Come ci spiega il saggio
di Maddalena Celano, ecco giungere – nel corso del XIX secolo -
sulla scena politica dell'Isola caraibica, una figura cruciale,
ovvero colui il quale diverrà l'Eroe della Nazione: José Martì
(1853 – 1895).
Politico, scrittore,
poeta, giornalista, filosofo e massone, primo leader
dell'indipendenza del suo Paese, il quale passerà alla Storia
dell'Isola come l'”Apostolo”, esattamente come il suo
contemporaneo italiano Giuseppe Mazzini (1805 – 1872).
E come Mazzini, come
spiegato da Celano stessa, anche Martì sarà influenzato – pur non
avendone mai fatto parte, non essendo egli nato e non avendo vissuto
in Europa - dagli aneliti emancipatori e rivoluzionari della Prima
Internazionale dei Lavoratori (1864), che vide unire i primi spiriti
socialisti, anarchici, garibaldini e nazional-patriottici, per
l'indipendenza e emancipazione dei popoli.
Ad ogni modo, quello
spirito battagliero fu all'origine della sua avversione per lo
schiavismo, che lo porterà– giovanissimo – ad essere arrestato
per appartenenza a gruppi separatisti.
Successivamente, nel
1894, si pose a capo della prima rivoluzione dell'Isola e giungendo,
l'anno seguente, a garantire l'Indipendenza di Cuba.
Morirà in battaglia
quello stesso anno, combattendo contro le truppe spagnole.
Maddalena Celano analizza
il pensiero di Martì, non solo sotto il profilo storico e politico
patriottico e antimperialista, ma anche la sua concezione del mondo
femminile, avanzatissima per l'epoca (e anche su questo potremmo
ravvisare delle similitudini con Mazzini e Garibaldi, antesignani
dell'emancipazione femminile in Europa).
Una sensibilità verso il
femminile, che traspare dai suoi scritti, che lo porta ad equiparare
intellettualmente la donna all'uomo, aspetto tutt'altro che scontato
per l'epoca. Ovvero riconoscere la necessità che le donne possano
ricevere la medesima istruzione degli uomini. Oltre che riconoscerle
quali valide e fondamentali combattenti in guerra.
Ne “Le donne cubane”
sono infatti citate e descritte le quattordici donne che affiancarono
Martì e i primi rivoluzionari nella lotta per l'indipendenza, fra le
quali Ana Cruz Aguero, elevata al grado di Capitano, la quale fu
assegnata al comando dei reparti di artiglieria.
Donne che diedero il loro
contributo alla lotta nazionale e anticoloniale dell'Isola.
E' ad ogni modo con la
Rivoluzione castrista del 1958, che iniziano a costituirsi delle vere
e proprie truppe femminili a Cuba e, con il trionfo della Rivoluzione
stessa, si inizieranno a consolidare i diritti delle donne.
Con la Riforma Agraria,
simbolicamente, il primo titolo di proprietà terriera viene infatti
concesso a una contadina di colore, collocata nella zona più povera
del Paese.
Nel 1960 – come
ampiamente descritto nel saggio – sarà costituita la FMC, ovvero
la Federazione della Donne Cubane, che raggrupperà ben 800
associazioni femminili preesistenti.
Il compito della FMC è
quello di garantire pari diritti fra donne e uomini in ogni ambito
sociale, civile, politico e economico, promuovendo peraltro anche
attività nell'ambito dell'istruzione, della sanità e
dell'educazione sessuale e pianificazione famigliare.
Come ci spiega il saggio
di Celano, Cuba fu il primo Paese al mondo a firmare la Convenzione
sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le
donne, nel 1979 e il secondo al mondo a ratificarla.
Cuba fu peraltro Paese
che iniziò sin da subito a investire massicciamente in istruzione,
sanità e ricerca, ottenendo risultati encomiabili.
“Le donne cubane”
spiega come, nel 1961, l'UNESCO dichiarò l'Isola “il primo
territorio libero dall'analfabetismo”.
Interi capitoli del
saggio di Maddalena Celano, sono dedicati alle nuove politiche a
Cuba, quali ad esempio l'introduzione della nuova Costituzione, nel
2019.
Una Costituzione ancora
più inclusiva per le donne, ma anche per gli omosessuali, che non
solo non dovranno più essere discriminati, ma rimane una porta
aperta finanche al matrimonio per persone dello stesso sesso.
Riforme peraltro volute
fortemente dalla deputata Mariela Castro, figlia dell'ex Presidente
Raul Castro e Presidente del CENESEX, ovvero il Centro Nazionale di
Educazione Sessuale di Cuba.
Nella nuova Costituzione,
inoltre, si riafferma l'economia socialista dell'Isola, sottolineado
come lo Stato controlli, regoli e diriga l'attività economica, ma si
sancisce anche la partecipazione diretta dei lavoratori alla
direzione, all'ordinamento e al controllo dell'attività economica
nazionale. Al contempo si riconoscono nuove forme di proprietà e il
ruolo del mercato, ma si pone un tetto all'accumulazione della
ricchezza, in modo da non creare diseguaglianze sociali.
“Le donne cubane –
l'altra metà della Rivoluzione”, oltre a presentare aspetti poco
conosciuti della condizione femminile nella società cubana, è un
compendio della situazione passata e recente di Cuba.
Comprende scritti di
Manuel Santoro, attuale Segretario nazionale del movimento
Convergenza Socialista e direttore della rivista “L'Ideologia
Socialista”. Oltre che interviste inedite e esclusive di Maddalena
Celano a Maria Teresa Peña
Gonzalez, storica guerrigliera e femminista cubana e alla psicologa
cubana Leidy León Veloz, docente dell'Università di Pinar del Rio
“Hermanos Saiz Montes de Oca”, relativamente alla condizione
delle donne a Cuba e sulle politiche attuate al fine di debellare la
piaga della prostituzione e del neo-schiavismo femminile nell'Isola.
Luca Bagatin
www.amoreeliberta.blogspot.it