lunedì 2 marzo 2026

Il 13 marzo, a Roma, presentazione del saggio "Mussolini. La leggenda e l'uomo", dell'antifascista e sindacalista rivoluzionario Alceste De Ambris. Interventi di Luca Bagatin, Igor Camilli, Mario Michele Pascale, Riccardo Sbordoni

 

Venerdì 13 marzo prossimo, alle ore 17.00, presso la Sala Rossa del VII Municipio di Roma, in Piazza di Cinecittà 11, al IV piano, si terrà la presentazione del volume di Alceste De Ambris "Mussolini. La leggenda e l'uomo" (Mario Pascale Editore).

Al convegno di presentazione interverranno: Luca Bagatin, scrittore e editorialista; Igor Camilli, Segretario Nazionale di Patria Socialista; Mario Michele Pascale, editore e conduttore radio tv e Riccardo Sbordoni, Assessore alla Cultura del VII Municipio di Roma.

Esponente del mazzinianesimo novecentesco, del socialismo e del sindacalismo rivoluzionario, già deputato socialista, Alceste De Ambris (1874 - 1934), celebre per aver dato vita, assieme al Vate Gabriele d'Annunzio, alla libertaria Carta del Carnaro dello Stato libero di Fiume, fu deputato del Partito Socialista Italiano dal 1913 al 1919. 

Esponente del primo e del più puro antifascismo, De Ambris, nel 1930, darà alle stampe il pamphlet “Mussolini. La leggenda e l'uomo”, nel quale, attraverso una minuziosa descrizione, quasi in stile giornalistico, descrive i voltafaccia, i bluff, l'immenso opportunismo e l'immensa mediocrità di Benito Mussolini e della sua per nulla originale e assai confusa ideologia, che pretendeva di prendere a prestito idee socialiste, d'annunziane, mazziniane, pur svuotandole di significato e ponendo il tutto al servizio del grande capitale industriale e borghese.

domenica 1 marzo 2026

La Cina, scioccata, condanna gli attacchi contro l'Iran. Alla logica della giungla, occorre contrapporre quella del diritto internazionale. Articolo di Luca Bagatin

 

La Repubblica Popolare Cinese, attraverso il suo Rappresentate Permanente presso le Nazioni Unite, Fu Cong, ha espresso il suo shock, il suo sdegno e la sua preoccupazione per gli attacchi dei regimi di USA e Israele contro l'Iran.

La Cina si è detta profondamente addolorata per l'elevato numero di vittime civili e ha condannato l'uso indiscriminato della forza, giudicandolo inaccettabile.

Rifacendosi ai principi della Carta delle Nazioni Unite, l'Ambasciatore Fu Cong ha sottolineato come la sovranità, sicurezza e integrità territoriale dell'Iran e di altri Paesi della regione debbano essere rispettati.

L'Ambasciatore cinese ha osservato come tale situazione debba essere quanto prima risolta attraverso il dialogo, il negoziato e ha richiesto la cessazione immediata delle azioni militari delle forze statunitensi e israeliane.

L'Ambasciatore Fu Cong, in particolare, ha sottolineato come tale aggressione militare sia avvenuta nel momento in cui erano in corso colloqui diplomatici fra USA e Iran e ciò la rende ulteriormente scioccante.
E la Repubblica Popolare Cinese, attraverso il Ministero degli Affari Esteri, ha altresì condannato l'uccisione della Guida Suprema dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei, sottolineando che tale azione rappresenta una ulteriore “grave violazione della sovranità e della sicurezza dell'Iran”.

Il Ministro degli Affari Esteri cinese, Wang Yi, ha definito “inaccettabili” gli attacchi contro l'Iran e si è detto molto preoccupato per il rischio di escalation in Medio Oriente e, assieme al suo omologo russo Lavrov, intende, in ambito ONU e nell'ambito dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, adoperarsi per chiedere con forza la cessazione dei combattimenti e il ritorno ai negoziati diplomatici.

Personalmente, direi che viviamo in tempi strani e oscuri, in cui chi dice di difendere “libertà” e “democrazia” invade e attacca Paesi sovrani.

Si dirà che è sempre andata così, ma oggi accade in modo sempre più evidente e spudorato. E da parte di politicanti sempre più sbruffoni, ignoranti e sconsiderati, che non hanno nemmeno il consenso popolare, perché a votare, in Occidente, vanno ormai meno della metà degli elettori. I quali hanno compreso, da quel dì, che le regole sono truccate a monte e che persino le Costituzioni democratiche vengono sistematicamente violate da quei politicanti che pretenderebbero il voto popolare.

A rimetterci i popoli, gli inermi, chi dovrebbe decidere del suo presente e futuro, senza ingerenze esterne, come del resto vorrebbe il diritto internazionale stesso.
L'Iran potrà anche non piacere, ma ha sempre combattuto l'islamismo radicale, purtroppo spesso sostenuto da un Occidente ipocrita, anti-socialista e anti-BRICS. Che ha spesso fatto carta straccia del diritto internazionale, agitando a discrezione la leva dei cosiddetti “diritti umani”.

Chi non approfondisce tali aspetti continua a parlare per partito preso e a riempirsi la bocca di banalità e ipocrisia.
E intanto la politica estera italiana si espone alla sua ennesima figuraccia e dimostra, ulteriormente, di non contare nulla. Così come molto poco conta la politica estera della balbettante, ipocrita e asservita ai desiderata USA, UE.

Mi sovviene alla mente un passaggio del discorso che l'amico prof. Giancarlo Elia Valori, importante manager pubblico e analista geopolitico, oltre che Presidente della Fondazione di Studi Internazionali e Geopolitica, tenne nel novembre 2023 presso la Facoltà delle Relazioni Internazionali dell'Università di Pechino – celebre per aver ospitato, nel 2006, il conferimento del Dottorato Onorario al prof. Henry Kissinger – e presso la quale il prof. Valori fu insignito del titolo di Professore Benemerito.

Egli disse: “Il più grande luogo comune sul Partito Comunista Cinese dei politici occidentali è che esso non sia democratico. Ovviamente per dir questo essi partono dal presupposto che la democrazia “vera” sia la propria. Quella che sgancia bombe sui popoli per imporla a ignoranti, arretrati e dittatori che, però, non siano loro amici. (…). A dire il vero le campagne diffamatorie contro la Repubblica Popolare della Cina sono dirette da Washington, e i Paesi della NATO e i loro governi, non possono far altro attraverso mass media, social network, stampa e televisioni che obbedire alla Casa Bianca. Il parere dei popoli di questi Stati ritengo sia molto differente”.

Il parere dei popoli, purtroppo, conta ormai sempre meno. Conta la logica della sopraffazione, della violenza, della manipolazione, dell'ignoranza, della barbarie e della giungla. Imposta da chi vorrebbe “esportare democrazia”.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

sabato 28 febbraio 2026

Riflessioni contro la violenza e l'ipocrisia Occidentale. By Luca Bagatin

 

Non c'è peggior dittatura dell'ignoranza e della ristrettezza mentale. Ovvero della stupidità e dell'ipocrisia.

(Luca Bagatin)

Le "vittime", per l'Occidente liberal ipocritocratoco, sono sempre i bianchi, i ricchi, gli occidentalizzati. Tutti gli altri sono aggressori.

(Luca Bagatin) 

E alla fine Trump si rivelò un nuovo Biden, un nuovo Bush, un nuovo Obama, un nuovo Kennedy, un nuovo Reagan... L'ennesimo gangster con le mani sporche di sangue.

(Luca Bagatin)

Un giorno ero al telefono con un vecchio amico del Partito Repubblicano Italiano di quando, sedici anni fa, ero nel direttivo provinciale di quel partito. Lui mi dice che legge sempre i miei articoli e che secondo lui mi sono spostato all' "estrema sinistra". Gli faccio notare due cose. La prima che Mazzini e Garibaldi, padri nobili del PRI, sono sempre stati di estrema sinistra. E così il PRI, dal 1895 al 1957, specie nella sua corrente socialista mazziniana, alla quale mi sono sempre richiamato. La seconda che, se il mondo va all'estrema destra, per cercare equilibrio, occorre andare nella direzione opposta. In effetti non ha saputo che rispondermi.

(Luca Bagatin) 

Non è che io mi sia spostato all'estrema sinistra. È che il mondo Occidentale si è spostato all'estrema destra. E, personalmente, amo l'equilibrio.

(Luca Bagatin) 

Non ho mai creduto all'esistenza dei buoni e dei cattivi. Men che meno in politica. Credo nella logica e nell'approfondimento. Come scrivo spesso, sono socialista per logica e approfondimento, non per sciocca ideologia. L'ideologia è come la religione. Serve o ai pavidi per trovare conforto, o ai furbi per fottere il prossimo. E così non esiste una parte giusta e una sbagliata. Esiste una parte logica e una sciocca. E non sempre è dello stesso colore.

(Luca Bagatin) 

GLOSSARIO PER I TEMPI MODERNI

Europeista: suprematista bianco

Riformista: estremista di destra

Liberale: falsificatore della Storia

Fratello d'Italia: Incoerente

Piddino: falso oppositore

(Luca Bagatin) 

Il caso Epstein? Il marcio dell'Occidente ipocrita, violento, razzista, fascista, liberal merdo-cratico.

(Luca Bagatin) 

In Occidente, se potessero, darebbero ancora la caccia a Streghe e Maghi. In realtà lo fanno ancora, a vario titolo, ipocritamente e con la manipolazione della realtà a uso e consumo. Liberal capitalismo, religioni abramitiche, ipocrisia, ignoranza voluta o imposta, odio verso qualsiasi popolo considerato selvaggio, queste le parole d'ordine da queste parti. Camuffate ipocritamente da "democrazia".

(Luca Bagatin)

Non ho mai amato niente che fosse dogmatico. Il mio rifiuto per il cattolicesimo nasce quando avevo 10 anni. Poco dopo nasce la mia avversione per il fascismo e il comunismo totalitario. Negli ultimi quindici anni nasce la mia avversione per il liberal capitalismo. Negli anni ho sempre preferito tutto ciò che era in odore di "eresia", ovvero di scelta e libertà. Dal mazzinianesimo all'anarchismo, dal trotskismo al sindacalismo rivoluzionario, passando per il nazionalbloscvismo e il socialismo democratico. Il mio rifiuto più profondo è infatti e da sempre verso: chiese, Stati, padroni, ignoranza e ipocrisie varie.

(Luca Bagatin) 

Il melonismo ha inseguito il PD sulla politica estera. Tradendo Silvio Berlusconi. Il PD ha inseguito la destra sulla politica economica. Tradendo la classe operaia. A mio avviso, in questo Paese, esistono solo traditori. E, in entrambi i casi, si collocano dalla parte sbagliata di Storia, geografia e seria politica economica.

(Luca Bagatin) 

venerdì 27 febbraio 2026

Regno Unito. Ecco le basi per una alternativa socialista e ambientalista allo pseudo laburismo di Starmer e alle altre destre. Articolo di Luca Bagatin

 

Alle elezioni suppletive di Gorton e Denton, della circoscrizione di Greater Manchester, ha vinto la candidata dei Verdi del Regno Unito, Hannah Spencer, con il 40,7% dei voti, superando ampiamente il candidato del Reform UK, che ha ottenuto il 28,7% e il candidato dell'ormai sempre più destrorso e guerrafondaio Partito Laburista, che si è fermato al 25,4%.

La candidata verde strappa quindi il seggio storico ai laburisti, che dimezzano i loro consensi.

Il Partito Verde britannico, assieme al socialista Your Party di Jeremy Corbyn e al Partito dei Lavoratori della Gran Bretagna di George Galloway, si stanno da tempo proponendo quale alternativa di autentica sinistra a un Partito Laburista, quello di Starmer, ormai diventato un ammasso destrorso liberal capitalista guerrafondaio, completamente svuotato dei suoi valori originari.

Jeremy Corbyn e Galloway, già ex deputati laburisti, ingiustamente espulsi da un Partito Laburista già destrorso e guerrafondaio ai tempi di Blair, hanno espresso il loro plauso per la vittoria di Hannah Spencer e auspicano di lavorare assieme ai Verdi, per costruire un'alternativa democratica, ambientalista e autenticamente socialista per la Gran Bretagna.

Galloway, su Facebook, in particolare, ha scritto: La classe politica britannica di Epstein è stata annientata”. “Starmer deve andarsene” (…) Il partito laburista è finito. La sua corsa è finita. Il suo tradimento seriale della classe operaia è giunto al termine. La sua inguaribile devozione alla guerra e al genocidio dei popoli di tutto il mondo, la sua mania per il militarismo, il linguaggio dell'impero e del razzismo, il suo atteggiamento poco convincente sulla scena mondiale, lo hanno reso il terzo partito dello Stato”. (…) Mi congratulo con i Verdi per la loro vittoria e auguro ad Hannah ogni successo come parlamentare. Ora noi, come popolo, dobbiamo unirci per vittorie ancora più grandi”.

Hannah Spencer, idraulica di umili origini, classe 1991, ha dichiarato: “Abbiamo sconfitto il partito dei donatori miliardari”. Ed ha aggiunto: “Non sono cresciuta con il desiderio di fare il politico. Sono un idraulico. E due settimane fa, in mezzo a tutto questo, ho anche conseguito la qualifica di imbianchino. Perché anche nel caos, anche sotto pressione, riesco a portare a termine le cose. Non sono diverso da ogni singola persona qui in questa circoscrizione. Lavoro sodo. È quello che facciamo. Solo che le cose sono cambiate molto negli ultimi decenni. Perché lavorare sodo un tempo ti faceva ottenere qualcosa. Ti faceva ottenere una casa. Una bella vita. Vacanze. Ti portava da qualche parte”.

Il Partito Verde, guidato a livello nazionale da Zack Polansky, conquista dunque nuovi consensi e un deputato in più.

La sua piattaforma, seria, pragmatica, senza equivoci, fondata su difesa dell'ambiente; tasse sulle ricchezze; equa distribuzione delle risorse; critica nei confronti dei crimini di Netanyahu contro il popolo palestinese; richiesta di uscita dalla NATO della Gran Bretagna e priorità alla diplomazia per la risoluzione delle controversie internazionali, paga.

Un partito Verde, quello guidato da Polansky, molto simile a quello statunitense guidato da Jill Stein, chiaro e non equivoco e liberal capitalista come quelli di casa nostra e di altri Paesi europei, ormai svuotati di ogni ideale originario.

Così come sono socialisti chiari e senza equivoci i partiti di Corbyn e Galloway.

L'alternativa socialista e ambientalista, in Gran Bretagna, sembra essere pronta.

Contro le quattro destre, più o meno estreme, rappresentate dagli pseudo laburisti, dal Reform Party, dai Conservatori e dai Liberali.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

giovedì 26 febbraio 2026

Al caos che genera sofferenza si può porre ordine attraverso il dialogo e la cooperazione fruttuosa. Articolo di Luca Bagatin

 

Il 24 febbraio scorso, l'Ambasciatore di Cuba in Italia, Jorge Luis Cepero Aguilar, ha avuto un fruttuoso incontro con la direttrice esecutiva del Programma Alimentare Mondiale (WFP), Cindy McCain, presso la sede dell'organizzazione, a Roma.

Il diplomatico cubano ha espresso la gratitudine di Cuba al WFP, organizzazione delle Nazioni Unite, che ha fornito assistenza alla comunità cubana colpita dall'uragano Melissa e ha richiesto sostegno dell'organizzazione per la crisi alimentare che sta colpendo Cuba, causata dell'embargo economico, commerciale e finanziario, imposto dagli USA e inasprito dall'attuale regime di Trump.

Blocco che rende più difficile e costoso il trasporto di cibo e limita l'accesso ai mercati, ai finanziamenti e alle tecnologie necessarie per la produzione agro-alimentare.

La direttrice McCain, da parte sua, ha ribadito il supporto del WFP per quanto concerne il sostegno alle politiche di protezione sociale e sviluppo dell'Isola caraibica, dando priorità al settore agricolo, garantendo un approvvigionamento stabile di cibo per la popolazione cubana.

L'Ambasciatore Cepero, portando i saluti del Presidente di Cuba, Miguel Diaz-Canel, ha avuto anche un incontro con il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Matterella.

I due dignitari hanno ribadito l'impegno ad approfondire i rapporti di cooperazione, rispetto e amicizia che uniscono Cuba e Italia.

Durante l'incontro, l'Ambasciatore ha relazionato sulla situazione economico-politica dell'Isola, aggravata dalle continue minacce di Trump.

Le due parti hanno anche ricordato il lavoro svolto dalle brigate mediche cubane, in Italia, durante la pandemia da Covid 19.

Il 25 febbraio si è tenuto un altro importante incontro, quello fra il Presidente cinese Xi Jinping e il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, a Pechino.

Incontro importante, considerando che, come ha osservato il Presidente Xi, entrambi i Paesi hanno economie con un impatto significativo sia sull'Europa che sul resto del mondo.

In tal senso, il Presidente Xi ha invitato il suo omologo tedesco a rafforzare la comunicazione strategica e la rispettiva fiducia, volta al proseguimento di un partenariato strategico, reciprocamente vantaggioso, fra i due Paesi.

Il Presidente cinese ha spiegato al Cancelliere tedesco che la Cina intende perseguire uno sviluppo pacifico, volto a realizzare la piena modernizzazione cinese, condividendo le opportunità di sviluppo con il resto del mondo.

In tal senso, ha esortato il suo omologo ad adottare politiche positive e pragmatiche nei confronti della Cina, volte alla cooperazione – in ambito tecnologico, digitale, culturale e umano - e allo sviluppo stabile e sostenibile delle relazioni fra i due Paesi.

Il Presidente Xi ha invitato, altresì, il Cancelliere Merz a sostenere il ruolo centrale delle Nazioni Unite, rivitalizzando il loro ruolo di guida, difendendo il multilateralismo, il diritto internazionale e il libero scambio.

I due leader hanno discusso anche sulla crisi ucraina e il Presidente Xi ha ribadito la posizione cinese, volta a trovare soluzioni attraverso il dialogo e la negoziazione.

In tal senso, ha sottolineato la necessità di promuovere la partecipazione paritaria di tutte le parti, volta a porre solide basi per la pace e una duratura sicurezza comune.

Il dialogo, la cooperazione, il confronto pragmatico anche fra realtà differenti, del resto, è il sale per rimettere ordine laddove si è insinuato il caos.

Un caos che genera e sta generando sofferenza a milioni di persone ed al quale occorre porre urgentemente, con lungimiranza e pragmatismo, un freno.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

martedì 24 febbraio 2026

Il Premier socialista slovacco Robert Fico pretende rispetto per il Paese e non accetta ricatti. Articolo di Luca Bagatin

 

Il Premier socialista democratico slovacco, Robert Fico, ancora una volta, mette in atto il suo pragmatismo, oltre e contro le follie della dirigenza UE.

Negli scorsi giorni ha infatti dichiarato: “Se lunedì non verranno ripristinate le forniture di petrolio alla Slovacchia, chiederò alla SEPS, la società per azioni statale, di interrompere le forniture di energia elettrica di emergenza all'Ucraina. Solo nel gennaio 2026, queste forniture di emergenza sono state necessarie per stabilizzare la rete energetica ucraina in misura doppia rispetto all'intero anno 2025”.

Il governo slovacco, intende dunque rispondere con forza al blocco delle forniture di petrolio russo al Paese, da parte di Kiev.

Il Presidente slovacco, che ha riaffermato il sostegno umanitario al popolo ucraino, che si sostanzia in aiuti ai rifugiati e nell'invio di aiuti umanitari e infrastrutturali (non militari, come fanno molti governi irresponsabili dell'UE), pretende, ad ogni modo, che la Slovacchia venga rispettata.

La Slovacchia è un Paese sovrano e non può essere ricattata”, ha affermato il Premier Fico.

Se la parte ucraina continuerà a danneggiare gli interessi della Slovacchia nella fornitura di materie prime strategiche, il governo slovacco riconsidererà anche la sua precedente posizione costruttiva sull'adesione dell'Ucraina all'UE”, ha sottolineato, dichiarando anche che “Da oggi, se la parte ucraina si rivolgerà alla Slovacchia con una richiesta di assistenza per la stabilizzazione della rete energetica ucraina, non riceverà tale assistenza”.

Dello stesso avviso anche il governo ungherese che, già la scorsa settimana, ha sospeso le forniture di gasolio all'Ucraina.

E il governo ungherese, sostenuto anche da quello slovacco, ha annunciato di voler porre il veto al prestito di 90 miliardi di euro all'Ucraina e alle nuove sanzioni contro la Russia.

Il Premier socialista Fico, a proposito del sostegno militare a Kiev, ha sempre sostenuto che esso sia una forma di suicidio economico e di mossa irresponsabile.

Anche nel nostro Paese c'era chi, oltre dieci anni fa, aveva visto giusto sulla questione. Quel Silvio Berlusconi vilipeso dalla pseudo sinistra e ampiamente tradito dal centro e dalla destra. Che a lui devono tutto.

Le ideologie e i fondamentalismi degli pseudo europeisti e degli pseudo riformisti stanno a zero. I fatti parlano e parleranno ancora.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

lunedì 23 febbraio 2026

Nono Congresso del Partito dei Lavoratori della Corea. Rieletto a Segretario Generale il Presidente Kim Jong-Un. Articolo di Luca Bagatin

 

Il 19 febbraio scorso, a Pyongyang, capitale della Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC), si è aperto il nono Congresso del Partito dei Lavoratori della Corea (PLC), che, il 23 febbraio, ha rieletto a Segretario Generale il Presidente Kim Jong-Un.

I 5.000 delegati presenti hanno eletto anche, al Comitato Centrale del PLC, 138 candidati, oltre a 111 membri supplenti.

Nel suo discorso di apertura, il Presidente Kim Jong-Un, ha affermato, fra le altre cose, che “Gli ultimi cinque anni, trascorsi dall'Ottavo Congresso del PLC, sono stati un periodo di orgoglio in cui l'intero Partito e tutto il popolo hanno compiuto una svolta epocale nell'attuazione della causa socialista secondo il nostro stile, basandosi sulla forza di una solida unità.

La nostra costruzione socialista, durata molti anni, non è stata una passeggiata, ma mai c'è stato un periodo come questo, in cui abbiamo ottenuto così grandi successi nonostante la gravità delle prove e delle difficoltà”.

In particolare, egli ha sottolineato che “Le forze ostili sono diventate più sconsiderate nei loro piani di duro blocco e sanzioni contro di noi, e ci siamo trovati ad affrontare anche successive calamità naturali e la crisi sanitaria pubblica globale. Ciò ha gravemente ostacolato lo sviluppo di tutti i nostri settori e ha anche seriamente minacciato la sicurezza del nostro Stato e l'incolumità del nostro popolo”.

Egli ha altresì ricordato che “Nonostante le circostanze difficili, il Partito, il popolo e l'esercito hanno rafforzato la loro determinazione e hanno compiuto sforzi proattivi a tal fine; attuando con successo le decisioni del Partito in tutti gli ambiti, come la politica, l'economia, la difesa nazionale, la cultura e la diplomazia, hanno ottenuto successi notevoli, globali e radicali e, nel corso di ciò, hanno aumentato sostanzialmente le forze interne del nostro Paese”.

Particolare attenzione è stata posta al settore economico che “rappresenta il principale fronte della costruzione socialista” e che “ha compiuto progressi dinamici nel rafforzamento e nel riadattamento delle infrastrutture tecniche e delle funzioni delle industrie chiave”.

Il Presidente Kim Jong-Un ha sottolineato come lo standard di vita della popolazione, nonostante le difficoltà, sia accresciuto e migliorato.

Egli ha spiegato come tale Congresso sia funzionale all'analisi del lavoro svolto negli ultimi anni e atto a stabilire le linee guida per le politiche da sviluppare nel futuro, in particolare nel rivoluzionare il settore rurale.

Congratulazioni per i lavori congressuali sono giunti anche dal Partito Comunista Cinese, che, in un comunicato, ha sottolineato che “Il PCC spera che il popolo della RPDC consegua costantemente nuovi e maggiori successi nella costruzione del socialismo sotto la ferma guida del Comitato centrale del PLC guidato dal Segretario generale Kim Jong Un”.

Oltre a far presente che “Il PCC ha sempre attribuito grande importanza allo sviluppo di relazioni amichevoli e di cooperazione con il PLC ed è pronto a guidare congiuntamente lo sviluppo sano e stabile delle relazioni tra Cina e RPDC, a promuovere lo sviluppo stabile e a lungo termine della causa socialista dei due Paesi e a promuovere la pace, la stabilità, lo sviluppo e la prosperità regionali, intensificando la comunicazione e le visite e rafforzando ulteriormente lo scambio di esperienze nella gestione del Partito e dello Stato con il PLC”.

E, il Presidente della Repubblica Popolare Cinese e Segretario del PCC, Xi Jinping, il 23 febbraio, ha altresì inviato un messaggio al Presidente Kim Jong-Un, al fine di congratularsi per la sua elezione a Segretario Generale del PLC.

Auspico che sotto la forte guida del Comitato Centrale, incentrato sul Compagno Segretario Generale, il Partito e il popolo nordcoreano, cogliendo l'opportunità di questo Congresso, continuino ad aprire nuovi orizzonti nella causa socialista della Corea del Nord”, ha sottolineato il Presidente Xi.

Il 15 febbraio scorso, peraltro, in occasione dell'84esimo anniversario della nascita del Presidente Kim Jong-Il, sono state deposte ghirlande di fiori, ai piedi delle statue dei Presidenti Kim Il-Sung e Kim Jong-Il, fra le quali quelle a nome del prof. Giancarlo Elia Valori, importante manager italiano e analista geopolitico, Presidente dell'International World Group, il quale è grande amico della Repubblica Popolare Democratica di Corea e fu grande amico dei leader socialisti nordcoreani.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

sabato 21 febbraio 2026

Eduard Limonov ha e aveva tutto da insegnarci. Articolo di Luca Bagatin

 

Eduard Limonov, scrittore e politico dissidente russo di fama internazionale, era certamente una leggenda, oltre ad essere figura emblematica del nostro presente.

Il 22 febbraio di quest'anno, Limonov, avrebbe compiuto 83 anni.

Egli fu il primo, alla metà degli Anni ’90, a seguito dello smembramento dell’URSS, a prevedere l’ineluttabilità di un conflitto tra l’Ucraina e l’ampia popolazione russa della Crimea, del Donbass e della Novorossia, in generale. Ciò in quanto, come mi raccontò e scrisse il suo editore italiano, Sandro Teti, “prima o poi, i diritti dei russi, sarebbero stati violati”.

Limonov, come scrisse nel saggio “Anatomia dell’Eroe”, pubblicato nel 1997, temeva che in Ucraina (territorio ove peraltro è cresciuto), sarebbe accaduta una situazione simile al conflitto nell’ex Jugoslavia, ove i nazionalismi di estrema destra sarebbero scoppiati e i russi, in quei territori, sarebbero stati repressi.

Limonov, nel voler proteggere i russi nelle Repubbliche post-sovietiche (non solo in Ucraina, ma anche in Kazakistan, Estonia, Lettonia, Lituania, Bielorussia ecc…), auspicava anche delle rivoluzioni popolari di matrice socialista, che avrebbero dovuto rovesciare il regime liberal-capitalista di Vladimir Putin, a Mosca.

L'ultimo e definitivo numero della rivista statunitense “Esquire”, in Russia, che uscì nell'aprile 2022 (prima di chiudere la versione russa, a causa delle assurde sanzioni), gli dedicò la copertina con il titolo: “La vita e il posto nella Storia del grande scrittore russo” e, nel 2024, è uscito, nei cinema, il film ispirato alla sua vita - “Limonov””, scritto dal regista polacco Paweł Pawlikowski, diretto dal regista russo Kirill Serebrennikov e interpretato dall'attore britannico Ben Whishaw.

Il film, peraltro, è ispirato al romanzo-biografia “Limonov”, del francese Emmanuel Carrère, del 2011, edito in Italia da Adelphi. Romanzo che, in verità, Limonov non considerava per nulla, in quanto lo riteneva scritto dal punto di vista di un “ricco borghese”.

Da dire che, già nel 2018, il regista italiano Mimmo Calopresti gli dedicò un docu-film, ove accostò Limonov alla figura di Pier Paolo Pasolini.

E, nel recente film, "Il mago del Cremlino - Le origini di Putin", tratto dall'omonimo romanzo di Giuliano da Empoli, il regista Olivier Assayas, fa interpretare Limonov dall'attore norvegese Magne-Håvard Brekke.

Eduard Limonov, alla sua morte, avvenuta il 17 marzo 2020, aveva all’attivo oltre 60 libri. Prevalentemente romanzi a sfondo autobiografico.

Personalmente, intervistai Limonov nell'agosto 2019, e – alla sua figura e a quella del suo partito dissidente, di sinistra patriottica - ho dedicato un mio saggio, ovvero “L'Altra Russia di Eduard Limonov – I giovani proletari del nazionalbolscevismo” (https://ilmiolibro.kataweb.it/libro/saggistica/617218/laltra-russia-di-eduard-limonov-2/).

Dissidente integrale, negli Anni ’70, Limonov si fece volutamente espellere dall’URSS per approdare negli USA, ove vivrà di scrittura e di umilissimi lavori, assieme al compagna dell’epoca, Elena Schapova, la quale diverrà presto una modella e oggi è moglie di un nobile italiano.

Fu autodidatta, sarto, attivista trotzkista, comunista indipendente, redattore di giornali, maggiordomo di un miliardario e, per un periodo, visse persino da senzatetto.

Visse a Parigi negli Anni ’80, con la seconda moglie (la prima fu Anna Rubinstein, che sposò negli Anni '60), la cantante e scrittrice Natalya Medvedeva, e successivamente, negli Anni ’90, partecipò alla guerra civile nell’ex Jugoslavia a sostegno della Repubblica Federale di Jugoslavia e alla guerra di Transnistria, a sostegno della Repubblica Socialista Sovietica Moldava di Pridnestrovie. Successivamente, tornato in Russia, prese parte alla resistenza popolare in difesa del Parlamento russo, fatto bombardare da Eltsin.

Nel 1992 collaborò con Vladimir Zirinovskij, leader del Partito LiberalDemocratico russo, ricevendo la nomina a “Ministro della Sicurezza” del governo ombra creato dallo stesso Zirinovskij. Presto ne prese le distanze, spiegandone le ragioni nel saggio “Limonov contro Zirinovskij”.

L’anno successivo, invece, organizzò un gruppo di poveri, sbandati, emarginati, punk ed ex punk delusi dal crollo dell’Unione Sovietica e vittime dell’avvento dei liberalismo oligarchico.

Un gruppo di giovani e giovanissimi, prevalentemente artisti autodidatti, musicisti, pittori, scrittori, che si ispiravano e ascoltavano la musica di David Bowie e Viktor Coj e leggevano le opere di Aleister Crowley, del Marchese De Sade, di Gabriele d'Annunzio, di Yukio Mishima, di William S. Burroughs, di Jack Kerouac e di Hunter S. Thompson. E che, dunque, trovarono in Limonov il loro profeta artistico, il loro padre, una guida che aveva attraversato tutte le generazioni che amavano e che li facevano sentire vivi: quella beatnik, hippie, punk e cyberpunk.

Quel nucleo di “desperados”, nel 1993, prenderà il nome di Fronte Nazionale Boscevico e, nel 1994, di Partito NazionalBolscevico (PNB), unendo i principi del nazionalbolscevismo di Ernst Niekisch (ex deputato socialidemocratico e primo oppositore, in Germania, del totalitarismo hitleriano), a quelli della controcultura punk e beatnik.

Limonov, il filosofo Aleksandr Dugin (prima di andarsene dal partito e prendere le distanze da Limonov), il cantante e chitarrista punk rock Egor Letov e il musicista e attore Sergey Kuryokhin (oltre che numerosi altri artisti, scrittori e musicisti, molti dei quali diventeranno celebri nella Russia post-sovietica), saranno, dunque, i maggiori animatori del PNB e del suo giornale controculturale “Limonka” (“Granata”) e riusciranno, via via, ad aggiudicarsi le simpatie di quei giovani delusi dall’avvento di Eltsin al potere e della conseguente distruzione economico-sociale della Russia, che si avviava – come tutte le altre Repubbliche post-sovietiche - a divenire – contro la volontà dei cittadini - un Paese liberal-capitalista e oligarchico.

Il Partito NazionalBoslcevico sarà bandito in Russia, nel 2007, con l’infondata accusa di “estremismo”. Ma, nel settembre 2021, la Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU), con sede a Strasburgo, ha dichiarato che lo scioglimento del Partito NazionalBolscevico (PNB) è da considerarsi una violazione dei diritti umani e ha condannato le autorità russe a pagare un risarcimento ai giovani figli adolescenti di Limonov e ai dirigenti del partito di allora.

La CEDU ha infatti stabilito che vietare il PNB fu un atto “sproporzionato e non necessario in una società democratica” e ha fatto cadere ogni accusa attribuita al partito dalla giustizia russa, ovvero le accuse infondate di “estremismo”, “incitamento all’odio” e “appelli a disordini di massa”.

Dopo una breve alleanza con i liberali di Kasparov e Kasyanov - oltre che con i comunisti di Viktor Anpilov – nella coalizione democratica “Altra Russia” (il nome è tratto da un saggio politico dello stesso Limonov, del 2003), Limonov e i suoi giovani militanti organizzeranno, nel 2010, il partito “L’Altra Russia” che, dopo la sua morte, ha assunto la denominazione “L’Altra Russia di Eduard Limonov”. Collocato a sinistra e spesso alleato, in varie manifestazioni, a diversi partiti comunisti russi, non rappresentati alla Duma, il parlamento russo.

Ancora oggi partito di opposizione fra i più perseguitati in Russia (ed ai quali è impedito presentare liste elettorali), il partito di Limonov propone – fra le altre cose – una forma di socialismo popolare e democratico, fondato sull'anticapitalismo e sulla nazionalizzazione dei settori chiave dell'economia; il rispetto dell’articolo 31 della Costituzione che sancisce la libertà di riunione e manifestazione; la fine dell’autoritarismo imposto dal governo Putin e la riunificazione delle Repubbliche ex sovietiche, liberandole da ogni forma di russofobia e nazionalismo di estrema destra. Aspetti che, per primo, Limonov denunciò nel 1992, facendo presente come il crollo dell'URSS stava aprendo le porte al nazionalismo anti-sovietico e anti-comunista, a forme di separatismo sciovinista e russofobo e a possibili nuovi conflitti fra popolazioni che, grazie all'URSS, vivevano tutte – pacificamente – sotto lo stesso tetto.

La compianta giornalista Anna Politkovskaja sui nazionalbolscevichi di Limonov ebbe a scrivere:

Mi sono ritrovata a pensare di essere completamente d'accordo con ciò che dicono i Nazbol. L'unica differenza è che a causa della mia età, della mia istruzione e della mia salute, non posso invadere i ministeri e lanciare sedie.

(...) I Nazbol sono soprattutto giovani idealisti che vedono che gli oppositori storici non stanno facendo nulla di serio contro l'attuale regime. Questo è il motivo per cui si stanno radicalizzando.

(...) I Nazbol sono probabilmente il gruppo di sinistra più attivo, ma il loro nucleo si è ridotto da quando molti sono stati arrestati e imprigionati.

(...) I Nazbol sono giovani coraggiosi, puliti, gli unici o quasi che permettono di guardare con fiducia all'avvenire morale del Paese”.

Eduard Limonov di Anna Politkovskaja scrisse:

"(...) Cosa ha fatto Anna Politkovskaja per noi ? Ci ha fatti conoscere nella società. Ci ha spiegati alla gente, perché ci ha riconosciuti prigionieri politici. Ha ricreato nei suoi articoli l'atmosfera di un terribile processo contro i giovani della Russia. Questo processo di massa non avveniva sulla nostra terra dalla fine del XIX secolo. E così rinasceva nel XXI secolo".

(...) Il 7 ottobre 2006 Anna Politkovskaya fu uccisa all'ingresso della casa dove abitava. Sono andato al cimitero. C'erano già tutti i nazionalbolscevichi di Mosca. E quelli che sono riusciti a venire dalle zone limitrofe. I ragazzi mi hanno consegnato fiori di garofano bianco. Poi si è svolta la processione funebre. Il ritratto di Anna Politkovskaja è stato portato da una nostra compagna nazbol, che indossava occhiali in una cornice in metallo. Molto simili a quelli della Politkovskaja".

In Italia, in questi ultimi anni, opere di Limonov sono state editate da Sandro Teti.

Fra queste ricordiamo il romanzo dai contorni noir e erotici “Il Boia” e “Zona Industriale”, nel quale l'autore racconta il periodo trascorso dopo l'uscita dal carcere di Lefortovo e il ritorno nel suo malmesso e fatiscente appartamento, sito nella periferica zona industriale moscovita di Syri.

Limonov, infatti, non si è mai arricchito e non gli è mai interessato vivere negli agi, nonostante la sua ultima moglie sia stata l'affascinante attrice, cantautrice e modella Ekaterina Volkova, amante del jet set, e dalla quale ha avuto due figli, Aleksandra e Bogdan.

Sandro Teti ha curato anche la prefazione al mio già citato saggio “L'Altra Russia di Eduard Limonov”, edito da IlMioLibro, che cerca di cogliere l'anima artistica e controculturale del Nostro.

L'ultima compagna di Limonov, alla quale è sempre stato sempre fedele, fu Fifì, alla quale dedicò una raccolta di poesie erotiche - “A Fifì” - appunto, con l'affascinante fanciulla in copertina, nuda, di spalle.

Limonov e Fifì saranno anche protagonisti del numero 100 della rivista “Rolling Stones”, l'uno accanto all'altra, con lei, completamente nuda, di spalle.

Nel suo soggiorno statunitense, negli Anni '70, Limonov conobbe il poeta e editore della Beat Generation Lawrence Ferlinghetti (il quale gli consigliò un finale diverso per il suo romanzo “Sono io, Edika”, tipo l’omicidio di una persona famosa, anziché la frase “Affanculo tutti!”) e Andy Wharol.

Le edizioni Bietti, hanno ripubblicato, di Eduard Limonov, uno dei suoi saggi più attuali e emblematici: “Grande Ospizio Occidentale”.

Scritto alla fine degli Anni '80, il “Grande Ospizio Occidentale” denunciato da Limonov altro non è che il peggiore degli inferni possibili. Ovvero la nostra società Occidentale, liberal capitalista, che il Nostro osserva e ha osservato sin dagli Anni '70, quando si fece espellere dall'URSS e approdò negli Stati Uniti d'America.

L'Ospizio di Limonov, come ho ricordato anche in una mia recensione al saggio, altro non è che una società sorvegliata dall'Amministrazione, che garantisce ai Malati (i cittadini) ogni tipo di piacere e comfort, utilizzando così quella violenza soft – attraverso l'esaltazione di un Popolo senza opinioni, amante del progresso e del piacere illimitato - che lo stesso Hitler uzilizzò contro i tedeschi della sua epoca, mascherando così tutto l'orrore autentico del Regime.

Un Ospizio nel quale tutto è permesso, ovvero niente è davvero permesso, come affermava Pasolini. In cui i media e i giornali permettono “libertà di parola”, ma effettivo spazio lo trovano solo coloro i quali hanno i mezzi finanziari per poter raggiungere le masse. Oppure, venendo alla nostra epoca dei “social”, tutti possono scrivere contro l'Amministrazione dell'Ospizio, ma questo non smuoverà la situazione di una virgola.

Nell'Ospizio denunciato da Limonov l'uomo è svirilizzato, addomesticato dalla pubblicità commerciale, dalla televisione, dalla musica pop, dai reality show (denunciati già nel 1988-89 da Limonov!).

Egli è coccolato in modo che non si ribelli mai e poi mai, se non a parole. In questo senso, coloro i quali Limonov definisce Agitati (ovvero l'opposto dei Malati), quali ad esempio il leader socialista libico Gheddafi (che Limonov paragona al nostro Giuseppe Garibaldi e all'eroe latinoamericano Simon Bolivar, altri Agitati da sedare e combattere, secondo le regole dell'Ospizio), vanno vilipesi e bollati come criminali, terroristi, selvaggi, barbari e chi più ne ha più ne metta.

Persino il sistema del voto elettorale, secondo Limonov, è inutile. Ovvero non è altro che una legittimazione dell'Amministrazione dell'Ospizio, la quale propone candidati incolore, de-ideologizzati, nessuno dei quali vuole davvero cambiare alla radice il sistema.

La maggioranza dei cittadini non ha un'opinione, per mancanza di voglia e incapacità” - scrive Limonov - “Vota in funzione di opinioni prefabbricate, elaborate dall'Amministrazione e suggerite dai media”. E, spesso, ne consegue, che la gran parte dei Malati-elettori abbia persino rinunciato ad andare a votare (Limonov riporta, in merito, i dati elettorali di Francia e USA alla fine degli Anni '80, epoca in cui ha scritto il suo saggio, rilevando come in Francia votasse la metà degli aventi diritto al voto, mentre negli USA gli elettori effettivi fossero addirittura una minoranza).

E' illogico” - prosegue Limonov - “far eleggere i dirigenti dell'Ospizio a un Popolo così influenzabile: non è lo stesso Popolo, d'altronde, che il 30 gennaio 1933 ha dato il potere, con elezioni “libere e democratiche”, a un certo leader tedesco?”. Sottolineando, dunque, come l'elettoralismo possa addirittura portare al potere – con il voto “democratico” (si fa per dire) – i peggiori dittatori.

E Limonov, eterno profeta, come lo fu Pasolini, punta il dito contro l'uomo bianco, borghese, ricco e “civlizzato”, il quale “è convinto di poter capire qualsiasi conflitto sul pianeta dopo aver dato una rapida occhiata alla televisione o leggiucchiato un paio di trafiletti su qualche giornale. Non è cosciente delle conseguenze negative del proprio intervento nella vita dell'Africa, del fatto che la civiltà europea non è estranea alla moltiplicazione delle Vittime”.

E, con ciò, Limonov sottolinea come l'Amministrazione dell'Ospizio, attraverso i media, si ponga sempre dalla parte delle Vittime...ma solo se non provengono da Africa, America Latina e Asia, ovvero quelle realtà che non fanno parte dell'Ospizio.

Le realtà estranee all'Ospizio, infatti, secondo Limonov, hanno mantenuto il loro senso comunitario, aracico, ribelle, agitato, estraneo all'ammorbamento prodotto dal benessere materiale, dalla tecnologia, da un lavoro alienante che costringe le persone (i Malati dell'Ospizio) – dalla culla alla casa di riposo – a produrre sempre di più, distruggendo così sempre più risorse naturali e l'ambiente.

L'Ospizio, secondo Limonov, in nome dell'ideologia del progresso e della prosperità, ha veicolato un piacere effimero, che ha annientato - negli esseri umani che ne fanno parte - ogni senso di sofferenza e dolore. Condizioni necessarie, all'essere umano, per crescere, emanciparsi ed essere realmente felice, in quanto realmente artefice del proprio destino, attraverso il superamento degli ostacoli e delle difficoltà che la vita e la Natura che lo circonda gli offre.

Limonov ci mette dunque in guardia – sin dai lontani Anni '80 - da una modernità e ci sta auto distruggendo.

Come ho scritto, intervistai Eduard Limonov nel 2019 e, con me, non fu propriamente simpatico. Fu, infatti, un'intervista difficile. Non ci teneva affatto ad essere simpatico con il prossimo, soprattutto con chi lo ammirava. E, l'ho capito dopo, aveva ragione lui.

Lui che disse a Emmanuel Carrère che la sua era "una vita di merda" e che se volevano scriverci un libro o farci un film, facessero pure, ma a lui non interessava affatto. Così come non gli interessava che cosa pensassero gli altri di lui.

A lui interessavano i suoi "giovani ragazzi proletari", i nazionalbolscevichi. Di cui sognava di essere alla testa fin da quando, nel 1981, lo scrisse nel suo "Diario di un fallito".

Ovvero scrisse di voler essere alla testa dei looser e perdenti di tutto il mondo. Che cercano un riscatto (come lo cercano tutti i popoli diseredati). In nome della loro esistenza disperata, del loro amore per l'arte e per una vita vissuta appieno – per quanto difficile economicamente – senza le regole imposte dall'Ospizio.

I nazionalbloscevichi di Limonov, del resto, sono una sorta di Cavalieri Templari proletari moderni. Dei monaci guerrieri dallo spirito artistico che, dicono gli stessi giovani de "L'Altra Russia", "lottano contro la nomenclatura di Putin, ma, la prossima generazione post-rivoluzionaria di nazionalbolscevichi, dovrebbe divenire una generazione di cavalieri-crociati in grado di purificare l'Europa e il mondo intero dall'eresia del capitalismo".

Un'eresia che ci ha resi schiavi della società dei consumi. Della violenza contro i più deboli. Del cinismo.

Era una persona semplice, Limonov. Un eterno ribelle che, anche a 83 anni, avrebbe dimostrato sempre non più di 18 anni, nello spirito. E ha, ancora oggi, tutto da insegnare a un mondo, quello Occidentale, folle, alla deriva e totalmente privo di intelligenza, creatività e anima. Imbevuto di opulenza, ipocrisia, noia e ignoranza.

Aveva peraltro molto da insegnare anche alla cosiddetta "sinistra occidentale" quando affermava: "Perché i partiti comunisti e socialisti sono degenerati? Perché dicono le stesse cose dei liberali, hanno gli stessi obiettivi. Se i nostri nemici ideologici predicano la produttività è stupido predicare ancora più produttività”.

E anche quando puntava il dito contro l'”ordine borghese”, che ha schiavizzato i corpi e le menti delle donne e, nel romanzo “Russian Psycho” scriveva: “Il mondo borghese, l'ordine borghese, ha reso la ragazza una "giovenca". Un animale stupido, silenzioso e fiducioso con il naso bagnato in un'imbracatura di biancheria intima, su tacchi idioti: il "pulcino" deve scomparire”. E, provocatoriamente, aggiungeva, come un mantra: “Ho un sogno, ovvero bande di ragazze selvagge che distruggono le città e i loro capelli soffiano nel vento..”.

Come ho scritto nel mio saggio, a noi europei ha lasciato un grande monito, quando in una intervista, mai abbastanza ricordata, dichiarò: “L’Europa sta mentendo quando afferma di difendere il bene, la democrazia, i diritti degli uomini. L’Europa, infatti, sta uccidendo i paesi dissenzienti, i diversi paesi, l’uomo diverso. L’Europa persegue il bene con tutti i mezzi del male. L’Europa è in profonda crisi, in crisi di coscienza. L’Europa è persa”.

Mai verità fu più grande e attuale.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

venerdì 20 febbraio 2026

In arrivo aiuti internazionali a Cuba, strangolata dal regime di Washington. Articolo di Luca Bagatin

 

L'iniziativa internazionale “Nuestra America Flotilla” (https://nuestraamericaconvoy.org), che porta il nome di un importante saggio dell'eroe nazionale cubano, José Martì, ha annunciato che intende inviare aiuti umanitari a Cuba, strangolata dalle inique e illegali sanzioni del regime di Trump.

Aiuti che giungeranno, entro il 21 marzo prossimo, per via aerea, marittima e terrestre.

Una mobilitazione che coinvolge associazioni, sindacati, politici e associazioni umanitarie, che sostengono il popolo cubano e il suo diritto ad essere governato, liberamente, nel socialismo.

L'iniziativa ha ricevuto l'immediato plauso e sostegno da parte dell'attivista svedese Greta Thunberg e della deputata statunitense, socialista democratica, Rashida Tlaib.

Greta Thunberg ha definito le azioni di inasprimento dell'embargo a Cuba - volute dal regime di Washington - impedendole anche di acquistare petrolio dall'estero, come un “brutale atto di punizione collettiva” contro il popolo cubano, sottolineando la necessità di arginare le politiche imperialiste USA.

L'inasprimento delle sanzioni a Cuba – che stanno gravemente danneggiando le condizioni di vita della popolazione dell'Isola - fa il paio con l'aggressione militare USA al Venezuela e al rapimento del Presidente Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores.

Un ulteriore attacco a Paesi governati dal socialismo, da parte del regime di estrema destra statunitense, per imporre la propria egemonia nei Caraibi.

Il governo cubano, difronte alla grave carenza di carburante, ha dovuto attuare un piano d'emergenza tale da ridurre al minimo i servizi sanitari e dei trasporti.

L'ONU ha espresso preoccupazione per l'impatto sulla popolazione causato dalle misure coercitive imposte dal regime statunitense.

Recentemente, sia il governo socialista messicano che quello cinese, hanno espresso sostegno a Cuba, inviando aiuti umanitari alla popolazione. L'UE, invece, rimane silente. Anzi, continua ad andare d'amore e d'accordo e a fare affari con il regime di Washington. Che, giustamente o meno, sbeffeggia, un giorno sì e un giorno no, i dirigenti UE.

Il Presidente russo Vladimir Putin, invece, ha criticato con forza il blocco petrolifero imposto da Trump, affermando, fra le altre cose: “Siamo sempre stati dalla parte di Cuba nella sua lotta per l’indipendenza, per il diritto di seguire il proprio cammino di sviluppo, e abbiamo sempre sostenuto il popolo cubano”.

L'iniziativa “Nuestra America Flotilla” è sostenuta anche dal Presidente socialista colombiano Gustavo Petro, il quale ha peraltro appena firmato un decreto che aumenta il salario minimo dei colombiani, per il 2026, del 23,7%.

Altro che l'Italia! Altro che l'UE!

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

martedì 17 febbraio 2026

Riflessioni laiche oltre il banalmente corretto e l'ipocritamente corrotto. By Luca Bagatin

 

Non credo alle ideologie, ma alla capacità di incanalare la propria Vera Volontà in qualche cosa di superiore.

Influenzando e dominando ogni cosa, ogni elemento.

Attraversando l'Abisso, distruggendo il proprio ego. Ottenendo il vero Potere, su di sé e su tutto ciò che ci circonda.

(Luca Bagatin)

Non è che non andare a votare non serve necessariamente a nulla.

È che non si può votare con leggi elettorali incostituzionali, che non permettono alle persone di eleggere, equamente e senza sbarramenti e antidemocratici maggioritari, i propri rappresentanti.

Oltre a ciò, non si può accettare di essere inseriti all'interno di un meccanismo, l'UE, in cui i cittadini dei Paesi che la compongono, vengono bellamente ignorati e non hanno alcuna voce in capitolo nelle decisioni prese o da intraprendere.

(Luca Bagatin)

Lo stupido, l'imbecille, l'ignorante, dividerà il mondo in destra e sinistra, ovvero in ideologie vuote ridotte a slogan, perché chi ha un cervello ristretto può comprendere solo banalità e semplificazione.

Così facendo rimarrà uno schiavo e continuerà a servire qualcun altro.

Il che, nell'ordine naturale delle cose, è più che giusto, perché lo stupido, l'imbecille e l'ignorante ha il compito di servire.

Chi deciderà, diversamente, di andare oltre la banalità, l'imbecillità e la stupidità, avrà la possibilità di emancipare la sua mente e ottenere tutto il potere che vuole.

(Luca Bagatin)

In quest'epoca ci si preoccupa del politicamente corretto, ma ci si guarda bene dall' insegnare, anche in modo esemplare, l'educazione ai propri figli e ai minori in generale.

Che sempre più si staranno trasformando in delinquenti.

Anche per colpa di genitori assenti, leggi lassiste, diseducative e che garantiscono impunità dei carnefici e violazione sistematica dei diritti umani delle vittime.

(Luca Bagatin)

La comicità si regge sul politicamente scorretto.

Chi si offende, semplicemente, non capisce che, nella vita, è sempre meglio essere sfottuti che essere fottuti.

(Luca Bagatin)

Il caso Epstein e i relativi insabbiamenti ci dimostra, ulteriormente, che la democrazia, da queste parti, è una pura formalità.

Ovvero non è democrazia. Ma ipocrisia.

(Luca Bagatin)

Il “banalmente corretto”, in altri termini, potrebbe essere definito “ipocritamente corrotto”.

(Luca Bagatin)

venerdì 13 febbraio 2026

Venezuela. La Presidente incaricata Delcy Rodriguez ribadisce che il Presidente legittimo è Nicolas Maduro. Articolo di Luca Bagatin

 

La Presidente incaricata del Venezuela, la socialista Delcy Rodriguez, in un'intervista rilasciata alla rete statunitense NBC News, ha dichiarato che il Presidente legittimo del Venezuela è e romane Nicolas Maduro, illegalmente detenuto negli Stati Uniti d'America dallo scorso 3 gennaio, dopo il suo rapimento, assieme alla moglie Cilia, durante l'aggressione statunitense al Paese, che ha causato oltre 100 morti e numerosi feriti.

La Presidente ha sottolineato come, la sua Amministrazione, aderisca alla Costituzione venezuelana che, infatti, prevede la figura del Presidente incaricato, nel caso di impossibilità del Presidente legittimo di governare.

E ha affermato come il suo sia “un lavoro molto duro”.

Sia il presidente Maduro che Cilia Flores sono innocenti”, ha sottolineato Delcy Rodriguez, parlando anche nelle vesti di avvocato.

La Presidente ha affermato di essere stata invitata negli USA, spiegando che “Stiamo valutando di andarci una volta che avremo stabilito questa cooperazione e potremo procedere con tutto”.

Ha ribadito, altresì, la necessità che sia posta fine alle misure coercitive imposte al Paese da parte degli USA, che ne ostacolano la crescita.

Relativamente alla questione elettorale, la Presidente Rodriguez ha affermato che “Tenere elezioni libere ed eque in Venezuela significa anche avere un Paese libero, dove la giustizia può essere fatta. Paese libero da sanzioni”.

La Presidente ha ricevuto, peraltro, il Segretario all'Energia degli USA, Christopher Wright, presso il Palazzo Miraflores di Caracas.

L'incontro mira a redigere un'agenda energetica vantaggiosa per entrambi i Paesi, nel quadro della sovranità energetica del Venezuela, che si sta sforzando di aumentare la produzione di petrolio greggio, diversificare le esportazioni e stringere nuove alleanze energetiche.

All'incontro era presente anche il Presidente della società petrolifera nazionale venezuelana PDVSA, Héctor Obregon Pérez e il rappresentante diplomatico del Venezuela negli USA, Félix Plasencia.

Relativamente al ritorno in Venezuela dell'esponente dell'estrema destra venezuelana, Maria Corina Machado, la quale ha consegnato il suo controverso Nobel per la “Pace” a Trump, la Presidente Rodriguez ha affermato che la Machado “dovrà rispondere al Venezuela per aver richiesto interventi militari e sanzioni e per aver celebrato l'aggressione statunitense del 3 gennaio”.

Il dialogo con gli USA, in sostanza, è stato intrapreso, nel quadro del mantenimento della sovranità energetica venezuelana e ribadendo la necessità di liberare il Presidente Maduro e sua moglie, illegalmente detenuti, senza alcuna fondata accusa, e rapiti illegalmente sul territorio venezuelano.

Il Presidente Maduro, prigioniero a New York, in una conversazione con il figlio, il deputato socialista Nicolas Ernesto Maduro Guerra, ha affermato di sostenere il governo incaricato di Delcy Rodriguez e le azioni che sta portando avanti: “State facendo esattamente ciò che dovete fare e state prendendo le misure giuste” - ha dichiarato il Presidente Maduro - “La nostra tranquillità qui deriva dall'unità del popolo, dall'unità con l'Alto Comando e con la mia squadra, che è la squadra della patria”.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

martedì 10 febbraio 2026

La Presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, dalla parte del popolo cubano contro l'embargo USA. Articolo di Luca Bagatin

 

La Presidente socialista del Messico, Claudia Sheinbaum, lunedì 9 febbraio scorso, ha ribadito il suo sostegno all'invio di aiuti umanitari a Cuba, pesantemente minacciata dal regime statunitense.

La Presidente, ha sottolineato come il popolo messicano si sia sempre distinto per il valore della fraternità, affermando che il suo governo non può rimanere indifferente difronte alle difficoltà che il popolo cubano si trova ad affrontare, a causa dell'inasprimento dell'embargo statunitense contro l'Isola, che prevede, peraltro, un inasprimento dei dazi per quei Paesi che venderanno petrolio a Cuba.

Agli aiuti umanitari messicani si sono aggiunti, recentemente, anche quelli cinesi.

Il Presidente di Cuba, Miguel Diaz-Canel, ha espresso la sua profonda gratitudine alla Presidente Sheinbaum per il sostegno del Messico, in particolare in questo momento in cui gli USA stanno cercando di soffocare l'economia dell'Isola con ogni mezzo possibile.

La Presidente Sheinbaum, ha affermato che le politiche di Trump colpiscono direttamente il popolo cubano, ostacolando, fra le altre cose, servizi essenziali come il comparto sanitario e scolastico.

La Presidente del Messico, in particolare, ha sottolineato che Gli unici che possono decidere come governare sono i cittadini stessi; questo è molto importante. Non si può danneggiare il popolo, anche se non si è d'accordo con il governo; non si può far soffrire un popolo”.

E ha, inoltre, lanciato un appello internazionale per denunciare l'imposizione di dazi punitivi USA per chiunque venda petrolio a Cuba.

Si è detta, inoltre, disposta a fungere da mediatore fra Washington e L'Avana, per risolvere le controversie fra i due Paesi.

Infine, ha sottolineato come la politica estera messicana darà sempre priorità alla cooperazione e al benessere delle popolazioni latinoamericane, contro ogni imperialismo esterno.

Mentre in Italia e UE continuiamo a servire Washington e a inviare armi a autocrazie corrotte, né facenti parte dell'UE, né della NATO (che peraltro non sono nemmeno riconoscenti nei nostri confronti), Washington soffoca il popolo cubano.

I cui medici, durante la pandemia da Covid19, hanno fornito all'Italia e a diversi Paesi europei, un contributo fondamentale.

Evidentemente o lo abbiamo dimenticato o... ipocritamente facciamo orecchie da mercante.

Grave, in entrambi i casi.

Ma, da queste parti, funziona così.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

lunedì 9 febbraio 2026

9 febbraio 1849: proclamazione della Repubblica Romana. Articolo di Luca Bagatin

 

Il 9 febbraio merita di essere ricordato e celebrato in quanto, in quella data, nel 1849, fu proclamata l'unica vera Repubblica che l'Italia abbia mai davvero conosciuto.

Proclamata dal Triumvirato costituito da Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi e Carlo Armellini, conquistata con il sangue di patrioti garibaldini che fecero fuggire il Papa Re a Gaeta, fu fondata sulla sovranità del Popolo, sull'eguaglianza, la libertà e la fraternità, senza alcun privilegio, nonché sulla piena libertà religiosa e di culto.

Durò, purtroppo, solamente cinque mesi, soffocata brutalmente dai francesi di Napoleone III (personaggio storico che ad ogni modo merita di essere studiato e approfondito, in quanto fu comunque, in politica interna, un grande riformatore sociale), alleati del Papa dei cattolici.

Una Repubblica indipendente, quella Romana del 1849, non solo dal potere religioso-statuale, ma anche da quello monarchico dei Savoia.

Una Repubblica che consacrò ad eroina quella Anita Garibaldi che morirà poco dopo, moglie del primo Socialista e Repubblicano senza tessera di partito, ovvero Giuseppe Garibaldi. Eroina dei Due Mondi, tanto lei – nata in Brasile - quanto il marito, in quanto lottò con lui, sia in America Latina che in Italia, contro ogni forma di oppressione, sopruso, tirannide.

Una Repubblica – quella Romana del 1849 - dimenticata e la cui memoria fu offuscata persino dall'attuale “Repubblica dei partiti”, fondata nel 1948, la cui Costituzione è nata dal compromesso di interessi di potere contrapposti, la quale oggi è totalmente serva di logiche internazionali, dal Fondo Monetario, alla Banca Centrale Europea, passando per la NATO e l'UE.

Entità lontane dalle genti e che tanto ricordano l'Impero Asburgico e i difensori dell'Ancien Régime, opposti ad ogni forma di sovranità popolare diretta e, dunque, lontano da ogni forma di democrazia autentica, così come la intendevano Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi.

Solo la Libera Repubblica di Fiume di Gabriele d'Annunzio e del mazziniano Alceste De Ambris del 1919, riuscirà ad eguagliare lo spirito della Repubblica Romana di mazziniana e garibaldina memoria, persino caratterizzando questa nuova impresa con aspetti libertari, anarco-comunisti, erotici e teosofici.

Si pensi – peraltro - che la Costituzione della Repubblica di Fiume, ovvero la Carta del Carnaro prevedeva aspetti avanzatissimi per l'epoca, al punto che nemmeno oggi, alcuni aspetti, sono garantiti dalla Costituzione italiana, ovvero: libertà di associazione, libertà di divorziare, libertà religiosa e di coscienza al punto che furono proibiti i discriminatori crocifissi nei luoghi pubblici, assistenza ai disoccupati e ai non abbienti, promozione di referendum, promozione della scuola pubblica, risarcimento dei danni in caso di errore giudiziario, inviolabilità del domicilio.

Anche questa nuova impresa di ispirazione libertaria, garibaldina e mazziniana sarà soffocata dall'imperialismo internazionale e dal governo italiano retto da Giovanni Giolitti che, nel 1920, inviò le truppe italiane a sgomberare a cannonate i legionari di d'Annunzio.

Uno spaccato di Storia italiana ed europea, insomma. Antica e più moderna. Che vide contrapporsi eroi e martiri da una parte e politicanti imperialisti dall'altra.

La Storia è sempre destinata, tristemente, a ripetersi. Ma non va mai dimenticata e sempre approfondita.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

sabato 7 febbraio 2026

Brasile. Il Presidente Lula celebra i 46 anni del Partito dei Lavoratori e rilancia la sfida socialista contro l'estrema destra e le ingerenze USA. Articolo di Luca Bagatin

 

Il socialista Partito dei Lavoratori brasiliano, ovvero il Partido dos Trabalhadores (PT), compie 46 anni e, il Presidente del Brasile, nonché Presidente del PT, Luiz Inácio Lula da Silva, durante le celebrazioni dell'anniversario, a Salvador, ha esortato i militanti a prepararsi per le prossime elezioni Presidenziali, che si terranno il 4 ottobre prossimo.

Lula è infatti pronto per un nuovo mandato ed è pronto a battere il figlio di Bolsonaro, Flavio, estremista di destra, che si presenta con il conservatore Partito Liberale.

Lula, ha affermato che i militanti del PT dovranno smascherare ogni menzogna raccontata dall'estrema destra.

Preparatevi. Queste elezioni saranno una guerra e dovremo essere preparati. Dobbiamo essere più audaci, perché loro lo sono. Non possiamo restare in silenzio. Non è più sufficiente gridare 'Lula Pace e Amore'”, ha affermato il Presidente.

Il Presidente Lula, che si ricandida - per il quarto mandato - all'età di 80 anni, ha affermato altresì che sta vivendo il suo momento migliore, sia a livello fisico che mentale e che si sente motivato oggi più di quando aveva 50 anni.

Egli ha invitato i militanti del PT a non abbassare la guardia, anche perché i risultati positivi delle politiche sociali portate avanti dal suo governo non saranno sufficienti, da soli, a garantirgli la vittoria.

Dobbiamo pensare a un altro progetto per questo Paese. Quale progetto presenteremo per risvegliare nei cuori di ragazze e ragazzi, uomini e donne, giovani e adulti, l'aspettativa di poter costruire un altro Paese? Questo è ciò che mobiliterà il nostro popolo”, ha sottolineato Lula.

Egli ha spiegato come alle prossime elezioni non è in gioco solo la vittoria alla Presidenza della Repubblica, ma soprattutto se il Brasile continuerà ad essere un Paese democratico, oppure, se esso sarà consegnato, come già accaduto con Bolsonaro padre, a un fascista.

Egli ha spiegato come il PD debba lavorare per creare alleanze con altre forze politiche e ha ringraziato tutti gli attivisti, non solo del PT, ma anche del PSB (Partito Socialista Brasiliano); PcdoB (Partito Comunista del Brasile) e PDT (Partito Democratico dei Lavoratori), ovvero i partiti che supportano il suo attuale governo.

Egli, inoltre, ha ricordato il suo attivismo sindacale a partire dagli Anni '70 e ricordato la fondazione del PT.

Non c'è nulla di simile al PT nel mondo. Stiamo accumulando molti errori, ma non c'è nulla di simile”, ha ricordato Lula, aggiungendo che esso “è stato creato dai lavoratori, guidato dai lavoratori”.

Lula ha ricordato di come, da leader sindacale, viaggiasse tra le fabbriche a bordo del suo Maggiolino Volkswagen, gridando con un megafono, per convincere i lavoratori a creare un loro partito. Un partito che deve continuare ad “ascoltare le periferie”, ha sottolineato il Presidente.

Egli ha, altresì, puntato il dito contro la corruzione, che si sta diffondendo nella politica brasiliana e ha sottolineato la necessità di mantenere il PT fuori da ogni forma di mercificazione.

Avete l'obbligo morale di non permettere che questo partito finisca nel fosso comune della politica di questo Paese”, ha esortato il Presidente Lula.

Nel suo discorso, Lula, ha inoltre solidarizzato con il popolo cubano, per le continue vessazioni che subisce a causa del regime statunitense e, relativamente all'aggressione statunitense al Venezuela, ha affermato che “Dobbiamo dire forte e chiaro che il problema del Venezuela deve essere risolto dal popolo del Venezuela, non da Trump”.

Egli ha, inoltre, elogiato il parteneriato siglato, recentemente, fra Brasile e Repubblica Popolare Cinese.

Oltre al Presidente Lula, alla celebrazione, conclusasi con una festa, sono intervenuti anche il presidente del PT, Edinho Silva, il governatore di Bahia, Jerônimo Rodrigues, la senatrice Tereza Leitão (PT-PE) e il Presidente del PT di Bahia, Tássio Brito.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it

mercoledì 4 febbraio 2026

George Galloway (Partito dei Lavoratori della Gran Bretagna) bacchetta le scelte scellerate di UE e Gran Bretagna e ritiene che il sole sorga ad Est e nel Sud del mondo. Articolo di Luca Bagatin

Il 25 gennaio scorso, il tabloid cinese Global Times ha pubblicato un'interessante intervista fatta a George Galloway, più volte parlamentare britannico e attuale leader del socialista Partito dei Lavoratori della Gran Bretagna (Workers Party of Britain).

Galloway fu deputato laburista, per la prima volta, nel 1987 e fu espulso dal Partito Laburista nel 2003 con la pretestuosa accusa di “gettare discredito” nel partito solo perché fu fra i primi a denunciare il nuovo corso liberal capitalista e guerrafondaio inaugurato da Tony Blair, oggi seguito da Keir Starmer.

Egli fu rieletto al Parlamento britannico nel 2012, con il Respect Party, partito socialista anticapitalista e antimperialista. Dal 2019, guida il Workers Party of Britain, partito socialista e populista di sinistra – che, fra le altre cose – propone la partecipazione e il controllo delle imprese da parte dei lavoratori - fondato da supporter dell'ex leader laburista Jeremy Corbyn.

Galloway fu rieletto, nelle fila di tale partito, al Parlamento, nel febbraio 2024, ottenendo il 39,7% e battendo, nel suo collegio, candidati indipendenti, conservatori, laburisti, liberaldemocratici e destre euroscettiche.

Nell'intervista condotta da Global Times, Galloway, denuncia il fatto che il negoziato fra USA e NATO, relativamente al destino della Groenlandia, sia un fatto senza precedenti, perché è totalmente assente dal negoziato sia il legittimo proprietario, ovvero il Regno di Danimarca, che la popolazione della Groenlandia stessa.

Egli parla dunque di “gangsterismo mafioso” da parte dell'amministrazione statunitense relativamente a tale questione. Un atteggiamento “apertamente aggressivo, belligerante e minaccioso nei confronti di un Paese come la Danimarca, che è sempre stata un sostenitore incondizionato di tutto ciò che gli Stati Uniti le hanno sempre chiesto”.

Galloway, relativamente alle relazioni fra USA e Europa, ritiene che queste siano ormai “completamente rovinate”, al punto che oggi i leader europei, come quello canadese, si stanno avvicinando alla Cina.

Egli ha sottolineato che gli interessi dell'UE e della Gran Bretagna sono “diametralmente opposti a quelli degli Stati Uniti”.

Gli Stati Uniti” - ha spiegato Galloway - “stanno cercando disperatamente di aggrapparsi al loro impero, che sta perdendo ogni giorno. È ora che imparino ciò che il Regno Unito ha impiegato fin troppo tempo a imparare: non sono più il capo. Gli altri Paesi non prendono più ordini da lui. Perché l'amicizia internazionale sia assicurata, deve esserci una vittoria per tutte le parti coinvolte”.

Egli, nell'intervista, ha sostenuto che l'Europa dovrebbe “fare pace e stringere amicizia con la Cina e con la Russia, e stringere nuovi accordi con le potenze emergenti del mondo, invece di aggrapparsi alle potenze in declino”.

Ma egli non crede, ad ogni modo, che ciò avverrà perché le attuali leadership politiche europee “sono così immerse nel sangue che è difficile sapere se andranno avanti o torneranno indietro”.

Galloway ha sottolineato come il mondo sia cambiato e ha lodato il discorso del Premier canadese Carney a Davos, il quale ha spiegato come l'ordine fondato sulle regole “non solo sta scomparendo, ma è sempre stato una bugia”. Una bugia da noi conosciuta, ma che “abbiamo accettato perché ci tornava utile”.

George Galloway ha altresì sottolineato come le leadership europee, anziché cambiare radicalmente passo, allontanarsi dai desiderata di Washington e lavorare per gli interessi dell'Europa, abbiano, invece, “rovinato le proprie economie e deindustrializzato i propri Paesi”, gettando le basi per una crisi delle rispettive società in ambito “culturale, sociale, economico e politico”.

Gallowey, diversamente, ritiene che “Il sole è sorto ad Est” e che “La cosa saggia per le persone in Occidente sarebbe riconoscere questa realtà piuttosto che aggrapparsi al passato. L'Europa dovrebbe cercare di avvicinarsi al sole, traendone calore e nutrimento”.

Egli, relativamente all'ONU, pensa che purtroppo oggi sia stato completamente marginalizzato dal dibattito politico e stia subendo “la stessa sorte della Società delle Nazioni tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale”.

Gallowey ritiene dunque che, oggi solo i BRICS, la SCO (Organizzazione per la Cooperazione di Shangai), le organizzazioni del Sud del mondo, l'ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico) e l'Unione Africana, possano essere “la fonte di nuove relazioni internazionali, nuovi accordi internazionali e nuovi orientamenti internazionali”.

Luca Bagatin

www.amoreeliberta.blogspot.it