domenica 1 marzo 2026

La Cina, scioccata, condanna gli attacchi contro l'Iran. Alla logica della giungla, occorre contrapporre quella del diritto internazionale. Articolo di Luca Bagatin

 

La Repubblica Popolare Cinese, attraverso il suo Rappresentate Permanente presso le Nazioni Unite, Fu Cong, ha espresso il suo shock, il suo sdegno e la sua preoccupazione per gli attacchi dei regimi di USA e Israele contro l'Iran.

La Cina si è detta profondamente addolorata per l'elevato numero di vittime civili e ha condannato l'uso indiscriminato della forza, giudicandolo inaccettabile.

Rifacendosi ai principi della Carta delle Nazioni Unite, l'Ambasciatore Fu Cong ha sottolineato come la sovranità, sicurezza e integrità territoriale dell'Iran e di altri Paesi della regione debbano essere rispettati.

L'Ambasciatore cinese ha osservato come tale situazione debba essere quanto prima risolta attraverso il dialogo, il negoziato e ha richiesto la cessazione immediata delle azioni militari delle forze statunitensi e israeliane.

L'Ambasciatore Fu Cong, in particolare, ha sottolineato come tale aggressione militare sia avvenuta nel momento in cui erano in corso colloqui diplomatici fra USA e Iran e ciò la rende ulteriormente scioccante.
E la Repubblica Popolare Cinese, attraverso il Ministero degli Affari Esteri, ha altresì condannato l'uccisione della Guida Suprema dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei, sottolineando che tale azione rappresenta una ulteriore “grave violazione della sovranità e della sicurezza dell'Iran”.

Il Ministro degli Affari Esteri cinese, Wang Yi, ha definito “inaccettabili” gli attacchi contro l'Iran e si è detto molto preoccupato per il rischio di escalation in Medio Oriente e, assieme al suo omologo russo Lavrov, intende, in ambito ONU e nell'ambito dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, adoperarsi per chiedere con forza la cessazione dei combattimenti e il ritorno ai negoziati diplomatici.

Personalmente, direi che viviamo in tempi strani e oscuri, in cui chi dice di difendere “libertà” e “democrazia” invade e attacca Paesi sovrani.

Si dirà che è sempre andata così, ma oggi accade in modo sempre più evidente e spudorato. E da parte di politicanti sempre più sbruffoni, ignoranti e sconsiderati, che non hanno nemmeno il consenso popolare, perché a votare, in Occidente, vanno ormai meno della metà degli elettori. I quali hanno compreso, da quel dì, che le regole sono truccate a monte e che persino le Costituzioni democratiche vengono sistematicamente violate da quei politicanti che pretenderebbero il voto popolare.

A rimetterci i popoli, gli inermi, chi dovrebbe decidere del suo presente e futuro, senza ingerenze esterne, come del resto vorrebbe il diritto internazionale stesso.
L'Iran potrà anche non piacere, ma ha sempre combattuto l'islamismo radicale, purtroppo spesso sostenuto da un Occidente ipocrita, anti-socialista e anti-BRICS. Che ha spesso fatto carta straccia del diritto internazionale, agitando a discrezione la leva dei cosiddetti “diritti umani”.

Chi non approfondisce tali aspetti continua a parlare per partito preso e a riempirsi la bocca di banalità e ipocrisia.
E intanto la politica estera italiana si espone alla sua ennesima figuraccia e dimostra, ulteriormente, di non contare nulla. Così come molto poco conta la politica estera della balbettante, ipocrita e asservita ai desiderata USA, UE.

Mi sovviene alla mente un passaggio del discorso che l'amico prof. Giancarlo Elia Valori, importante manager pubblico e analista geopolitico, oltre che Presidente della Fondazione di Studi Internazionali e Geopolitica, tenne nel novembre 2023 presso la Facoltà delle Relazioni Internazionali dell'Università di Pechino – celebre per aver ospitato, nel 2006, il conferimento del Dottorato Onorario al prof. Henry Kissinger – e presso la quale il prof. Valori fu insignito del titolo di Professore Benemerito.

Egli disse: “Il più grande luogo comune sul Partito Comunista Cinese dei politici occidentali è che esso non sia democratico. Ovviamente per dir questo essi partono dal presupposto che la democrazia “vera” sia la propria. Quella che sgancia bombe sui popoli per imporla a ignoranti, arretrati e dittatori che, però, non siano loro amici. (…). A dire il vero le campagne diffamatorie contro la Repubblica Popolare della Cina sono dirette da Washington, e i Paesi della NATO e i loro governi, non possono far altro attraverso mass media, social network, stampa e televisioni che obbedire alla Casa Bianca. Il parere dei popoli di questi Stati ritengo sia molto differente”.

Il parere dei popoli, purtroppo, conta ormai sempre meno. Conta la logica della sopraffazione, della violenza, della manipolazione, dell'ignoranza, della barbarie e della giungla. Imposta da chi vorrebbe “esportare democrazia”.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

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